Trött!

Credo che la grammatica e la sintassi andranno a farsi benedire in questo post, ve lo dico già da adesso, sono davvero stanca!

Non sono brava a fare post con un inizio e una fine decente e infilo dentro a ognuno di essi curiosità sugli svedesi e sulla mia vita qui, spero solo che vi piaccia. Comunque…

Eccomi quasi alla fine di questa giornata a dir poco stancante. Il fatto che ieri sia stata attentissima a captare ogni parola a scuola e abbia parlato molto in inglese anche il pomeriggio si è sentito dalla stanchezza di oggi.

Anche oggi sono stata con le orecchie e il cervello apertissimi e i risultati si vedono. Oggi inizia il mio ultimo “week end inglese” ma credo che non parlerò molto perché sono distrutta! La prossima settimana non devo parlare inglese per cose stupide, e devo buttarmi di più a parlare svedese. Quando ero a tavola stasera ho capito tantissimo e spero che la prossima settimana non sia uno di quei periodi di discesa per quanto riguarda la lingua, ma pure se fosse non importa, perché è positivo avere quei momenti, dato che il livello della lingua dopo una pausa momentanea raggiunge livelli altissimi (e l’ho visto in questi ultimi due giorni).

Sono contenta di iniziare a parlare solo svedese dalla prossima settimana, in famiglia parlerò svedese e non mi tradurranno ma con Rebecca parlerò inglese perché ha bisogno di allenarsi un po’ e sarò felice di farlo perché pure io ne ho bisogno. Comunque continuerò a parlare inglese, con Ia ad esempio, con cui faccio discorsi un po’ troppo articolati da fare in svedese (o mamma cosa sono arrivata a dire, non mi sarei mai e poi mai immaginata di fare discorsi articolati in inglese, ma che figata!)

Sono piena come un uovo di tacos, tortillas e “hallon paj med vaniljsås”

Il venerdì in Svezia si festeggia, la settimana di lavoro e scuola è finita e si comprano varie schifezze da mangiare come patatine, coca cola e caramelle, e si guarda la televisione. Stasera abbiamo mangiato messicano perché è uno dei piatti preferiti di Marcus, che questa settimana ha dovuto fare un vaccino ed è stato molto stanco (cucciolo!) e io mi sono strafogata di roba, era tutto buonissimo e non avevo mai mangiato tante tacos e tante tortillas con cosi tante cose sopra e dentro 😛 . Dopo aver finito di mangiare e aver detto “tack for maten” Katarina mi ha chiesto se volevo un dolce, come avrei potuto rifiutare?!, e in un’ora ha preparato uno stupendo hallo paj med vaniljsås che aveva una quantità di zucchero assurda. Vi dico solo che è fatta con due strati di una pasta fatta di zucchero, farina, cereali e burro, con in mezzo uno strato di mirtilli. Il tutto viene cotto un’oretta nel forno e servito con la salsa fredda alla vaniglia, e magari anche con un bel bicchiere di succo di lamponi! Per chi crede che qui in Svezia non si fanno i pranzi domenicali lunghi le ore aggiungerei che siamo stati a mangiare dalle 18 alle 21 tra tacos e torta di lamponi.

Abbiamo parlato del fatto che in Italia mangiamo i dolci la mattina, e mi hanno detto che per loro una cosa del genere sarebbe TROPPO dolce da prendere la mattina e avrebbero paura di fare casini nel loro corpo, tipo avere troppi zuccheri improvvisamente dopo essersi svegliati, mangiandoli sempre a fine giornata (che cosa si perdono!). In inverno sono abituati a mangiare dolci per cena Anche stasera mi veniva da parlare italiano, sintomo della stanchezza, ma sono riuscita a fermarmi!

Mi sto abituando alle varie cose della vita qui come ad esempio:

•Il bagno che non ha la chiave ma se la porta è chiusa tutti sanno che è occupato.

•Marcus che fischietta le canzoni di Titanic che lui adora.

•Marcus che gioca al computer (che sta in cucina) mentre finiamo di cenare.

•Le luci sempre accese, anche quando non è buio e se non c’è nessuno in casa. C’è qualcuno che passa nelle stanze e accende le luci ahahah. Qui hanno un sacco di luci (credo di averlo già detto) nella mia camera ne ho una sul comodino, una ai piedi del letto, una appesa alla parete della scrivania e una sul soffitto (che non ho praticamente mai acceso perché mi piacciono le altre). Nella sala non hanno una luce da soffitto ma solo lampade da terra, e l’atmosfera che si crea è molto nordica.

•Lavarmi i denti in giro per la casa come fanno tutti gli altri, giuro che quando l’ho fatto per la prima volta, il primo giorno che sono arrivata qui e abbiamo fatto fika la sera (tra l’altro ho scoperto proprio oggi che fare fika non vuol dire fare merenda ma mangiare qualcosa di dolce in qualsiasi ora!) ero troppo felice della cosa. E mentre ci laviamo i denti parliamo senza problemi ahahah

•Camminare a piedi nudi ovunque, anche sui sassolini appuntiti del giardino.

•Prendere la bici la mattina con 8°C e sentire la rugiada sui pantaloni e sulle scarpe.

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Ho chiesto a Micael e Katarina se è giusto pensare che gli svedesi non sono freddi in modo negativo ma solo timidi (a differenza di come fa molta gente), e soprattutto che non è che sono maleducati perché sono riservati ma semplicemente non vogliono disturbarti, e loro mi hanno dato ragione. Katarina ha iniziato a dire che sa che nei paesi del sud se su un autobus non ti siedi vicino a qualcuno è segno di maleducazione (assolutamente vero!) mentre da loro è segno di maleducazione sedersi vicino a qualcuno, perché gli togli il suo spazio. Mio padre mi aveva raccontato questa cosa e quando Katarina ne ha parlato mi veniva da ridere, non era solo una leggenda metropolitana!

A scuola tutto inizia ad ingranare, e sono soddisfatta perché sono solo alla fine della seconda settimana. I compagni di classe hanno iniziato a rompere il ghiaccio (saranno state le caramelle che ho offerto ieri per il bisogno di sentire di far parte di una classe!?). Nell’ora di ginnastica (Idrott) oggi abbiamo corso i 2000m come primo test ed è andata abbastanza bene rispetto a quando l’ho fatto l’anno scorso ad atletica. Mi sono fermata un po’ più di volte rispetto a quello che avrei potuto fare perché io e Ia abbiamo corso insieme, ma va bene così, in fondo non c’era nulla in palio!

Dopo scuola Micael mi ha accompagnata all’ufficio immigrazione per chiedere l’assistenza sanitaria completa e ci hanno dato dei moduli da spedire a Örebro. Dopo siamo andati a ritirare le gomme da inverno che avevano fatto depositare alla VOLVO (tra l’altro ho saputo che la prima neve arriverà a ottobre, perfetto ahahahah! Quando siamo tornati le abbiamo depositate (il verbo storage è davvero intraducibile!) nella casetta di legno vicino alla casa dove c’è di tutto e di più, rotolandole per terra come meccanici ahahahah

Domani prenderò la bicicletta con Marcus e Micael e andremo da qualche parte, non credo fino a Karlstad perché hanno delle cose da fare ma faremo un bell’allenamento. Ho una nuova bici che Rebecca ha scelto ma che ora non userà perché ne prenderà una nuova. È bellissima e l’unico problema è che ha le ruote rosa, ma perché una parte della spesa è andata alla ricerca per il cancro, quindi sono felice di usarlo. Posterò una foto domani, se mi ricordo!

La sera anche se sono stanchissima mi vedo un film in italiano perché mi aiuta a capire meglio lo svedese, quindi ora chiudo e mi vedo Che ne sarà di noi

Alla prossima!

Godis!

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Sto nell´aula di economia e il professore ha appena regalato a me e ai ragazzi del gruppo del kick-off un pacco di caramelle come premio per aver vinto tra i sei gruppi di ieri, menomale che ho mangiato poco a pranzo ahahahah. Giuro che non posso crederci, avevo paura di aver abbassato la media dei punti a tutto il gruppo e invece é andata benissimo. Ma immagino che non ci state capendo nulla perché non vi ho spiegato com´é andato il kick-off e di cosa si trattava. Alle 10 hanno iniziato a chiamare i ragazzi di ogni gruppo che provenivano dal corso di economia e da quello di scienze sociali che é il mio, ognuno con il suo leader che era del secondo o del terzo anno. La cosa abbastanza comica é che sono stata messa nell´unico gruppo di soli ragazzi (il motivo per cui abbiamo vinto ahahah), ma credo sia stato meglio cosí. Appena veniva chiamato un gruppo questo partiva, a distanza di cinque minuti dall´altro perché era una specie di orienteering, e ogni centinaio di metri si fermava per fare una specie di gioco/attivitáuccidimuscoli/attivitástrizzacervelli. È da dire che il tutto si é svolto nella foresta quindi i miei piedi, avendo le ballerine perché non avevo capito cosa avremmo fatto, non erano del tutto felici, ma íl tutto é stato molto divertente. Ho fatto cose che non mi sarei mai aspettata di fare, come la piramide umana, i palleggi con le uova, cercare di superare una fune tra due alberi a un metro e cinquanta di altezza con l´aiuto dei ragazzi  e una specie di gara di addominali (in pratica si doveva stare il piú tempo possibile a pancia in giú appoggiati sulle braccia e i piedi tenendo su il sedere, ditemi che avete capito!, e il massimo era cinque minuti.) credo di aver resistito due minuti e mezzo (i magici risultati dell´allenamento in bici!) e sono molto orgogliosa di me.

Il pranzo é stato molto “vichingo!?”. Abbiamo cucinato gli hot dog (korvbröd!?) su un fuoco acceso e da brava romana dopo dieci minuti che il mio wurstel si stava NON cuocendo ha deciso bene di cadere, sempre perché da brava romana non ho saputo infilare bene il KORV.

È da dire che la parte iniziale del percoso attraversava il cimitero di Hagfors, che ovviamente é nella foresta, con una ripiditá di 75 gradi minimo (non trovo il pallino dei gradi sulla tastiera svedese!) e giá il fatto che per fare il kick-off si passi in un cimitero fa un po´ridere!

Ricevute le caramelle le ho distribuite agli altri che non le avevano vinte e mi sono sentita davvero parte della classe, anche perchè uno del gruppo si è girato per dirmi “good!”. E data la loro timidezza posso dire davvero di essere parte della classe ahahahah

Adoro queste ore in cui i professori danno i compiti e te puoi fare quello che vuoi (io in questo caso passo il tempo a tradurre le frasi dei libri su google translate o a scrivere sul blog). L´ora di matematica é di una noia assurda, e qui le ore passano DAVVERO lentamente, molto piú di quando sto a scuola in Italia. Gli esercizi che dovrei stare a fare (che poi ho tutta la libertá di non farli) riguardano i numeri negativi, e l´esercizio piú difficile che ho trovato fino ad adesso é: se la temperatura in un giorno va da -2,5C a 4,1C qual´é l´escursione termica giornaliera? che difficoltá, mamma mia!

Gli armadietti! Giuro che non so cosa penso esattamente degli armadietti . È bellissimo averne uno perché non devi stare sempre con la borsa con decine di cose dentro che non riesci a camminare per quanto é pesante. È una specie di punto di riferimento, una seconda casa quando sei a scuola. Qui sono tutti abituati ad averne uno dalla prima elementare (credo) e sono velocissimi ad aprirlo chiuderlo e fare quello che devono fare, io sono un incapace e ci sto le ore per mettere le cose dentro e quel poveraccio che ha l´armadietto sotto il mio ogni volta aspetta le ore ahhahahah

È assurdo come questa settimana sia passata velocemente, domani é l´ultimo giorno di scuola e sabato andremo in bici a Karlstad. Oggi Ia viene a casa mia dopo scuola e cucineró italiano. Si so che l´ho giá detto ma sono davvero troppo felice di farlo. Ieri io e Micael siamo andati al supermercato a fare la spesa e ho fatto il mio meglio per trovare cose il piú vicino possibile a quelle italiane. Spero solo che nessuno osi mettere il ketchup sulla pasta al pomodoro…..

Cosa inizio a capire degli svedesi… non é che sono timidi, ma semplicemente non vogliono disturbarti. Ieri durante il kick-off ho parlato con il leader del gruppo, che stando nel terzo anno era “leggermente” piú estroverso e abbiamo parlato molto (il suo inglese era perfetto e faticavo davvero a stargli appresso) ma mi sono accorta che non mi ha praticamente mai fatto domande tranne una o due, ma quando io gli chiedevo qualcosa era felicissimo di rispondere e parlava un sacco. A capirli!

La cosa bella é che ora nessun professore qui si aspetta nulla da me, devo solo pensare a imparare la lingua, e poi a gennaio inizieró a fare le prove e avere i voti da spedire ai prof italiani.

Oggi va molto meglio con lo svedese, sono riuscita a capire molte cose tra gli amici e durante le lezioni, e Ia ha detto che mi parlerá sempre in svedese d´ora in poi, e parleremo inglese solo per cose importanti che devono essere dette subito. Dopotutto devo fare questo salto nello svedese che é lo stesso che ho fatto dall´italiano all´inglese (anche se di svedese conosco poca grammatica ancora), e quando il mio livello di svedese sará come quello di inglese che avevo alle medie sará tutto piú facile perché avró bisogno solo di allenamento.

I prof che capisco di piú sono quella di scienze, quella di psicologia e quella di storia e svedese. La prof di scienze mi ha consigliato di abbandonare assolutamente l´inglese per imparare lo svedese, che in effetti é quello che pensavo di fare, quindi ora ho una spinta in più.

 

Come mi aveva detto Katarina, per imparare bene una nuova lingua il cervello ha bisogno della perfetta conoscenza della lingua madre e che un ottimo modo per allenarmi ora che sono in Svezia , ed è davvero strano ma funziona alla grande,  è vedere film nella tua lingua madre (nel mio caso film di Verdone :P)

La giornata oggi è stata impegnativa, ho parlato tutto il giorno un sacco di inglese perché Ia è venuta a casa mia, adorando il mio cibo italiano, e abbiamo parlato un sacco. Stamattina a scuola mi sono buttata e ho detto qualche parola in svedese. Io e Ia (si fa ridere lo so ahahah) abbiamo deciso che a scuola staremo un po’ di tempo a parlare svedese in modo che gli altri vedano che lo sto imparando e che mi possono parlare in svedese.

Il pomeriggio con Ia è stato davvero fantastico, ci siamo divertite molto e sono davvero contenta di aver trovato un’amica come lei. Però non siamo riuscite a non parlare inglese, la cosa è molto dura!

Questa sera dato che ero completamente distrutta a un certo punto ho iniziato a parlare italiano senza accorgermene, e quando pensavo “sto parlando italiano, devo smettere!” mi uscivano ancora più parole come se nulla fosse, la mia bocca si apriva senza che il cervello ragionasse, assurdo!

Micael ha preso i biglietti per la Fin Battle quindi venerdì dopo scuola partiremo per Norrköping dove abitano i genitori di Katarina e staremo li due notti. Le gare ci saranno sabato e domenica dalle 13 quindi la domenica torneremo abbastanza tardi. Sono davvero felice di vedere queste gare!

Gli svedesi non si soffiano mai il naso, e con questo vi auguro buona notte!

They say me, it will come, and it is coming!

26 agosto

Eccomi qui a scuola per iniziare una nuova giornata impegnativa. Ho ancora un po’ di fiatone perché sono venuta in bici e nonostante venendo da Uddeholm la strada sia più in salita che da Hagfors, sono passati solo tre quarti d’ora da quando sono uscita di casa, esattamente lo stesso tempo che ci metto da Hagfors. Mi meraviglio di me! Dopo quattro giorni consecutivi che prendo la bici l’allenamento inizia a dare i suoi frutti e non sono troppo stanca, anche se ho sudato un sacco!

Comunque, dopo questa prima settimana tra scuola e impegni vari, inizio a sentire sempre più la routine, e anche la scuola inizia a essermi più familiare e non mi sento troppo un’estranea, anche se la strada è lunga. Oggi inizio lezione alle 10 e ho inglese, storia, pranzo (non è una materia lo so ahahahah) e poi spagnolo. Poi prendo la bici e vado al corso di svedese. E così oggi ho tre lingue, la mia testa scoppierà. Ma quando c’è inglese sono in paradiso, capisco quasi tutto anche se penso ad altro, e credo sia frutto dello stare sempre a cercare di capire una lingua sconosciuta. A proposito di svedese! Due giorni fa ho iniziato a pensare che forse avendo la possibilità di parlare senza problemi, sapendo l’inglese a un livello sufficiente, mi sto chiudendo in una specie di bolla, e quando gli altri parlano in svedese, o meglio in Värmlandska, ci capisco sempre di meno e questo non va bene. Spero che questa sia solo una conseguenza del fatto che imparare la lingua è davvero difficile, e forse il mio cervello ha pensato bene di creare una corazza intorno alle mie orecchie finché non imparerò qualcosa. Per quanto riguarda l’inglese, penso che lo diró (non c’é l’accento aperto sulla tastiera svedese!) alla famiglia ospitante così non dovranno stare ogni minuto a tradurre. Parlando della famiglia, piano piano inizio ad abituarmi a vivere con loro anzi credo he il processo sia quasi alla fine. Ció con cui invece devo imparare a convivere é che la mia vera famiglia mi mancherá sempre, non é una cosa che posso evitare con il passare del tempo e il difficile å compensare le varie cose tra di loro. Per sentito dire o esperienza piú o meno tutti sappiamo che i nordici sono “freddi” ma la maggiorparte della gene attribuisce questo aggettivo al fatto che sono antipatici o si rifiutano di essere affettuosi. No no, proprio per niente, gli svedesi sono affettuosi eccome, ma con meno persone e dopo piú tempo che conoscono qualcuno rispetto a noi. Sono riservati e dopo che ci hai parlato o conosci qualcuno da due o tre giorni, é rarissimo che questo ti saluti, devo sempre fare io il “primo passo” (första stegen o qualcosa del genere). Forse la parola migliore per descrivere uno svedese é “riservato” e non freddo, anche se purtroppo, questo c’é da dirlo, certe manifestazioni affettuose non le concepiscono come facciamo noi. Una cosa davvero triste é che non si abbracciano tra amici, e non ho ancora visto qualcuno ridere a crepapelle, e questo é davvero ma davvero tristissimo. Mi mancano tanto le risate con i miei amici.

Qui ognuno é libero di non andare a lezione o uscire quando vuole, o almeno cosí mi é sembrato. L’altro giorno dei ragazzi sono usciti per andare a prendere i loro computer e non sono piú rientrati, e l’insegnante lo sapeva e non ha detto nulla!

Stare con gli amici secondo gli svedesi significa sedersi a un tavolo e usare il cellulare. Non parlano tra di loro, figuriamoci quanto é difficile fare amicizia per una persona come me che non sa la lingua.

27 agosto

Ieri ho avuto la mia prima crisi di pianto da quando sono qui. Ora vi racconto meglio

Mi sarei aspettata di fare il corso di svedese ma quando sono arrivata li stava per finire una lezione che tra l’altro era di livello troppo alto per me, (l’insegnante mi ha scambiato per una svedese dicendomi: “vuoi fare il corso di svedese?!” con una faccia assurda! “aspetta come ti chiami?” “Rossella” “aaaah, Katarina mi aveva parlato di un’italiana che doveva venire a fare il corso…..”eppure non sembro tanto nordica ahahahah) ma mi ha dato dei libri per imparare la lingua che sembrano molto efficienti. Ogni giorno leggo e faccio gli esercizi di un’unità, ed è un buon inizio. Ritornando alla crisi, mi aspettavo di iniziare il corso e così non è stato, quindi aggiungendo lo stress della settimana prima dovuto alla quantità enorme di informazioni ricevute e alle novità, la difficoltà a imparare la lingua, il non capire assolutamente nulla, avere un calo di conoscenza dello svedese perché il mio cervello aveva bisogno di riposo, stare in mezzo a gente di poche parole e altre decine di cose….. la mia testa è scoppiata e quando Katarina mi ha chiesto come fosse andata la giornata prima le ho detto “non proprio bene come l’altra settimana” e poi sono scoppiata a piangere. Katarina è stata disponibilissima e abbiamo parlato qualcosa come quaranta minuti per tranquillizzarmi e si è commossa pure lei  vedermi piangere. Ma la cosa bella è che dopo aver pianto mi sento completamente a casa e ho una marcia in più, e oggi la mia giornata è stata stupenda!

Continuo a non capirci nulla, ma sono contenta perché alla fine di scuola, non avendo scienze sociali perché mancava il professore, io e Ia, (la mia prima amica svedese che sta in classe con me!) siamo andate sul prato al sole a parlare un po’. Ha deciso di non fare più tedesco ma spagnolo e quindi saremo in classe insieme per l’ora di lingue, e quindi l’ho aiutata con lo spagnolo. Quando doveva tradurre dallo spagnolo le ho detto che poteva farlo in svedese e non inglese così anche io avrei imparato qualcosa, ed è stata davvero un’ottima idea! Giovedì probabilmente verrà a casa mia dopo scuola e io cucinerò italiano per tutti, non vedo l’ora! Ia è una “giramondo” perché ai suoi nonni piace molto conoscere posti nuovi e così le piace provare nuove cucine e imparare nuove lingue. Come me vuole migliorare il suo inglese che secondo lei la fa sembrare un’idiota ma non è vero perché la pronuncia è ottima secondo me (tutti gli svedesi credono che il proprio inglese non sia all’altezza dell’altro, e invece sono bravissimi! e Ia mi dice che ho un ottimo inglese ahahaha). Ha detto che quando ho bisogno di sfogarmi o parlare di qualsiasi cosa lei è disponibile, e questo mi ha tranquillizzato molto, è davvero una brava persona. Mi ha raccomandato di buttarmi con la lingua, perché tutti sanno che io non so nulla quindi non si aspettano nulla, dipende solo da me.

Il mio mentore mi ha detto che ci saranno sempre giorni in cui mi sembrerà di essermi scordata tutto lo svedese imparato fino a quel momento (anche se per ora è poco), e questo è iniziato a succedermi intorno a sabato, e non fa una grinza perché il mio cervello ha ricevuto una quantità assurda di informazioni la scorsa settimana, e sempre come dice la mia insegnante c’è stata una specie di caduta improvvisa, dovuta allo scompenso di impegno svolto dal cervello da una settimana all’altra. Spero di aver capito bene quando me l’ha spiegato in inglese ma rileggendo mi sembra un ragionamento abbastanza ragionato ahahahah. Quindi in poche parole, più progressi faccio in poco tempo, più possibilità ci saranno di avere uno stop momentaneo dell’apprendimento della lingua, ma non mi preoccupo perché ci farò l’abitudine. Come dice Elizabeth, dopo la tempesta esce sempre il sole.

Domani abbiamo kick-off. Praticamente gli studenti del 2° e del 3° gymnasium incontrano i ragazzi del 1° e si organizzano quiz e altre attività intorno alla scuola. Non ho ben capito come si svolgerà ma inizieremo alle 10 e durerà tre quarti d’ora, la scuola offre il pranzo (noi di scienze sociali abbiamo l’hot dog tanto per la cronaca ahahaha) e potremo dedicare il tempo successivo a conoscere gente e stare insieme. Promette bene! Ia ha detto che chiederà di stare in coppia con me in modo da tradurmi ogni cosa, e non so davvero spiegare la felicità che provo ad avere finalmente un’amica qui! Sembra che non ho mai avuto amici nella mia vita, sembra di essere rinati.

Ebbene si, andare in un nuovo paese e costruirsi una nuova vita è come rinascere. Come mi ha detto Katarina ieri pomeriggio, quando devi imparare una nuova lingua in un nuovo paese, i sentimenti che provi nella tua lingua madre non sono gli stessi che provi parlando un’altra lingua. Non è facile da spiegare, ma come ci vuole del tempo per iniziare a pensare in un’altra lingua, e io ora sto iniziando a farlo con l’inglese, così ci vuole del tempo per esprimere e lasciarsi andare ai propri sentimenti e ai propri pensieri. Succede quando parliamo la nostra lingua e conosciamo persone nuove, con le quali non ci lamentiamo di ogni piccola cosa già dall’inizio perché dobbiamo prima “tastare il terreno”. E ci viene naturale, anche se sembra di frenarci nel nostro essere. Ma poi quando prendiamo più confidenza il cervello lascia un po’ alla volta i freni e iniziamo ad essere noi stessi. In poche parole è come se davvero non provassimo sentimenti quando cerchiamo di imparare una lingua nuova in un posto nuovo. Difficile da spiegare e da capire quanto assolutamente vero.

Ora che uso la bici come mezzo di trasporto ormai è diventato un divertimento, e anche se faccio una salita ripidissima e faticosissima con la settima marcia nessuno più mi ferma. Credo sia un comportamento automatico dal momento che finora ho fatto cose mooolto più complicate e la fatica fisica in confronto non è nulla.

La prof di psicologia mi fa morire dal ridere perché ogni tanto attacca a parlare in inglese per farmi capire qualcosa, ma traduce solo metà della frase, quindi le mie illusioni di capirci qualcosa svaniscono subito ahahahah

Per quanto riguarda le altre amicizie, credo che usare la chat di Facebook con gli svedesi sia uno dei pochi modi di fare amicizia, soprattutto se non sai la lingua e hai bisogno del traduttore o di parlare in inglese. Non mi piace fare questo in Italia, ma qui sta dando i suoi frutti anche nella vita reale quindi continuerò….il mio vicino di armadietto, che è nella mia classe mi saluta in Värmlandska con una cosa tipo tjè! abbastanza comica la cosa. Come se io, romana, mi presentassi a un exchange con “ahò ciao!  me chiamo Rossella e quando c’hai bisogno d’aiuto pe la lingua chiedi pure”: altro che aiuto per la lingua, il malaugurato exchange chiederebbe aiuto per buttarsi nel Tevere! Un’altra cosa che mi fa ridere è che tutti credono che io non capisca nemmeno mezza virgola di svedese e non sappia nemmeno una parola, e quando mi dicono grazie me lo dicono in inglese. Devo darmi da fare per fargli capire il contrario!

Sono le nove e mezza di sera e mi ero promessa di vedere un film dopo aver scritto il post, ma ora sto crollando dal sonno e non vedo l’ora di fare le mie care nove ore di sana dormita.

Ci sentiamo, buona notte!

Strani orari svedesi e miti stradali

Eccomi qui quasi alla fine di questa giornata stancantissima.

Stamattina mi sono svegliata spontaneamente alle 6,30 (chissà perché, sarà per caso il fatto che non hanno le persiane in Svezia?!) e un paio d’ore dopo io e Micael siamo partiti in bicicletta alla volta di Munkfors, che dista 30 km da Uddeholm. Perciò abbiamo pedalato in tutto 60-65 km e la stanchezza si fa sentire, ma è stata davvero una bella esperienza e un bell’allenamento. Non ci si rende mai conto di una distanza finché non la si percorre, come succede con qualsiasi altra cosa finché non la si prova. Mi è capitato lo stesso la prima volta che sono tornata da scuola in bici e mi sono ritrovata all’uscita di Hagfors con una salita togli fiato, che ora non mi spaventa più, e mi sta succedendo lo stesso con l’esperienza qui in Svezia.

Domani riprenderò la bici per andare a scuola, dato che entro alle dieci, poi alle 14,30 avrò il corso di svedese, e alle 16 me ne tornerò a casa, fiera si spera!, della mia giornata.

Durante la passeggiata ho visto un cartello stradale di “attraversamento biciclette”, che dice agli autisti delle macchine di stare attenti alle bici, una cosa mai vista in Italia!

Quando si incontra qualcuno sulla kläralvsbanen ci si saluta con un “hej!” e magari si scambiano quattro chiacchiere, come quando si va in montagna.

A 2 km da Uddeholm siamo entrati in un supermercato e abbiamo comprato 5 confezioni di vari snack cioccolatosi, e ovviamente c’era il mio caro Kex. Tornati a casa abbiamo mangiato il meritato pranzo (un piatto svedese con wurstel cotti in una salsa di panna e pomodoro, una cosa MOOOLTO LEGGERA!, del riso e dei broccoletti) e dopo un’ora siamo andati a vedere la partita di calcio di Rebecca. In questa settimana c’è un sole che spacca le pietre, si, ma quando c’è l’ombra ci si spaccano le labbra! e sul prato vicino al campo era pieno di gente che prendeva il sole in costume sull’erba. A volte mi chiedo, ma come fanno? ma poi se ci penso bene capisco che, poverini avendo 6 mesi di morte assoluta quando sbuca un po’ di sole immaginate come sono felici, e un po’ lo sono anche io pensando all’inverno con -20 che mi aspetta. Secondo loro però, novembre, dicembre, gennaio e febbraio sono i mesi più “felici” perché c’è la neve che fa avere un po’ più di luce, pensate come stanno!) Mentre tornavamo abbiamo comprato la cena per me, dato che mi sono rifiutata categoricamente di mangiare la pizza che fanno qui ahahahah. La mia cena, comprata dagli stessi turchi che fanno la pizza, era una kebab salad, inutile dire che era buonissima e mi ha ricordato un po’ il cibo italiano. C’era anche una specie di pagnotta di pane che mi ha fatto rinascere, non mangiando pane italiano da dieci giorni :’).

Gli svedesi mangiano sempre, non so come facciano a digerire e a non dare di stomaco ogni giorno. Cenano alle 5 o alle 6, e se non cenano fanno fika, merenda composta da dolci e caffè, una cosa leggera come tutte gli altri cibi svedesi insomma. Ma anche se fanno fika alla fine mangiano qualcosa per cena. Mangiano molto prima di andare a dormire perché secondo loro è molto meglio digerire prima di dormire, e come dargli torto? Alle 17,45 ho finito di mangiare la mia “insalata” e ora ho tutto il tempo per digerire e smaltire qualcosa, ed è un’ottima cosa secondo me.

Tornando a casa da Hagfors dove c’è stata la partita di pallone una macchina nel verso opposto ha girato prima di far passare noi, il che a Roma sarebbe normalissimo anche se sbagliato e invece qui fa stupore, ma Katarina non ha suonato il clacson, cosa che si sente ogni 10 secondi a Roma e fino ad ora non ho mai sentito in Svezia! Giuro che da brava romana mi sono sporta per vedere se c’era il clacson nella macchina, pensavo che in Svezia vendessero le macchine senza!

Eccomi tornata dal coro che è composto da dieci persone. Per me è molto strano stare in un coro così piccolo, avendone il mio una sessantina. Abbiamo cantato pezzi tradizionali svedesi e un gospel, “Let it be” dei Beatles. Katarina è andata alla riunione degli abitanti di Uddeholm lunedì scorso, e hanno proposto di far cantare il coro il primo avvento di dicembre, un primo concerto da fare 🙂

Da mercoledì a venerdì ho avuto un po’ di crisi da mancanza di casa e vecchia routine, ma ora sto meglio, e in questo weekend ho iniziato a sentirmi parte della famiglia e inizio a ingranare la routine. Ogni giorno sarà meglio, c’è solo da aspettare.

Spero di legare un po’ di più con i miei compagni di classe questa settimana così magari venerdì posso invitare qualcuno a casa, Katarina mi ha detto che se voglio posso cucinare qualcosa di italiano, vedremo come andrà!

Il 7 e l’8 settembre a Stoccolma ci sarà la Fincup, una gara di atletica tra Finlandia e Svezia, e probabilmente ci andremo e dormiremo da alcuni amici di Micael e Katarina, non vedo l’ora!

Ci sentiamo!

Klarälvsbanan

Eccomi qui appena tornata da una pedalata nella natura. Un paio d’ore fa ho preso la bici e sono andata sulla klarälvsbanan, una pista ciclabile che dopo 90 km arriva a Karlstad, una città di 60.000 abitanti nel Värmland. In tutto ho pedalato per 20km in un’ora e mezza, e la stanchezza si sente. Credo che domani pedalerò per due ore e mezza ma forse nel pomeriggio che il sole è alto e fa più caldo. Tralasciando il fatto che ogni volta per salire sulla bici ci metto dieci minuti perché è altissima per me, la pedalata è andata molto bene, ed è un ottimo modo per sfogarsi dopo una settimana di novità come questa. Andare in giro da sola, magari ascoltando canzoni con un sacco di ricordi, fa pensare tantissimo, ed è un ottimo modo per crescere.

Ho cambiato idea sul corso di svedese…sebbene sia molto stancante andare dopo scuola anche il lunedì e il mercoledì, e non solo il venerdì prima di scuola, credo che questa settimana inizierò a farlo. Dopotutto la difficoltà durerà solo altre due o tre settimane (spero!!!) e tre lezioni a settimana aiuteranno ancora di più a imparare la lingua, perciò mi aspettano settimane di fuoco ahahahah

Första vecka här och cycklar till hemma!

22 Agosto

Cycklar till hemma!

Buongiorno! Sono a scuola aspettando l’ora di scienze naturali nel “corridoio giallo”. Prima di venire a scuola abbiamo caricato la bicicletta di Katarina dietro la macchina perché questo pomeriggio finita scuola tornerò a casa con quella. Sarà un bell’allenamento essendo 8 km di strada. Ieri ho fatto i compiti di storia e svedese, diciamo che sono stata due ore a tradurre le cose su google translate che è ottimo per il mio livello.

23 Agosto, first week of school, feel like a month

Ultimo giorno della settimana, giuro che questo week end non tocco compiti, ho la testa che mi scoppia. So di essermelo meritato come non mi è mai successo in Italia.

Oggi abbiamo incontrato l’istruttore di ginnastica (non li chiamo prof perché si comportano troppo da amiconi per essere chiamati tali) e ci ha mostrato la palestra e le varie sale (sala pesi, spinning, ping pong) e abbiamo fatto una camminata sui 2000m che dovremo percorrere venerdì prossimo correndo come test d’ingresso. Ogni venerdì che avremo ginnastica faremo uno sport diverso, ad esempio giochi con le racchette, calcio, floorball, nuoto o altro. La palestra è davvero fighissima, è vietato fare foto a scuola sennò vi farei vedere tutto. Il maestro che si chiama Ilia (qui i prof si chiamano per nome) mi ha chiamato Rossetta, ma sono dettagli, e mi ha fatto i complimenti per il mio inglese . Mi ha detto: “you don’t speak Swedish but there’s no problem because your English is perfect” ed è in questi momenti che mi sento Dio ahahahah e non è la prima volta che mi succede. La maestra del corso di svedese per immigrati a cui sono andata oggi per la prima volta mi ha detto in svedese: “sei benvenuta ma c’è un problema, parli troppo bene inglese!” e pensare che loro lo parlano davvero bene! Il corso è andato molto bene, non è il livello base ma va bene così, imparerò più velocemente in questo modo. Siamo una ventina e la maggior parte sono somali e siriani venuti qui tre o sette mesi fa. Erano tutti interessati a conoscermi ed è un bell’ambiente. C’è molta gente motivata che lavora e che ha voglia di imparare lo svedese e costruirsi una nuova vita, cosa che in Italia quasi nessuno capisce.

Stamattina c’erano 4° fuori e io sono uscita solo con un maglioncino e la giacca di jeans e non sentivo freddo, sto diventando svedese! Nel pomeriggio si stava davvero bene, faceva caldo, e questi giorni di sole me li sto godendo al 100% perché la prossima settimana arriverà la pioggia. Sto guardando fuori dalla finestra e vedo che è già quasi del tutto buio. La scorsa settimana quando sono arrivata c’era un sacco di luce, ed è passata solo una settimana!

Seconda parte

Första vecka här!

Scrivo questo post oggi che è venerdì. Ieri è passata una settimana da quando ho preso l’aereo per venire qui in Svezia. Devo dire che sembra molto più di una settimana, non ho mai vissuto sette giorni così intensamente, con così tante cose da fare e tantissime informazioni ricevute. Immagino che il primo mese o forse i primi due saranno davvero tosti sia per quanto riguarda la lingua che per quanto riguarda costruire nuovi rapporti, ma cerco di vederla positivamente pensando che sono a un ottavo del lavoro. Ora ci sono molte persone che mi salutano, e inizio a sentire di essere parte di una classe, cosa che non mi aspettavo sarebbe successa così velocemente, anche perché non abbiamo sempre le stesse lezioni. Ah si non ve l’ho detto, nelle scuole svedesi puoi saltare ogni lezione che vuoi (ovviamente c’è un limite per ogni materia che è di tre totali mi sembra) per praticare sport. E poi c’è chi gioca nelle squadre di floorball o ishockey che è comunque esonerato, quindi ogni tanto scompare qualcuno (si allenano una cosa come quattro ore al giorno o.O) e la classe non ha sempre le stesse persone (funziona un po’ come l’università perchè è diviso in corsi e lezioni).

Le lezioni di matematica qui sono davvero facilissime, le funzioni che dovrei fare io in quarto, che corrisponde al loro secondo anno (ne hanno tre di gymnasium) loro le faranno alla fine del primo anno, e non è male come cosa in modo che mi posso concentrare più sulla lingua, anche se la matematica qui è l’unica materia che mi viene alla grande senza capire molto. Per capirci, i loro esercizi sono ad esempio: avendo 4,2,7,3 scrivi quanti numeri possibili dal più grande al più piccolo ecc.; oppure divisioni facilissime da controllare con la calcolatrice (tra l’altro! la scuola all’inizio dell’anno da a ogni alunno una calcolatrice e un computer, e ho imparato a usare la calcolatrice che è elettronica). Per fortuna c’è trigonometria, altrimenti sarei stata costretta a studiare TUTTO il programma di quarto da portare agli esami integrativi.

Per quanto riguarda lo spagnolo mi sto scordando quel poco di lingua che avevo studiato alle medie, qui mi confondo continuamente con lo svedese, l’italiano e l’inglese e la mia testa nelle ore di spagnolo ogni volta rischia di scoppiare.

•Le cose che ti mancano dopo una settimana in Svezia, sorvolando la grande volontà che ci metti per integrarti e imparare lo svedese. Almeno questo è il mio punto di vista:

Gli orari italiani, ossia la routine. Finché non avrò fatto mia la routine svedese mi sentirò in mezzo tra la vita italiana e qualcosa di nuovo che ancora sto assaporando e assaporerò per tutto l’anno, e per ora questo da un sacco di incertezze.

La pasta! Qui la pasta la fanno, eppure molto condita! Conoscono la bolognese e il sugo è fatto molto bene, ma il problema è la pasta che non sa di niente, per non parlare del ketchup che molta gente aggiunge…

La pizza! Spero di non essere obbligata a mangiare un centesimo di pizza italo/svedese in quest’anno. Ci mettono tutto quello che può venire in mente ed è praticamente cruda!

La verdura! Mangiano pochissima verdura, e quando arrivo in mensa la verdura è quasi sempre finita. Per non parlare di come la preparano. Non la condiscono, e può essere un bene per quanto riguarda la salute, ma non la cuociono neanche! Ieri ho mangiato dei cavolfiori crudi a scuola! Per fortuna a casa le cose vanno molto meglio!

•Di cosa ti accorgi dopo i primi giorni

Che non sei Dio proprio per nulla e che non sarai completamente autonoma e indipendente se non dopo tre o quattro mesi qui.

Che la famiglia è tutto. La mia host family è praticamente uguale alla mia come composizione, e quando li vedo ridere tra di loro mi viene molta nostalgia, è davvero difficile.

Che gli amici sono importantissimi ma nello stesso tempo non sono la prima cosa importante. Ad esempio ora ho bisogno di conoscere la lingua prima di riuscire a capire qualcosa ed essere in grado di comunicare. Gli amici riesci a trovarli anche se non parli la lingua, in qualche modo si fa, e in qualche modo io sto facendo, quindi è ok!

Che non hai bisogno di avere il massimo silenzio o la perfetta oscurità per cercare di dormire. Non volendo dire alla famiglia di abbassare la televisione o andare a spegnere la luce mi sono abituata. Ogni famiglia è diversa è ha le sue abitudini e rispettarle è un buon punto a favore per la capacità di adattarsi.

Credo che domani andrò ad Hagfors e tornerò a casa in bici, in tutto 16 km, si ce la posso fare! Dopotutto se non mi godo la tranquillità che c’è qui che sono venuta a farci in Svezia?

La routine prima o poi sarà parte del mio stile di vita (con la differenza che tornata da scuola non pranzo ma ceno), ma finché ciò non succederà la mancanza della vecchia routine si fa vedere (ora sono in una serie di stato di passaggio tipo Purgatorio ahahah).

Oggi dopo pranzo sono stata con alcuni amici di alcuni della mia classe, c’è da dire sempre che non siano di molte parole, ma sembrano simpatici, ed è un buon modo per conoscere altra gente, è un concatenarsi di nuove amicizie. Succede nei posti che conosciamo e lo diamo per scontato, ma ora mi sto davvero rendendo conto di come funziona. La frase che sento sempre quando qualcuno mi presenta è: Hon pratar inte Svenska? (Non parla svedese? con gli occhi spalancati) e ogni volta che la sento capisco che si, lo svedese is coming to me, ma io devo accoglierlo con tutta la mia volontà 🙂

I primi giorni sono stupendi, si accumula una novità sull’altra e ti sembra di vivere in un sogno, non ti manca nessuno e ti senti Dio. Quando inizi a capire che non è una vacanza le cose cambiano, inizia a mancarti la routine e le piccole cose di cui non ti rendevi conto. Ma me la sono cercata e come dissero all’incontro STS, “avete voluto la bicicletta? ora pedalate!”, e io pedalerò tutto l’anno e non solo in senso figurato ahahahah

Ho scritto questo post in quasi due ore tra scorrettezze grammaticali e interruzioni varie, però almeno è un post come si deve, il mio primo post come si deve da quando sono qui.

Proprio ora mi viene da pensare che non è passata poi così lentamente questa settimana… il titolo del paragrafo non funziona, ma vabbè sarete già arrivati alla fine 😉

Ci sentiamo, non aspettatevi un post così lungo però 🙂

Second day

Martedì 20 Agosto

Buongiorno a tutti, eccomi di nuovo a raccontarvi le mie disavventure nella scuola svedese. Ora sono in biblioteca a rilassarmi e leggere un libro (in italiano!) prima di iniziare la giornata di scuola che oggi dura fino alle 4. Credo che domani prenderò l’autobus per venire a scuola, ma dato che l’unico bus che  passa a un’orario buono per me è a 2km da casa, primo devo andare in bicicletta fino alla fermata e poi prendere l’autobus. Ce la posso fare! Ieri pomeriggio al ritorno da scuola ho dormito un’ora, quando sono scesa giù dove c’erano Katarina e Micael abbiamo parlato un po’ del primo giorno di scuola e mi veniva da piangere pensando a quanto è stata dura ieri mattina e quanto lo sarà nei prossimi giorni, ma poi sono andata a fare 20 minuti sul mio amico studsmatta (il tappeto elastico) e mi sono sfogata, ho ripreso energie e ora sono più o meno pronta per iniziare una nuova giornata, e ho fatto un po’ di sana attività fisica. Gli ambienti interni non sono caldi come si possa pensare, è da dire che gli svedesi hanno una percezione un po’ diversa da noi per quanto riguarda la temperatura. Spero alzino l’aria condizionata quando arriverà l’autunno. Il risultato è che nella scuola io vado in giro con maglietta e pantaloni lunghi e felpa e gli svedesi stanno in canottiera, pantaloni corti, shorts e gonne. Per carità, non si muore di freddo però c’è quella brezza che a noi italiani spaventa tanto. Oggi è una bellissima giornata di sole e sarà così per tutta la settimana, quindi prenderò un po’ di sole. Ieri la lezione di spagnolo è stata un disastro, l’insegnante (che è la mia tutor) mi ha chiesto di leggere delle frasi in spagnolo, e per quello non c’è stato problema ma quando abbiamo dovuto dialogare tra noi in spagnolo è stata tosta per me. Un po’ perchè non parlavo spagnolo da qualche anno ma soprattutto perché non mi veniva naturale pensare all’italiano per ricordarmi delle parole in spagnolo. A mente cercavo di dire “mi chiamo” o “ho una sorella” ma prima mi veniva da dirlo in svedese, poi in italiano e poi in inglese, il casino più totale nella mia testa. Ora vado un po’ fuori sperando di scaldarmi un po’, ci sentiamo!

 

Ieri ho fatto la prima videochat con la mia famiglia ed è stato molto bello, mi ha tirato su di morale dopo la giornata di ieri. Quando sono qui a volte mi manca la mia famiglia, e essere qui fortifica molto il carattere, su questo non c’è dubbio.

Ci sentiamo domani!

 

21 Agosto

Buongiorno, ora sono nell’aula studio durante quella che dovrebbe essere l’ora di studio, ma essendo incapace di itnendere e di volere e di leggere in svedese scrivo il post che non so quando riuscirò a pubblicare. Oggi sono stanchissima, ieri sono andata a dormire alle 21,30 e oggi mi sono alzata alle 6,45 ma a quanto pare dieci ore di sonno qui non mi bastano.

Avevo pensato di cambiare anno per trovare gente della mia età ma sono stata iscritta al primo perchè è più facile fare amicizie, dato che quasi nessuno si conosce e vivono tutti in paesini diversi, quindi preferisco rimanere in quest’anno. Oggi ho parlato con tre ragazze di cui una è nella mia classe, e ho pranzato con lei, inizio a fare amicizie (spirito di sopravvivenza mode on!).

Comuuuunque

Qui il rapporto tra ragazzi e ragazze è davvero strano rispetto all’Italia, manco stessimo in Arabia! Vabbè no, la cosa non è così tragica, ma si comportano tutti come se fosse la prima volta che si incontrano. Nelle aule i ragazzi e le ragazze si siedono separati la maggior parte delle volte. La gente qui parla pochissimo, se ci sono due amici seduti sul divano o a un tavolo è normalissimo che non parlino e ascoltino musica o leggano senza degnarsi di uno sguardo. Questo è un vero shock culturale! Mi manca davvero tanto il casino dei miei amici, parlare romanaccio, abbracciarsi come niente fosse con gli amici. Non mi stancherò mai di dire che qui è difficilissimo fare amicizie, aggiungendo pure che non so una virgola di svedese,  ma so che ne varrà la pena, e ogni giorno vedo progressi. In Italia se qualcuno non ti parla vuol dire che non gliene frega nulla di te. Io sono ancora di quest’idea anche se sono in Svezia da una settimana e dimentico che il silenzio per loro è normale…spero di abituarmi a questo comportamento perché per ora non mi piace proprio.

Durante le lezioni tutti i professori sono molto disponibili e posso chiedere continuamente qualcosa (chiamando il professore per nome!) se ho bisogno, anche se non lo faccio spesso perché adesso non capisco assolutamente nulla e avrei bisogno del professore tutta l’ora.

Ogni giorno vedo dei progressi nella lingua, minuscoli ma ci sono. In famiglia capisco qualcosa ma a scuola molto di meno, perché tutti parlano il dialetto Värmlandska, che si avvicina al norvegese, quindi ci metterò un po’ di più a imparare, ma venerdì inizio il corso extra di svedese per stranieri quindi è ok!

La mia tutor mi ha consigliato di andare a fare scout con una ragazza che è nel secondo anno, in modo da incontrare nuove persone anche della mia età.

Fine dell’aggiornamento, futuri exchange students non lasciatevi scoraggiare dalla mia testimonianza ahahah!

Ci sentiamo!

 

First day of school

19 agosto ore 12.00

La prima ora di lezione è andata.

Solo svedese, la mia testa sta scoppiando.

Ho iniziato alle 10,30 dopo che Rebecca mi ha fatto vedere la scuola. Rimango in questo programma perchè quest’anno l’unico corso di fisica disponibile è il livello avanzato, praticamente due anni in uno e non è proprio il caso di tentare. Preferisco rimanere nel programma di scienze umane che tra l’altro ha anche psicologia che mi piace molto. Quando STS ci disse di parlare subito con tutti non pensavo sarebbe stato così difficile ma arrivata qui si è rivelato più difficile del previsto. Gli svedesi sono timidissimi, soprattutto quelli della mia età, se ti presenti sono gentilissimi e magari anche aperti ma è questo il passo difficile da fare. Quando passo in corridoio tutti mi fissano come fossi un’aliena (mannaggia a loro tra un po’ riuscirò a capire cosa dicono, sperando però che non continuino a fissarmi così ahahahahah). Ora sono nella biblioteca aspettando l’ora di Spagnolo1 che inizia alle 13 e il mal di testa mi è passato (mai dire mai, ho un’altra ora di svedese che mi aspetta, almeno è di spagnolo…). La mensa è fighissima e si mangia bene. Alla fine del pranzo ognuno si alza, passa vicino alla cucina e mette a posto il suo piatto, le posate e il bicchiere per farli lavare. Devo dire che il primo giorno è stato abbastanza scioccante, e non sono nemmeno alla fine, non oso immaginare come sarà quando avrò sei ore, cioè domani. Con la scuola ho iniziato a realizzare in che guaio mi sono cacciata. Scherzi a parte, è davvero tosta, e sono solo all’inizio, ma non mi pento della mia scelta.

Credo che lo shock culturale definitivo stia per arrivare, in parte già lo sento. Quello alimentare (si esiste anche quello) che  non pensavo avrei avuto credendo che la cucina svedese fosse composta solo da polpette IKEA, patate, salmone e aringhe (che sono già abbastanza pesanti) è già arrivato. Gli svedesi sono sempre pronti a mangiare, a qualsiasi ora, e non mangiano proprio magro. Ieri sera ho bevuto solo una tazza di tè e stamattina ho fatto lo stesso aggiungendo dei biscotti. Sto ancora digerendo la colazione svedese di ieri che era un mezzo pranzo e il pranzo thai al centro commerciale. Ieri mattina ho assaggiato il kaviar su un uovo sodo. Non sono ancora in grado di spiegare esattamente cos’è il kaviar, ma vi dico solo che è una specialità svedese dal sapore mooolto forte, e non credo che il mio stomaco abbia gradito la scelta. Mi hanno detto che se fossi riuscita ad assaggiarlo sarei diventata una vera ragazza svedese e stamattina quando Rebecca ha detto alle sue amiche “Hon äter kaviar” mi sono accorta di quanto abbia fatto male al mio stomaco se persino alcuni svedesi non riescono a mangiarlo ahahah. Ora vado verso l’aula di Spagnolo per farmi fissare un altro po’ nei corridoi, spero vada meglio ora…

A parte la stanchezza e lo shock qui va tutto a posto, credo mi ci vorrà un mesetto per ambientarmi, menomale che qui la scuola dura cinque giorni…

Ci sentiamo!

Kaviar!

16 agosto 2013

Eccomi di nuovo qui cercando di scrivere un aggiornamento decente. Dopo aver pranzato ho dormito due ore recuperando la stanchezza della mattinata.

17 agosto 2013

Ieri non sono riuscita a raccontare la mia giornata e lo faccio ora. Ieri il pomeriggio è stato di riposo e verso le 6 abbiamo cenato con della pasta condita con un sugo di carne e latte (molto molto buona devo dire :P). Dopo cena, abbiamo fatto una passeggiata nel giardino. Ho visto la sauna, il loro coniglio e il lago che era molto mosso dato che pioveva. Essendo venerdì il giorno in cui loro festeggiano la fine della settimana, siamo andati ad Hagfors a comprare patatine e altri snacks per la sera. Tornati a casa abbiamo mangiato e abbiamo visto in televisione una puntata di Kurt Wallander in inglese con sottotitoli in svedese (e di solito uno a vedere la televisione si rilassa ahahahah). Una cosa che ho notato è che hanno tantissima pubblicità (addirittura più della nostra) ma che non puntano a nascondere l’anzianità nelle pubblicità. Intendo dire che le nostre pubblicità sono recitate da attori giovanissimi senza rughe e difetti, mentre in molte delle pubblicità che ho visto qui ci sono adulti che non nascondono la loro “non giovinezza”.

Verso le 11 sono andata a dormire e per fortuna stamattina mi sono alzata alle 8, quindi già mi sto abituando alla luce mattutina (tanto fra poco finisce…). Abbiamo fatto colazione, e AH SI, non vi ho parlato della colazione. La mattina qui sul tavolo ci sono un sacco di yogurt alla frutta e normali da mangiare con o senza cereali (ho fatto anche la rima!). Una cosa che mi piace molto è il rotolo che si fa con un tipo di pane bianco morbido tipo piadina, spalmando del burro e mettendo una fetta di prosciutto cotto, ed è molto buono. Stamattina ho assaggiato una salsa chiamata kaviar con un sapore davvero molto forte preparata con un po’ di tutto, quello che ricordo è uova di pesce, patate, pomodoro e zucchero. E poi un bel bicchiere di succo di mirtilli

Inizio a vedere come il mio italiano inizia a perdere colpi. Sembra strano a dirlo ma ci metto un sacco di tempo a scrivere qualcosa senza sbagliare genere degli aggettivi, dopotutto è da mezzogiorno di giovedì che non parlo italiano (o mio Dio!).

Oggi Rebecca giocherà una partita di calcio ad Hagfors con la sua squadra e ci stiamo preparando a uscire. Prima della partita mi accompagneranno a fare un po’ di shopping e dopo andremo a tifare per Rebecca!

Ora vado, ci sentiamo più tardi!

First day

Eccomi qui, primo post dalla Svezia dopo essere arrivata ieri a casa alle 10 di sera. Ora è mezzogiorno e sono distrutta come se fossero le 3 di mattina. Stamattina mi sono svegliata alle 6 con la luce del mattino (dovete sapere che qui non hanno le persiane). La casa è bellissima, la tipica casa svedese di legno dipinta di rosso e bianco; la mia camera è esclusivamente IKEA ed è molto accogliente.

Stamattina siamo andati a vedere la mia scuola e a conoscere la mia tutor. Dovrei frequentare il programma di scienze sociali ma ho un po’ di tempo per decidere se cambiare programma e scegliere quello di scienze naturali o aggiungere una materia al programma al quale sono iscritta, in modo da poter studiare più fisica e matematica, il che renderebbe le cose più facili al ritorno. La scuola è enorme ed è stupenda. Ho già un armadietto e la mia tutor ha detto che mi farà avere al più presto il computer e l’armadietto per il computer. La scuola è accogliente come una casa, le pareti colorate e l’arredamento trasmettono tranquillità. C’è una piscina, una pista da bowling, tavoli per giocare a ping pong e una palestra. Lunedì inizierò le lezioni alle 10,30 e nel pomeriggio verso le 2 inizierò il corso di svedese frequentato da  stranieri. Posso scegliere come seconda lingua tra Spagnolo 1, Tedesco 3 o Francese 3, e credo che inizierò con lo Spagnolo per non complicare troppo le cose all’inizio.

Sono confusa da tutte le informazioni in inglese che mi ha dato la mia tutor e sono davvero stanca, immagino come sarà iniziata la scuola in svedese. Ora scendo a socializzare altrimenti crollo dal sonno 😀

Ci sentiamo!

Stora dagen

God kväll!

Non riesco a realizzare, eppure sono arrivata alla fatidica notte. Non so se riuscirò a dormire, e se lo farò dormirò pochissimo perchè ora l’adrenalina ha invaso il mio corpo e la mia testa e non vuole sentir parlare di riposo. Finalmente ho chiuso le valigie, anche se sicuramente domani aggiungerò qualcos’altro. Il video di cui parlavo non sono riuscita a farlo, forse ne farò uno quando sarò li. Spero di aggiornare presto dalla Svezia.

Sono abbastanza senza parole e senza emozioni a parte il cuore a mille,  perciò vi lascio, vado a sistemare alcune cose tra cui il mio pranzo per domani, e a cercare il sonno perduto.

Hej då!

Ultimi giorni italiani

•Scritto sabato 10 agosto

Mancano 4 giorni alla partenza, e qui non si realizza ancora.

Forse ascoltare Comptine d’un autre ete mi aiuterà a scrivere qualcosa di decente, ma ultimamente non ho l’ispirazione né la voglia di scrivere, quindi verrà un post abbastanza noioso, ma visto il tempo che manca alla partenza direi che è ora di aggiornarvi. Questa settimana la mia host family è venuta a Roma soprattutto per conoscere i miei prima dell’esperienza, e direi che hanno avuto un’ottima idea, perchè ora la partenza e l’anno fuori mi sembrano un pizzico più facili avendo già un punto di riferimento. In tre giorni abbiamo parlato molto (la mia testa stava per scoppiare a parlare inglese tutto il giorno, immagino già come sarà con lo svedese) e mi trovo molto bene con Rebecca, la sorella, che mi ha già detto che vorrebbe andare a fare shopping insieme a Karlstad, una città di 60.000 abitanti a sud di Uddeholm, e io non vedo l’ora. Il fratello è molto timido ma spero di riuscire a legare anche con lui.

Ho saputo che hanno molti parenti e sono felice perchè in questo modo “sarò nella lingua” in più occasioni.

Per quanto riguarda la scuola sarò iscritta al secondo anno e per andare a scuola prenderò un autobus a un chilometro (mi sembra) da casa. Già immagino la scena in inverno con -15 sulla neve quando è ancora buio, e non vedo l’ora!

Frequenterò un corso di lingua svedese frequentato da altri ragazzi stranieri, e la cosa mi piace molto perchè avrò la possibilità di incontrare nuove persone già dall’inizio, oltre ai compagni di scuola.

Ora sono al paese dei miei nonni per salutare i parenti e avere una pausa pre partenza, tornerò lunedì a Roma per salutare gli ultimi amici e mettere le ultime cose in valigia, poi mercoledì semi notte in bianco e giovedì volo direzione Stoccolma.

Pensavo di registrare un video prima della partenza dove mi presento e dico le mie impressioni e aspettative sul mio anno all’estero, una specie di video blog, vedrò cosa posso fare.

In aereoporto e in aereo pubblicherò foto e post se ci sarà il wi-fi

•Scritto oggi, -2 giorni

Ultime cose da mettere in valigia, ultimi saluti, ultime cose italiane e tante emozioni che si accumulano.

Ho ricevuto il biglietto aereo da STS e non vedo l’ora di partire.

Questa è una canzone che conoscevo da un po’ ma non sapevo fosse svedese, e che piace tanto a Rebecca

Ci sentiamo mercoledì sera 🙂

Undici giorni alla partenza, una Carbonara e sto!

Buongiorno o meglio buon pomeriggio, questo è l’ultimo week end che trascorro a Roma con la mia famiglia perchè quando la mia famiglia ospitante tornerà in Svezia (per chi non lo sapesse mi verranno a trovare a Roma da lunedì prossimo a giovedì), io andrò a Monte San Biagio a salutare i parenti e tornerò quando mancheranno tre giorni alla partenza.

In occasione dell’ultimo sabato in famiglia prima della partenza ho cucinato per pranzo la Carbonara, tipico piatto romano, ed ecco qui la ricetta e le foto! Buona lettura

Ingredienti per 4 persone

350 gr. di pasta (mezze maniche rigate)

4 uova intere

50 gr. di parmigiano e pecorino

200 gr. di pancetta

pepe a piacere

Mettere a bollire l’acqua e cuocere le mezze maniche