Strani orari svedesi e miti stradali

Eccomi qui quasi alla fine di questa giornata stancantissima.

Stamattina mi sono svegliata spontaneamente alle 6,30 (chissà perché, sarà per caso il fatto che non hanno le persiane in Svezia?!) e un paio d’ore dopo io e Micael siamo partiti in bicicletta alla volta di Munkfors, che dista 30 km da Uddeholm. Perciò abbiamo pedalato in tutto 60-65 km e la stanchezza si fa sentire, ma è stata davvero una bella esperienza e un bell’allenamento. Non ci si rende mai conto di una distanza finché non la si percorre, come succede con qualsiasi altra cosa finché non la si prova. Mi è capitato lo stesso la prima volta che sono tornata da scuola in bici e mi sono ritrovata all’uscita di Hagfors con una salita togli fiato, che ora non mi spaventa più, e mi sta succedendo lo stesso con l’esperienza qui in Svezia.

Domani riprenderò la bici per andare a scuola, dato che entro alle dieci, poi alle 14,30 avrò il corso di svedese, e alle 16 me ne tornerò a casa, fiera si spera!, della mia giornata.

Durante la passeggiata ho visto un cartello stradale di “attraversamento biciclette”, che dice agli autisti delle macchine di stare attenti alle bici, una cosa mai vista in Italia!

Quando si incontra qualcuno sulla kläralvsbanen ci si saluta con un “hej!” e magari si scambiano quattro chiacchiere, come quando si va in montagna.

A 2 km da Uddeholm siamo entrati in un supermercato e abbiamo comprato 5 confezioni di vari snack cioccolatosi, e ovviamente c’era il mio caro Kex. Tornati a casa abbiamo mangiato il meritato pranzo (un piatto svedese con wurstel cotti in una salsa di panna e pomodoro, una cosa MOOOLTO LEGGERA!, del riso e dei broccoletti) e dopo un’ora siamo andati a vedere la partita di calcio di Rebecca. In questa settimana c’è un sole che spacca le pietre, si, ma quando c’è l’ombra ci si spaccano le labbra! e sul prato vicino al campo era pieno di gente che prendeva il sole in costume sull’erba. A volte mi chiedo, ma come fanno? ma poi se ci penso bene capisco che, poverini avendo 6 mesi di morte assoluta quando sbuca un po’ di sole immaginate come sono felici, e un po’ lo sono anche io pensando all’inverno con -20 che mi aspetta. Secondo loro però, novembre, dicembre, gennaio e febbraio sono i mesi più “felici” perché c’è la neve che fa avere un po’ più di luce, pensate come stanno!) Mentre tornavamo abbiamo comprato la cena per me, dato che mi sono rifiutata categoricamente di mangiare la pizza che fanno qui ahahahah. La mia cena, comprata dagli stessi turchi che fanno la pizza, era una kebab salad, inutile dire che era buonissima e mi ha ricordato un po’ il cibo italiano. C’era anche una specie di pagnotta di pane che mi ha fatto rinascere, non mangiando pane italiano da dieci giorni :’).

Gli svedesi mangiano sempre, non so come facciano a digerire e a non dare di stomaco ogni giorno. Cenano alle 5 o alle 6, e se non cenano fanno fika, merenda composta da dolci e caffè, una cosa leggera come tutte gli altri cibi svedesi insomma. Ma anche se fanno fika alla fine mangiano qualcosa per cena. Mangiano molto prima di andare a dormire perché secondo loro è molto meglio digerire prima di dormire, e come dargli torto? Alle 17,45 ho finito di mangiare la mia “insalata” e ora ho tutto il tempo per digerire e smaltire qualcosa, ed è un’ottima cosa secondo me.

Tornando a casa da Hagfors dove c’è stata la partita di pallone una macchina nel verso opposto ha girato prima di far passare noi, il che a Roma sarebbe normalissimo anche se sbagliato e invece qui fa stupore, ma Katarina non ha suonato il clacson, cosa che si sente ogni 10 secondi a Roma e fino ad ora non ho mai sentito in Svezia! Giuro che da brava romana mi sono sporta per vedere se c’era il clacson nella macchina, pensavo che in Svezia vendessero le macchine senza!

Eccomi tornata dal coro che è composto da dieci persone. Per me è molto strano stare in un coro così piccolo, avendone il mio una sessantina. Abbiamo cantato pezzi tradizionali svedesi e un gospel, “Let it be” dei Beatles. Katarina è andata alla riunione degli abitanti di Uddeholm lunedì scorso, e hanno proposto di far cantare il coro il primo avvento di dicembre, un primo concerto da fare 🙂

Da mercoledì a venerdì ho avuto un po’ di crisi da mancanza di casa e vecchia routine, ma ora sto meglio, e in questo weekend ho iniziato a sentirmi parte della famiglia e inizio a ingranare la routine. Ogni giorno sarà meglio, c’è solo da aspettare.

Spero di legare un po’ di più con i miei compagni di classe questa settimana così magari venerdì posso invitare qualcuno a casa, Katarina mi ha detto che se voglio posso cucinare qualcosa di italiano, vedremo come andrà!

Il 7 e l’8 settembre a Stoccolma ci sarà la Fincup, una gara di atletica tra Finlandia e Svezia, e probabilmente ci andremo e dormiremo da alcuni amici di Micael e Katarina, non vedo l’ora!

Ci sentiamo!

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