They say me, it will come, and it is coming!

26 agosto

Eccomi qui a scuola per iniziare una nuova giornata impegnativa. Ho ancora un po’ di fiatone perché sono venuta in bici e nonostante venendo da Uddeholm la strada sia più in salita che da Hagfors, sono passati solo tre quarti d’ora da quando sono uscita di casa, esattamente lo stesso tempo che ci metto da Hagfors. Mi meraviglio di me! Dopo quattro giorni consecutivi che prendo la bici l’allenamento inizia a dare i suoi frutti e non sono troppo stanca, anche se ho sudato un sacco!

Comunque, dopo questa prima settimana tra scuola e impegni vari, inizio a sentire sempre più la routine, e anche la scuola inizia a essermi più familiare e non mi sento troppo un’estranea, anche se la strada è lunga. Oggi inizio lezione alle 10 e ho inglese, storia, pranzo (non è una materia lo so ahahahah) e poi spagnolo. Poi prendo la bici e vado al corso di svedese. E così oggi ho tre lingue, la mia testa scoppierà. Ma quando c’è inglese sono in paradiso, capisco quasi tutto anche se penso ad altro, e credo sia frutto dello stare sempre a cercare di capire una lingua sconosciuta. A proposito di svedese! Due giorni fa ho iniziato a pensare che forse avendo la possibilità di parlare senza problemi, sapendo l’inglese a un livello sufficiente, mi sto chiudendo in una specie di bolla, e quando gli altri parlano in svedese, o meglio in Värmlandska, ci capisco sempre di meno e questo non va bene. Spero che questa sia solo una conseguenza del fatto che imparare la lingua è davvero difficile, e forse il mio cervello ha pensato bene di creare una corazza intorno alle mie orecchie finché non imparerò qualcosa. Per quanto riguarda l’inglese, penso che lo diró (non c’é l’accento aperto sulla tastiera svedese!) alla famiglia ospitante così non dovranno stare ogni minuto a tradurre. Parlando della famiglia, piano piano inizio ad abituarmi a vivere con loro anzi credo he il processo sia quasi alla fine. Ció con cui invece devo imparare a convivere é che la mia vera famiglia mi mancherá sempre, non é una cosa che posso evitare con il passare del tempo e il difficile å compensare le varie cose tra di loro. Per sentito dire o esperienza piú o meno tutti sappiamo che i nordici sono “freddi” ma la maggiorparte della gene attribuisce questo aggettivo al fatto che sono antipatici o si rifiutano di essere affettuosi. No no, proprio per niente, gli svedesi sono affettuosi eccome, ma con meno persone e dopo piú tempo che conoscono qualcuno rispetto a noi. Sono riservati e dopo che ci hai parlato o conosci qualcuno da due o tre giorni, é rarissimo che questo ti saluti, devo sempre fare io il “primo passo” (första stegen o qualcosa del genere). Forse la parola migliore per descrivere uno svedese é “riservato” e non freddo, anche se purtroppo, questo c’é da dirlo, certe manifestazioni affettuose non le concepiscono come facciamo noi. Una cosa davvero triste é che non si abbracciano tra amici, e non ho ancora visto qualcuno ridere a crepapelle, e questo é davvero ma davvero tristissimo. Mi mancano tanto le risate con i miei amici.

Qui ognuno é libero di non andare a lezione o uscire quando vuole, o almeno cosí mi é sembrato. L’altro giorno dei ragazzi sono usciti per andare a prendere i loro computer e non sono piú rientrati, e l’insegnante lo sapeva e non ha detto nulla!

Stare con gli amici secondo gli svedesi significa sedersi a un tavolo e usare il cellulare. Non parlano tra di loro, figuriamoci quanto é difficile fare amicizia per una persona come me che non sa la lingua.

27 agosto

Ieri ho avuto la mia prima crisi di pianto da quando sono qui. Ora vi racconto meglio

Mi sarei aspettata di fare il corso di svedese ma quando sono arrivata li stava per finire una lezione che tra l’altro era di livello troppo alto per me, (l’insegnante mi ha scambiato per una svedese dicendomi: “vuoi fare il corso di svedese?!” con una faccia assurda! “aspetta come ti chiami?” “Rossella” “aaaah, Katarina mi aveva parlato di un’italiana che doveva venire a fare il corso…..”eppure non sembro tanto nordica ahahahah) ma mi ha dato dei libri per imparare la lingua che sembrano molto efficienti. Ogni giorno leggo e faccio gli esercizi di un’unità, ed è un buon inizio. Ritornando alla crisi, mi aspettavo di iniziare il corso e così non è stato, quindi aggiungendo lo stress della settimana prima dovuto alla quantità enorme di informazioni ricevute e alle novità, la difficoltà a imparare la lingua, il non capire assolutamente nulla, avere un calo di conoscenza dello svedese perché il mio cervello aveva bisogno di riposo, stare in mezzo a gente di poche parole e altre decine di cose….. la mia testa è scoppiata e quando Katarina mi ha chiesto come fosse andata la giornata prima le ho detto “non proprio bene come l’altra settimana” e poi sono scoppiata a piangere. Katarina è stata disponibilissima e abbiamo parlato qualcosa come quaranta minuti per tranquillizzarmi e si è commossa pure lei  vedermi piangere. Ma la cosa bella è che dopo aver pianto mi sento completamente a casa e ho una marcia in più, e oggi la mia giornata è stata stupenda!

Continuo a non capirci nulla, ma sono contenta perché alla fine di scuola, non avendo scienze sociali perché mancava il professore, io e Ia, (la mia prima amica svedese che sta in classe con me!) siamo andate sul prato al sole a parlare un po’. Ha deciso di non fare più tedesco ma spagnolo e quindi saremo in classe insieme per l’ora di lingue, e quindi l’ho aiutata con lo spagnolo. Quando doveva tradurre dallo spagnolo le ho detto che poteva farlo in svedese e non inglese così anche io avrei imparato qualcosa, ed è stata davvero un’ottima idea! Giovedì probabilmente verrà a casa mia dopo scuola e io cucinerò italiano per tutti, non vedo l’ora! Ia è una “giramondo” perché ai suoi nonni piace molto conoscere posti nuovi e così le piace provare nuove cucine e imparare nuove lingue. Come me vuole migliorare il suo inglese che secondo lei la fa sembrare un’idiota ma non è vero perché la pronuncia è ottima secondo me (tutti gli svedesi credono che il proprio inglese non sia all’altezza dell’altro, e invece sono bravissimi! e Ia mi dice che ho un ottimo inglese ahahaha). Ha detto che quando ho bisogno di sfogarmi o parlare di qualsiasi cosa lei è disponibile, e questo mi ha tranquillizzato molto, è davvero una brava persona. Mi ha raccomandato di buttarmi con la lingua, perché tutti sanno che io non so nulla quindi non si aspettano nulla, dipende solo da me.

Il mio mentore mi ha detto che ci saranno sempre giorni in cui mi sembrerà di essermi scordata tutto lo svedese imparato fino a quel momento (anche se per ora è poco), e questo è iniziato a succedermi intorno a sabato, e non fa una grinza perché il mio cervello ha ricevuto una quantità assurda di informazioni la scorsa settimana, e sempre come dice la mia insegnante c’è stata una specie di caduta improvvisa, dovuta allo scompenso di impegno svolto dal cervello da una settimana all’altra. Spero di aver capito bene quando me l’ha spiegato in inglese ma rileggendo mi sembra un ragionamento abbastanza ragionato ahahahah. Quindi in poche parole, più progressi faccio in poco tempo, più possibilità ci saranno di avere uno stop momentaneo dell’apprendimento della lingua, ma non mi preoccupo perché ci farò l’abitudine. Come dice Elizabeth, dopo la tempesta esce sempre il sole.

Domani abbiamo kick-off. Praticamente gli studenti del 2° e del 3° gymnasium incontrano i ragazzi del 1° e si organizzano quiz e altre attività intorno alla scuola. Non ho ben capito come si svolgerà ma inizieremo alle 10 e durerà tre quarti d’ora, la scuola offre il pranzo (noi di scienze sociali abbiamo l’hot dog tanto per la cronaca ahahaha) e potremo dedicare il tempo successivo a conoscere gente e stare insieme. Promette bene! Ia ha detto che chiederà di stare in coppia con me in modo da tradurmi ogni cosa, e non so davvero spiegare la felicità che provo ad avere finalmente un’amica qui! Sembra che non ho mai avuto amici nella mia vita, sembra di essere rinati.

Ebbene si, andare in un nuovo paese e costruirsi una nuova vita è come rinascere. Come mi ha detto Katarina ieri pomeriggio, quando devi imparare una nuova lingua in un nuovo paese, i sentimenti che provi nella tua lingua madre non sono gli stessi che provi parlando un’altra lingua. Non è facile da spiegare, ma come ci vuole del tempo per iniziare a pensare in un’altra lingua, e io ora sto iniziando a farlo con l’inglese, così ci vuole del tempo per esprimere e lasciarsi andare ai propri sentimenti e ai propri pensieri. Succede quando parliamo la nostra lingua e conosciamo persone nuove, con le quali non ci lamentiamo di ogni piccola cosa già dall’inizio perché dobbiamo prima “tastare il terreno”. E ci viene naturale, anche se sembra di frenarci nel nostro essere. Ma poi quando prendiamo più confidenza il cervello lascia un po’ alla volta i freni e iniziamo ad essere noi stessi. In poche parole è come se davvero non provassimo sentimenti quando cerchiamo di imparare una lingua nuova in un posto nuovo. Difficile da spiegare e da capire quanto assolutamente vero.

Ora che uso la bici come mezzo di trasporto ormai è diventato un divertimento, e anche se faccio una salita ripidissima e faticosissima con la settima marcia nessuno più mi ferma. Credo sia un comportamento automatico dal momento che finora ho fatto cose mooolto più complicate e la fatica fisica in confronto non è nulla.

La prof di psicologia mi fa morire dal ridere perché ogni tanto attacca a parlare in inglese per farmi capire qualcosa, ma traduce solo metà della frase, quindi le mie illusioni di capirci qualcosa svaniscono subito ahahahah

Per quanto riguarda le altre amicizie, credo che usare la chat di Facebook con gli svedesi sia uno dei pochi modi di fare amicizia, soprattutto se non sai la lingua e hai bisogno del traduttore o di parlare in inglese. Non mi piace fare questo in Italia, ma qui sta dando i suoi frutti anche nella vita reale quindi continuerò….il mio vicino di armadietto, che è nella mia classe mi saluta in Värmlandska con una cosa tipo tjè! abbastanza comica la cosa. Come se io, romana, mi presentassi a un exchange con “ahò ciao!  me chiamo Rossella e quando c’hai bisogno d’aiuto pe la lingua chiedi pure”: altro che aiuto per la lingua, il malaugurato exchange chiederebbe aiuto per buttarsi nel Tevere! Un’altra cosa che mi fa ridere è che tutti credono che io non capisca nemmeno mezza virgola di svedese e non sappia nemmeno una parola, e quando mi dicono grazie me lo dicono in inglese. Devo darmi da fare per fargli capire il contrario!

Sono le nove e mezza di sera e mi ero promessa di vedere un film dopo aver scritto il post, ma ora sto crollando dal sonno e non vedo l’ora di fare le mie care nove ore di sana dormita.

Ci sentiamo, buona notte!

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