Alla är vi barn i början. Siamo tutti bambini da principio.

24 settembre

Salve a tutti, vi scrivo ora che ho appena finito la verifica di storia e aspetto l’ora di economia. Due ore di prova a tradurre diciannove domande e cercare di scrivere qualcosa di decente in svedese. Sono partita tutta motivata scrivendo in svedese poi alla seconda domanda ho pensato, ma chi me lo fa fare a scrivere in svedese rischiando giá di pregustare una bellissima “F” sul mio compito? Quindi ho iniziato a scrivere in inglese ma la cosa stupenda é che avendo la possibilitá di scrivere in due lingue quando non mi veniva in mente una parola in inglese potevo scriverla in svedese. Comunque piano piano mi é venuto automatico scrivere in svedese e il compito é scritto quasi interamente in svedese, ed é stata davvero “tranquillizante”. Alla fine sono riuscita a completare due terzi del compito e sono molto soddisfatta. È quasi divertente avere la possibilitá di scrivere in due lingue, passando da una all´altra senza problemi. Ho deciso di chiedere a tutti i professori di essere valutata in tutte le prove, anche se credo che la prova di psicologia di venerdí la faró in inglese perché é una materia che mi interessa molto, e la professoressa giá ha iniziato a tradurmi le domande, anche se capire le domande non sarebbe il problema principale.

27 settembre

Stamattina sono scoppiata a piangere durante la colazione. Vorrei esistesse un modo di trascrivere su carta i propri sentimenti mentre si provano, perché ora (29 settembre), dopo due giorni da quando ho avuto la mia prima crisi da mancanza di casa non riesco a spiegarvi molto bene quello che ho provato. A me non piace piangere davanti alla gente, e non mi piace piangere comunque, quindi quando lo faccio é per un motivo davvero grave, perché mi scoppia davvero la testa per vari motivi. Piangere qui aiuta moltissimo, e nella host family lo chiamiamo ironicamente “Rossella´s ventilation”. Non avendo il proprio linguaggio per esprimere le proprie emozioni e avendo bisogno di farle uscire in qualche modo abbiamo bisogno di piangere, e credo che fra qualche settimana quando piangeró davanti all´host family nessuno ci fará piú molto caso, anzi saremo tutti felici di questa mia “ventilation”. Quando si arriva a piangere durante l´anno all´estero, o almeno questo é quello che sento io, senti di non avere via di uscita, vorresti solo tornare a casa, ma non perché vuoi abbandonare tutto, ma per rivivere quella stupenda sensazione di fare qualcosa automaticamente, senza pensarci troppo e senza parlare inglese o cercare di capire qualcosa in un´altra lingua tutto il giorno, che si é divertente ma anche molto impegnativo! Ti manca tutto, le cose piú stupide e che prima di partire magari nemmeno ti piacevano, come il caldo asfissiante d´agosto in una Roma trafficata e inquinata, e non perché mi piace lo smog, ma perché mi mancano le sensazioni provate vivendo a Roma. E riguardo a questo credo proprio che tornata a Roma apprezzeró molto piú la mia vecchia vita, che al ritorno sará una nuova vita alla quale abituarsi nuovamente, come sto facendo in Svezia.

Avendo avuto una settimana davvero pesante perché ho dovuto studiare per quattro verifiche la mia testa stava per scoppiare giá da un paio di giorni, e quello che volevo fare era solo piangere. Stamattina non ho retto più e mi é servito a ripartire con una marcia in piú a scuola, come mi é successo la prima volta. Diciamo che questa volta posso definirla come la prima crisi da mancanza di casa, dato che il primo pianto che ho fatto era collegabile alla stanchezza procurata dall´enorme quantitá di informazioni ricevute in pochissimo tempo.

28 settembre

A scuola ieri sono stata molto bene, ho fatto il compito di spagnolo e ho sbagliato solo una parte dove veniva chiesto di scrivere il contrario di alcune parole in spagnolo, mentre io credevo di dover scrivere la traduzione in svedese, ma l´insegnante mi ha richiamata in classe per farmelo correggere. Tra l´altro ditemi se vi é mai capitato di fare un compito in classe con una musica di Enya come sottofondo messa dall´insegnante, solo in Svezia…

Il secondo compito di ieri é stato quello di psicologia che ho fatto in inglese, ma sono comunque soddisfatta perché non é una cosa che ero abituata a fare prima di partire, e comunque le cose che ho scritto le ho imparate leggendo in svedese quindi é un grande passo avanti. Ho completato un intero foglio protocollo e ho risposto a metá delle domande.

Prima del compito sono stata a parlare con la ragazza russa e il ragazzo cinese che sono in classe mia e il ragazzo thailandese che sta con noi nella lezione di spagnolo. Ci siamo divertiti un sacco, e abbiamo parlato delle difficoltá a fare amicizia con gli svedesi e di come non sappiano usare la forchetta per mangiare. Ci siamo raccontati i vari modi di mangiare nei vari paesi, ad esempio in Thailandia il coltello non esiste nemmeno e si usano solo le bacchette, il cucchiaio e la forchetta, e ci siamo divertiti un sacco.

Ora immaginate del pane in cassetta, prendetene una fetta e spalmateci del burro. Metteteci sopra un´altra fetta di pane spalmata di burro e fate lo stesso un altro paio di volte (se vi viene in mente di spalmarci una salsa piú pesante del  burro nessuno ve lo impedisce!). Sull´ultima fetta esagerate con il burro e poggiateci sopra dei cetriolini sott´aceto, del salmone affumicato, delle uova di pesce, dei gamberetti (ovviamente crudi altrimenti non sarete abbastanza svedesi), delle uova sode tagliate a fette, dei cetrioli, dell´insalata, dell´uva e dell´aneto. Avrete cosí ottenuto una tipica torta svedese di compleanno. E come torta dovrebbe essere mangiata alla fine, ma essendo salata e leggermente pesante sostituisce la cena. Abbiamo festeggiato il compleanno di Monicha, la mamma di Micael che sabato scorso, e tra l´altro lo stesso giorno del compleanno di mio padre, ha compiuto settant´anni. Quando ci sono questi pranzi o cene di famiglia mi alleno molto con lo svedese e ho visto una grande differenza da quando siamo andati al Finnkamp a Stoccolma i primi di settembre e siamo stati ospiti dei genitori di Katarina.

Adoro quando gli svedesi dicono PRECIS o JAHA (e lo scrivono anche in chat!). Dopo un mese qui scopro che la parola irriconoscibile che dicono spesso tra una frase e l´altra cioé una specie di “settt” non é altro che så att, che significa “quindi…”

Mercoledí essendo stato il giorno di studio per gli insegnanti della scuola tutti gli alunni erano liberi e io, Rebecca, Marcus e Micael siamo andati tutto il giorno a Örebro, nella piscina Gustavsvik che é semplicemente meravigliosa, a parte il fatto che essendo una piscina svedese la temperatura dell´acqua era leggermente piú bassa di quelle italiane. Entrati nello spogliatoio abbiamo dovuto toglierci le scarpe e per terra era pulitissimo, si poteva andare al bagno in calzini! Prima di entrare nella piscina ci siamo fatte la doccia nello spogliatoio, che qui ovviamente tutti si fanno anche se nessuno ti controlla, non come in Italia!

La cosa piú bella che mi é successa é che mentre gli altri si divertivano nei tunnel acquatici che a me non fanno impazzire sono andata a rilassarmi nella piscina esterna, dove c´erano meno di 10 gradi ma c´era un sole “spacca pietre”. Dopo qualche minuto arriva un signore svedese che piú vichingo non si poteva, che in svedese mi dice: “davvero un bellissimo tempo oggi!” al che io gli dico “jag pratar inte svenska” e iniziamo tranquillamente a parlare in inglese del piú e del meno, cosa che in Italia non ti accade molto spesso. Non so spiegare la felicitá che ho provato, forse altri exchange students possono capirmi quando parlano a persone nuove della propria esperienza o riescono a parlare con una persona del luogo.

Questa settimana é stata davvero pesante anche se mercoledí non c´é stata scuola, perché ho avuto la verifica di storia, quella di biologia, di spagnolo e di psicologia, e sono molto soddisfatta dei traguardi raggiunti.

Ieri mattina siamo andati al mercato d´autunno che si é tenuto a Råda, a venti chilometri da Uddeholm. Faceva un freddo cane e gli svedesi cosa fanno per scaldarsi? Mangiano mangiano e mangiano ovviamente! La metá dei banchi vendeva caramelle e bullar (io amo quei dolci!) e c´erano tre quattro banchi dove comprare hamburger o hot-dog, un po´tanto per essere un mercato non molto frequentato, ma sentire l´odore di carne alla brace fa molto “Svezia”. In un banco di artigianato c´era un cuore con scritto “fånga dågen” ovvero il “carpe diem” svedese. Mentre giravamo nel mercato assaporando una ciambella con cioccolato e nocciole dico a Katarina, “I cannot go on eating this way, my body is not happy, I have to start a diet” e lei mi ha risposto, “no, you will do that next year!”, qui non c´é nessuno che mi appoggia ahahah, diventeró un alce! Ma credo che devo aspettare un po´prima di riuscire a iniziare una dieta, finché non avró imparato un po´meglio la lingua e fatta ancora piú mia la routine, perché credo sia qualcosa legata all´abitudine.

Durante il viaggio di ritorno ho visto la prima casa “vichinga” cioé con il tetto decorato con la testa di un drago, era meravigliosa!

Dopo sei settimane qui mi sono messa a pensare a come si sentirebbe un exchange student in Italia. Quando si arriva in un altro paese di cui non si conosce praticamente nulla si é completamente spaesati, non si vuole fare nulla da soli, si ha paura di prendere l´autobus o non si ha molta voglia di comprare qualcosa da soli. Da quando sono arrivata in Svezia ho sempre trovato gente disponibile ad aiutarmi e che parla inglese benissimo, autobus che passano in orario e una scuola che funziona bene. Il mio piccolo pensiero va a tutti gli exchange students che quest´anno si trovano a vivere in Italia e devono affrontare il doppio degli ostacoli di un exchange che va in un paese del nord o in America. Questo perché non potranno parlare inglese nei primi mesi, non capiranno nulla a scuola perché quasi nessuno gli tradurrá le lezioni e vedranno l´orario delle lezioni e la scuola stessa come un labirinto senza uscita perché in Italia nemmeno chi ci lavora e gli alunni stessi capiscono come funzionano le varie cose (esperienza personale). Per quanto noi studenti all´estero abbiamo un enorme forza di volontá, qualche volta diventiamo molto pigri e ci fermiamo al primo ostacolo, che ci possiamo fare, é la vita! Ad esempio se l´autobus non arriva in tempo (ma in Svezia non succede quasi mai) siamo tentati dal chiamare gli host parents per chiedere se qualcuno può venire a darci uno strappo in macchina. Se ci sono exchange in Italia che leggono questo blog (anche se ne dubito fortemente) vi invito a farvi sentire se avete dei problemi con la lingua o qualsiasi altra cosa durante il vostro programma.

Il titolo di questo blog é un proverbio svedese che ho voluto scrivere dopo aver riflettuto sulla “seconda vita” che mi sto costruendo in Svezia e su come sembra davvero di tornare bambini, ricominciando a scrivere “pensierini” in una nuova lingua nei compiti in classe, frasi di poco piú di venti parole e scoprendo una seconda volta come esprimersi. Su questo blog potrete trovare altre decine di proverbi svedesi. http://stilenordico.wordpress.com/2013/09/27/proverbi-svedesi/

Figuraccia della settimana. Quando eravamo a cena da Monicha una sua amica mi ha chiesto come sta andando nel Värmland (la regione dove mi trovo) e io ho risposto “grazie!”. Almeno sono stata gentile!

Mi accorgo che gli ultimi post stanno facendo abbastanza schifo, perdonatemi, alla prossima!

It could not go better, time be careful!

Buona sera a tutti (si ma intanto si è fatto giorno…e di nuovo sera)

Questa settimana ho davvero esagerato rinviando la scrittura del post, ora scrivo di fretta aggiustando gli appunti che ho preso durante la settimana…

Sia ignorato chi cerca illusoriamente di oscurare il proprio passato immaginando così un domani migliore, dimenticando che viviamo per e con ciò che abbiamo deciso di essere nel passato. Siamo quello che almeno una volta abbiamo voluto in passato. Dimenticare significherebbe solo tradirsi.

Inizio il post con questa perla di saggezza che mi è venuta in mente l’altra sera mentre guardavo un film (si la mia testa è un po’ confusa in questi giorni)

Gli svedesi sono convinti che basti mettere una candela (possibilmente Ikea) in una stanza, rigorosamente spenta, per improfumarla.

Nel tuo anno all’estero scopri cosa significa davvero non avere tempo per studiare, e non sapere come organizzarsi perché le cose sono troppe e troppo difficili.

La prima frase da imparare quando inizi a parlare un’altra lingua è “non parlo svedese”, per quanto possa sembrare un po´un controsenso.

Sto studiando storia per la verifica di martedì e la cosa non è tremenda come pensavo, riesco a capire molte cose in più rispetto a ieri e ai giorni precedenti e questo mi da una grande carica.

A pranzo ho parlato svedese e ho capito quasi tutto quello che dicevano, è incredibile come l’apprendimento della lingua prenda svolte decisive da un giorno all’altro, quando meno te l’aspetti. Sono davvero soddisfatta dei progressi raggiunti in sole cinque settimane.

La cosa che mi manca di più in questa settimana sono gli abbracci italiani

Ieri abbiamo avuto una giornata pienissima. La mattina siamo andati a pulire una casa che si trova vicino a noi che non ho capito bene a chi appartiene ma viene affittata per feste di compleanno o altre cerimonie, e credo che la mia festa per i diciotto anni si svolgerà li, è un posto fantastico. Abbiamo fatto fika con gli altri vicini e poi siamo andati a casa per andare a Karlstad a vedere la partita di ishockey.

Nell’arena avevamo il tavolo prenotato nel ristorante che si trova sul lato corto dello stadio da dove puoi vedere benissimo il campo di gioco, è una specie di club ed è una figata. Quando stava per iniziare la partita ci siamo andati a sedere, questa volta sul lato lungo dove ci sono i sedili e si vede tutto benissimo. Stavamo molto in alto e sembrava quasi di seguire una partita di quidditch ahahah. Färjestad ha perso di nuovo ma la partita è stata molto più entusiasmante rispetto a quella dell’altra volta.

Ieri ho stabilito il record di maggior numero di pasti in meno ore. Abbiamo fatto colazione alle 10 e mezza, fatto fika alle 12,30, pranzato alle 14,30 e mangiato qualcosa tornata a casa alle 21.

Ho pensato bene di cliccare sul video di una cover di “Hey there Delilah”…mi si è aperto un mondo, nn l’avessi mai fatto, sono stata fino a mezzanotte a sentire le loro canzoni con gli occhi che mi si chiudevano!

E gli Zero Assoluto

Il giardino è pieno di buche di talpe

Mercoledì a scuola abbiamo fatto le foto per l’annuario. Già era strano per me dato che in Italia le foto di classe non vengono più fatte dalla scuola quando sei al liceo, poi si è aggiunto il fatto che non sono state delle foto normali. Abbiamo fatto si la foto tutti insieme, e ci hanno sistemati manco fossimo stati parte della famiglia reale di Svezia, ma poi dopo uno alla volta siamo andati a farci le foto “singole”, prima solo per il viso e poi intere, e ci hanno detto di metterci in decine di pose diverse. È stato un sacco divertente, non me lo sarei aspettato dato che non amo farmi fare foto.

Una ragazza italiana che sta facendo l’anno in Islanda ha proposto di scambiarci tutti gli indirizzi e mandarci cartoline da tutto il mondo, la trovo un’idea geniale e il modo più bello per ricordarci sempre di questa esperienza

Ieri è stato il compleanno di mio padre e abbiamo fatto una videochat, c’erano anche Katarina e Rebecca a salutare che gli hanno cantato tanti auguri in svedese. Da qui si capisce quanto effetto gli svedesi sappiano esprimere anche se in modo diverso. Un italiano non avrebbe mai cantato tanti auguri durante una videochat, o almeno non così sponaneamente. È stato davvero bello e commovente.

Capisci che questa esperienza ti sta cambiando quando anche se la maglietta che hai preso al Finnkampen si è macchiata in lavatrice e da gialla e blu è diventata quasi verde sei contenta lo stesso, e la usi come pigiama :’)

Non poter studiare è frustrante, non riuscire ad avere soddisfazioni uguali a quelle italiane dopo aver passato le ore su un libro del quale capisci una parola ogni venti alle volte ti fa stare giù di morale. Ma per quanto i progressi nella lingua sembrino essere piccoli, le soddisfazioni nel vedere i miglioramenti sono mille volte più grandi di quelle che sei abituato ad avere quando studi in italiano. Ok, queste frasi sono leggermente disordinate grammaticalmente, credo che sto iniziando a scordarmi il mio caro italiano…

Stanotte tra una chiacchierata e l’altra con svedesi e italiani e vedendo un film mi sono addormentata alle 2. Dal momento che non ho film in italiano con me sono costretta a vederli in inglese con sottotitoli in inglese o svedese e questo mi ha portata ad abituarmi a considerare il vedere film in inglese una cosa molto rilassante, come se fossero in italiano.

La mattina c’è nebbia fittissima fino a mezzogiorno, ora dalla quale si inizia a capire come sarà il tempo durante il resto della giornata

Comunque, come si dice a Roma, “sto na crema” e se penso che tutto questo finirà mi prende a male, e cerco di vivere ogni giornata sempre più concitatamente! Quello a cui ancora non mi abituo sono i pasti, sarò fuori di testa ma proprio non ci riesco! Katarina ora è uscita per andare a una riunione tra i vicini, e ovviamente non si sa quando torna. Quando tornerà mi aspetto che pranzeremo, ma non è sicuro, quindi non so se mangiare da sola (ieri sera tornati da Karlstad ho mangiato dello yogurt e del pane e Micael mi fa: “that’s good, you eat when you are hungry” (così va bene, quando hai fame mangi) o chiedere se mangiamo insieme (il che implica la domande “oggi pranziamo?” e non “pranziamo insieme oggi?”). Spero di abituarmi! O forse è meglio così, in modo che mi calmo un po’ con il cibo, dato che sto mangiando tantissimo, ma sentendo gli altri exchange students non mi sento troppo diversa da loro, non è il caso di preoccuparsi del cibo durante quest’anno, e poi vado in palestra tre volte a settimana!

Come non detto, abbiamo appena finito di pranzare e ho realizzato che mi sono abituata a questo modo di mangiare. Quando hai fame mangi, perché mangiare tre volte al giorno se ad esempio la sera non hai fame?

In Svezia Algida (quella che fa i gelati) si chiama GB Glace, so che stavate morendo dalla voglia di avere questa informazione!

Vi lascio con una delle mie belle figuracce che mi sono accorta di aver fatto per circa quattro settimane

Bra=bene (jag är bra, sto bene)

brå=reggiseno

Credo non serva andare avanti con le spiegazioni, ma immaginate quante volte alla domanda hur är det? (come va?) abbia risposto “sono reggiseno!” Credo che sia una delle prime cose da imparare se dovete scrivere a qualcuno in svedese

E con questa vi lascio

A risentirci!

Let’s start speak English now!

Sometimes I cannot stand the swedish slowness .            .           .         .      .    .   . .

I feel like I have always lived here, I feel home, and that is nice to think about when you feel a little stressed or sad because of homesickness. I have to say that my worst period is been only on the first week, and if I have to say the truth, I really need to say that it has not been difficult like I could imagine.

Sometimes I use my computer a lot, talking with Italian friends or with my family, and only too late I understood that is not good, and I have to concentrate more on the learning of the language, but trust me, it is very difficult to restart to study a lot of Swedish after the very challenging first two weeks of school I had!

I want to come back to five weeks ago, when I sat in the airport, knowing anything of what I would do the next day or the first day of school. I want to come back that moment that I found I was completely alone, and I found this from the first, when my flight was moved to another gate. I want to come back when all those Swedish passengers. seemed very distant from me, and the Swedish language was like a strange for me. Please time, do not go so fast!

I just want to thank you for all this views on my blog and not only because this blog is going to be very “famous” but especially because this is such a remind for me of the old times, when I decided with my family to start this experience. I know there a lot of students thinking now about their exchange program, that go to bed waiting for an answers from their association or their family, and I want to say good luck to all of them (lycka till på Svenska). But sometimes it is also sad because I feel the different stages burn very fast.

Now I try to explain how I feel my brain works now that I am learning a new language

You start saying words you actually do not know what they exactly mean but you use them for the first time and it sounds good, and you will use them a lot of times again, and this it is the way you learn a new language. Even if you are not sure that word could work but you use it at all and you figure out that wow! It really works, the brain will make links and without understand you will have learnt that word, and yes! It sounds good again!

When I told my friends I would come to Sweden for an exchange year I started to be use to listen some of them saying “oh it is great, but do not think about homesickness, it is only a year, and I envy you a lot” and I replied with “yes, but a year is very long, it will be difficult, especially for the language and the new culture to get used to live with”. If you pay attention (and I say this especially to the other exchange students) everyone says “I would like to do the same experience as yours” but nobody has never expressed the desire to do something like this, and he/she is always been scared about new people and a demanding work like this. A lot of people think that when you are  on an exchange you do anything, only because the new things you start to do are different from theirs, and no one think different things can be difficult too. But the cultural distance between Italy and Sweden is very big and it is not true that because SWeden is closer to Italy than America is that it is easier to start a new life. In fact I think the American culture is more knew in Italy than other ones and there is not so much to discover. Do not blame me for what I have just said please!

Everyone says that Nordic people can stand the cold more than “Mediterranean people” and they think this is because they have very cold temperature, but this is not true. Today I went with my class to a lake, fifteen minutes by bus from school. We had to catch little fish or any organism we could find in the water. It was very cold and windy and we freezed since nine to eleven. And I was not the only one to freeze! Everyone jumped trying to warm up and what I found out is that they have only a different way to conceive the cold feeling.

It is like my brain and my ears are used to listen a lot of things understand nothing, and are used to downhills and uphills for what concerns the learning

I finished to watch Anna Karenina, a film that I recommend you to watch. It was in Italian with Swedish subtitles, and if there is someone that does not know how to learn the language, this is a great way to get used to read difficult sentences and learn a lot of new words. Today I will watch “Mamma Mia” in English with Swedish subtitles. Even if the audio is English I think it will be easier to understand Swedish because I saw it a lot of times.

There a lot of things different from my Italian life and my Italian home, and some of them I do not like because are not good to live with, but I would never change them, because every day I realize more that something you regard very important is not so important in the end.

Now I have to go, I hope you guys liked this post

Godnatt!

Il mio primo mese in Svezia!

15 settembre

Buongiorno a tutti! Oggi compio un mese qui in Svezia e inizio con il raccontarvi una delle cose più strane che mi sono successe finora da quando sono qui. Stamattina mi sono svegliata stranamente tardi, alle 9 e mezza, mi sono vestita e sono scesa giù per preparare la tavola per la colazione, poi sono salita su e mi sono accorta che nessuno aveva una gran voglia di fare colazione, quasi mi sembrava di sentirli dire: “ma che diamine di ora è per fare colazione? fra due ore si mangia!” e qui si intuisce al 100% cosa porta uno svedese a mangiare, non la voglia di stare insieme a tavola, ma il bisogno VERO di mangiare! Devo dire che la cosa traumatizza abbastanza, perché normalmente non mi viene da fare colazione se mi sveglio alle 11 e mezza (ma a volte la faccio comunque!), e non se sono le 9 e mezza! La dura verità è che mi manca da morire la colazione dolce italiana! Prima di sapere che avremo pranzato saltando la colazione (alle 11!!!) sono andata nel cassetto dei biscotti e ho preso un bel kanelbullar (che tra l’altro Katarina sa fare e di cui ci ingozzeremo in inverno) e non mi sono preparata uno smörgasbröd con il patè, nonostante mi piaccia molto.

Fatto sta che ora mi ritrovo a scrivere il blog mentre Micael prepara bacon e uova e Katarina lava i pomodori. Mi sono accorta ora che anche se a volte ceniamo a orari quasi italiani, la routine è completamente diversa, e non mi devo illudere che gli orari siano più o meno gli stessi quando cambia proprio la mentalità del mangiare.

Mi manca avere fame, fra un po’ credo che mi metterò a digiuno per provare di nuovo quella bella sensazione che si prova mangiando avendo fame. Comunque alla fine abbiamo mangiato bacon, uova strapazzate e marmellata a go go, e con ció in tutta la giornata abbiamo avuto solo un altro pasto. Non avendo gli ingredienti Micael é prima andato ad Hagfors a fare la spesa, ma dico ma come vi va di prendere la macchina prima di colazione? Non avete bisogno di energie appena alzati?! Beh a quanto pare no, le stranezze degli svedesi!

Katarina aveva preparato una torta al cioccolato meravigliosa da portare all’incontro tra i vicini verso mezzogiorno e abbiamo assaggiato la crosta che aveva tagliato e stava per buttare (perché! dico perché?!)! Ho chiesto a Micael se conoscono la Nutella e mi ha risposto, “si, ho visto la pubblicità e non riesco a capire perché la mangiate la mattina, è così strano!”. Eh giá, che gente strana gli italiani, pensa che nemmeno mettiamo il burro sul pane quando mangiamo pane e nutella!

Mentre parlavamo a tavola facendo quello che alla fine si è dimostrato un brunch ho detto che dopo un mese che sono qui la routine dei pasti ancora non mi é entrata in testa, perché in Italia mangiamo a orari fissi e quando abbiamo poca fame riduciamo il pasto ma non saltiamo praticamente mai il pranzo o la cena, e Micael ha detto “oh si, da noi è completamente diverso, noi mangiamo quando abbiamo fame!” e fu così che mi crollò il mondo addosso, scoprendo e cercando di realizzare una cosa del genere passato un mese qui.

Questa giornata sta volando, fra poco andiamo a vedere il match di floorball, dopo ceneremo e poi andrò al coro con Katarina, e poi si va a dormire, assurdo!

Questo week end è iniziato molto bene. Venerdì abbiamo avuto ginnastica e siamo andati a fare orienteering nella foresta, il che è stato meraviglioso, e io ed Ia (mi fa ancora ridere scriverlo o dirlo) abbiamo deciso che lunedì e mercoledì andremo nella palestra gratuita della scuola dopo le lezioni e non vedo l’ora di iniziare, non dico a dimagrire, ma almeno provarci!

L’ora dopo sono andata alla lezione di matematica che ho scelto al posto del livello inferiore che frequentavo prima. I ragazzi che lo frequentano sono leggermente meno timidi essendo un anno più grandi di quelli di primo, quindi avendo la mia età. E quando ho detto hej då uscendo dalla classe i due che erano rimasti mi hanno salutata (quando ero nella lezione di primo se salutavo il professore lui era l’unico a rispondermi). E come dice la mia mentore è sempre bene avere qualcuno in più da salutare nei corridoi o con cui mangiare alla mensa perché in questo modo è sempre più facile conoscere ancora più gente. Quindi sono contenta della mia scelta di cambiare che è stata motivata anche dal desiderio di conoscere più gente fuori della mia classe e non solo dal fatto di studiare un programma più difficile (che difficile non è perché è sempre lontano anni luce dal programma italiano).

Tornata a casa mi sono fatta una doccia veloce, abbiamo cenato e poi siamo andati a vedere il match di floorball maschile che si è svolto nella palestra della scuola (Hagfors contro una squadra di cui non ricordo il nome che aveva la divisa rosa, e ovviamente io mi ero messa una felpa viola ahahahah). Quando è entrata la squadra di Hagfors si sono spente le luci ed è iniziata la musica con una voce che presentava tutti i giocatori. Il floorball è una figata! Non so tutte le regole ma la cosa principale è che ogni 40 secondi circa i giocatori (cinque escluso il portiere) vengono sostituiti da altri giocatori, ed è un cambio continuo e velocissimo. Essendo simile all’hockey sul ghiaccio è anche abbastanza violento, anche se nel floorball non è permesso arrivare letteralmente addosso con le spallate a un giocatore dell’altra squadra ma solo usare il corpo. Per definire il campo di gioco si usa una specie di divisorio che nella scuola non è stato costruito molto bene, ma che deve essere mobile perché in caso di urto (che capita molto spesso) deve poter cadere per non provocare troppo male, quindi gli spettatori stanno continuamente a mettere a posto questo divisorio ogni volta che qualcuno ci si catapulta sopra e lo sposta. Il campo di gioco quindi è definito solo da queste “pareti” e non è molto fisso. Il floorball é un gioco da veri vichinghi, non l´avrei mai immaginato. I giocatori sembrano essere disposti a farsi calpestare da dieci persone saltellanti prima di mollare la presa, ma forse neanche in quel caso rinuncerebbero a prendere la palla. Hagfors ha vinto ed é stato un bel modo di festeggiare la loro duecenetesima partita giocata.

Quando parlo con la mia famiglia in videochat non ho più tante cose da raccontare come prima, questo fa capire che mi sono ambientata alla grande e che quello che tutti mi dicevano durante le prime due settimane si è avverato, ovvero che anche se ero inizialmente triste dopo qualche giorno non sarei più voluta tornare a casa, che è esattamente quello che provo ora.

16 settembre

Sabato dopo una ricerca disperata e velocissima siamo riusciti a trovare i biglietti per la partita di hockey tra Färjestad BK e Örebro HK nello stadio di Karlstad. Gli unici biglietti disponibili per stare tutti vicini erano quelli in piedi ed é stato bello perché é un ottimo modo per sentire bene il gioco e il tifo. Lo stadio aveva 8500 posti e i tifosi di Örebro erano 3000, anche se erano molto piú “sfegatati” nel tifo rispetto a quelli di FBK. Ci sono momenti in cui andando in giro da sola in un posto che non conosco con una lingua che non conosco mi sento davvero soddisfatta. Sono uscita dallo stadio per posare la borsa in macchina e ho detto che dovevo uscire per rientrare, ovviamente in inglese ma ero soddisfatta lo stesso. Quando sono tornata per rientrare ho fatto vedere il timbro sulla mano a uno dei ragazzi che dovevano controllare se avevo armi (l´unica cosa di cui mi possono trovare imbottita sono decine di tavolette di cioccolata KEX!). Mi ha risposto in svedese e io gli ho detto che non parlavo svedese, ed é qui che ho beccato la prima capra in inglese da quando sono in Svezia. Mi fa: “ah ok, come here, mmmm VISITATION!”. Mi ha controllata e quando stavo entrando lo sento ridere a crepapelle dicendo all´amico “VISITATION!!!! (e poi immagino qualcosa del tipo, “ma esiste visitation? ahahahah”). Sono tornata sana e salva sugli spalti dove i tifosi stavano cantando i vari cori della squadra di Karlstad e i tifosi di Örebro inveivano verso la nostra parte. Per essere stata una partita del livello di una Roma-Lazio la cosa é stata molto tranquilla, sará stato un caso o é il risultato dell´organizzazione svedese?

Nel gioco ci sono quattro arbitri, e mi chiedo se due di loro hanno il compito di dividere i giocatori che si prendono a pugni, dal momento che ogni cinque minuti due avversari si attaccavano per una cavolata e dopo due secondi c´era qualcuno che li divideva.

FBK alla fine ha perso ma é stato davvero bello assistere alla mia prima partita di “ishockey”. Siamo arrivati a casa alle 22,30 e sono crollata a dormire, tifare stanca!

Gli svedesi usano dire l´ora con il metodo delle ventiquattro ore tipo “Jag slutar sexton” (finisco alle sedici) il che é abbastanza strano!

Ieri sera abbiamo mangiato le tagliatelle con una salsa di panna (e io che ancora ve lo sto a scrive!), gorgonzola e salmone. Il risultato era ottimo, ma ogni volta che vedo che prima di mangiare la pasta (con coltello e forchetta ovviamente) la prima cosa che fanno é tagliarla con il coltello mi sento male, la vedo come un´offesa personale ahahahah

Dopo cena io e Katarina siamo andate a coro insieme e mi sono sentita sempre piú come nel coro dove canto a Roma, ed é stato davvero bello. Sono molto felice perché quando canto in svedese é molto piú facile imparare la pronuncia ed é un buon incoraggiamento per iniziare la settimana. Katarina oggi chiederá informazioni sul coro di Hagfors che dovrebbe avere una trentina di coristi, e se gli orari delle prove sono buoni andró a cantare pure li, il che é molto buono perché mi posso tenere in allenamento e si fanno molti concerti nelle chiese, e la maggior parte dei pezzi sono gospel. E sarebbe anche un ottimo modo per continuare a conoscere gente, magari anche qualcuno della mia etá.

La maggior parte delle volte nello svedese non si usa l´ausiliare, il che rende le cose molto piú semplici. Per chiedere “lo sai?” in inglese si direbbe “do you know?” mentre in svedese solamente “Vet du?”

Mettetevi le cuffie, sdraiatevi e chiudete gli occhi ascoltando questa canzone, non dico altro…

e giá che ci siete vedete la pubblicitá svedese che ha usato questa canzone

https://www.youtube.com/watch?v=p93yxO7ulqY

Una ragazza che abita a cinque minuti in autobus da Örebro ospiterá me e l´altro ragazzo italiano che sta con STS per la notte di venerdí e sabato, e sabato e domenica faremo dei giri nella cittá insieme anche ad altri exchange students. Tra l´altro Örebro é piena di biciclette e potremmo girare la cittá pedalando, sempre che non piova! (ah! e sempre che riesca a trovare l´autobus a un orario che non sia le cinque di mattina!

Da quando sono qui non ci sono stati piú di due giorni in cui la mia camera é stata ordinata. Il tavolo dove poso i vestiti sembra una trincea! Avere una sedia dove posare le cose permette di creare un casino notevole, immaginate cosa puó succedere con un tavolo e quattro sedie.

“Killarna” non vuol dire assassini come credo ogni volta che lo sento dire (eppure aggiungendo -na si ha il plurale), ma significa “ragazzi”, e tanto per stare in tema, gli svedesi parlano sempre di Breivik!

Siamo sempre in ritardo, ogni volta che dobbiamo fare qualcosa e chiedo a che ora dobbiamo uscire mi rispondono “soon” (subito). L’altro giorno sono scoppiata a ridere dicendo: “ma è possibile che siamo sempre in ritardo!?” e loro non ce la facevano più a smettere di ridere, e a pensare che anche io quando mi ci metto non sono la migliore in fatto di puntualità!

Inizio a pensare che frequentare la classe di tedesco sarebbe stato molto piú facile che frequentare quella di spagnolo, in quanto ogni volta che imparo qualcosa in spagnolo il mio cervello salta continuamente dall´italiano, allo svedese, allo spagnolo e di nuovo allo svedese senza sosta, ed é davvero stancante! Sarebbe stato meglio il tedesco anche per quanto riguarda l´apprendimento dello svedese, ma rimango qui perché il mio orario é giá abbastanza incasinato con la classe di matematica cambiata.

Su laRepubblica.it ho trovato il video dell´atleta svedese che al Finnkampen ha avuto una serie di crampi e non ha potuto finire di correre (ce l´avevamo praticamente davanti e la scena é stata abbastanza triste!).

http://video.repubblica.it/sport/svezia-il-dramma-del-mezzofondista-crolla-prima-del-traguardo/139917/138452?ref=HRESS-5

Da quando sono qui non c´é stata una volta in cui mi sono annoiata, sará per l´enorme stanchezza che ho durante la giornata o perché vivendo in un posto isolato ci si deve sempre muovere con la macchina per concludere qualcosa di decente, inoltre la mia famiglia é molto attiva e io ho sempre voglia di fare nuove cose per continuare ad ambientarmi.

Mi è capitato per la prima volta di rispondere “ok” a una domanda in svedese, della serie “hai fame?” “ok!”. Sgamata!

Forse letto il titolo vi starete aspettando un piccolo resoconto del mio primo mese qui, e forse é arrivata l´ora di stilare un piccolo elenco di obiettivi raggiunti e prime esperienze fatte, e cambiamenti che mi sono accorta di aver “subito”. Premetto che non sono assolutamente brava a fare ció quindi vi dovete accontentare di qualcosa di veramente riassuntivo e non molto poetico.

Riesco a capire un po´di svedese durante le lezioni e quando la gente parla, in famiglia molto di piú perché non parlano il dialetto (Värmlandska)

Non so spiegare come e in cosa ma so di essere diventata molto piú autonoma

Ogni giorno mi sento diversa dal giorno precedente, non riesco a immaginarmi uguale a quando sono partita, proprio non ci riesco!

Mi godo le piccole cose, molte volte quando torno da scuola o da qualcosa che faccio con la famiglia mi sento felice per nulla, anche se non é successo qualcosa in particolare. Sono felice per il solo fatto di essere qui e per come le cose migliorano ogni giorno di piú. Sono davvero le cose piú piccole a rendermi felice e a farmi rendere conto che l´importante non é che succedano cose nuove ogni giorno, ma che non succedano cose brutte, e tutto ció é davvero un bel risultato, spero mi capiate!

Ho visto la mia prima partita di ishockey, e due partite di floorball (innebandy)

So scrivere o cercare sul dizionario le parole svedesi, ció implica il riconoscimento vocale di ä, å e ö.

Ho sfatato un sacco di miti sugli svedesi e sulla loro timidezza. Si sono timidi, ma non chiusi e freddi come tutti credono. Inoltre gli amici di Ia sono molto aperti rispetto agli altri, il che é molto buono!

Ho cercato di superare i miei limiti e non demordere dopo poco, per esempio quando ho fatto 90 km in bici o quando sono caduta dalla bici e mi sentivo svenire, e nonostante tutto non ho chiamato nessuno per farmi venire a prendere.

Ho superato molto la mia timidezza, ora il problema non é parlare con gente nuova, ma solo con gente SVEDESE nuova, e quindi ho fatto grandi passi avanti, nonostante tutti quelli che conosco (compresi i miei genitori e mia sorella, hej hej!) mi dicano che non sono timida!

Tra una decina di minuti scendo per prendere l´autobus per tornare a casa, ora sono nell´aula studio a rilassarmi un attimo dopo essere andata in palestra con Ia. Io amo questa scuola e la mia vita qui!

In Svezia pochissima gente fuma le sigarette, il resto, e l´ho scoperto praticamente ora vedendo un ragazzo sputare il tabacco masticabile, appunto usa questo.

Per ora non ho altri aggiornamenti, magari aggiungeró qualcosa prossimamente, a presto!

Hej då!

Ha en bra dag!

Quarta settimana di scuola al fine, in attesa di un bel week end

Due post in un giorno, che record! (infatti non ce l´ho fatta…)

12 settembre

Sono appena tornata da scuola dopo aver fatto un po’ di casini. Ho finito alle quattro e sarei dovuta tornare a casa con l’autobus. Ma appena seduta sulla panchina per aspettare accendo il cellulare e ricevo un messaggio che Micael mi aveva mandato ieri con scritto che stava uscendo da lavoro in quel momento e che mi poteva venire a prendere. Quindi ho lasciato la fermata dell’autobus, mi sono recata al posto dell’appuntamento e ho aspettato, aspettato….aspettato e aspettato e dopo essermi insospettita sono andata a vedere la data del messaggio che ovviamente era datato ad oggi, anche se si riferiva a ieri. Quindi ho aspettato ancora e poi ho mandato un messaggio a Micael che mi ha risposto “it was yesterday”. Micael mi ha chiamato e abbiamo chiarito la cosa, quindi ho chiamato Katarina che mi é venuta a prendere. Rispetto ai primi di agosto quando la mia host family é venuta a trovarmi a Roma e non capivo molte cose in inglese quando li sentivo per telefono, ieri ho capito tutto, e spero proprio che il mio inglese continui a migliorare.

Arrivate a casa Katarina mi ha proposto di cucinare italiano con le cose comprate due giorni prima per la carbonara, per mangiare a un´orario decisamente italiano, le 8! Ho cucinato un chilo di pasta con gli ingredienti per mezzo chilo e a parte il fatto di non essermi regolata e che quindi la pasta assomigliava piú agli spaghetti con burro e parmigiano, alla host family é piaciuta tanto, perché ovviamente loro non conoscono l´originale. Basti pensare che ogni volta che dico a uno svedese che nella carbonara non c´é la panna gli prende a male, poverini…

13 settembre

Per chattare un po´alla fine la sera sono andata a dormire tardissimo e stamattina svegliandomi alle 6,45 ero uno zombie con un mal di gola fortissimo. Ora sono a scuola e la lezione di spagnolo inizia alle 10,10. Vorrei stare nella scuola italiana ora, dove non c´é tutto questo tempo da aspettare tra una lezione e l´altra che a volte é davvero noioso. All´ultima ora non andró alla lezione di samhällvetenskap (scienze sociali, economia, mica ho capito bene ancora!) perché ho cambiato corso di matematica dall´1b al 2a, che per caritá é ancora distante anni luce dal programma italiano, ma almeno c´é una piccola introduzione alla trigonometria e mi annoieró leggermente di meno rispetto all´1b. Potrei andare a un corso ancora piú avanzato (3b) ma non ho voglia di saltare lezioni obbligatorie come inglese o svedese… Quando ho parlato con il professore di matematica (che é lo stesso del corso che inizieró oggi) dato che non sa l´inglese molto bene mi rispondeva in svedese. Si é messa in atto questa scenetta un po´esilarante dove lui parlava in svedese, io non so come riuscivo a capire tutto, e poi rispondevo in inglese. Sono davvero contenta di questo, e intanto i miei compagni di classe guardavano la scena sbigottiti!

Comunque, il programma di matematica é davvero scarso, e non so se sia un bene o un male. Mi sto accorgendo che l´istruzione italiana é molto buona, piú di quanto si crede e che ti offre un´immensa cultura da poter gestire a seconda della tua voglia di studiare. Ho una voglia assurda di studiare matematica e italiano, di essere contenta di riuscire in esercizi complicati che qui nemmeno mi immagino di trovare nei libri, o ricordarmi a memoria dei versi della Divina Commedia solo perché l´ho letta tante volte. Si sembro uscita di testa, ma questo é quello che si prova non essendo capace di studiare niente e non avendo la possibilitá di ottenere soddisfazioni riguardo lo studio a causa della lingua. I libri di matematica sono praticamente vuoti! Ci sono una minima spiegazione e degli stupidissimi esercizi per cui non ho nemmeno voglia di sprecare un milligrammo di inchiostro per quanto sono noiosi! Non esistono quei problemi difficilissimi che abbiamo in Italia, e sarebbe da pensare che sono scema a desiderarli, ma il problema é che voglio avvantaggiarmi il piu possibile con il programma italiano, e ho voglia di studiare in italiano! Sono sicura che al ritorno sembrerá quasi un passatempo studiare in italiano.

Ieri abbiamo avuto un´ora e mezza di buco perché mancava l´insegnante di scienze, e sono andata con Ia nell´ingresso della scuola e ci siamo sedute a un tavolo con dei suoi amici. Mi sono davvero divertita e il mio umore é migliorato del 200%. Erano tutti molto interessati (“molto” é riferito sempre agli standard svedesi!) all´Italia e sono molto simpatici, cercavano di parlare in italiano con il traduttore e qualcuno ci riusciva molto bene. Un ragazzo che fa rap donava a ogni frase un accento come dire, particolare, e non mi trattenevo dal ridere!

La host family quando sono felice mi dice sempre che gli fa piacere vedermi cosí, e questo mi rende ancora piú felice

Dicono che quando si torna dall´anno all´estero si ha piú dimestichezza nello studio. E ci credo! Essere costretti a cercare di capire ogni singola parola in una lingua sconosciuta ti porta ad essere felice quando trovi qualcosa scritto in inglese o qualcuno che parla inglese, cosa che non mi é mai successa prima di partire.

Oggi ho sbirciato sull´orario di scuola di Marcus, e ho scoperto che per ogni materia hasolo mezz´ora, il contrario di quello che succede in Italia alle elementari, dove si crede che dato che sono bambini possono resistere di piú peché non si possono lamentare piú di tanto, e le lezioni sono di un´ora e mezza o due. E ricordo quant´era massacrante…

Credo che gli svedesi si debbano buttare di piú, quando perdono un´occasione iniziano a pensare, perché dovrei cambiare le cose? sto bene cosí, anche se magari muoiono dalla voglia di conoscere qualcuno

Ho scoperto che tutti i ragazzi che sento chiamare Gustav, in veritá si chiamano GustaF, che scoperte!

Oggi non sprizzo felicitá da tutti i pori perché avró ginnastica (idrott) e giá non amo fare ginnastica in Italia, figuriamoci qui che la cosa é tosta e sto in una classe dove ancora non conosco molta gente tranne tre ragazze.

Ho scoperto questa canzone che mi fa davvero rilassare

https://www.youtube.com/watch?v=eBAgwa4TUzw

Molti ragazzi che sono nella squadra di floorball vivono da soli insieme ad altri ragazzi di primo, secondo e terzo gymnasium che giocano nella squadra, negli appartamenti costruiti vicino alla scuola, e si dividono le spese. È davvero da ammirare tenendo conto che in certi casi hanno solo quindici anni.

Hagfors é piena di immigrati, Ia mi ha detto che ci sono piú stranieri che svedesi in questa scuola, e da come mi ha spiegato la Svezia non é assolutamente cosí cosmopolita come si crede. O almeno, investono tanto sull´integrazione, come ad esempio ad Hagfors sono stati costruiti molti appartamenti e sono stati stanziati fondi per gli stranieri, oppure nella scuola ci sono molte classi di studio di per gli stranieri, ma sembra che dopo questo il tentativo di integrazione finisca.

Non sono integrati bene nella societá, la maggior parte della gente é razzista, e si puó vedere dal fatto che il piú delle volte gli stranieri sono in gruppi separati dagli svedesi. Non ho ancora capito bene la situazione ma sembra stranamente peggiore di quella che abbiamo in Italia. Ho detto a Ia che se in Italia avessimo cosí tanti stranieri in una scuola ci sarebbe una sommossa popolare da parte dei genitori (cosa che succede quando in una classe elementare sono iscritti dei rumeni, e ne basta uno!, tanto per fare un esempio…) e Ia mi ha risposto che qui succede eccome, quindi da questo punto di vista la Svezia ha perso molti punti nel mio giudizio.

Da ieri mattina a scuola ho iniziato a dire “si” in Värmlandska, il che assomiglia piú ad un “ahu” o un “oh” molto leggero (si in svedese sarebbe ja). È molto piú facile e bello dire au e fra un po´mi verrá da dirlo anche durante l´appello. Quando l´ho sentito la prima volta mi veniva da ridere e mi sembrava davvero lontano , ma sto imparando il Värmlandska e mi sto abituando!

Se trovi uno svedese che non sa l’inglese, ma stai sicuro che la cosa é molto rara, saprà comunque dire I will check!

Gli svedesi comprano tantissima carne, in frigo ora c´é una confezione di carne macinata da un chilo e seicento! Metá del frigo é occupata da latte, yoghurt di vari tipi, prosciutto e formaggio giá tagliati a stricioline, confezioni enormi di burro, di paté, di marmellata, di Kaviar e decine di salse varie dall´aspetto e dall´odore piú o meno invitanti.

Ieri mi é arrivata una busta da STS, che dice che il 14 e 15 ottobre (lunedí e martedí, abbastanza strana la cosa) ci sará il primo camp a Stoccolma tra i vari studenti che sono qui in Svezia. Non vedo l´ora anche perché incontreró gli altri quattro italiani che sono in terra vichinga, se non li vedró la prossima settimana a Örebro.

L´altro giorno ho deciso di ascoltare la radio P4 Örebro che ascoltavo prima di partire e a parte il fatto che ho avuto la fortuna di accenderla quando c´era un programma in finlandese (mai successo!) sono riuscita a capire molte cose, il che mi ha fatto constatare i progressi che ci sono stati da quando sono partita.

Oggi andremo a vedere la partita di floorball della squadra maschile di Hagfors, domani ci sarebbe stato ishockey ma non credo che andremo perché non si trovano i biglietti. Domenica ci sará invece la partita di floorball femminile da quello che ho capito…sará un week end impegnativo! La mattina di domenica come sempre ci sará la partita di calcio di Rebecca e le previsioni del tempo sono abbastanza buone, magari riesco a prendere un minimo di sole!

Sto ingrassando, come se non bastasse ho preso la bella abitudine di mangiare yogurt quando torno da scuola prima o dopo cena, con i cereali con la frutta secca, domani mi metto a dieta! Si come no…

In svedese il modo per dire l´ora é diverso da quello inglese. Per dire due e mezza si dice halv tre, inutile dire che il mio cervello si sbaglia sempre collegando ad half past tre, ma in svedese a partire da “mezz´ora a…” si indicail tempo che manca a un´ora. Fem över tio significa 10.05 oppure fem i halv fyra significa 3.25, e fem över halv fyra significa 3.35. Quando poi mancano venti minuti si dice tjugo i fem (venti alle cinque).

Per ora vi lascio che vado a prendere le cose nell´armadietto per la lezione di spagnolo, dove mi diverto sempre molto perché é frequentato non solo da svedesi ed essendo molto piú aperti mi ricordano un po´l´Italia come comportamento.

All´inizio della scuola ogni tre metri mi cadeva qualcosa perché mi caricavo di cose tra cui il dizionario che ora non porto piú avendo scoperto l´enorme utilitá del computer della scuola. Ora vado con computer e libro e sto alla grande, ma ogni tanto mi manca il portarmi sempre la borsa dietro perché quando manca qualcosa devo andare all´armadietto per prenderla.

Oggi é la quarta settimana di scuola che finisco qui, wow il tempo passa davvero veloce!

Ci sentiamo!

Heja Sverige!

Chiedo scusa a tutti quelli che hanno aspettato l´aggiornamento cosí a lungo (spero ci sia qualcuno!) e mi sono fatta sentire solo dopo una settimana, cercheró di non farlo accadere di nuovo, ma questa settimana é stata molto stancante!

Ogni giorno qui mi trovo sempre meglio, la routine svedese sta iniziando a far parte di me e ora capisco molte cose (non proprio molte, un po´piú di niente!) mentre parlano. Non é passato un giorno da quando sono qui che non ho conosciuto qualcuno di nuovo e sto conoscendo tantissima gente da tutto il mondo.

Dopotutto gli svedesi non sono troppo timidi, sono solo riservati, e ci sto facendo l´abitudine, in fin dei conti devi solo inizialmente mostrargli rispetto. Credo che in paesi come l´Islanda e la Finlandia sia molto peggio.

Se uno svedese ti offre qualcosa non devi fare altro che accettare senza dire nulla, altrimenti si arrabbiano. Non é come in Italia che se qualcuno si offre di fare qualcosa lo fa per mille motivi diversi, come il non voler essere maleducati o non fare brutta figura. No, gli svedesi si offrono di fare qualcosa perché lo vogliono, perché si preoccupano del tuo benessere!

Come dice Ia, ci sono cose che ti aspetti essere meravigliose, ma anche se quando le conosci non sono perfette come le immaginavi, sono comunque belle. E questo é un modo per spiegare le varie scoperte che si fanno giorno dopo giorno ma che anche se non sono belle scoperte, non rovinano il tuo anno all´estero e ti fanno amare ancora di piú il tuo paese ospitante. Significa superare i bordi senza sapere cosa c´é dall´altra parte ma buttarsi sapendo solamente che quello che si troverá sará stupendo

Qualche giorno fa ho scoperto che il 5 novembre gli Imagine Dragons verranno a Roma, si ciao, a Stoccolma!, e il 12 dicembre sará la volta dei The Lumineers. Stavo giá pensando con chi andare e come organizzarmi per andare a sentirli quando Katarina mi ha proposto che potrebbe venire Rebecca con me, inutile dire che sono stata felicissima, e Rebecca anche!!! Credevo che i biglietti costassero solo una trentina di euro essendomi confusa con il cambio ma veramente costano un po´di piú. Inizio ad accumulare soldi anche per il treno per e da Stoccolma, che secondo me é molto economico. Sono quasi 500 km e costa solo 200 kr. È`da prima di partire che sognavo di andare a un concerto in Svezia e questi gruppi erano proprio nei miei desideri.

Oggi dopo scuola andremo a Norrköping dai genitori di Katarina perché domani e domenica andremo a Stoccolma a vedere il FINKAMPEN. Quindi come se non fossi giá abbastanza stanca (la mia testa oggi sta per scoppiare, é dalla prima ora che ho un mal di testa tremendo, ma sono contenta perché é il risultato del grande lavoro che sta facendo il mio cervello, e sono orgogliosa dei risultati raggiunti dopo solo tre settimane) ci faremo circa cinque ore di macchina. Ho aggiornato la pagina “About me” fateci un salto se volete, sto creando anche una pagina facebook sulla quale pubblicare tutti i miei post e alcuni pensieri e foto e tutto ció che mi viene in mente. Work in progress….

9 settembre

Direi che la giornata di oggi é iniziata con tutte le caratteristiche per vincere il premio di peggiore giornata dopo quasi un mese qui in Svezia. Niente di preoccupante per caritá, a parte la caduta dalla bici come caffé mattutino, anzi la cosa va abbastanza sul comico se volete e come cerco di vederla io. Allora, questo week end come vi avevo anticipato siamo andati a Stoccolma per vedere il Finnkamp, per le foto potete andare nella pagina in alto, ora continuo con il racconto fresco fresco di oggi. Dicevo, stanotte siamo arrivati a casa a mezzanotte, e finalmente ho sentito la casa di Uddeholm come la mia vera casa! Per fortuna questa mattina ho iniziato scuola alle 10, quindi ho messo la sveglia alle 8 e mezza (e puntualmente mi sono svegliata di colpo alle 8 sognandomi che fossero le 21,21, che orario! ahahhahah). Comunque, ho fatto colazione e mi sono presa una bella bustina di paracetamolo dato il mal di testa con il quale mi sono svegliata (sará stato per la stanchezza o per il fatto che invece dei cuscini normali in Svezia usino dei cuscini che sembrano fatti di farina!?). Me la sono presa un pochino troppo comoda e mi sono trovata a prendere la bicicletta alle 9,15  dovendo iniziare la prima lezione alle 10. La prima sventura é stata che mi sono scordata il lucchetto per legare la catena della bicicletta, e quindi sono dovuta rientrare in casa (e non mi sono tolta nemmeno le scarpe, mi vergogno di me stessa ahahahah). Comunque, prendo la bici e faccio 500m, e proprio dove la strada é piena di sabbia (e menomale che non aveva piovuto sennó sarei caduta sul fango e peggio mi sento) ho preso male la curva e mi sono catapultata sulla sinistra. Domani avró un livido di un metro su tutta la gamba. Ho perso cinque minuti per pulirmi per cercare di non sembrare di essere appena andata a cavallo (tra l´altro a pochi metri da dove sono caduta c´é il maneggio). Mi é venuto subito un mal di stomaco fortissimo per la paura che mi sono presa e mi é presa a male in una maniera pazzesca. Ho preso coraggio e ho ricominciato con i graffi sulle mani e il dolore alle gambe. Il fiatone che ho avuto oggi per arrivare a scuola non ha precedenti, ma alla fine sono arrivata a destinazione cinque minuti prima dell´inizio della lezione, con i pantaloni ancora pieni di polvere e una faccia che piú rossa e sudata non si poteva. Immaginate la scena, io muoio dal ridere ogni volta che ci penso!

Arrivata a scuola sono andata un attimo al bagno per vedere che risultato ero riuscita a ottenere sui miei capelli e la mia faccia e mi sono resa un po´piú presentabile. Ovviamente se qualcosa inizia ad andarti male perché non dovrebbe continuare a farlo? Quindi dopo essere quasi morta con la bici, aver avuto un calo di zuccheri assurdo, aver sudato quanto faccio normalmente in due mesi, ed avendo sporcato la felpa verde menta comprata proprio ieri, nel corridoio che io e Erika (una di classe mia a cui ho chiesto con il fiatone “Can you wait a minute for me please?”) abbiamo percorso c´era tutto il secondo anno del programma di tecnica (e si, con un po´di fantasia c´arrivate, sono tutti ragazzi ovviamente ahahahah!). La cosa ancora piú comica é che mi ero promessa di salutarne due che ho conosciuto nell´ultima settimana (uno é il fratello di una ragazza che gioca nella squadra di calcio di Rebecca e uno l´ho incontrato al corso di svedese, che non é solo un corso di svedese ma un´ora dove qualsiasi studente puó chiedere aiuto nello studio se non ha capito qualcosa), ma l´unica cosa che hanno visto é stata un mucchio di capelli biondi che copriva la mia faccia e una ragazza che  camminava piú come un gambero che come un essere umano.

Credo che questa sia solo la prima delle giornate che mi capiteranno come exchange student alle prime armi, ma non do troppa importanza a questo perché ogni domanda e ogni figuraccia é permessa a un exchange student ahahahah

Andare a Stoccolma per il Finnkamp é stato uno shock. Mi sono sentita persa, come se non avessi vissuto in una cittá tre volte piú grande per diciassette anni. È stata davvero un´emozione stranissima. Mi sono detta, “oramai sono una ragazza di campagna” e sono contenta di aver provato una faccia diversa di vita rispetto a quella di Roma. Credo che vivere in un paese molto piccolo sia il modo migliore per imparare la lingua ed entrare meglio nella cultura. Anche se é pure vero che a Stoccolma mi sono sentita persa perché erano passate tre settimane da quando sono partita, e in questo tempo ho vissuto un po´isolata rispetto a come ero abituata a fare. Se avessi dovuto passare l´anno a Stoccolma molto probabilmente non mi sarei sentita persa, ma piú a casa, ma non so se é una cosa positiva o no.

Il secondo giorno di Finnkamp mi sono sentita un pochino piú a casa passeggiando per Stoccolma (abbiamo fatto un piccolo giro nella Sturegatan, una delle vie principali, e la piú “in” con una galleria di negozi che é davvero una figata!). Ma questo strana sensazione di “sentirsi a casa” non mi é piaciuta molto, perché ora la mia casa é un´altra. Al Finnkampen ho comprato un cappello svedese dove ora sono collezionati decine di autografi, e durante le gare, alcuni tizi giravano regalando magliette, e Micael é riuscito a prenderne una per me. La adoro, é enorme ed é perfetta come pigiama. La Svezia ha avuto la meglio per la maggior parte degli sport, a parte il salto con l´asta maschile.

Lo svolgimento di queste gare ha qualcosa di divertente, perché non é un vero campionato, ma delle gare amichevoli tra Svezia e Finlandia. Finnkampen é l´unica associazione sportiva nel mondo tra due nazioni. Per ogni disciplina gareggiano tre atleti per ogni nazione e vicino al posto dove si gioca c´é una specie di sostegno con tre palle blu e tre gialle (Finlandia e Svezia) e a seconda del punteggio di ogni atleta viene cambiato posto alle sfere. Il risultato finale si conta in punti, ad esempio se uno svedese arriva primo nel salto in lungo colleziona sette punti per la Svezia, e se un altro svedese arriva ultimo tra i sei guadagna un punto per la squadra. Come potete capire é una cosa molto amichevole, e amichevole é l´aria che si respira durante le gare, dove gli svedesi per la prima volta appaiono molto piú aperti rispetto ai “musoni” finlandesi. All´inizio si cantano gli inni nazionali togliendosi il cappello e la sensazione di ascoltare per la prima volta in Svezia il “Du gamla, du fria” (“tu vecchia, tu libera”) ha qualcosa di speciale, anche se non sapevo le parole.

Se qualcuno sbagliava non c´era un coro di NEEEJJJJ troppo forte come succede in Italia, e se uno della squadra avversaria sbagliava non si gioiva come si fa spesso in Italia, ma ci guardavamo tra di noi e dicevamo “tack!” (“grazie”). Durante il viaggio verso la casa dei genitori di Katarina ci siamo fermati a Pizza Hut e ho assaggiato la mia prima pizza italiana in stile americano/svedese. Diciamo che come impasto assomiglia piú alla pizza della nonna col pomodoro (BONA!) perché non é cotta nel forno a legna e quindi é altissima e ti riempie tantissimo. Ho assaggiato la pizza kebab che era buonissima, e quando ho detto alla mia host family che in Italia mangiamo la pizza anche se non é piena di cose sopra, ma anche solo con il pomodoro o la mozzarella mi hanno detto´: “si ma cosí non é pizza, é solo pane!”. Non ho parole…… ahahahah.

Ma parliamo del soggiorno dai nonni ospitanti, premettendo che dopo aver vissuto in una nuova casa per tre settimane ed essendomi abituata praticamente a tutto, la mia capacitá di adattamento é aumentata tantissimo! Ho dormito in una camera che era stupenda e il letto da una piazza e mezza era comodissimo. Appena entrati in casa e incontrati i nonni la sensazione é stata abbastanza triste perché gli abbracci tra i nonni, Katarina, Micael e Rebecca e Marcus mi hanno ricordato tantissimo i miei nonni, ed é stato davvero triste. Curiositá. Il padre di Katarina sa andare in monopattino e parla inglese.

La sera di venerdí abbiamo visto un pezzo della partita di calcio Svezia-Irlanda per la qualificazione ai mondiali, e la Svezia ha vinto! Il giorno dopo abbiamo fatto colazione e abbiamo visto uno rådjur (cervo) sull´enorme prato davanti alla casa dei nonni. Verso le 10 siamo partiti per Stoccolma e dopo solo praticamente tre ore dalla colazione abbiamo pranzato (con cosa? ma con carne di kebab ovviamente! ahahahah). Le gare sono finite verso le 17,30 e siamo tornati a casa, dove il padre di Katarina ha iniziato a fare il barbecue con carne svedese (che devo dire, fa abbastanza schifo!) e io ho iniziato a parlare qualche parola in svedese con lui. Essendo i genitori di Katarina del sud della Svezia ho capito tantissime cose e durante la cena ho parlato anche in svedese, ed é stato un week end pieno di soddisfazioni! Una delle frasi che sono riuscita a dire é stata: “I morgon vi åker till Uddeholm efter Finnkampen eller vi åker hem innan?” (Domani andiamo direttamente a Uddeholm dopo il Finnkamp o passiamo a casa prima?) So che non é il massimo per correttezza grammaticale ma é un buon inizio per me. Come potete vedere la sintassi é uguale a quella inglese e l´impresa non é cosí impossibile come sembra. Dopo cena abbiamo visto la televisione (Mr. Bean in vacanza) tutti insieme bevendo una tisana calda e mangiando la torta di mele, versandoci inevitabilmente litri e litri di salsa alla vaniglia. La mattina dopo quando siamo scesi per fare colazione la nonna mi ha regalato due paia di calze fatte ai ferri, e mi sono sentita molto in famiglia.

La seconda giornata é stata molto piú entusiasmante della prima per quanto riguarda le gare. Ho raccolto tantissimi autografi e fatto foto con quattro atleti svedesi. Alla fine quei simpaticoni degli atleti svedesi hanno fatto un giro di campo tutti insieme e hanno caricato sulle spalle alcuni dei responsabili della squadra e li hanno buttati nella piscina della corsa con la siepe (uno si é anche giocato il cellulare!). Dopo questo week end molte credenze sugli svedesi si sono sciolte, e so che non sono troppo chiusi, e li adoro!

Piccola curiositá. L´acqua naturale non era venduta dagli stand del FINNKAMPEN, c´era solo quella frizzante sulla quale c´era scritto “Naturell” solo perché non c´era aggiunto niente come succo di mirtilli o altro, valli a capí sti svedesi”.

Dopo dieci minuti di viaggio verso Stoccolma abbiamo deciso di andare al centro commerciale (Kista galleri), anche se quando Rebecca mi ha chiesto se volessi andare non credevo si riferisse ad andarci il giorno stesso e tutta fomentata ho risposto SI! Sti svedesi c´hanno proprio una calma per ritardare di un´ora e mezza un viaggio in macchina di cinque ore! Comunque mi é andata bene perché io e Rebecca siamo andate a fare shopping e ho trovato una felpa verde menta, dei leggins e un maglione per me (pagando solamente 50 euro!). Abbiamo cenato nel centro commerciale dove c´erano circa quindici ristoranti diversi, e indovinate cosa ho mangiato? Ebbene si! Carne di kebab! Beh si, diciamo che me la cerco! Siamo tornati a casa a mezzanotte ed ero talmente accaldata che sono uscita dalla macchina solo con la maglietta del FINNKAMPEN a maniche corte, anche se facevano 5 gradi.

Ieri ho pranzato con la ragazza russa che si chiama Aygul, e abbiamo parlato delle nostre impressioni sulla Svezia. Lei ha detto che non si sente a casa nemmeno dopo nove anni che vive qui, in poche parole gli svedesi sono razzisti. Abbiamo parlato delle regole che hanno qui per crescere i figli (praticamente non ci sono regole, i genitori fanno fare ai figli praticamente tutto lasciando la possibilitá di sbagliare e quindi di far capire autonomamente ai bambini dov´é che sbagliano. Sono molto d´accordo su questo modo di pensare). L´Italia e la Russia sono piú simili tra di loro di come non lo sia la Svezia. Nelle scuole russe e in quelle italiane si va a scuola il sabato e i ragazzi sono pieni di compiti (anche se in Russia sono molto piú severi!). La Svezia é l´unico tra i tre paesi dove i professori si chiamano per nome. Abbiamo parlato di come sia assurdo che gli studenti svedesi si lamentino di non avere abbastanza tempo per studiare o divertirsi, quando noi abbiamo molte piú ore e un giorno in piú di scuola rispetto a loro.

Oggi la scuola ha invitato i genitori dei ragazzi del primo anno a fare fika insieme ai mentori (la mia é Elizabeth che tra l´altro é anche la mia insegnante di spagnolo). Katarina e Micael andranno per me e questo mi ha fatto molto piacere, perché spiegheranno bene che per me é ancora molto difficile riuscire a capire molte cose, ma non credo ci siano grandi problemi perché non sono la prima exchange student che hanno avuto in questa scuola. Per Micael e Katarina il mio percorso scolastico é come un´allenamento per quando Rebecca inizierá il gymnasium e sono interessati il doppio quando ricevo lettere o informazioni. anche il programma italiano? Sto scrivendo questo dopo che Katarina e Micael sono andati all´incontro con il mentore. Elisabeth ha detto che non si aspettano nulla da me e sanno che é difficile all´inizio. Inoltre pensano che le lezioni di matematica, spagnolo e inglese siano un ottimo modo per imparare la lingua. Quindi l´ambiente a scuola per ora é molto rilassato.

Cosa mi piace degli svedesi, comportamenti da imitare:

Cenare presto in modo da avere piú tempo per digerire.

Rilassarsi ore prima di andare a dormire, e andare comunque a dormire presto

Quando mi viene un po´di tristezza penso che sono stata davvero fortunata a capitare in questa famiglia, in questa scuola, in questo paesino e aver scelto questa associazione, e ogni giorno ricomincio da capo con il doppio della forza, pensando che con un po´di pazienza anche la lingua migliora sempre piú. Ieri sera ho chattato con tre persone e ho scritto delle cose in svedese, sono davvero fiera di questo.

Ecco alcune delle mie prime parole imparate in Svezia:

Jag vet inte (non lo so)

Jag pratar inte Svenska (non parlo svedese) questa frase non ha alcuna conseguenza sulla persona a cui la dico. Ogni svedese che la sente inizia a parlare inglese senza problemi, non prima di essersi scusato per la bassa conoscenza del suo inglese…MAH!

Jag förstår inte (non capisco)

Varsägod (prego, sei il benvenuto)

Cosa manca nelle scuole italiane:

dei posti per studiare se non si ha voglia di tornare subito a casa

la non competivitá tra gli alunni

il rapporto di fratellanza e rispetto tra professori e alunni, e soprattutto il rispetto verso gli insegnanti

Quando ho chiesto a Katarina se gli andava bene che Rebecca venisse al concerto con gente piú grande lei mi ha detto, “si credo sia una ragazza molto aperta e che non si troverá a disagio”. Beh di cosa mi meraviglio? Una domanda cosí si riceve da qualsiasi genitore italiano!

Il tempo sta passando in una maniera assurda, domenica il mio exchange compie un mese!, sono giá a un decimo della mia esperienza, e devo dire di essere un po´triste di come passa il tempo, ma cerco di godermi ogni giorno di piú il mio exchange

Sui gruppi di exchange students emerge tutta l´incapacitá e la pigrizia dei ragazzi italiani nel cercare informazioni su qualcosa. Gli italiani sono gli unici che chiedono informazioni stupidissime e non specifiche sulle universitá estere, che potrebbero tranquillamente trovare sui siti internet. Che rabbia!

Comunque, ho una voglia assurda di studiare il programma scolastico italiano, prima di tutto perché mi piace studiare e rendere questo anno utile il doppio di un qualsiasi anno in Italia e poi perché voglio fare qualcosa in italiano, e non mi sembra che parlare in italiano in chat mi stia creando problemi sull´apprendimento della lingua quindi credo sia fattibile.

Gli svedesi dicono sempre absolut e precis

https://www.youtube.com/watch?v=gfAPlT4uGqY

Ieri io e un altro italiano che sta in Svezia con STS abbiamo pensato di andare a Örebro il week end del 21 e abbiamo giá raccolto una tedesca, un´americana e un francese che abitano li per fare un giro in cittá, la cosa promette bene, staremo a vedere…

Scusate per il disordine di questo post, ma dovevo recuperare tutti i giorni persi e questo é il risultato terribile che sono riuscita ad ottenere

“Volgarmente” i ragazzi si salutano con “Tjän´” o qualcosa del genere, che molte volte si avvicina al “ciá” italiano.

Vi lascio con una frase di un ragazzo che ha fatto la maturitá e che rispetta moltissimo il mio pensiero quando scrivo temi. “Sono sempre stato dell’idea che il contenuto debba prevalere sulla forma e che le idee debbano formarsi in modo spontaneo, seguire un filo logico molto sottile, fragile, che può rompersi quando viene meno la connessione tra la propria, intima, sfera emotiva e la traccia che l’ha sollecitata/solleticata.” http://marcokrt.blogspot.se/2013/06/che-tema-scegliere-alla-maturita-magris.html

Ci sentiamo! Hej då!

Flusso di coscienza, parte I

Data la stanchezza che sono arrivata ad avere ieri sera ho pubblicato un post senza accorgermi di aver lasciato dentro un sacco di appunti non controllati, come schizzi a matita su un disegno che dovrebbe essere fatto a china, anche se l’arte è arte. Mia mamma l’ha letto prima che me ne accorgessi e lo rendessi privato e mi ha detto che le è piaciuto molto, e che questa tecnica (da non credere, ho usato una tecnica senza accorgermene, ed è pure fighissima perché l’anno introdotta James Joyce e Virginia Woolf) si chiama “flusso di coscienza” ed è stata studiata per la prima volta da Freud nei suoi studi sull’inconscio. Consiste nello scrivere i pensieri così come vengono prodotti in una prima fase dal cervello, senza regole grammaticali e a volte senza molto senso logico. Quindi quello che farò in questo post sarà provare a copiare tutti gli appunti che prendo durante la giornata per scrivere i post, spero che vi piaccia. (dopotutto devo vedere anche io se mi piace scrivere con questa tecnica) In questo modo mi rilasserò un po’ sia fisicamente che mentalmente, perché credo sia un buon esercizio yoga per il mio cervello, riversare tutte le informazioni accumulate nella giornata. Se mi abituo a scrivere in questo modo il mio cervello non desidererà più rendere tutti i pensieri iniziali delle frasi ben scritte per rilassarsi, perché è quello che accade, come accade quando vediamo del disordine in una stanza e mettendo in ordine ci sembra di rinascere. Sarà un allenamento anche per voi lettori che dovrete collegare le poche parole a cose di cui magari ho già parlato, insomma, magari vi divertite pure!

Con questo post quindi avrete molte informazioni piccole sulla mia giornata, tanti flash di cui non capirete molto ma che vi aiuteranno a capire la mole di novità che arriva nel mio cervello ogni giorno da quando sono qui. E se non vi piace perdonatemi, potete leggere i vecchi post o dare un’occhiata alla pagina delle foto. Tra l’altro d’ora in poi pubblicherò foto solo su quella pagina (Photos from Sweden 2013-2014) perché sennò occupo troppo spazio (sono già al 6% dello spazio disponibile gratuito!). Diciamo che quello che state per leggere non è neanche il peggio che riesco a fare dato che avevo già un po’ iniziato a mettere in ordine le idee ed è abbastanza leggibile (alcuni scrittori omettono anche i punti quando usano questa tecnica, ma non è da me, o chissà! forse si!). Non è facile pubblicare qualcosa senza controllare, significa mettere a nudo il proprio inconscio e la propria personalità, ma è un ottimo esercizio di rilassamento e per la propria autostima (si a marzo mi informerò sui test di psicologia nelle universitá svedesi :D)

Commentate! Fatemi sapere se vi piace questo stile di scrittura! 🙂

ho deciso di mettere le foto solo sulla pagina delle foto in alto al blog, perché sennó occupano troppo spazio

ora andiamo a fare la sauna con dei vicini. Micael è andato al supermercato per comprare le patatine che mangiamo tra una sauna e l’altra (per integrare sali) e un amico che ha incontrato gli ha chiesto se faceva una festa, e lui gli ha detto no facciamo la sauna, volete venire? Quindi saremo con un sacco di vicini a fare la sauna e non so dove entreremo dato che è abbastanza piccola ahahah

Non so di cosa parlare con gli svedesi per fare amicizia mi fanno rosicare quando non ti salutano e ti ignorano, anzi non ti ignorano, fanno proprio finta di non conoscerti, e sto imparando a farci l´abitudine ma mi fa rosicare! anche perché in questo modo non puoi capire quando gli stai davvero sulle scatole a uno svedese!

a volte non mi sento a casa nemmeno quando vado a dormire dai miei nonni (e solo perché mi mancano le cose piú stupide, e mi succede davvero raramente), quindi immaginate quanto possa essere difficile sentirsi a casa vivendo con persone che fino a un paio di mesi fa erano degli sconosciuti!

la cosa piú assurda é che prima mi impegno per dare consigli sul mio blog e poi mi inizia a prendere a male

obama é venuto in svezia

dopo venti giorni ti accorgi che non puoi coprire sempre le tue tristezze con un sorriso, e che ora questa é la tua nuova vita, non é una vacanza

ho preso l’autobus con Rebecca per tornare a casa

ho raccontato che noi siamo abituati ad aspettare quando qualcuno mangia

devo dire che a volte ho invidia di chi sta in canada o america dove raccontano che sono tutti amichevolissimi

l´orario di scuola é cambiato

sto mangiando come due maiali!

la terza settimana mi ritrovo a parlare con un cinese (qui da un anno) e una russa della mia classe (qui da nove anni) sará mica perché sono un exchange student che parlo soprattutto con stranieri? e capisco come si possano essere sentiti ad arrivare in Svezia la prima volta e costruirsi una nuova vita.

il cibo che c’è a scuola é piú che altro internazionale e mi piace molto. molte volte svedesizzano i piatti, oggi c´era cibo messicano, ma con patate e tanta panna 😛

alla terza settimana mi ritrovo a fare cose che non mi sarei mai aspettata di fare dopo cosí poco tempo, come consegnare moduli, parlare del cambio di orario e parlare con il preside

l’umore ti può cambiare per una qualsiasi stupidaggine, davvero, da un momento all’altro…oggi ero un po’ giù e la cosa che mi ha tirato su di morale è stata che mi sono seduta a uno dei tavoli all’ingresso anche se ero sola, e poi sono venuti il ragazzo cinese e Ia al mio tavolo e mi sono sentita come nella scuola italiana, a casa. Tutto inizia ad andare meglio quando facendo cose nuove ti ricordi della vecchia routine, e non è la stessa sensazione che provi quando ti manca casa, perché ci stai entrando giorno dopo giorno di più. L’altra cosa che mi ha tirato su il morale è stato il fatto di andare a consegnare un modulo alla dottoressa della scuola come se fossi sempre andata a scuola in Svezia
capisco molto meglio le canzoni dopo essere stata a parlare tante ore al giorno in inglese (e perfino cucinare parlando inglese)
devo abituarmi agli orari…finisco per pubblicare i post sempre tardi perché non sono abituata a scriverli alle 5, ma dopo cena…cioè in italia li scrivevo dopo cena, che però era alle 8, nel mio cervello è rimasta l’ora ma non il fatto della cena
stoccolma sarà piena di concerti quest’anno, inizio a mettere da parte i soldi per i concerti degli Imagine Dragons e The Lumineers a Stoccolma (credo solo uno)
Italia, l’unico paese in cui l’anno all’estero nel quarto liceo non viene riconosciuto come dovrebbe e come gli altri paesi fanno
parla del flusso di coscienza
oggi dopo scuola ho preso la bici e ho fatto una dozzina di chilometri
il tempo passa velocissimo, tutti dicono che ce se ne accorge nella terza settimana, niente di piú vero
ora sono libera di copiare solo gli appunti, mia mamma me ne ha parlato
scoprire la propria parte conservatrice per la difficoltà di abituarsi alla routine, dopotutto la mia host family mangia in orari diversissimi, quindi è ancora più difficile
è da un po’ di tempo che non so da dove iniziare i miei post, forse devo fermarmi e aspettare l’ispirazione, scusate ma non mi piace scrivere post disordinati, ho scoperto che vorrei scrivere, scrivere davvero, magari un libro cosa che mi ha fatto essere molto felice oggi
in Svezia tutti i ragazzi hanno l’iPhone e le converse (bianche!)
la mattina è il momento in cui rischi di svegliarti con più tristezza, il cervello lavora di notte e non puoi fermarlo
quando vado in bici mi vengono i calabroni in faccia, carino no?
la vita dell’exchange student è molto tranquilla, stai con la famiglia, frequenti la scuola e cerchi di incontrare le migliori persone possibili, impari la lingua ma soprattutto scopri te stessa e i tuoi limiti e le cose che ti piacerebbe fare. E scopri che non bisogna solo avere una vita piena di socialità per stare bene, che non è l’unica cosa in questo mondo
gli svedesi sono pazzi a chiudersi in una sauna di 4 metri quadri solo per sudare!
gli svedesi comprano il fluoro per i denti
le stelle che si vedono dalla mia finestra…
il freddo che faceva dopo la sauna per tornare a casa
in questo modo riduco il tempo che ci metto a scrivere i post ma nello stesso tempo posso scrivere molto, e soprattutto non ho bisogno di ricontrollare troppe volte
gli svedesi ruttano senza pudore
il sapone intimo si trova si, ma solo in farmacia!
l’80% (e forse è pure poco) delle cose che mi sono state dette nei primi quattro-cinque giorni da quando sono arrivata in Svezia le ho scordate.
Il mio corpo già si sta abituando alla sauna, oggi sono stata tantissimo tempo dentro, anche se la cosa strana è che quando sono uscita ho sentito molto più freddo rispetto all’altra volta, sarà il fatto che la novità è passata!
Tra una sauna e l’altra sono uscita per perdere un po’ di calore, e mentre la mia nuvola di vapore diminuiva sempre più mi sono guardata intorno. Ho visto il profilo di chilometri di foreste di conifere, piccole punte dipinte su un cielo ancora luminoso. Ho visto il lago luccicare alle luci delle graziose case rosse svedesi e delle poche barchette attraccate ai moli. Poi ho sentito un rumore di un motore, qualcosa che mi ha fatto ricordare la mia città e mi ha fatto pensare a cosa sono riuscita a ottenere con l’aiuto enorme dei miei genitori, l’appoggio e l’incoraggiamento di tutta la famiglia. Mi sono guardata da fuori, come in una fotografia, e mi sono vista vittoriosa dopo tanti anni a sognare la Svezia. Il paesaggio paradisiaco nel quale mi sono sempre immaginata, e io lì in costume, a 5°C dopo aver fatto la sauna. Tutto ciò ha qualcosa di veramente poetico…
Tornare dalla sauna in costume con l’accappatoio e le Superga mezze infilate. Morire di freddo attraversando i 100m di giardino completamente buio, con i piedi bagnati dall’erba, ma alzare la testa verso il meraviglioso cielo che Uddeholm offre. Mi giro per cercare il carro, ecco lo vedo! Guardo intorno e trovo la stella polare, mai vista così luminosa. Giro le spalle e so che all’orizzonte c’è tutto ciò che ho lasciato ventuno giorni fa, ciò che non mi sarei mai aspettata avrei desiderato così tanto come mi succede in certi giorni.
Rileggendo il blog mi accorgo che è una gran figata leggere le piccole frasi completamente diverse le une dalle altre, collegate tra loro solo da un punto e a capo e senza un filo logico, devo farlo più spesso!
Ora finisco di vedere Madagascar 2 in italiano (è uno dei pochi film rimasti che ho sul computer, e la maggior parte dei siti di streaming sono stati chiusi, se avete soluzioni fatemelo sapere vi prego!)
Cari lettori, mi fa piacere quando vi fate vivi con un mi piace o con un commento. So comunque che ci siete e siete molti, non fate i timidi!
Buona notte!

“Idag börjar min första svensk veckan!” och “Min första svenska bastu”

Lunedì 2 settembre

Idag börjar min första svensk veckan!

ovvero, oggi inizia la mia prima settimana svedese. Ho deciso che prima di parlare in inglese devo fare di tutto per trovare parole in svedese per spiegarmi, e prima di chiedere di tradurmi le frasi in inglese l’altro me le deve ripetere piano fino a quante volte è disposto, povero!

Prevedo una stancantissima settimana, ma alla fine ci sarà la FINCUP!!!!!!

Ieri mattina siamo andati a vedere la partita di calcio di Rebecca, ed era il turno di Katarina e Micael di occuparsi del chiosco degli hamburger, delle bevande e cose varie. I soldi che si ricavano li prende la squadra ed è bello perché è un club e tutti si conoscono, e ogni settimana tocca a famiglie diverse (genitori delle ragazze che giocano a calcio) occuparsi del chiosco. Quindi siamo andati nella cucina che si trova nell’edificio degli spogliatoi e abbiamo preparato il caffè, tagliato l’insalata e la cipolla e siamo andati fuori a cucinare gli hamburger. Anche se ero molto stanca dal giorno prima ho deciso di andare perché è sempre una buona occasione per conoscere gente, e così è stato. Ho conosciuto una ragazza kosovara che si è trasferita in Svezia con la sua famiglia 5 anni e mezzo fa e quindi sa benissimo come ci si sente ad essere catapultati in un nuovo paese. Abbiamo parlato della difficoltà a conoscere gente, e subito si è visto come le nostre due culture sono più vicine tra loro di quanto non lo è quella svedese.

Abbiamo comprato dei film e io ne ho potuti scegliere due: Anna Karenina e Kon-Tiki (del quale sto leggendo il libro). I miei primi film in svedese, vi dirò se ci capirò qualcosa.

Queste due settimane sembrano essere durate tantissimo perché é stata durissima ma non c’è stato un attimo che non mi è piaciuto, e questo mi fa realizzare che il tempo sta passando davvero velocissimo e che un´emozione non esclude l´altra, mi diverto molto e faccio nuove esperienze ma mi manca sempre casa e la routine italiana.

Ieri Ia e la sua amica Linnea mi hanno chiamata per chiedermi se potevano passare un attimo a casa mia per salutarmi, ed é stato molto carino che sono venute e a trovarmi, e abbiamo parlato un po´. Tanto per far ricredere chi pensa che in Svezia nessuno prende iniziativa e devono programmare tutto.

Martedì 3 settembre

Oggi ho deciso di studiare un po’ di svedese nelle ore in cui gli altri facevano i compiti a scuola. Ho ricopiato sul mio quaderno delle regole grammaticali e delle parole, ed evidenziato quelle che già conosco. Ne studio un po’ al giorno e quelle che il giorno dopo mi ricordo le evidenzio, credo sia un buon allenamento per lo svedese e anche per la mia autostima, perché posso vedere i progressi. Mi sono accorta che è meglio tradurre la maggior parte delle parole in inglese, perché le due lingue si assomigliano molto di più, e la grammatica è UGUALE e dico uguale a quella inglese quindi non sto trovando molti problemi. Le cinque W in inglese corrispondono quasi alle cinque V in svedese. Una delle poche differenze è che nello svedese ci sono situazioni in cui il soggetto non è prima del verbo, anche se non è una domanda, ma succede solo quando ci sono due proposizioni subordinate quindi è facile riconoscerlo. Devo impegnarmi a studiare la lingua, perché non riuscirò a farmi molti amici finché non farò vedere che so qualche parola e per questo in qualsiasi momento dire una parola in svedese può essere utile. Quando dico qualcosa in svedese la gente si gira, quindi è così che funziona!

Sto conoscendo un sacco di gente da tutto il mondo, la Svezia é piena di immigrati. Finora ho incontrato una russa (in classe mia), una koreana (nel coro), una kosovara (alla partita di calcio) , un cinese (in classe mia), degli albanesi (genitori di compagne di squadra di Rebecca, una svizzera (la vicina di casa).

Katarina mi ha detto che se a scuola non conosci nessuno e ti siedi vicino a qualcuno é maleducazione perché non gli lasci spazio (“gli svedesi hanno bisogno di spazio”) ma se conosci qualcuno e non ti ci siedi vicino (e questa é piú vicina alla cultura italiana) sei maleducato.

In Svezia si usano le settimane, e mi sto scordando i numeri dei giorni perché non li usano. Se vi puó servire a qualcosa ora siamo nella trentaseiesima settimana. Non é difficile ricordarsi in che settimana si é, e tra l´altro é il sistema che usa anche WordPress per le statistiche.

In Svezia scrivono le date esattamente al contrario di noi, conoscevo solo il metodo italiano, quello americano e quello inglese. In Italia scriviamo giorno, mese e anno e in Svezia il contrario, inutile dire che sbaglio sempre!

In Svezia per misurare gli spazi usano le miglia, ma sono miglia svedesi, e ancora non sono riuscita a capire a quanto corrispondono!

Scusate il disordine di questo post ma in questi due giorni mi sono stancata tantissimo e ho rimandato la scrittura del post. Ora lo pubblico anche se è incasinatissimo. Comunque ora c’è il momento filosofico:

Quando arrivi in un ambiente del tutto diverso devi scegliere come apparire ma nello stesso tempo devi sare attenta a come farlo, essendo in un ambiente del tutto nuovo dove potresti trovarti in gruppi che non ti saresti aspettato, perché i comportamenti cambiano da paese a paese. E scegliere come apparire é difficilissimo se non si é se stessi, e c’è il rischio di avere comportamenti che per la gente del posto possono essere propri di certe persone che noi nemmeno immaginiamo, e si potrebbe essere giudicati senza accorgersene. Ogni societá é diversa, basti pensare che il nord Italia é diverso dal sud o che la gente di Roma é diversa da quella di Milano o anche solo di Firenze, senza cadere nei pregiudizi che certa gente ha. Per farvi capire un po´di piú come funzionano le cose vi racconto come sono divisi i gruppi di ragazzi in Svezia. Ovvero a cosa corrispondono piú o meno i truzzi, i pariolini ecc, anche se è un po’ diverso perché riguarda piú che altro la divisione scolastica dei corsi di studio. In questa scuola ci sono i programmi di: scienze sociali, scienze umane, hockey o floorball, il programma di tecnica (lavori manuali come meccanica) e quello musicale. C’è anche il programma di scienze naturali ma non ne so molto. Per ognuno di questi c’è per cosí dire un tipo di persona che lo frequenta.

I ragazzi che frequentano il programma di scienze umane o di economia sono quelli a cui interessa di piú lo studio e programmano il loro futuro. E a differenza dell´Italia qui chi programma il proprio futuro non é uno che non sa godersi l’adolescenza ma uno che è da imitare. I ragazzi di questi programmi sono per così dire simili ai nostri pariolini (senza tirarsela troppo però!) per quanto riguarda il vestirsi (anche se qui in Svezia si vestono quasi tutti molto bene) e simili ai ragazzi che frequentano il liceo classico, quello scientifico o il linguistico per quanto riguarda la mentalitá, anche se la divisione non é cosí netta e qualcuno a cui non piace studiare lo trovi sempre.

Chi fa economia (scienze sociali) é un po´piú legato ai soldi mentre chi fa scienze umane nella quale si studia psicologia é piú proiettato a un lavoro che gli piace; un po´come la maggiorparte della gente (soprattutto le nuove generazioni) che studia giurisprudenza in Italia che ha solo voglia di lavorare in uno studio e guadagnare molto (senza offesa a nessuno, sto solo spiegando come vanno le cose).

I ragazzi che frequentano il programma tecnico sono praticamente gli stessi che in Italia frequentano l´alberghiero o il tecnologico, (meno simili a quelli dell´artistico, e non perché lo frequento io ahahahah). Con l´eccezione, che ovviamente si trovano ovunque, dei ragazzi che frequentano quelle scuole perché sono innamorati del mestiere, la maggior parte di loro non ha molta voglia di studiare e preferisce dedicare i suoi tre anni di gymnasium a qualcosa che sa che gli sará utile anche senza spendere troppi soldi dopo la scuola.

Ci sono poi i ragazzi che frequentano il programma musicale che se ne fregano di tutto e di tutti, nel senso che non ascoltano il giudizio della gente e sono se stessi, e inseguono i propri sogni con un obiettivo preciso.

E poi per finire ci sono i ragazzi che frequentano il programma sportivo, che é il programma un po´piú lontano dagli indirizzi italiani, essendo simile al modello americano. Chi frequenta questo programma ha 6 ore di allenamento al giorno, o almeno per chi fa floorball (innebandy) é cosí, va sempre di corsa per la scuola e arriva sempre in ritardo alle lezioni e con i capelli bagnati. Al contrario di come sarebbe in Italia la maggior parte dei ragazzi che frequentano questo programma, in mia opinione davvero stressante, quando arrivano in classe lavorano sodo per recuperare e stare attenti. In Svezia viene data grande importanza allo sport e quando vuoi puoi andare ad allenarti in palestra, in piscina o giocare a bowling, sapendo comunque che le assenze nelle varie ore incidono sul rendimento scolastico. Comunque, i ragazzi sportivi sono anche quelli che molte volte si fanno problemi perché tutti credono che non hanno problemi (ditemi che avete capito vi prego!), e invece hanno problemi “esistenziali” come tutti gli altri.

Ieri la prof di storia e svedese (che tra l’altro non capisco mai quando parla) ha spiegato l´impero romano e quando ha finito la lezione mi ha detto che se so qualcosa che credo sia importante da sapere sull’argomento glielo posso dire e gli posso insegnare qualcosa. Esattamente come in Italia! Oggi ha fissato il test di storia per il 24 settembre, chissà come andrà ahahahah!

L´adattamento alla cultura svedese piano piano fa progressi. Quando sto a tavola non ho molta voglia di parlare (anche se a volte contribuisce la stanchezza e il bisogno implacabile di parlare italiano) e quando sono con gli amici mi sto abituando a stare zitta e tranquilla usando il mio computer o il telefono. Si lo so che é deprimente, ma mi devo abituare per viverci un anno e a volte non mi dispiace nemmeno.

Quando devo parlare penso quasi sempre in inglese ma quando penso per me stessa lo faccio in italiano,  e il fatto che dopo 20 giorni a parlare inglese il processo di “cambio di pensiero” non é ancora giunto al termine, dimostra quanto tempo si impiega ad imparare una lingua.

Quando penso che devo stare qui un anno e vedo che sono passati solo 20 giorni devo dire che la cosa mi spaventa un po´, ma poi penso che in questa cosa ormai ci sono dentro, e che se lasciassi tutto (non voglio assolutamente farlo, lo dico solo ipoteticamente) so che lascerei qualcosa di incompleto, anche se credo che succederá comunque quando torneró alla fine dell’anno, anzi sará ancora peggio! La nostalgia di casa si fa sentire ogni momento sempre di piú in certi giorni, e devo solo avere pazienza (devo dire che mi sorprende questa mio nuovo comportamento di dire “devo solo aspettare, due o tre mesi, che sará mai!” e non so se é giusto pensare cosí). So che fra qualche mese pensando alla partenza vorró tornare indietro nel tempo e non tornare a casa, cosa che succede giá un po’ ora.

Mi manca casa quando….

Quando penso che sono in una famiglia con la stessa composizione della mia

Quando penso ai litigi, al cibo italiano, al caldo (si voglio i 30 gradi di Roma ora che di mattina fanno 5 gradi!)

Quando penso che Rebecca che ora é come una sorella minore, per Marcus é la sorella maggiore come lo é Carlotta per me

Quando sento il suono di accensione del telefono samsung di qualcuno in famiglia, che mia mamma e mio papá hanno uguale

Quando torno da scuola e devo cenare

Quando vedo qualcosa di simile all´Italia, ad esempio a scuola ci sono persone simili ad alcuni della mia scuola italiana, e questo mi ricorda la mia “amata” scuola

Quando mi accorgo di certi comportamenti uguali alla mia famiglia, ad esempio Micael e Katarina si comportano spesso come mia mamma e mio papá

Quando ho lezione di spagnolo e mi ricordo la facilitá nel fare amicizie che abbiamo al sud.

Quando penso che ci sono posti fuori dalla Svezia in cui fa caldo e c’è il sole!

Quando cucino italiano (per ora solo una volta e non ho molta voglia di farlo di nuovo), anche se é un po´una contraddizione perché in veritá mi piace fare assaggiare cose italiane alla mia host family e agli amici.

Quando mangio cibi non svedesi, perché mi ricordo quando lo faccio con la mia famiglia.

Quando vedo le notizie italiane sul sito de LaRepubblica.

Non mi sarei mai aspettata che mi sarebbe mancato così tanto il mio paese, e mi mancano le cose piú assurde che non avrei mai immaginato, e non mi manca solo la cosa stessa (tipo vedere un film in italiano, che per quanto sia una cosa che sembra insignificante, in queste situazioni ti fa rinascere!), ma sento nostalgia perché mi ricordo che ho vissuto quelle cose in circostanze in cui stavo bene, ecco come funziona il cervello e come lo sto analizzando (piccoli psicologi crescono!). Tra l’altro, il libro di psicologia mi piace davvero tanto, e mi dispiace non capirci assolutamente niente di cosa ci sia scritto ma per fortuna in classe capisco qualcosa che la prof dice, e alla fine dell’anno chiederò se posso tenere il libro e portarmelo in Italia.

Quando scrivo realizzo le cose che provo e come sto cambiando, tiro tutto fuori, per questo mi piace farlo e credo che tornata dall’anno all’estero inizieró a scrivere qualcosa. Ora scrivere è diventato quasi un impegno e non un divertimento perché sono stanchissima e ho tantissime cose da fare. E poi sono ancora un po’ nella routine italiana, dove dopo cena ci si rilassa, e non posso stare 4 ore e mezza solo a rilassarmi qui! Ma il cambio di orario dei pasti è una delle cose più difficili a cui il corpo si deve adattare, quindi aspetterò, come per tutte le cose d’altronde…comunque quando pubblico un post sono felicissima nel vederlo sul mio blog, ho tanti “figlioletti” di cui mi prendo cura e che miglioro anche dopo la pubblicazione.

So che non é il modo migliore di spiegarlo, ma ho trovato un ottimo modo per farvi capire cosa sta succedendo nel mio cervello. Il cervello è come una pentola in cui bolle dell’acqua, se l’acqua è troppa (in questo caso tutte le informazioni che mi arrivano ogni giorno) quando bolle esce dalla pentola e si deve aggiungere altra acqua per tornare al punto di partenza. Questo credo sia quello che succede nella mia testa quando ho troppe informazioni nel cervello. Il cervello salta e fa un passo indietro per quanto riguarda la conoscenza della lingua (e questo corrisponde al periodo in cui mi sembra di essermi scordata tutto!) ma poi il cervello recupera e ritorno al punto di partenza, anzi un po’ più avanti, perchè l’acqua intanto non si è raffreddata del tutto!

Ieri ho fatto la sauna. La mia prima sauna svedese. Che dire, é stato stupendo anche se molto faticoso. La temperatura all´inizio era di 60 gradi anche se poi aprendo la porta si é abbassata a 40. Siamo entrati in tutto tre volte, e la seconda e la terza volta che sono uscita sono andata fuori, dove c´erano 6 gradi. e la sensazione é bellissima. Si emana vapore e non senti per niente freddo, solo un po´di “frescura” ed é molto rilassante. È bellissimo stare nella sauna completamente sbracati a rilassarsi ad occhi chiusi, cercando di non pensare che fa un caldo assurdo. Ci siamo recati alla sauna in costume e con l´accappatoio, inutile dire che si moriva di freddo. Collezionando prime volte vi dico che all´andata c´erano 15 gradi e io stavo in costume, e dopo la sauna, quando ormai avevo perso calore, siamo tornati a casa con 5 gradi in costume. Ma é davvero una bella esperienza e non vedo l’ora di rifarla.

Per chi non lo sapesse, come d´altronde non lo sapevo neanche io, questi sono i benefici della sauna:

1-Disintossica il corpo: sudare è una delle prime difese del corpo contro le infezioni. La pelle aiuta a mantenere la temperatura corporea e ad eliminare le tossine. Attraverso la sudorazione si eliminano i metalli pesanti (15 minuti di sauna eliminano la stessa quantità di metalli pesanti quanto i reni in 24 ore).

2-Rilassa i muscoli: dopo un allenamento, l’indolenzimento muscolare è dovuto da un eccesso di acido lattico o a microstrappi delle cellule muscolari. La sauna aiuta a rilassare i muscoli ed allevia il dolore. Il processo di sudorazione aiuta a liberarsi dell’acido lattico in eccesso attraverso la dilatazione dei vasi sanguigni che, aumentando il flusso di ossigeno ai muscoli, riduce il gonfiore.

3-Migliora la pelle: non esiste niente di meglio, per pulire e ringiovanire la pelle, di una sauna. Creme, deodoranti, oli e cellule morte ostruiscono i pori della pelle, impedendo l’eliminazione delle impurità, causando acne, brufoli e punti neri. Il calore prodotto dalla sauna, apre i pori e il sudore elimina le tossine. I vasi sanguigni dilatati aumentano il flusso di ossigeno e i liquidi delle cellule della pelle, eliminando così le cellule morte. La pelle apparirà più giovane ed elastica.

4-Aiuta a dimagrire: attraverso la sudorazione si perdono parecchi liquidi, ma verranno immediatamente reintegrati non appena si berrà. Non è questo quindi il modo attreaverso il quale, mediante la sauna, si dimagrisce. La perdita di peso si ha attraverso l’aumento della frequenza cardiaca, che brucia calorie. E’ stato stimato che durante una sauna tipo, si bruciano circa 300 calorie, approsimativamente quelle che si consumano camminando. Non male se si considera che ci si sta rilassando sdraiati o seduti.

5-Rinforza il sistema immunitario: la febbre è una difesa dell’organismo. Molti batteri infatti, ad una determinata temperatura, muoiono. La sauna riproduce una febbre artificiale, la temperatura interna corporea può aumentare fino a 3 gradi (molti di più in superficie), simulando una febbre alta. Chi è solito frequentare una sauna, ha il 30% di possibilità in meno di ammalarsi di malattie da raffreddamento. La sauna contribuisce poi a dare sollievo alla congestione nasale e alle affezioni respiratorie non gravi.

6-Rilassa: grazie all’aumento dell’attività cardiovascolare, vengono rilasciate nell’organismo le Endorfine, sostanze chimiche che donano benessere attraverso il cervello e dotate di proprietà analgesiche e fisiologiche.

7-Gli ioni: inoltre, è stato provato scientificamente, che un’alta presenza di anioni (ioni negativi), provoca nel nostro organismo una serie di benefici quali:

-rallentamento del processo d’invecchiamento;
-riduzione dell’asma, del raffreddore e dell’influenza;
-diminuzione dell’irritabilità e dell’insonnia;
-aumento della concentrazione mentale;
-miglioramento del sistema immunitario;
-riduzione delle allergie respiratorie.

Dopo 20 giorni qui mi sono accorta che Värmland significa regione calda, si come no, regione calda con -25 d´inverno. Quando parlo con uno svedese dicendogli che non so come faró quest´inverno a sopravvivere mi dice: “si hai ragione, l´inverno qui é tremendo, davvero freddissimo, buio e triste.” Aiuto! Oggi non sono venuta a scuola in bici perché quando mi sono svegliata c´erano 0 gradi e la nebbia arrivava fino alla strada, e non ero molto fomentata dal fatto di prendermi una broncopolmonite. A parte il freddo cane che fa oggi il cielo é serenissimo e credo che faró una camminata arrivata a casa, rimandando come sempre il mio riposino pomeridiano alla sera, e poi andando a dormire comunque tardi per chattare, scrivere il blog o vedere un film in italiano. Oggi per pranzo abbiamo avuto la “värm korv” ovvero “salsiccia calda” che altro non è che un würstel, e un pezzo di pesce al forno con verdure varie (mi sto innamorando dei cetriolini sott’aceto ahahahha)

Stasera invece Katarina ha cucinato una cosa al forno con panna (tanto per cambiare, se non mangiano patate e panna in quasi ogni pasto non sopravvivono), prosciutto cotto a striscette e cavolfiori

Vicino casa c’è un distributore di patate, e il minimo che si può prendere è un pacco di 10 kg…non aggiungo altro

Non so dire il nome del posto in cui vivo, ogni volta che dico Uddeholm mi guardano strano e devo ripeterlo decine di volte, provando ogni volta a cambiare l’accento!

Sono quasi bianca cadaverica ma con delle chiazze rosse, e si, mi accontento di questa abbronzatura. E poi la sauna fa miracoli, si riattiva la circolazione e si diventa un sacco rossi!

Riesco a capire frasi in inglese anche se sto facendo altro 😀

Mi sto già pentendo di non aver fatto certe cose o di non essermi “buttata” in questi venti giorni, quindi ora mi impegnerò perché sento che il tempo sta passando davvero veloce!

Le giornate si stanno accorciando in una maniera assurda. Quando sono arrivata qui il 15 agosto ho scattato una foto dalla mia stanza alle 22.16 ed era buio ma non del tutto. Ora che sono passati solo 19 giorni alle 9 é praticamente del tutto buio. Un´ora in meno la sera, per non parlare della mattina (ma é l´unica cosa di cui sono felice perché almeno riusciró a dormire un po´di piú forse).

Mi fermo a pensare a cosa ho fatto finora. Venti giorni fino ad ora, e so di essere cambiata. Cerco di catapultarmi a venti giorni fa e non riesco assolutamente ad immaginarmi uguale a come ero prima, e so che al ritorno sarò cambiatissima

Quando vado al supermercato mi deprimo perché sono completamente diversi da quelli italiani. Tantissime cose surgelate e decine di metri di frigoriferi con qualsiasi alimento fatto di carne, qualsiasi tipo di yogurt, solo pane nero (che per carità mi piace, ma mi manca il pane italiano, che però hanno alla COOP sotto il nome di “Grekiska bröd” ed è davvero buono, anche se assomiglia molto alla baguette).

Vorrei dare un consiglio ai prossimi exchange students o anche semplicemente a chi si trova all’estero come me e non riesce a riprendersi dalla malinconia per la mancanza di casa. Quando vi capita non chiudetevi assolutamente in voi stessi! Cercate di fare il maggior numero di cose che potete per distrarvi, e scegliete quelle più divertenti e soddisfacenti e che vi ricordano il motivo per cui avete scelto di avventurarvi in questa esperienza. Parlate il più possibile con la famiglia se avete problemi e loro vi aiuteranno. E cercate comunque di parlare con loro di qualsiasi cosa per distrarvi. La parte più dura sarà quando le risate che farete insieme vi ricorderanno la vostra famiglia naturale ma piano piano ci si abitua (io ancora devo farlo!).

Cercate (è durissima lo so!) di non pensare al vostro paese, e a cosa vi manca, e non pensate a cose tristi, ma guardate avanti e pensate a tutto quello che farete in quest’anno e che vi piacerebbe fare. E anche se la lingua arriverà anche senza troppo impegno se vi capita studiate qualcosa, e vi sentirete più soddisfatti di voi stessi.

Starei ore a fissare la foresta di conifere attraversata dalla luce mattutina davanti alla quale passo per andare a scuola con la macchina o in bici. Vedrò di fare qualche foto e postarla, ma in movimento è tutta un’altra cosa

Se volete fate un salto sulla nuova pagine che ho creato, che si chiama “What I would like to do in this year ” in alto alla pagina! Tack!

Ci sentiamo!

Shock culturali

Non ho nessuna voglia di scrivere perché sono stanchissima, ma non voglio trascinarmi il lavoro a domani e voglio farlo oggi perché più il tempo passa più il post perde significato ed emozioni.

Oggi ci siamo svegliati e abbiamo fatto colazione verso le 9 e io e Micael abbiamo deciso di pedalare 90 km sulla Klarälvsbanan, cerco di accorciare la scrittura del post sennò crollo dal sonno, quindi vi metto un link qui per leggere informazioni e vedere la mappa del tragitto che abbiamo fatto se siete interessati. Siamo partiti da Uddeholm e siamo arrivati a Karlstad.

http://www.klaralvsbanan.se/en/maps

La mia colazione oggi era composta dall’avanzo (e che avanzo!) della torta ai lamponi di ieri con tanta salsa alla vaniglia sopra (praticamente ci nuotava dentro!), due smörgåsbrod con burro e patè (se non mettono il burro sul pane muoiono qui in Svezia!), e bicchieri su bicchieri di succo al lampone. Quando mi hanno visto mangiare la torta sono scoppiati a ridere e hanno detto: “ah quindi questa è la tua colazione?” ahahah e peggio ancora quando gli ho detto che in Italia non si usa mangiare prima il dolce e poi il salato, cosa che invece loro fanno e alla quale mi sono abituata benissimo. Comunque mi hanno guardato con una faccia stranissima, loro lo mangiano sempre all’inizio, credo sia una cosa legata alla digestione, ma che ne so!

La mattina di solito mangio una ciotola enorme di yogurt, ne hanno di tutti i tipi e anche se la prima settimana non avevo molta voglia di assaggiarli essendo sconvolta un po’ da tutto, ora ogni mattina ne provo uno diverso (c’è quello alla vaniglia e alla pera che è buonissimo, anche se sono tutti dolcissimi). E poi aggiungo i cereali con lamponi e pezzi di yogurt tipo cioccolato, se non li trovo in Italia quando torno giuro che me li faccio spedire da qui ahahahh

Dopo colazione alle 11,20 siamo partiti con le bici e abbiamo fatto una delle due soste dopo un paio d’ore per fare stretching e pranzare. Abbiamo mantenuto un’ottima velocità. Siamo arrivati a Munkfors in 1 ora e 31 minuti mentre domenica scorsa ci abbiamo impiegato mezz’ora in più. Questo mi ha resa molto felice e le mie energie sono aumentate e sono andata velocissima per tutto il tragitto. Avevamo previsto 6 ore totali per arrivare a Karlstad da Uddeholm e invece abbiamo impiegato solo 4 ore e 25 minuti. La seconda sosta è stata di 5 minuti per fare stretching. Arrivati a 200 m da Karlstad ha iniziato a piovere un sacco e ci siamo bagnati completamente ma mi sono comunque fatta fare la mia foto ricordo. Durante il percorso abbiamo visto molte aquile e stormi di aironi che però vedo ogni mattina quando vado a scuola, spettacolo!

Prima della pausa pranzo il mio ginocchio destro faceva un po’ cilecca a causa della mia piccola asimmetria posturale, per la quale in questi giorni in cui ho preso la bicicletta ho cercato di tenere le due ginocchia sempre nella stessa posizione, parallele tra di loro. Dopo pranzo ripartendo con la bici mi ha fatto di nuovo male e Micael ha proposto di farci venire a prendere prima di arrivare a Karlstad (mancavano 60 km). Ma non ho voluto nemmeno pensarci e ho provato a pedalare con più grazia e mettendo più forza sul ginocchio sinistro ed ha funzionato e il problema fortunatamente non si è più presentato in tutto il tragitto.

Credo di aver quasi ucciso Micael con la mia velocità in bici, credo non si aspettasse che sarei andata così veloce questa volta e che sarei stata così piena di forze (quel mezzo chilo di zucchero nella torta di Katarina ha fatto il suo effetto ahahahah), anche se neanche io me lo sarei aspettata da me stessa.

Siamo arrivati alle 16,20 e Katarina, Marcus e Rebecca sono venuti a prenderci per tornare a Uddeholm. Pazzi da fare 90 km ma non così tanto da farne 180 in un giorno! Anche se ho iniziato a fare una lista delle cose che mi piacerebbe fare qui (la potete vedere nel menù in alto) e andare a Karlstad e tornare a Uddeholm con degli amici sarebbe una di quelle. Dopo essermi avvolta in una coperta (IKEA ovviamente) dentro la macchina, ci siamo fermati al McDrive, che tra l’altro non avevo mai provato, mi hanno chiesto se volevo qualcosa e ho preso un McWrap e un succo di mela, e mi sono scaldata un po’.

Il resoconto della pedalata è di decine di persone salutate, altrettanti moscerini inspirati e ingoiati (il mio povero naso raffreddato era nero per la quantità di moscerini che mi si sono schiantati in faccia!), fiatone praticamente eliminato anche con una salita lunga in marcia 7, e completa conoscenze dell’uso delle marce. Il Tour de France mi aspetta!

È dopo giornate come queste che inizi a sentire la casa dove sei ospitata sempre più come casa tua, perché sembra facile ma dopo due settimane ancora non mi sento totalmente a casa, credo sarà questione di un altro paio di settimane. Per non parlare della nostalgia che provo quando mi capita di vedere foto della mia casa a Roma……..

Arrivata a casa mi sono fatta una doccia e ho visto un pezzo di un film italiano e ho fatto la videochat con i miei nonni, i miei zii e mia cugina.

Verso le 20 inizio a pensare, (perché in Svezia ti viene da farlo in queste situazioni!) ma oggi si cena o per loro quella  cosa che abbiamo preso alle 5 era la cena? Dato che stavano tutti a riposare e Micael stava ronfando, verso le 20,30 ho pensato di andare giù a mangiare qualcosa dato che vedevo assai difficile che volessero mangiare a quell’ora. Sono scesa giù e mi sono preparata due smörgasbrod con burro e patè e una ciotola di yogurt con cereali. Qualche minuto dopo sono scesi Micael e Katarina e abbiamo mangiato dei gamberetti crudi, dopo lo yogurt ovviamente ahahahah. La cosa stranissima è che i gamberetti (comprati al camioncino del pesce ad Hagfors) qui te li danno in un sacchetto di carta tipo quelli per il pane, con sopra scritto räkor. Ah si che sono strani questi svedesi! Comunque gli unici pesci che conoscono sono i gamberetti e il salmone che comunque mangiano crudo, quindi in poche parole non sanno cucinare il pesce! Quando stavano assaggiando i gamberetti per vedere se erano ancora abbastanza freschi io gli ho detto: “se non sono buoni possiamo comunque bollirli un attimo” e loro mi hanno guardato sorpresi perché non l’hanno mai fatto e mi hanno detto: “davvero? noi quando non sono abbastanza freschi da essere mangiati crudi li buttiamo direttamente”. Lo shock culturale all’ennesima potenza! Comunque erano buoni quindi ho bollito solo quelli rimasti.

È assurdo pensare a come scorre in fretta il tempo. Quando tornerò in Italia farò gli esami integrativi per essere ammessa al quinto e dopo un anno avrò la maturità. E poi chiuderò dietro le mie spalle le porte della scuola italiana (grazie al cielo!) e ne aprirò forse altre all’estero (spero!). Il tempo vola proprio, è assurdo….

Oggi ho capito molte  cose in svedese, una frase in particolare che sono orgogliosa di aver capito è stata: “Rebecca sul cellulare ha 2 gb di internet quindi se oggi ha guardato due film gliene rimane ancora uno”. Quanto sono orgogliosa, ed ero pure stanca perché è successo quando eravamo a cena.

Curiosità svedesi e non

•Nessuno ti controlla i compiti perché li fai per te stesso (in Italia non funzionerebbe) e li puoi fare dopo la spiegazione, in classe o dove vuoi te (magari sul divano in corridoio). Solo alcuni compiti per casa vengono controllati e servono per i voti, ma di solito per questo ci sono le prove.

•I genitori non dicono ai figli di mettere apposto la loro camera perché è la loro stanza e possono farci quello che vogliono (it’s up to you!, dipende da te!). È quello che mi è stato detto quando mi sono scusata per il disordine. Il massimo che Micael o Katarina dicono quando entrano nella stanza di Rebecca che è quella più disordinata, e lo dicono ridendo, è: “non so davvero come fa a vivere con quel disordine!”.

•Quando sento Marcus e Rebecca litigare mi viene da ridere perché sembriamo io e mia sorella, ed è strano essere la sorella maggiore infiltrata e non avere nessuno con cui litigare, anche se è abbastanza rilassante!

•Ogni giorno mangio peggio di un maiale e non ingrasso, quando mi va mi finisco un’intera tavoletta di cioccolata KEX che ha circa 300 kcal, ma chissene frega, ogni giorno con la bici faccio allenamento! E per fortuna anche se a ottobre inizieranno a fare due fiocchi di neve potrò comunque continuare a prendere la bici perché la neve cadrà ma si scioglierà subito.

•Il letto è comodissimo da fare e le coperte sono davvero caldissime, dormo senza pantaloni perché sennò prenderei fuoco

•L’ora di ginnastica (idrott) è importantissima e tutti si cambiano e si portano la borsa come se andassero in piscina perché se vogliono si possono fare la doccia li. Quando abbiamo corso i 2000 m il professore ci incoraggiava e alla fine ha trascritto tutti i nostri tempi, credo che alla fine dell’anno dovremo rifarlo (il mio tempo orribile è stato di 13 minuti e 16 secondi (tretton sexton) ma credo proprio che migliorerò durante quest’anno.

•Ieri dopo scuola io e Micael siamo andati al centro immigrati per l’assistenza sanitaria e ci siamo dati appuntamento li davanti. Quando ho visto Micael da lontano ho detto “hej!” e una signora che passava la davanti e mi ha incrociato mi ha risposto con un altro “hej” credendo dicessi a lei. A Roma quella signora si sarebbe girata per vedere chi stavo salutando e invece in Svezia succede che una persona completamente sconosciuta ti saluti per educazione e non farti restare male.

•I genitori svedese! non è che non fanno le cose tue al posto tuo SOLO perchè vogliono rendere indipendenti i figli, ma certe cose devono essere fatte dalle persone direttamente interessate per non creare inconvenienti o malintesi, e per non ficcare il naso nelle cose altrui. Perché anche se si è in una famiglia, ognuno ha la sua privacy, e come mi ha detto Katarina, se ci sono due case attaccate, sono sempre divise da una fila di alberi o cespugli perché ogni svedese deve rispettare l’altro e avere il proprio spazio.

•I ragazzi svedesi sono timidissimi. Il giorno del kick-off l’appuntamento era fuori la palestra e io ho girovagato un po’ prima di essere sicura del posto in cui stare. Mentre girovagavo ho incontrato uno della mia classe e l’ho guardato per salutarlo ma lui ha guardato avanti muovendo di qua e di là lo sguardo come se fosse in una situazione di pericolo. So che non è carino da dire ma gli sono praticamente scoppiata a ridere in faccia!

A cosa mi devo ancora abituare:

Le cene che non hanno mai un orario fisso, si va dalle 5 alle 8!

Le finestre senza persiane per le quali mi sveglio sempre troppo presto anche quando sono distrutta. Per quanto riguarda questo non vedo l’ora che arrivi ottobre.

1005 visitatori dall’apertura di questo blog, tanti auguri a noi! 😀

Buona notte!