Shock culturali

Non ho nessuna voglia di scrivere perché sono stanchissima, ma non voglio trascinarmi il lavoro a domani e voglio farlo oggi perché più il tempo passa più il post perde significato ed emozioni.

Oggi ci siamo svegliati e abbiamo fatto colazione verso le 9 e io e Micael abbiamo deciso di pedalare 90 km sulla Klarälvsbanan, cerco di accorciare la scrittura del post sennò crollo dal sonno, quindi vi metto un link qui per leggere informazioni e vedere la mappa del tragitto che abbiamo fatto se siete interessati. Siamo partiti da Uddeholm e siamo arrivati a Karlstad.

http://www.klaralvsbanan.se/en/maps

La mia colazione oggi era composta dall’avanzo (e che avanzo!) della torta ai lamponi di ieri con tanta salsa alla vaniglia sopra (praticamente ci nuotava dentro!), due smörgåsbrod con burro e patè (se non mettono il burro sul pane muoiono qui in Svezia!), e bicchieri su bicchieri di succo al lampone. Quando mi hanno visto mangiare la torta sono scoppiati a ridere e hanno detto: “ah quindi questa è la tua colazione?” ahahah e peggio ancora quando gli ho detto che in Italia non si usa mangiare prima il dolce e poi il salato, cosa che invece loro fanno e alla quale mi sono abituata benissimo. Comunque mi hanno guardato con una faccia stranissima, loro lo mangiano sempre all’inizio, credo sia una cosa legata alla digestione, ma che ne so!

La mattina di solito mangio una ciotola enorme di yogurt, ne hanno di tutti i tipi e anche se la prima settimana non avevo molta voglia di assaggiarli essendo sconvolta un po’ da tutto, ora ogni mattina ne provo uno diverso (c’è quello alla vaniglia e alla pera che è buonissimo, anche se sono tutti dolcissimi). E poi aggiungo i cereali con lamponi e pezzi di yogurt tipo cioccolato, se non li trovo in Italia quando torno giuro che me li faccio spedire da qui ahahahh

Dopo colazione alle 11,20 siamo partiti con le bici e abbiamo fatto una delle due soste dopo un paio d’ore per fare stretching e pranzare. Abbiamo mantenuto un’ottima velocità. Siamo arrivati a Munkfors in 1 ora e 31 minuti mentre domenica scorsa ci abbiamo impiegato mezz’ora in più. Questo mi ha resa molto felice e le mie energie sono aumentate e sono andata velocissima per tutto il tragitto. Avevamo previsto 6 ore totali per arrivare a Karlstad da Uddeholm e invece abbiamo impiegato solo 4 ore e 25 minuti. La seconda sosta è stata di 5 minuti per fare stretching. Arrivati a 200 m da Karlstad ha iniziato a piovere un sacco e ci siamo bagnati completamente ma mi sono comunque fatta fare la mia foto ricordo. Durante il percorso abbiamo visto molte aquile e stormi di aironi che però vedo ogni mattina quando vado a scuola, spettacolo!

Prima della pausa pranzo il mio ginocchio destro faceva un po’ cilecca a causa della mia piccola asimmetria posturale, per la quale in questi giorni in cui ho preso la bicicletta ho cercato di tenere le due ginocchia sempre nella stessa posizione, parallele tra di loro. Dopo pranzo ripartendo con la bici mi ha fatto di nuovo male e Micael ha proposto di farci venire a prendere prima di arrivare a Karlstad (mancavano 60 km). Ma non ho voluto nemmeno pensarci e ho provato a pedalare con più grazia e mettendo più forza sul ginocchio sinistro ed ha funzionato e il problema fortunatamente non si è più presentato in tutto il tragitto.

Credo di aver quasi ucciso Micael con la mia velocità in bici, credo non si aspettasse che sarei andata così veloce questa volta e che sarei stata così piena di forze (quel mezzo chilo di zucchero nella torta di Katarina ha fatto il suo effetto ahahahah), anche se neanche io me lo sarei aspettata da me stessa.

Siamo arrivati alle 16,20 e Katarina, Marcus e Rebecca sono venuti a prenderci per tornare a Uddeholm. Pazzi da fare 90 km ma non così tanto da farne 180 in un giorno! Anche se ho iniziato a fare una lista delle cose che mi piacerebbe fare qui (la potete vedere nel menù in alto) e andare a Karlstad e tornare a Uddeholm con degli amici sarebbe una di quelle. Dopo essermi avvolta in una coperta (IKEA ovviamente) dentro la macchina, ci siamo fermati al McDrive, che tra l’altro non avevo mai provato, mi hanno chiesto se volevo qualcosa e ho preso un McWrap e un succo di mela, e mi sono scaldata un po’.

Il resoconto della pedalata è di decine di persone salutate, altrettanti moscerini inspirati e ingoiati (il mio povero naso raffreddato era nero per la quantità di moscerini che mi si sono schiantati in faccia!), fiatone praticamente eliminato anche con una salita lunga in marcia 7, e completa conoscenze dell’uso delle marce. Il Tour de France mi aspetta!

È dopo giornate come queste che inizi a sentire la casa dove sei ospitata sempre più come casa tua, perché sembra facile ma dopo due settimane ancora non mi sento totalmente a casa, credo sarà questione di un altro paio di settimane. Per non parlare della nostalgia che provo quando mi capita di vedere foto della mia casa a Roma……..

Arrivata a casa mi sono fatta una doccia e ho visto un pezzo di un film italiano e ho fatto la videochat con i miei nonni, i miei zii e mia cugina.

Verso le 20 inizio a pensare, (perché in Svezia ti viene da farlo in queste situazioni!) ma oggi si cena o per loro quella  cosa che abbiamo preso alle 5 era la cena? Dato che stavano tutti a riposare e Micael stava ronfando, verso le 20,30 ho pensato di andare giù a mangiare qualcosa dato che vedevo assai difficile che volessero mangiare a quell’ora. Sono scesa giù e mi sono preparata due smörgasbrod con burro e patè e una ciotola di yogurt con cereali. Qualche minuto dopo sono scesi Micael e Katarina e abbiamo mangiato dei gamberetti crudi, dopo lo yogurt ovviamente ahahahah. La cosa stranissima è che i gamberetti (comprati al camioncino del pesce ad Hagfors) qui te li danno in un sacchetto di carta tipo quelli per il pane, con sopra scritto räkor. Ah si che sono strani questi svedesi! Comunque gli unici pesci che conoscono sono i gamberetti e il salmone che comunque mangiano crudo, quindi in poche parole non sanno cucinare il pesce! Quando stavano assaggiando i gamberetti per vedere se erano ancora abbastanza freschi io gli ho detto: “se non sono buoni possiamo comunque bollirli un attimo” e loro mi hanno guardato sorpresi perché non l’hanno mai fatto e mi hanno detto: “davvero? noi quando non sono abbastanza freschi da essere mangiati crudi li buttiamo direttamente”. Lo shock culturale all’ennesima potenza! Comunque erano buoni quindi ho bollito solo quelli rimasti.

È assurdo pensare a come scorre in fretta il tempo. Quando tornerò in Italia farò gli esami integrativi per essere ammessa al quinto e dopo un anno avrò la maturità. E poi chiuderò dietro le mie spalle le porte della scuola italiana (grazie al cielo!) e ne aprirò forse altre all’estero (spero!). Il tempo vola proprio, è assurdo….

Oggi ho capito molte  cose in svedese, una frase in particolare che sono orgogliosa di aver capito è stata: “Rebecca sul cellulare ha 2 gb di internet quindi se oggi ha guardato due film gliene rimane ancora uno”. Quanto sono orgogliosa, ed ero pure stanca perché è successo quando eravamo a cena.

Curiosità svedesi e non

•Nessuno ti controlla i compiti perché li fai per te stesso (in Italia non funzionerebbe) e li puoi fare dopo la spiegazione, in classe o dove vuoi te (magari sul divano in corridoio). Solo alcuni compiti per casa vengono controllati e servono per i voti, ma di solito per questo ci sono le prove.

•I genitori non dicono ai figli di mettere apposto la loro camera perché è la loro stanza e possono farci quello che vogliono (it’s up to you!, dipende da te!). È quello che mi è stato detto quando mi sono scusata per il disordine. Il massimo che Micael o Katarina dicono quando entrano nella stanza di Rebecca che è quella più disordinata, e lo dicono ridendo, è: “non so davvero come fa a vivere con quel disordine!”.

•Quando sento Marcus e Rebecca litigare mi viene da ridere perché sembriamo io e mia sorella, ed è strano essere la sorella maggiore infiltrata e non avere nessuno con cui litigare, anche se è abbastanza rilassante!

•Ogni giorno mangio peggio di un maiale e non ingrasso, quando mi va mi finisco un’intera tavoletta di cioccolata KEX che ha circa 300 kcal, ma chissene frega, ogni giorno con la bici faccio allenamento! E per fortuna anche se a ottobre inizieranno a fare due fiocchi di neve potrò comunque continuare a prendere la bici perché la neve cadrà ma si scioglierà subito.

•Il letto è comodissimo da fare e le coperte sono davvero caldissime, dormo senza pantaloni perché sennò prenderei fuoco

•L’ora di ginnastica (idrott) è importantissima e tutti si cambiano e si portano la borsa come se andassero in piscina perché se vogliono si possono fare la doccia li. Quando abbiamo corso i 2000 m il professore ci incoraggiava e alla fine ha trascritto tutti i nostri tempi, credo che alla fine dell’anno dovremo rifarlo (il mio tempo orribile è stato di 13 minuti e 16 secondi (tretton sexton) ma credo proprio che migliorerò durante quest’anno.

•Ieri dopo scuola io e Micael siamo andati al centro immigrati per l’assistenza sanitaria e ci siamo dati appuntamento li davanti. Quando ho visto Micael da lontano ho detto “hej!” e una signora che passava la davanti e mi ha incrociato mi ha risposto con un altro “hej” credendo dicessi a lei. A Roma quella signora si sarebbe girata per vedere chi stavo salutando e invece in Svezia succede che una persona completamente sconosciuta ti saluti per educazione e non farti restare male.

•I genitori svedese! non è che non fanno le cose tue al posto tuo SOLO perchè vogliono rendere indipendenti i figli, ma certe cose devono essere fatte dalle persone direttamente interessate per non creare inconvenienti o malintesi, e per non ficcare il naso nelle cose altrui. Perché anche se si è in una famiglia, ognuno ha la sua privacy, e come mi ha detto Katarina, se ci sono due case attaccate, sono sempre divise da una fila di alberi o cespugli perché ogni svedese deve rispettare l’altro e avere il proprio spazio.

•I ragazzi svedesi sono timidissimi. Il giorno del kick-off l’appuntamento era fuori la palestra e io ho girovagato un po’ prima di essere sicura del posto in cui stare. Mentre girovagavo ho incontrato uno della mia classe e l’ho guardato per salutarlo ma lui ha guardato avanti muovendo di qua e di là lo sguardo come se fosse in una situazione di pericolo. So che non è carino da dire ma gli sono praticamente scoppiata a ridere in faccia!

A cosa mi devo ancora abituare:

Le cene che non hanno mai un orario fisso, si va dalle 5 alle 8!

Le finestre senza persiane per le quali mi sveglio sempre troppo presto anche quando sono distrutta. Per quanto riguarda questo non vedo l’ora che arrivi ottobre.

1005 visitatori dall’apertura di questo blog, tanti auguri a noi! 😀

Buona notte!

25 thoughts on “Shock culturali

  1. Pingback: Rabarbaro e allergie primaverili | My North Way to Sweden

  2. Ciao, ammiro molto il tuo coraggio, quest’anno vorrei partire anche io, per la Danimarca ma ho tanti dubbi… ti sei mai sentita sola all’estero? Quali sono stati i momenti più difficili? (se te la senti di raccontarli, ovvio)

    • Certo che mi fa piacere, tranquilla 🙂 Inizio con il dire che non é un´esperienza facile, ma che di certo non ti scorderai di averla vissuta per tutta la vita. Sono passati due mesi da quando sono partita e mi sento totalmente cambiata, ho fatto molti progressi per quanto riguarda la lingua, l´autonomia e il superare ostacoli. I momenti difficili ci sono, proprio ieri sono stata davvero male, é stata la giornata peggiore che abbia mai avuto da quando sono qui (leggi l´ultimo post se vuoi). Ma dopo ogni pianto ci si rafforza tantissimo e il giorno dopo si ricomincia con una carica maggiore. I vari progressi che faccio quotidianamente con la lingua mi soddisfano tantissimo e mi fanno scordare le cose che stanno andando un po´male (per ora solo il fatto che non ho molti amici, ma essendo al nord e non sapendo la lingua non é una cosa tanto anormale). Dopo momenti come questi ti capita di ritrovarti a sorridere da sola per una cosa stupidissima, come quando sei in macchina con la tua host family e capita una canzone che ti ricorda qualcosa, e inizi a pensare come ti stia andando bene dopotutto. Ora forse ti ho spaventata con i miei racconti ma non volevo assolutamente scoraggiarti, anzi, volevo incuriosirti di piú su questa esperienza e magari farti avere piú coraggio ad affrontarla. Perché quando un diciassettenne parte per un paese sconosciuto per vivere con degli sconosciuti e costruirsi dall´inizio una nuova vita é molto coraggioso, anche se non se ne rende conto finché non la vive. In bocca al lupo!!! Hai giá deciso l´associazione? E quali sono i dubbi di cui parlavi?

      • Beh sì ho quasi deciso l’associazione.. In realtà forse tenterò con addirittura due associazioni, rotary e intercultura, ahah 🙂 non saprei esattamente delineare i miei dubbi ma penso che più o meno siano: rendermi conto che non cambia niente anche se sono in un paese che mi affascina e in un contesto nuovo (non so se mi sono spiegata, sto parlando a livello mentale..) , pauraq di non trovarmi bene e poi paura del ritorno. Ma sono molto più verso il sì che verso il no. Troverò il coraggio?

  3. Hai ragione, con sts costerebbe quasi la metà e dovrei pagare solo l’assicurazione
    Ma sts è quella in cui tu scrivi la lettera e poi la famiglia ti sceglie?

    • in tutte devi scrivere una lettera per la host family, quando sono passata a STS ho riciclato quella di AFS (intercultura) ahahah…anche se in qualsiasi associazione quello che la famiglia legge per sceglierti non è l’intera lettera ma un piccolo riassunto, sennò sarebbe assurdo doversi leggere 2 pagine per tutti i ragazzi a cui una famiglia potrebbe essere interessata. Nel riassunto c’è scritto da dove vieni, i tuoi hobby e cose del genere. La lettera la leggeranno dopo.
      🙂

  4. Anche io l’anno prossimo andrò via con intercultura, all’inizio.pensavo islanda ma leggendo il tuo blog mi sta venendo voglia di andare in svezia

    • mi fa piacere sentirti dire questo! 🙂
      hai anche cercato altre associazioni per partire per un paese sicuro o scegli intercultura per il fatto delle borse di studio (che comunque anche altre associazioni hanno)?

      • comunque informati anche sulle altre associazioni, è davvero difficile essere presi per il paese che si vuole, e anche se cerchi di convincerti che potrai accettare 10 paesi molte volte ci rimani male! ci sono associazioni che costano la metà, e ricordati che l’esperienza la fai te! parlo da ex interculturina poi passata ad sts 🙂

      • Sul sito di sts non trovo quali spese sono escluse nei 6700 euro tipo assicurazione, viaggio ,tasse scolastiche ecc.
        Me lo sapresti dire?

      • il viaggio è incluso e tutte le spese della scuola anche, quello che paghi di meno è la fama dell’associazione perché è meno conosciuta ma molto efficiente. le famiglie ti possono capitare ottime con sts (come è successo a me per fortuna) come con intercultura, ma può succedere il contrario con tutte le associazioni. Perché non prenoti un colloquio informativo? se ti iscrivi entro ottobre, mi sembra, con sts ci sono delle borse di studio disponibili, e il tuo anno ti verrebbe a costare davvero poco!

  5. non mi ero mai soffermato seriamente a leggere il tuo blog e devo dire che……..sono rimasto meravigliato si……
    interessantissimo scoprire il tuo viaggio studio, se cosi si puo’ chiamare…..e deve essere bello ……..
    continua cosi , continua a scrivere , mi piace…………..buona notte.
    marcello

    • Grazie!
      Per ora anche a me sembra strano chiamarlo viaggio studio perché anche se faccio 7-8 ore di scuola al giorno è tutto molto più leggero della scuola italiana. Finché non saprò la lingua un po’ di più non studierò molto, ma da gennaio mi ritroverò alcune materie svedesi per cui fare i test e una decina di programmi italiani da studiare per il ritorno. Ma è da dire che questa esperienza vale più di un qualsiasi erasmus.
      Buona lettura!

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