“Idag börjar min första svensk veckan!” och “Min första svenska bastu”

Lunedì 2 settembre

Idag börjar min första svensk veckan!

ovvero, oggi inizia la mia prima settimana svedese. Ho deciso che prima di parlare in inglese devo fare di tutto per trovare parole in svedese per spiegarmi, e prima di chiedere di tradurmi le frasi in inglese l’altro me le deve ripetere piano fino a quante volte è disposto, povero!

Prevedo una stancantissima settimana, ma alla fine ci sarà la FINCUP!!!!!!

Ieri mattina siamo andati a vedere la partita di calcio di Rebecca, ed era il turno di Katarina e Micael di occuparsi del chiosco degli hamburger, delle bevande e cose varie. I soldi che si ricavano li prende la squadra ed è bello perché è un club e tutti si conoscono, e ogni settimana tocca a famiglie diverse (genitori delle ragazze che giocano a calcio) occuparsi del chiosco. Quindi siamo andati nella cucina che si trova nell’edificio degli spogliatoi e abbiamo preparato il caffè, tagliato l’insalata e la cipolla e siamo andati fuori a cucinare gli hamburger. Anche se ero molto stanca dal giorno prima ho deciso di andare perché è sempre una buona occasione per conoscere gente, e così è stato. Ho conosciuto una ragazza kosovara che si è trasferita in Svezia con la sua famiglia 5 anni e mezzo fa e quindi sa benissimo come ci si sente ad essere catapultati in un nuovo paese. Abbiamo parlato della difficoltà a conoscere gente, e subito si è visto come le nostre due culture sono più vicine tra loro di quanto non lo è quella svedese.

Abbiamo comprato dei film e io ne ho potuti scegliere due: Anna Karenina e Kon-Tiki (del quale sto leggendo il libro). I miei primi film in svedese, vi dirò se ci capirò qualcosa.

Queste due settimane sembrano essere durate tantissimo perché é stata durissima ma non c’è stato un attimo che non mi è piaciuto, e questo mi fa realizzare che il tempo sta passando davvero velocissimo e che un´emozione non esclude l´altra, mi diverto molto e faccio nuove esperienze ma mi manca sempre casa e la routine italiana.

Ieri Ia e la sua amica Linnea mi hanno chiamata per chiedermi se potevano passare un attimo a casa mia per salutarmi, ed é stato molto carino che sono venute e a trovarmi, e abbiamo parlato un po´. Tanto per far ricredere chi pensa che in Svezia nessuno prende iniziativa e devono programmare tutto.

Martedì 3 settembre

Oggi ho deciso di studiare un po’ di svedese nelle ore in cui gli altri facevano i compiti a scuola. Ho ricopiato sul mio quaderno delle regole grammaticali e delle parole, ed evidenziato quelle che già conosco. Ne studio un po’ al giorno e quelle che il giorno dopo mi ricordo le evidenzio, credo sia un buon allenamento per lo svedese e anche per la mia autostima, perché posso vedere i progressi. Mi sono accorta che è meglio tradurre la maggior parte delle parole in inglese, perché le due lingue si assomigliano molto di più, e la grammatica è UGUALE e dico uguale a quella inglese quindi non sto trovando molti problemi. Le cinque W in inglese corrispondono quasi alle cinque V in svedese. Una delle poche differenze è che nello svedese ci sono situazioni in cui il soggetto non è prima del verbo, anche se non è una domanda, ma succede solo quando ci sono due proposizioni subordinate quindi è facile riconoscerlo. Devo impegnarmi a studiare la lingua, perché non riuscirò a farmi molti amici finché non farò vedere che so qualche parola e per questo in qualsiasi momento dire una parola in svedese può essere utile. Quando dico qualcosa in svedese la gente si gira, quindi è così che funziona!

Sto conoscendo un sacco di gente da tutto il mondo, la Svezia é piena di immigrati. Finora ho incontrato una russa (in classe mia), una koreana (nel coro), una kosovara (alla partita di calcio) , un cinese (in classe mia), degli albanesi (genitori di compagne di squadra di Rebecca, una svizzera (la vicina di casa).

Katarina mi ha detto che se a scuola non conosci nessuno e ti siedi vicino a qualcuno é maleducazione perché non gli lasci spazio (“gli svedesi hanno bisogno di spazio”) ma se conosci qualcuno e non ti ci siedi vicino (e questa é piú vicina alla cultura italiana) sei maleducato.

In Svezia si usano le settimane, e mi sto scordando i numeri dei giorni perché non li usano. Se vi puó servire a qualcosa ora siamo nella trentaseiesima settimana. Non é difficile ricordarsi in che settimana si é, e tra l´altro é il sistema che usa anche WordPress per le statistiche.

In Svezia scrivono le date esattamente al contrario di noi, conoscevo solo il metodo italiano, quello americano e quello inglese. In Italia scriviamo giorno, mese e anno e in Svezia il contrario, inutile dire che sbaglio sempre!

In Svezia per misurare gli spazi usano le miglia, ma sono miglia svedesi, e ancora non sono riuscita a capire a quanto corrispondono!

Scusate il disordine di questo post ma in questi due giorni mi sono stancata tantissimo e ho rimandato la scrittura del post. Ora lo pubblico anche se è incasinatissimo. Comunque ora c’è il momento filosofico:

Quando arrivi in un ambiente del tutto diverso devi scegliere come apparire ma nello stesso tempo devi sare attenta a come farlo, essendo in un ambiente del tutto nuovo dove potresti trovarti in gruppi che non ti saresti aspettato, perché i comportamenti cambiano da paese a paese. E scegliere come apparire é difficilissimo se non si é se stessi, e c’è il rischio di avere comportamenti che per la gente del posto possono essere propri di certe persone che noi nemmeno immaginiamo, e si potrebbe essere giudicati senza accorgersene. Ogni societá é diversa, basti pensare che il nord Italia é diverso dal sud o che la gente di Roma é diversa da quella di Milano o anche solo di Firenze, senza cadere nei pregiudizi che certa gente ha. Per farvi capire un po´di piú come funzionano le cose vi racconto come sono divisi i gruppi di ragazzi in Svezia. Ovvero a cosa corrispondono piú o meno i truzzi, i pariolini ecc, anche se è un po’ diverso perché riguarda piú che altro la divisione scolastica dei corsi di studio. In questa scuola ci sono i programmi di: scienze sociali, scienze umane, hockey o floorball, il programma di tecnica (lavori manuali come meccanica) e quello musicale. C’è anche il programma di scienze naturali ma non ne so molto. Per ognuno di questi c’è per cosí dire un tipo di persona che lo frequenta.

I ragazzi che frequentano il programma di scienze umane o di economia sono quelli a cui interessa di piú lo studio e programmano il loro futuro. E a differenza dell´Italia qui chi programma il proprio futuro non é uno che non sa godersi l’adolescenza ma uno che è da imitare. I ragazzi di questi programmi sono per così dire simili ai nostri pariolini (senza tirarsela troppo però!) per quanto riguarda il vestirsi (anche se qui in Svezia si vestono quasi tutti molto bene) e simili ai ragazzi che frequentano il liceo classico, quello scientifico o il linguistico per quanto riguarda la mentalitá, anche se la divisione non é cosí netta e qualcuno a cui non piace studiare lo trovi sempre.

Chi fa economia (scienze sociali) é un po´piú legato ai soldi mentre chi fa scienze umane nella quale si studia psicologia é piú proiettato a un lavoro che gli piace; un po´come la maggiorparte della gente (soprattutto le nuove generazioni) che studia giurisprudenza in Italia che ha solo voglia di lavorare in uno studio e guadagnare molto (senza offesa a nessuno, sto solo spiegando come vanno le cose).

I ragazzi che frequentano il programma tecnico sono praticamente gli stessi che in Italia frequentano l´alberghiero o il tecnologico, (meno simili a quelli dell´artistico, e non perché lo frequento io ahahahah). Con l´eccezione, che ovviamente si trovano ovunque, dei ragazzi che frequentano quelle scuole perché sono innamorati del mestiere, la maggior parte di loro non ha molta voglia di studiare e preferisce dedicare i suoi tre anni di gymnasium a qualcosa che sa che gli sará utile anche senza spendere troppi soldi dopo la scuola.

Ci sono poi i ragazzi che frequentano il programma musicale che se ne fregano di tutto e di tutti, nel senso che non ascoltano il giudizio della gente e sono se stessi, e inseguono i propri sogni con un obiettivo preciso.

E poi per finire ci sono i ragazzi che frequentano il programma sportivo, che é il programma un po´piú lontano dagli indirizzi italiani, essendo simile al modello americano. Chi frequenta questo programma ha 6 ore di allenamento al giorno, o almeno per chi fa floorball (innebandy) é cosí, va sempre di corsa per la scuola e arriva sempre in ritardo alle lezioni e con i capelli bagnati. Al contrario di come sarebbe in Italia la maggior parte dei ragazzi che frequentano questo programma, in mia opinione davvero stressante, quando arrivano in classe lavorano sodo per recuperare e stare attenti. In Svezia viene data grande importanza allo sport e quando vuoi puoi andare ad allenarti in palestra, in piscina o giocare a bowling, sapendo comunque che le assenze nelle varie ore incidono sul rendimento scolastico. Comunque, i ragazzi sportivi sono anche quelli che molte volte si fanno problemi perché tutti credono che non hanno problemi (ditemi che avete capito vi prego!), e invece hanno problemi “esistenziali” come tutti gli altri.

Ieri la prof di storia e svedese (che tra l’altro non capisco mai quando parla) ha spiegato l´impero romano e quando ha finito la lezione mi ha detto che se so qualcosa che credo sia importante da sapere sull’argomento glielo posso dire e gli posso insegnare qualcosa. Esattamente come in Italia! Oggi ha fissato il test di storia per il 24 settembre, chissà come andrà ahahahah!

L´adattamento alla cultura svedese piano piano fa progressi. Quando sto a tavola non ho molta voglia di parlare (anche se a volte contribuisce la stanchezza e il bisogno implacabile di parlare italiano) e quando sono con gli amici mi sto abituando a stare zitta e tranquilla usando il mio computer o il telefono. Si lo so che é deprimente, ma mi devo abituare per viverci un anno e a volte non mi dispiace nemmeno.

Quando devo parlare penso quasi sempre in inglese ma quando penso per me stessa lo faccio in italiano,  e il fatto che dopo 20 giorni a parlare inglese il processo di “cambio di pensiero” non é ancora giunto al termine, dimostra quanto tempo si impiega ad imparare una lingua.

Quando penso che devo stare qui un anno e vedo che sono passati solo 20 giorni devo dire che la cosa mi spaventa un po´, ma poi penso che in questa cosa ormai ci sono dentro, e che se lasciassi tutto (non voglio assolutamente farlo, lo dico solo ipoteticamente) so che lascerei qualcosa di incompleto, anche se credo che succederá comunque quando torneró alla fine dell’anno, anzi sará ancora peggio! La nostalgia di casa si fa sentire ogni momento sempre di piú in certi giorni, e devo solo avere pazienza (devo dire che mi sorprende questa mio nuovo comportamento di dire “devo solo aspettare, due o tre mesi, che sará mai!” e non so se é giusto pensare cosí). So che fra qualche mese pensando alla partenza vorró tornare indietro nel tempo e non tornare a casa, cosa che succede giá un po’ ora.

Mi manca casa quando….

Quando penso che sono in una famiglia con la stessa composizione della mia

Quando penso ai litigi, al cibo italiano, al caldo (si voglio i 30 gradi di Roma ora che di mattina fanno 5 gradi!)

Quando penso che Rebecca che ora é come una sorella minore, per Marcus é la sorella maggiore come lo é Carlotta per me

Quando sento il suono di accensione del telefono samsung di qualcuno in famiglia, che mia mamma e mio papá hanno uguale

Quando torno da scuola e devo cenare

Quando vedo qualcosa di simile all´Italia, ad esempio a scuola ci sono persone simili ad alcuni della mia scuola italiana, e questo mi ricorda la mia “amata” scuola

Quando mi accorgo di certi comportamenti uguali alla mia famiglia, ad esempio Micael e Katarina si comportano spesso come mia mamma e mio papá

Quando ho lezione di spagnolo e mi ricordo la facilitá nel fare amicizie che abbiamo al sud.

Quando penso che ci sono posti fuori dalla Svezia in cui fa caldo e c’è il sole!

Quando cucino italiano (per ora solo una volta e non ho molta voglia di farlo di nuovo), anche se é un po´una contraddizione perché in veritá mi piace fare assaggiare cose italiane alla mia host family e agli amici.

Quando mangio cibi non svedesi, perché mi ricordo quando lo faccio con la mia famiglia.

Quando vedo le notizie italiane sul sito de LaRepubblica.

Non mi sarei mai aspettata che mi sarebbe mancato così tanto il mio paese, e mi mancano le cose piú assurde che non avrei mai immaginato, e non mi manca solo la cosa stessa (tipo vedere un film in italiano, che per quanto sia una cosa che sembra insignificante, in queste situazioni ti fa rinascere!), ma sento nostalgia perché mi ricordo che ho vissuto quelle cose in circostanze in cui stavo bene, ecco come funziona il cervello e come lo sto analizzando (piccoli psicologi crescono!). Tra l’altro, il libro di psicologia mi piace davvero tanto, e mi dispiace non capirci assolutamente niente di cosa ci sia scritto ma per fortuna in classe capisco qualcosa che la prof dice, e alla fine dell’anno chiederò se posso tenere il libro e portarmelo in Italia.

Quando scrivo realizzo le cose che provo e come sto cambiando, tiro tutto fuori, per questo mi piace farlo e credo che tornata dall’anno all’estero inizieró a scrivere qualcosa. Ora scrivere è diventato quasi un impegno e non un divertimento perché sono stanchissima e ho tantissime cose da fare. E poi sono ancora un po’ nella routine italiana, dove dopo cena ci si rilassa, e non posso stare 4 ore e mezza solo a rilassarmi qui! Ma il cambio di orario dei pasti è una delle cose più difficili a cui il corpo si deve adattare, quindi aspetterò, come per tutte le cose d’altronde…comunque quando pubblico un post sono felicissima nel vederlo sul mio blog, ho tanti “figlioletti” di cui mi prendo cura e che miglioro anche dopo la pubblicazione.

So che non é il modo migliore di spiegarlo, ma ho trovato un ottimo modo per farvi capire cosa sta succedendo nel mio cervello. Il cervello è come una pentola in cui bolle dell’acqua, se l’acqua è troppa (in questo caso tutte le informazioni che mi arrivano ogni giorno) quando bolle esce dalla pentola e si deve aggiungere altra acqua per tornare al punto di partenza. Questo credo sia quello che succede nella mia testa quando ho troppe informazioni nel cervello. Il cervello salta e fa un passo indietro per quanto riguarda la conoscenza della lingua (e questo corrisponde al periodo in cui mi sembra di essermi scordata tutto!) ma poi il cervello recupera e ritorno al punto di partenza, anzi un po’ più avanti, perchè l’acqua intanto non si è raffreddata del tutto!

Ieri ho fatto la sauna. La mia prima sauna svedese. Che dire, é stato stupendo anche se molto faticoso. La temperatura all´inizio era di 60 gradi anche se poi aprendo la porta si é abbassata a 40. Siamo entrati in tutto tre volte, e la seconda e la terza volta che sono uscita sono andata fuori, dove c´erano 6 gradi. e la sensazione é bellissima. Si emana vapore e non senti per niente freddo, solo un po´di “frescura” ed é molto rilassante. È bellissimo stare nella sauna completamente sbracati a rilassarsi ad occhi chiusi, cercando di non pensare che fa un caldo assurdo. Ci siamo recati alla sauna in costume e con l´accappatoio, inutile dire che si moriva di freddo. Collezionando prime volte vi dico che all´andata c´erano 15 gradi e io stavo in costume, e dopo la sauna, quando ormai avevo perso calore, siamo tornati a casa con 5 gradi in costume. Ma é davvero una bella esperienza e non vedo l’ora di rifarla.

Per chi non lo sapesse, come d´altronde non lo sapevo neanche io, questi sono i benefici della sauna:

1-Disintossica il corpo: sudare è una delle prime difese del corpo contro le infezioni. La pelle aiuta a mantenere la temperatura corporea e ad eliminare le tossine. Attraverso la sudorazione si eliminano i metalli pesanti (15 minuti di sauna eliminano la stessa quantità di metalli pesanti quanto i reni in 24 ore).

2-Rilassa i muscoli: dopo un allenamento, l’indolenzimento muscolare è dovuto da un eccesso di acido lattico o a microstrappi delle cellule muscolari. La sauna aiuta a rilassare i muscoli ed allevia il dolore. Il processo di sudorazione aiuta a liberarsi dell’acido lattico in eccesso attraverso la dilatazione dei vasi sanguigni che, aumentando il flusso di ossigeno ai muscoli, riduce il gonfiore.

3-Migliora la pelle: non esiste niente di meglio, per pulire e ringiovanire la pelle, di una sauna. Creme, deodoranti, oli e cellule morte ostruiscono i pori della pelle, impedendo l’eliminazione delle impurità, causando acne, brufoli e punti neri. Il calore prodotto dalla sauna, apre i pori e il sudore elimina le tossine. I vasi sanguigni dilatati aumentano il flusso di ossigeno e i liquidi delle cellule della pelle, eliminando così le cellule morte. La pelle apparirà più giovane ed elastica.

4-Aiuta a dimagrire: attraverso la sudorazione si perdono parecchi liquidi, ma verranno immediatamente reintegrati non appena si berrà. Non è questo quindi il modo attreaverso il quale, mediante la sauna, si dimagrisce. La perdita di peso si ha attraverso l’aumento della frequenza cardiaca, che brucia calorie. E’ stato stimato che durante una sauna tipo, si bruciano circa 300 calorie, approsimativamente quelle che si consumano camminando. Non male se si considera che ci si sta rilassando sdraiati o seduti.

5-Rinforza il sistema immunitario: la febbre è una difesa dell’organismo. Molti batteri infatti, ad una determinata temperatura, muoiono. La sauna riproduce una febbre artificiale, la temperatura interna corporea può aumentare fino a 3 gradi (molti di più in superficie), simulando una febbre alta. Chi è solito frequentare una sauna, ha il 30% di possibilità in meno di ammalarsi di malattie da raffreddamento. La sauna contribuisce poi a dare sollievo alla congestione nasale e alle affezioni respiratorie non gravi.

6-Rilassa: grazie all’aumento dell’attività cardiovascolare, vengono rilasciate nell’organismo le Endorfine, sostanze chimiche che donano benessere attraverso il cervello e dotate di proprietà analgesiche e fisiologiche.

7-Gli ioni: inoltre, è stato provato scientificamente, che un’alta presenza di anioni (ioni negativi), provoca nel nostro organismo una serie di benefici quali:

-rallentamento del processo d’invecchiamento;
-riduzione dell’asma, del raffreddore e dell’influenza;
-diminuzione dell’irritabilità e dell’insonnia;
-aumento della concentrazione mentale;
-miglioramento del sistema immunitario;
-riduzione delle allergie respiratorie.

Dopo 20 giorni qui mi sono accorta che Värmland significa regione calda, si come no, regione calda con -25 d´inverno. Quando parlo con uno svedese dicendogli che non so come faró quest´inverno a sopravvivere mi dice: “si hai ragione, l´inverno qui é tremendo, davvero freddissimo, buio e triste.” Aiuto! Oggi non sono venuta a scuola in bici perché quando mi sono svegliata c´erano 0 gradi e la nebbia arrivava fino alla strada, e non ero molto fomentata dal fatto di prendermi una broncopolmonite. A parte il freddo cane che fa oggi il cielo é serenissimo e credo che faró una camminata arrivata a casa, rimandando come sempre il mio riposino pomeridiano alla sera, e poi andando a dormire comunque tardi per chattare, scrivere il blog o vedere un film in italiano. Oggi per pranzo abbiamo avuto la “värm korv” ovvero “salsiccia calda” che altro non è che un würstel, e un pezzo di pesce al forno con verdure varie (mi sto innamorando dei cetriolini sott’aceto ahahahha)

Stasera invece Katarina ha cucinato una cosa al forno con panna (tanto per cambiare, se non mangiano patate e panna in quasi ogni pasto non sopravvivono), prosciutto cotto a striscette e cavolfiori

Vicino casa c’è un distributore di patate, e il minimo che si può prendere è un pacco di 10 kg…non aggiungo altro

Non so dire il nome del posto in cui vivo, ogni volta che dico Uddeholm mi guardano strano e devo ripeterlo decine di volte, provando ogni volta a cambiare l’accento!

Sono quasi bianca cadaverica ma con delle chiazze rosse, e si, mi accontento di questa abbronzatura. E poi la sauna fa miracoli, si riattiva la circolazione e si diventa un sacco rossi!

Riesco a capire frasi in inglese anche se sto facendo altro 😀

Mi sto già pentendo di non aver fatto certe cose o di non essermi “buttata” in questi venti giorni, quindi ora mi impegnerò perché sento che il tempo sta passando davvero veloce!

Le giornate si stanno accorciando in una maniera assurda. Quando sono arrivata qui il 15 agosto ho scattato una foto dalla mia stanza alle 22.16 ed era buio ma non del tutto. Ora che sono passati solo 19 giorni alle 9 é praticamente del tutto buio. Un´ora in meno la sera, per non parlare della mattina (ma é l´unica cosa di cui sono felice perché almeno riusciró a dormire un po´di piú forse).

Mi fermo a pensare a cosa ho fatto finora. Venti giorni fino ad ora, e so di essere cambiata. Cerco di catapultarmi a venti giorni fa e non riesco assolutamente ad immaginarmi uguale a come ero prima, e so che al ritorno sarò cambiatissima

Quando vado al supermercato mi deprimo perché sono completamente diversi da quelli italiani. Tantissime cose surgelate e decine di metri di frigoriferi con qualsiasi alimento fatto di carne, qualsiasi tipo di yogurt, solo pane nero (che per carità mi piace, ma mi manca il pane italiano, che però hanno alla COOP sotto il nome di “Grekiska bröd” ed è davvero buono, anche se assomiglia molto alla baguette).

Vorrei dare un consiglio ai prossimi exchange students o anche semplicemente a chi si trova all’estero come me e non riesce a riprendersi dalla malinconia per la mancanza di casa. Quando vi capita non chiudetevi assolutamente in voi stessi! Cercate di fare il maggior numero di cose che potete per distrarvi, e scegliete quelle più divertenti e soddisfacenti e che vi ricordano il motivo per cui avete scelto di avventurarvi in questa esperienza. Parlate il più possibile con la famiglia se avete problemi e loro vi aiuteranno. E cercate comunque di parlare con loro di qualsiasi cosa per distrarvi. La parte più dura sarà quando le risate che farete insieme vi ricorderanno la vostra famiglia naturale ma piano piano ci si abitua (io ancora devo farlo!).

Cercate (è durissima lo so!) di non pensare al vostro paese, e a cosa vi manca, e non pensate a cose tristi, ma guardate avanti e pensate a tutto quello che farete in quest’anno e che vi piacerebbe fare. E anche se la lingua arriverà anche senza troppo impegno se vi capita studiate qualcosa, e vi sentirete più soddisfatti di voi stessi.

Starei ore a fissare la foresta di conifere attraversata dalla luce mattutina davanti alla quale passo per andare a scuola con la macchina o in bici. Vedrò di fare qualche foto e postarla, ma in movimento è tutta un’altra cosa

Se volete fate un salto sulla nuova pagine che ho creato, che si chiama “What I would like to do in this year ” in alto alla pagina! Tack!

Ci sentiamo!

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