Heja Sverige!

Chiedo scusa a tutti quelli che hanno aspettato l´aggiornamento cosí a lungo (spero ci sia qualcuno!) e mi sono fatta sentire solo dopo una settimana, cercheró di non farlo accadere di nuovo, ma questa settimana é stata molto stancante!

Ogni giorno qui mi trovo sempre meglio, la routine svedese sta iniziando a far parte di me e ora capisco molte cose (non proprio molte, un po´piú di niente!) mentre parlano. Non é passato un giorno da quando sono qui che non ho conosciuto qualcuno di nuovo e sto conoscendo tantissima gente da tutto il mondo.

Dopotutto gli svedesi non sono troppo timidi, sono solo riservati, e ci sto facendo l´abitudine, in fin dei conti devi solo inizialmente mostrargli rispetto. Credo che in paesi come l´Islanda e la Finlandia sia molto peggio.

Se uno svedese ti offre qualcosa non devi fare altro che accettare senza dire nulla, altrimenti si arrabbiano. Non é come in Italia che se qualcuno si offre di fare qualcosa lo fa per mille motivi diversi, come il non voler essere maleducati o non fare brutta figura. No, gli svedesi si offrono di fare qualcosa perché lo vogliono, perché si preoccupano del tuo benessere!

Come dice Ia, ci sono cose che ti aspetti essere meravigliose, ma anche se quando le conosci non sono perfette come le immaginavi, sono comunque belle. E questo é un modo per spiegare le varie scoperte che si fanno giorno dopo giorno ma che anche se non sono belle scoperte, non rovinano il tuo anno all´estero e ti fanno amare ancora di piú il tuo paese ospitante. Significa superare i bordi senza sapere cosa c´é dall´altra parte ma buttarsi sapendo solamente che quello che si troverá sará stupendo

Qualche giorno fa ho scoperto che il 5 novembre gli Imagine Dragons verranno a Roma, si ciao, a Stoccolma!, e il 12 dicembre sará la volta dei The Lumineers. Stavo giá pensando con chi andare e come organizzarmi per andare a sentirli quando Katarina mi ha proposto che potrebbe venire Rebecca con me, inutile dire che sono stata felicissima, e Rebecca anche!!! Credevo che i biglietti costassero solo una trentina di euro essendomi confusa con il cambio ma veramente costano un po´di piú. Inizio ad accumulare soldi anche per il treno per e da Stoccolma, che secondo me é molto economico. Sono quasi 500 km e costa solo 200 kr. È`da prima di partire che sognavo di andare a un concerto in Svezia e questi gruppi erano proprio nei miei desideri.

Oggi dopo scuola andremo a Norrköping dai genitori di Katarina perché domani e domenica andremo a Stoccolma a vedere il FINKAMPEN. Quindi come se non fossi giá abbastanza stanca (la mia testa oggi sta per scoppiare, é dalla prima ora che ho un mal di testa tremendo, ma sono contenta perché é il risultato del grande lavoro che sta facendo il mio cervello, e sono orgogliosa dei risultati raggiunti dopo solo tre settimane) ci faremo circa cinque ore di macchina. Ho aggiornato la pagina “About me” fateci un salto se volete, sto creando anche una pagina facebook sulla quale pubblicare tutti i miei post e alcuni pensieri e foto e tutto ció che mi viene in mente. Work in progress….

9 settembre

Direi che la giornata di oggi é iniziata con tutte le caratteristiche per vincere il premio di peggiore giornata dopo quasi un mese qui in Svezia. Niente di preoccupante per caritá, a parte la caduta dalla bici come caffé mattutino, anzi la cosa va abbastanza sul comico se volete e come cerco di vederla io. Allora, questo week end come vi avevo anticipato siamo andati a Stoccolma per vedere il Finnkamp, per le foto potete andare nella pagina in alto, ora continuo con il racconto fresco fresco di oggi. Dicevo, stanotte siamo arrivati a casa a mezzanotte, e finalmente ho sentito la casa di Uddeholm come la mia vera casa! Per fortuna questa mattina ho iniziato scuola alle 10, quindi ho messo la sveglia alle 8 e mezza (e puntualmente mi sono svegliata di colpo alle 8 sognandomi che fossero le 21,21, che orario! ahahhahah). Comunque, ho fatto colazione e mi sono presa una bella bustina di paracetamolo dato il mal di testa con il quale mi sono svegliata (sará stato per la stanchezza o per il fatto che invece dei cuscini normali in Svezia usino dei cuscini che sembrano fatti di farina!?). Me la sono presa un pochino troppo comoda e mi sono trovata a prendere la bicicletta alle 9,15  dovendo iniziare la prima lezione alle 10. La prima sventura é stata che mi sono scordata il lucchetto per legare la catena della bicicletta, e quindi sono dovuta rientrare in casa (e non mi sono tolta nemmeno le scarpe, mi vergogno di me stessa ahahahah). Comunque, prendo la bici e faccio 500m, e proprio dove la strada é piena di sabbia (e menomale che non aveva piovuto sennó sarei caduta sul fango e peggio mi sento) ho preso male la curva e mi sono catapultata sulla sinistra. Domani avró un livido di un metro su tutta la gamba. Ho perso cinque minuti per pulirmi per cercare di non sembrare di essere appena andata a cavallo (tra l´altro a pochi metri da dove sono caduta c´é il maneggio). Mi é venuto subito un mal di stomaco fortissimo per la paura che mi sono presa e mi é presa a male in una maniera pazzesca. Ho preso coraggio e ho ricominciato con i graffi sulle mani e il dolore alle gambe. Il fiatone che ho avuto oggi per arrivare a scuola non ha precedenti, ma alla fine sono arrivata a destinazione cinque minuti prima dell´inizio della lezione, con i pantaloni ancora pieni di polvere e una faccia che piú rossa e sudata non si poteva. Immaginate la scena, io muoio dal ridere ogni volta che ci penso!

Arrivata a scuola sono andata un attimo al bagno per vedere che risultato ero riuscita a ottenere sui miei capelli e la mia faccia e mi sono resa un po´piú presentabile. Ovviamente se qualcosa inizia ad andarti male perché non dovrebbe continuare a farlo? Quindi dopo essere quasi morta con la bici, aver avuto un calo di zuccheri assurdo, aver sudato quanto faccio normalmente in due mesi, ed avendo sporcato la felpa verde menta comprata proprio ieri, nel corridoio che io e Erika (una di classe mia a cui ho chiesto con il fiatone “Can you wait a minute for me please?”) abbiamo percorso c´era tutto il secondo anno del programma di tecnica (e si, con un po´di fantasia c´arrivate, sono tutti ragazzi ovviamente ahahahah!). La cosa ancora piú comica é che mi ero promessa di salutarne due che ho conosciuto nell´ultima settimana (uno é il fratello di una ragazza che gioca nella squadra di calcio di Rebecca e uno l´ho incontrato al corso di svedese, che non é solo un corso di svedese ma un´ora dove qualsiasi studente puó chiedere aiuto nello studio se non ha capito qualcosa), ma l´unica cosa che hanno visto é stata un mucchio di capelli biondi che copriva la mia faccia e una ragazza che  camminava piú come un gambero che come un essere umano.

Credo che questa sia solo la prima delle giornate che mi capiteranno come exchange student alle prime armi, ma non do troppa importanza a questo perché ogni domanda e ogni figuraccia é permessa a un exchange student ahahahah

Andare a Stoccolma per il Finnkamp é stato uno shock. Mi sono sentita persa, come se non avessi vissuto in una cittá tre volte piú grande per diciassette anni. È stata davvero un´emozione stranissima. Mi sono detta, “oramai sono una ragazza di campagna” e sono contenta di aver provato una faccia diversa di vita rispetto a quella di Roma. Credo che vivere in un paese molto piccolo sia il modo migliore per imparare la lingua ed entrare meglio nella cultura. Anche se é pure vero che a Stoccolma mi sono sentita persa perché erano passate tre settimane da quando sono partita, e in questo tempo ho vissuto un po´isolata rispetto a come ero abituata a fare. Se avessi dovuto passare l´anno a Stoccolma molto probabilmente non mi sarei sentita persa, ma piú a casa, ma non so se é una cosa positiva o no.

Il secondo giorno di Finnkamp mi sono sentita un pochino piú a casa passeggiando per Stoccolma (abbiamo fatto un piccolo giro nella Sturegatan, una delle vie principali, e la piú “in” con una galleria di negozi che é davvero una figata!). Ma questo strana sensazione di “sentirsi a casa” non mi é piaciuta molto, perché ora la mia casa é un´altra. Al Finnkampen ho comprato un cappello svedese dove ora sono collezionati decine di autografi, e durante le gare, alcuni tizi giravano regalando magliette, e Micael é riuscito a prenderne una per me. La adoro, é enorme ed é perfetta come pigiama. La Svezia ha avuto la meglio per la maggior parte degli sport, a parte il salto con l´asta maschile.

Lo svolgimento di queste gare ha qualcosa di divertente, perché non é un vero campionato, ma delle gare amichevoli tra Svezia e Finlandia. Finnkampen é l´unica associazione sportiva nel mondo tra due nazioni. Per ogni disciplina gareggiano tre atleti per ogni nazione e vicino al posto dove si gioca c´é una specie di sostegno con tre palle blu e tre gialle (Finlandia e Svezia) e a seconda del punteggio di ogni atleta viene cambiato posto alle sfere. Il risultato finale si conta in punti, ad esempio se uno svedese arriva primo nel salto in lungo colleziona sette punti per la Svezia, e se un altro svedese arriva ultimo tra i sei guadagna un punto per la squadra. Come potete capire é una cosa molto amichevole, e amichevole é l´aria che si respira durante le gare, dove gli svedesi per la prima volta appaiono molto piú aperti rispetto ai “musoni” finlandesi. All´inizio si cantano gli inni nazionali togliendosi il cappello e la sensazione di ascoltare per la prima volta in Svezia il “Du gamla, du fria” (“tu vecchia, tu libera”) ha qualcosa di speciale, anche se non sapevo le parole.

Se qualcuno sbagliava non c´era un coro di NEEEJJJJ troppo forte come succede in Italia, e se uno della squadra avversaria sbagliava non si gioiva come si fa spesso in Italia, ma ci guardavamo tra di noi e dicevamo “tack!” (“grazie”). Durante il viaggio verso la casa dei genitori di Katarina ci siamo fermati a Pizza Hut e ho assaggiato la mia prima pizza italiana in stile americano/svedese. Diciamo che come impasto assomiglia piú alla pizza della nonna col pomodoro (BONA!) perché non é cotta nel forno a legna e quindi é altissima e ti riempie tantissimo. Ho assaggiato la pizza kebab che era buonissima, e quando ho detto alla mia host family che in Italia mangiamo la pizza anche se non é piena di cose sopra, ma anche solo con il pomodoro o la mozzarella mi hanno detto´: “si ma cosí non é pizza, é solo pane!”. Non ho parole…… ahahahah.

Ma parliamo del soggiorno dai nonni ospitanti, premettendo che dopo aver vissuto in una nuova casa per tre settimane ed essendomi abituata praticamente a tutto, la mia capacitá di adattamento é aumentata tantissimo! Ho dormito in una camera che era stupenda e il letto da una piazza e mezza era comodissimo. Appena entrati in casa e incontrati i nonni la sensazione é stata abbastanza triste perché gli abbracci tra i nonni, Katarina, Micael e Rebecca e Marcus mi hanno ricordato tantissimo i miei nonni, ed é stato davvero triste. Curiositá. Il padre di Katarina sa andare in monopattino e parla inglese.

La sera di venerdí abbiamo visto un pezzo della partita di calcio Svezia-Irlanda per la qualificazione ai mondiali, e la Svezia ha vinto! Il giorno dopo abbiamo fatto colazione e abbiamo visto uno rådjur (cervo) sull´enorme prato davanti alla casa dei nonni. Verso le 10 siamo partiti per Stoccolma e dopo solo praticamente tre ore dalla colazione abbiamo pranzato (con cosa? ma con carne di kebab ovviamente! ahahahah). Le gare sono finite verso le 17,30 e siamo tornati a casa, dove il padre di Katarina ha iniziato a fare il barbecue con carne svedese (che devo dire, fa abbastanza schifo!) e io ho iniziato a parlare qualche parola in svedese con lui. Essendo i genitori di Katarina del sud della Svezia ho capito tantissime cose e durante la cena ho parlato anche in svedese, ed é stato un week end pieno di soddisfazioni! Una delle frasi che sono riuscita a dire é stata: “I morgon vi åker till Uddeholm efter Finnkampen eller vi åker hem innan?” (Domani andiamo direttamente a Uddeholm dopo il Finnkamp o passiamo a casa prima?) So che non é il massimo per correttezza grammaticale ma é un buon inizio per me. Come potete vedere la sintassi é uguale a quella inglese e l´impresa non é cosí impossibile come sembra. Dopo cena abbiamo visto la televisione (Mr. Bean in vacanza) tutti insieme bevendo una tisana calda e mangiando la torta di mele, versandoci inevitabilmente litri e litri di salsa alla vaniglia. La mattina dopo quando siamo scesi per fare colazione la nonna mi ha regalato due paia di calze fatte ai ferri, e mi sono sentita molto in famiglia.

La seconda giornata é stata molto piú entusiasmante della prima per quanto riguarda le gare. Ho raccolto tantissimi autografi e fatto foto con quattro atleti svedesi. Alla fine quei simpaticoni degli atleti svedesi hanno fatto un giro di campo tutti insieme e hanno caricato sulle spalle alcuni dei responsabili della squadra e li hanno buttati nella piscina della corsa con la siepe (uno si é anche giocato il cellulare!). Dopo questo week end molte credenze sugli svedesi si sono sciolte, e so che non sono troppo chiusi, e li adoro!

Piccola curiositá. L´acqua naturale non era venduta dagli stand del FINNKAMPEN, c´era solo quella frizzante sulla quale c´era scritto “Naturell” solo perché non c´era aggiunto niente come succo di mirtilli o altro, valli a capí sti svedesi”.

Dopo dieci minuti di viaggio verso Stoccolma abbiamo deciso di andare al centro commerciale (Kista galleri), anche se quando Rebecca mi ha chiesto se volessi andare non credevo si riferisse ad andarci il giorno stesso e tutta fomentata ho risposto SI! Sti svedesi c´hanno proprio una calma per ritardare di un´ora e mezza un viaggio in macchina di cinque ore! Comunque mi é andata bene perché io e Rebecca siamo andate a fare shopping e ho trovato una felpa verde menta, dei leggins e un maglione per me (pagando solamente 50 euro!). Abbiamo cenato nel centro commerciale dove c´erano circa quindici ristoranti diversi, e indovinate cosa ho mangiato? Ebbene si! Carne di kebab! Beh si, diciamo che me la cerco! Siamo tornati a casa a mezzanotte ed ero talmente accaldata che sono uscita dalla macchina solo con la maglietta del FINNKAMPEN a maniche corte, anche se facevano 5 gradi.

Ieri ho pranzato con la ragazza russa che si chiama Aygul, e abbiamo parlato delle nostre impressioni sulla Svezia. Lei ha detto che non si sente a casa nemmeno dopo nove anni che vive qui, in poche parole gli svedesi sono razzisti. Abbiamo parlato delle regole che hanno qui per crescere i figli (praticamente non ci sono regole, i genitori fanno fare ai figli praticamente tutto lasciando la possibilitá di sbagliare e quindi di far capire autonomamente ai bambini dov´é che sbagliano. Sono molto d´accordo su questo modo di pensare). L´Italia e la Russia sono piú simili tra di loro di come non lo sia la Svezia. Nelle scuole russe e in quelle italiane si va a scuola il sabato e i ragazzi sono pieni di compiti (anche se in Russia sono molto piú severi!). La Svezia é l´unico tra i tre paesi dove i professori si chiamano per nome. Abbiamo parlato di come sia assurdo che gli studenti svedesi si lamentino di non avere abbastanza tempo per studiare o divertirsi, quando noi abbiamo molte piú ore e un giorno in piú di scuola rispetto a loro.

Oggi la scuola ha invitato i genitori dei ragazzi del primo anno a fare fika insieme ai mentori (la mia é Elizabeth che tra l´altro é anche la mia insegnante di spagnolo). Katarina e Micael andranno per me e questo mi ha fatto molto piacere, perché spiegheranno bene che per me é ancora molto difficile riuscire a capire molte cose, ma non credo ci siano grandi problemi perché non sono la prima exchange student che hanno avuto in questa scuola. Per Micael e Katarina il mio percorso scolastico é come un´allenamento per quando Rebecca inizierá il gymnasium e sono interessati il doppio quando ricevo lettere o informazioni. anche il programma italiano? Sto scrivendo questo dopo che Katarina e Micael sono andati all´incontro con il mentore. Elisabeth ha detto che non si aspettano nulla da me e sanno che é difficile all´inizio. Inoltre pensano che le lezioni di matematica, spagnolo e inglese siano un ottimo modo per imparare la lingua. Quindi l´ambiente a scuola per ora é molto rilassato.

Cosa mi piace degli svedesi, comportamenti da imitare:

Cenare presto in modo da avere piú tempo per digerire.

Rilassarsi ore prima di andare a dormire, e andare comunque a dormire presto

Quando mi viene un po´di tristezza penso che sono stata davvero fortunata a capitare in questa famiglia, in questa scuola, in questo paesino e aver scelto questa associazione, e ogni giorno ricomincio da capo con il doppio della forza, pensando che con un po´di pazienza anche la lingua migliora sempre piú. Ieri sera ho chattato con tre persone e ho scritto delle cose in svedese, sono davvero fiera di questo.

Ecco alcune delle mie prime parole imparate in Svezia:

Jag vet inte (non lo so)

Jag pratar inte Svenska (non parlo svedese) questa frase non ha alcuna conseguenza sulla persona a cui la dico. Ogni svedese che la sente inizia a parlare inglese senza problemi, non prima di essersi scusato per la bassa conoscenza del suo inglese…MAH!

Jag förstår inte (non capisco)

Varsägod (prego, sei il benvenuto)

Cosa manca nelle scuole italiane:

dei posti per studiare se non si ha voglia di tornare subito a casa

la non competivitá tra gli alunni

il rapporto di fratellanza e rispetto tra professori e alunni, e soprattutto il rispetto verso gli insegnanti

Quando ho chiesto a Katarina se gli andava bene che Rebecca venisse al concerto con gente piú grande lei mi ha detto, “si credo sia una ragazza molto aperta e che non si troverá a disagio”. Beh di cosa mi meraviglio? Una domanda cosí si riceve da qualsiasi genitore italiano!

Il tempo sta passando in una maniera assurda, domenica il mio exchange compie un mese!, sono giá a un decimo della mia esperienza, e devo dire di essere un po´triste di come passa il tempo, ma cerco di godermi ogni giorno di piú il mio exchange

Sui gruppi di exchange students emerge tutta l´incapacitá e la pigrizia dei ragazzi italiani nel cercare informazioni su qualcosa. Gli italiani sono gli unici che chiedono informazioni stupidissime e non specifiche sulle universitá estere, che potrebbero tranquillamente trovare sui siti internet. Che rabbia!

Comunque, ho una voglia assurda di studiare il programma scolastico italiano, prima di tutto perché mi piace studiare e rendere questo anno utile il doppio di un qualsiasi anno in Italia e poi perché voglio fare qualcosa in italiano, e non mi sembra che parlare in italiano in chat mi stia creando problemi sull´apprendimento della lingua quindi credo sia fattibile.

Gli svedesi dicono sempre absolut e precis

https://www.youtube.com/watch?v=gfAPlT4uGqY

Ieri io e un altro italiano che sta in Svezia con STS abbiamo pensato di andare a Örebro il week end del 21 e abbiamo giá raccolto una tedesca, un´americana e un francese che abitano li per fare un giro in cittá, la cosa promette bene, staremo a vedere…

Scusate per il disordine di questo post, ma dovevo recuperare tutti i giorni persi e questo é il risultato terribile che sono riuscita ad ottenere

“Volgarmente” i ragazzi si salutano con “Tjän´” o qualcosa del genere, che molte volte si avvicina al “ciá” italiano.

Vi lascio con una frase di un ragazzo che ha fatto la maturitá e che rispetta moltissimo il mio pensiero quando scrivo temi. “Sono sempre stato dell’idea che il contenuto debba prevalere sulla forma e che le idee debbano formarsi in modo spontaneo, seguire un filo logico molto sottile, fragile, che può rompersi quando viene meno la connessione tra la propria, intima, sfera emotiva e la traccia che l’ha sollecitata/solleticata.” http://marcokrt.blogspot.se/2013/06/che-tema-scegliere-alla-maturita-magris.html

Ci sentiamo! Hej då!

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