Il mio primo mese in Svezia!

15 settembre

Buongiorno a tutti! Oggi compio un mese qui in Svezia e inizio con il raccontarvi una delle cose più strane che mi sono successe finora da quando sono qui. Stamattina mi sono svegliata stranamente tardi, alle 9 e mezza, mi sono vestita e sono scesa giù per preparare la tavola per la colazione, poi sono salita su e mi sono accorta che nessuno aveva una gran voglia di fare colazione, quasi mi sembrava di sentirli dire: “ma che diamine di ora è per fare colazione? fra due ore si mangia!” e qui si intuisce al 100% cosa porta uno svedese a mangiare, non la voglia di stare insieme a tavola, ma il bisogno VERO di mangiare! Devo dire che la cosa traumatizza abbastanza, perché normalmente non mi viene da fare colazione se mi sveglio alle 11 e mezza (ma a volte la faccio comunque!), e non se sono le 9 e mezza! La dura verità è che mi manca da morire la colazione dolce italiana! Prima di sapere che avremo pranzato saltando la colazione (alle 11!!!) sono andata nel cassetto dei biscotti e ho preso un bel kanelbullar (che tra l’altro Katarina sa fare e di cui ci ingozzeremo in inverno) e non mi sono preparata uno smörgasbröd con il patè, nonostante mi piaccia molto.

Fatto sta che ora mi ritrovo a scrivere il blog mentre Micael prepara bacon e uova e Katarina lava i pomodori. Mi sono accorta ora che anche se a volte ceniamo a orari quasi italiani, la routine è completamente diversa, e non mi devo illudere che gli orari siano più o meno gli stessi quando cambia proprio la mentalità del mangiare.

Mi manca avere fame, fra un po’ credo che mi metterò a digiuno per provare di nuovo quella bella sensazione che si prova mangiando avendo fame. Comunque alla fine abbiamo mangiato bacon, uova strapazzate e marmellata a go go, e con ció in tutta la giornata abbiamo avuto solo un altro pasto. Non avendo gli ingredienti Micael é prima andato ad Hagfors a fare la spesa, ma dico ma come vi va di prendere la macchina prima di colazione? Non avete bisogno di energie appena alzati?! Beh a quanto pare no, le stranezze degli svedesi!

Katarina aveva preparato una torta al cioccolato meravigliosa da portare all’incontro tra i vicini verso mezzogiorno e abbiamo assaggiato la crosta che aveva tagliato e stava per buttare (perché! dico perché?!)! Ho chiesto a Micael se conoscono la Nutella e mi ha risposto, “si, ho visto la pubblicità e non riesco a capire perché la mangiate la mattina, è così strano!”. Eh giá, che gente strana gli italiani, pensa che nemmeno mettiamo il burro sul pane quando mangiamo pane e nutella!

Mentre parlavamo a tavola facendo quello che alla fine si è dimostrato un brunch ho detto che dopo un mese che sono qui la routine dei pasti ancora non mi é entrata in testa, perché in Italia mangiamo a orari fissi e quando abbiamo poca fame riduciamo il pasto ma non saltiamo praticamente mai il pranzo o la cena, e Micael ha detto “oh si, da noi è completamente diverso, noi mangiamo quando abbiamo fame!” e fu così che mi crollò il mondo addosso, scoprendo e cercando di realizzare una cosa del genere passato un mese qui.

Questa giornata sta volando, fra poco andiamo a vedere il match di floorball, dopo ceneremo e poi andrò al coro con Katarina, e poi si va a dormire, assurdo!

Questo week end è iniziato molto bene. Venerdì abbiamo avuto ginnastica e siamo andati a fare orienteering nella foresta, il che è stato meraviglioso, e io ed Ia (mi fa ancora ridere scriverlo o dirlo) abbiamo deciso che lunedì e mercoledì andremo nella palestra gratuita della scuola dopo le lezioni e non vedo l’ora di iniziare, non dico a dimagrire, ma almeno provarci!

L’ora dopo sono andata alla lezione di matematica che ho scelto al posto del livello inferiore che frequentavo prima. I ragazzi che lo frequentano sono leggermente meno timidi essendo un anno più grandi di quelli di primo, quindi avendo la mia età. E quando ho detto hej då uscendo dalla classe i due che erano rimasti mi hanno salutata (quando ero nella lezione di primo se salutavo il professore lui era l’unico a rispondermi). E come dice la mia mentore è sempre bene avere qualcuno in più da salutare nei corridoi o con cui mangiare alla mensa perché in questo modo è sempre più facile conoscere ancora più gente. Quindi sono contenta della mia scelta di cambiare che è stata motivata anche dal desiderio di conoscere più gente fuori della mia classe e non solo dal fatto di studiare un programma più difficile (che difficile non è perché è sempre lontano anni luce dal programma italiano).

Tornata a casa mi sono fatta una doccia veloce, abbiamo cenato e poi siamo andati a vedere il match di floorball maschile che si è svolto nella palestra della scuola (Hagfors contro una squadra di cui non ricordo il nome che aveva la divisa rosa, e ovviamente io mi ero messa una felpa viola ahahahah). Quando è entrata la squadra di Hagfors si sono spente le luci ed è iniziata la musica con una voce che presentava tutti i giocatori. Il floorball è una figata! Non so tutte le regole ma la cosa principale è che ogni 40 secondi circa i giocatori (cinque escluso il portiere) vengono sostituiti da altri giocatori, ed è un cambio continuo e velocissimo. Essendo simile all’hockey sul ghiaccio è anche abbastanza violento, anche se nel floorball non è permesso arrivare letteralmente addosso con le spallate a un giocatore dell’altra squadra ma solo usare il corpo. Per definire il campo di gioco si usa una specie di divisorio che nella scuola non è stato costruito molto bene, ma che deve essere mobile perché in caso di urto (che capita molto spesso) deve poter cadere per non provocare troppo male, quindi gli spettatori stanno continuamente a mettere a posto questo divisorio ogni volta che qualcuno ci si catapulta sopra e lo sposta. Il campo di gioco quindi è definito solo da queste “pareti” e non è molto fisso. Il floorball é un gioco da veri vichinghi, non l´avrei mai immaginato. I giocatori sembrano essere disposti a farsi calpestare da dieci persone saltellanti prima di mollare la presa, ma forse neanche in quel caso rinuncerebbero a prendere la palla. Hagfors ha vinto ed é stato un bel modo di festeggiare la loro duecenetesima partita giocata.

Quando parlo con la mia famiglia in videochat non ho più tante cose da raccontare come prima, questo fa capire che mi sono ambientata alla grande e che quello che tutti mi dicevano durante le prime due settimane si è avverato, ovvero che anche se ero inizialmente triste dopo qualche giorno non sarei più voluta tornare a casa, che è esattamente quello che provo ora.

16 settembre

Sabato dopo una ricerca disperata e velocissima siamo riusciti a trovare i biglietti per la partita di hockey tra Färjestad BK e Örebro HK nello stadio di Karlstad. Gli unici biglietti disponibili per stare tutti vicini erano quelli in piedi ed é stato bello perché é un ottimo modo per sentire bene il gioco e il tifo. Lo stadio aveva 8500 posti e i tifosi di Örebro erano 3000, anche se erano molto piú “sfegatati” nel tifo rispetto a quelli di FBK. Ci sono momenti in cui andando in giro da sola in un posto che non conosco con una lingua che non conosco mi sento davvero soddisfatta. Sono uscita dallo stadio per posare la borsa in macchina e ho detto che dovevo uscire per rientrare, ovviamente in inglese ma ero soddisfatta lo stesso. Quando sono tornata per rientrare ho fatto vedere il timbro sulla mano a uno dei ragazzi che dovevano controllare se avevo armi (l´unica cosa di cui mi possono trovare imbottita sono decine di tavolette di cioccolata KEX!). Mi ha risposto in svedese e io gli ho detto che non parlavo svedese, ed é qui che ho beccato la prima capra in inglese da quando sono in Svezia. Mi fa: “ah ok, come here, mmmm VISITATION!”. Mi ha controllata e quando stavo entrando lo sento ridere a crepapelle dicendo all´amico “VISITATION!!!! (e poi immagino qualcosa del tipo, “ma esiste visitation? ahahahah”). Sono tornata sana e salva sugli spalti dove i tifosi stavano cantando i vari cori della squadra di Karlstad e i tifosi di Örebro inveivano verso la nostra parte. Per essere stata una partita del livello di una Roma-Lazio la cosa é stata molto tranquilla, sará stato un caso o é il risultato dell´organizzazione svedese?

Nel gioco ci sono quattro arbitri, e mi chiedo se due di loro hanno il compito di dividere i giocatori che si prendono a pugni, dal momento che ogni cinque minuti due avversari si attaccavano per una cavolata e dopo due secondi c´era qualcuno che li divideva.

FBK alla fine ha perso ma é stato davvero bello assistere alla mia prima partita di “ishockey”. Siamo arrivati a casa alle 22,30 e sono crollata a dormire, tifare stanca!

Gli svedesi usano dire l´ora con il metodo delle ventiquattro ore tipo “Jag slutar sexton” (finisco alle sedici) il che é abbastanza strano!

Ieri sera abbiamo mangiato le tagliatelle con una salsa di panna (e io che ancora ve lo sto a scrive!), gorgonzola e salmone. Il risultato era ottimo, ma ogni volta che vedo che prima di mangiare la pasta (con coltello e forchetta ovviamente) la prima cosa che fanno é tagliarla con il coltello mi sento male, la vedo come un´offesa personale ahahahah

Dopo cena io e Katarina siamo andate a coro insieme e mi sono sentita sempre piú come nel coro dove canto a Roma, ed é stato davvero bello. Sono molto felice perché quando canto in svedese é molto piú facile imparare la pronuncia ed é un buon incoraggiamento per iniziare la settimana. Katarina oggi chiederá informazioni sul coro di Hagfors che dovrebbe avere una trentina di coristi, e se gli orari delle prove sono buoni andró a cantare pure li, il che é molto buono perché mi posso tenere in allenamento e si fanno molti concerti nelle chiese, e la maggior parte dei pezzi sono gospel. E sarebbe anche un ottimo modo per continuare a conoscere gente, magari anche qualcuno della mia etá.

La maggior parte delle volte nello svedese non si usa l´ausiliare, il che rende le cose molto piú semplici. Per chiedere “lo sai?” in inglese si direbbe “do you know?” mentre in svedese solamente “Vet du?”

Mettetevi le cuffie, sdraiatevi e chiudete gli occhi ascoltando questa canzone, non dico altro…

e giá che ci siete vedete la pubblicitá svedese che ha usato questa canzone

https://www.youtube.com/watch?v=p93yxO7ulqY

Una ragazza che abita a cinque minuti in autobus da Örebro ospiterá me e l´altro ragazzo italiano che sta con STS per la notte di venerdí e sabato, e sabato e domenica faremo dei giri nella cittá insieme anche ad altri exchange students. Tra l´altro Örebro é piena di biciclette e potremmo girare la cittá pedalando, sempre che non piova! (ah! e sempre che riesca a trovare l´autobus a un orario che non sia le cinque di mattina!

Da quando sono qui non ci sono stati piú di due giorni in cui la mia camera é stata ordinata. Il tavolo dove poso i vestiti sembra una trincea! Avere una sedia dove posare le cose permette di creare un casino notevole, immaginate cosa puó succedere con un tavolo e quattro sedie.

“Killarna” non vuol dire assassini come credo ogni volta che lo sento dire (eppure aggiungendo -na si ha il plurale), ma significa “ragazzi”, e tanto per stare in tema, gli svedesi parlano sempre di Breivik!

Siamo sempre in ritardo, ogni volta che dobbiamo fare qualcosa e chiedo a che ora dobbiamo uscire mi rispondono “soon” (subito). L’altro giorno sono scoppiata a ridere dicendo: “ma è possibile che siamo sempre in ritardo!?” e loro non ce la facevano più a smettere di ridere, e a pensare che anche io quando mi ci metto non sono la migliore in fatto di puntualità!

Inizio a pensare che frequentare la classe di tedesco sarebbe stato molto piú facile che frequentare quella di spagnolo, in quanto ogni volta che imparo qualcosa in spagnolo il mio cervello salta continuamente dall´italiano, allo svedese, allo spagnolo e di nuovo allo svedese senza sosta, ed é davvero stancante! Sarebbe stato meglio il tedesco anche per quanto riguarda l´apprendimento dello svedese, ma rimango qui perché il mio orario é giá abbastanza incasinato con la classe di matematica cambiata.

Su laRepubblica.it ho trovato il video dell´atleta svedese che al Finnkampen ha avuto una serie di crampi e non ha potuto finire di correre (ce l´avevamo praticamente davanti e la scena é stata abbastanza triste!).

http://video.repubblica.it/sport/svezia-il-dramma-del-mezzofondista-crolla-prima-del-traguardo/139917/138452?ref=HRESS-5

Da quando sono qui non c´é stata una volta in cui mi sono annoiata, sará per l´enorme stanchezza che ho durante la giornata o perché vivendo in un posto isolato ci si deve sempre muovere con la macchina per concludere qualcosa di decente, inoltre la mia famiglia é molto attiva e io ho sempre voglia di fare nuove cose per continuare ad ambientarmi.

Mi è capitato per la prima volta di rispondere “ok” a una domanda in svedese, della serie “hai fame?” “ok!”. Sgamata!

Forse letto il titolo vi starete aspettando un piccolo resoconto del mio primo mese qui, e forse é arrivata l´ora di stilare un piccolo elenco di obiettivi raggiunti e prime esperienze fatte, e cambiamenti che mi sono accorta di aver “subito”. Premetto che non sono assolutamente brava a fare ció quindi vi dovete accontentare di qualcosa di veramente riassuntivo e non molto poetico.

Riesco a capire un po´di svedese durante le lezioni e quando la gente parla, in famiglia molto di piú perché non parlano il dialetto (Värmlandska)

Non so spiegare come e in cosa ma so di essere diventata molto piú autonoma

Ogni giorno mi sento diversa dal giorno precedente, non riesco a immaginarmi uguale a quando sono partita, proprio non ci riesco!

Mi godo le piccole cose, molte volte quando torno da scuola o da qualcosa che faccio con la famiglia mi sento felice per nulla, anche se non é successo qualcosa in particolare. Sono felice per il solo fatto di essere qui e per come le cose migliorano ogni giorno di piú. Sono davvero le cose piú piccole a rendermi felice e a farmi rendere conto che l´importante non é che succedano cose nuove ogni giorno, ma che non succedano cose brutte, e tutto ció é davvero un bel risultato, spero mi capiate!

Ho visto la mia prima partita di ishockey, e due partite di floorball (innebandy)

So scrivere o cercare sul dizionario le parole svedesi, ció implica il riconoscimento vocale di ä, å e ö.

Ho sfatato un sacco di miti sugli svedesi e sulla loro timidezza. Si sono timidi, ma non chiusi e freddi come tutti credono. Inoltre gli amici di Ia sono molto aperti rispetto agli altri, il che é molto buono!

Ho cercato di superare i miei limiti e non demordere dopo poco, per esempio quando ho fatto 90 km in bici o quando sono caduta dalla bici e mi sentivo svenire, e nonostante tutto non ho chiamato nessuno per farmi venire a prendere.

Ho superato molto la mia timidezza, ora il problema non é parlare con gente nuova, ma solo con gente SVEDESE nuova, e quindi ho fatto grandi passi avanti, nonostante tutti quelli che conosco (compresi i miei genitori e mia sorella, hej hej!) mi dicano che non sono timida!

Tra una decina di minuti scendo per prendere l´autobus per tornare a casa, ora sono nell´aula studio a rilassarmi un attimo dopo essere andata in palestra con Ia. Io amo questa scuola e la mia vita qui!

In Svezia pochissima gente fuma le sigarette, il resto, e l´ho scoperto praticamente ora vedendo un ragazzo sputare il tabacco masticabile, appunto usa questo.

Per ora non ho altri aggiornamenti, magari aggiungeró qualcosa prossimamente, a presto!

Hej då!

Ha en bra dag!

2 thoughts on “Il mio primo mese in Svezia!

  1. Quando parli del floorball sembra di leggere delle partite di quidditch di potteriana memoria… Bellissimo questo tuo resoconto! E’ vero che stai cambiando, lo si capisce già solo a leggere le tue pagine. Un grande abbraccio!

    • Indescribile la felicità che provo a leggere i suoi commenti e a sapere che c’è sempre. Grazie! Ad avere questa capacità e facilità nello scrivere anche quando decido di mettermi a scrivere seriamente! A presto!

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