Kaffe och Kanelbullar!

Hej!

Io che continuo ad essere convinta che c´é qualcuno che aspetta i miei post (magari anche con ansia) mi scuso per aver aspettato cosí tanto, ma sono davvero molto stanca ultimamente. L´apprendimento della lingua richiede una quantitá di energie inquantificabile e anche la pigrizia dell´exchange student, con conseguente incapacitá di iniziare una dieta aggiungerei!, svolge un ruolo importante nel non riuscire ad aggiornare spesso il blog. Ma passiamo ai fatti.

Riguardo la scuola ho ricevuto i voti di alcune verifiche e sono molto soddisfatta. Per la verifica di storia, che é stata la prima che ho fatto, metá in svedese e metá in inglese, non ho raggiunto E quindi teoricamente dovrei rifarla per renderla valida, ma essendo qui solo per imparare la lingua non mi importa molto dei voti e vado avanti. Il compito di psicologia che ho fatto interamente in inglese invece l´ho superato con E, e quando la professoressa me l´ha detto le sono quasi scoppiata a ridere in faccia, ero troppo felice! Con spagnolo ho invece preso la mia prima A in una scuola svedese. Il compito era diviso in tre parti: ascolto, scrittura e lettura, e ho preso rispettivamente A-B-A. Anche se so che é stato quasi come fare un compito in italiano sono comunque molto felice. Giovedí avró la verifica di scienze sociali e sto studiando molto, punto a prendere D, ma con molta tranquillitá perché mi piace impegnarmici.

Dopo due mesi qui posso finalmente dire di avere un gruppo di amici con cui stare, anche se non siamo molti. Conosco due ragazze svedesi e una russa e un ragazzo cinese, tutti quanti nella mia classe. Nel gruppo sono quella per cosí dire piú euforica, dal momento che, chi più chi meno, tutti hanno fatto loro la “freddezza scandinava”, ma piano piano si stanno sciogliendo un po´. Dopotutto si sa, con i nordici ci vuole piú tempo per fare amicizia ma sono persone stupende.

Sabato prossimo ci sará la prima festa organizzata dagli studenti della mia scuola in un parco ad Hagfors, la prossima credo sará ad Halloween, spero! Sarebbe un ottimo modo per conoscere gente ed entrare nella “vita svedese” un po´di piú.

Non potró andare a questa festa perché STS ha organizzato il primo camp con tutti gli exchange students a Göteborg. Venerdí prenderó il pullman fino a Karlstad per poi prendere il treno fino a Göteborg e torneró domenica sera. Devo dire che non vedo l´ora di incontrare gli altri ragazzi qui in Svezia e visitare una nuova città, si prospetta un week end davvero impegnativo e bello!

Devo ammettere che ho pensato e ripensato al fatto di annullare il viaggio a Göteborg per andare alla festa della scuola, anche se poi pensandoci meglio sarebbe stata una pura cavolata. Ma pensare che per la prima volta che avrei avuto la possibilitá di conoscere piú gente sarei dovuta invece andare al camp mi aveva un po´rattristito, e purtroppo sono un po´troppo impulsiva con le decisioni a volte. Fatto sta che non vedo l´ora di andare a Göteborg! Ah, tanto per la cronaca, la pronuncia svedese di questa città che in Italia tutti conoscono come Goteburgo é la seguente: iettebori, (e non iettatori come mi corregge wordpress ahahah!)

Sto pensando a come sará il mio rapporto con gli altri quattro italiani in Svezia con STS, a come mi comporterò. Sembra strano sentirlo dire ma quando ti ambienti in un paese con un´altra cultura e nuovi amici il tuo modo di rapportarti con gli altri cambia tantissimo, é come ricrearsi il carattere. E ora é come se mi fossi scordata come mi comportavo in Italia, come facevo battute in romanesco e altre mille cose. Non mi faccio problemi ma semplicemente questa cosa mi ha dato da pensare.

La settimana prossima avró la verifica di matematica che peró per me vale come una verifica di svedese ogni volta che cerco di capire gli esercizi!

Venerdí scorso Jennifer di STS é venuta a casa per fare domande a me e alla mia famiglia e io e Katarina abbiamo preparato i Kanelbullar e io ho fatto delle bruschette al pomodoro (cara Italia quanto mi manchi…). Quando se n´é andata sono entrata su facebook e ho visto che tutti gli exchange students in Svezia avevano pubblicato foto di kanelbullar per festeggiare il 4 ottobre, appunto la festa nazionale delle tradizionali “ciambelline alla cannella”, e io mi sono unita a loro.

Una ragazza che sta facendo l´anno all´estero in Islanda (trovate il suo blog sulla colonna a lato, si chiama Alessia) ha proposto di spedirci cartoline da tutto il mondo per ricordarci sempre di quest´esperienza e raccontarci le nostre avventure. Ad Hagfors le cartoline costano troppo quindi ho deciso di farle in casa con le foto migliori che ho scattato da quando sono qui, e anche se sono cosí pigra da non averle ancora stampate prometto che lo faró, e se volete contribuire scrivete nei commenti il vostro indirizzo o mandatemi un messaggio qui su facebook, https://www.facebook.com/rossella.tatti?ref=tn_tnmn . Ci conto!

Non ho mai bevuto caffé senza latte e senza zucchero in Italia, ma mi ritrovo in Svezia a scolarmi tazze su tazze di caffé amaro, e si, lo amo!

Le prime due ore che sono stata a scuola stamattina erano libere e ho studiato in una delle aule studio. Oggi i ragazzi del terzo anno dovevano provare e ordinare i vestiti per il giorno della graduation (che dite, sono un pochettino in anticipo?) e l´hanno fatto proprio dove ero io. Parliamo dell´importanza che danno alla graduation qui in Svezia, che secondo me é una buona cosa, ma c´é da dire che la Svezia é parecchio americanizzata! Alle 8 sono arrivate delle ragazze che hanno letteralmente allestito un negozio ambulante nella fine del corridoio. Hanno appeso i tipici cappelli da marinaio (studentmössa), felpe, magliette, borse con scritto “student” o altre cose che non ricordo, e il vestito bianco, tra l´altro cortissimo, che indossano le ragazze. Sui tavoli hanno messo una decina di computer dove i ragazzi potevano vedere i vari modelli e ordinare la propria taglia. Il modo in cui la ragazza ha spiegato con precisione tutti i vari modelli di cappelli (ad esempio la percentuale di plastica!) faceva un po´ridere, faceva pensare che non esistesse nient´altro al di fuori di questo, ma secondo me é bello ci sia qualcosa di divertente dopo la fine della scuola.

Questa settimana ho sofferto molto di “shock culturale”, é un disturbo molto diffuso che colpisce gli exchange students dopo un mese circa dalla partenza dal proprio paese, o semplicemente quando si realizza di non essere in vacanza o quando si smette di avere una routine piena di cose diverse da fare e si comincia a vivere una vita piú vicina a quella a cui si era abituati. Fatto sta che lo shock culturale, a volte accompagnato da quello alimentare (che purtroppo ho avuto solo all´inizio dopo essermi praticamente nutrita solo di pane, burro, panna, paté e salsa alla vaniglia, e che é consistito semplicemente in un rifiuto categorico della cucina svedese per quasi una settimana per evitare di essere ricoverata in ospedale ahahah) consiste nell´arrivare a non comprendere e sopportare il nuovo popolo con cui convivrai per un anno. Ció ti porta a parlare male dello svedese medio con i tuoi amici e la tua famiglia (non quella ospitante ovviamente!) per sfogarti un po´, ma nello stesso tempo non li odi, anzi gli vuoi bene piú di quanto non lo faccia con gli italiani, perché per quanto sono freddi sono amichevolissimi, gentili, rispettosi e simpatici, e un po´pazzacchioni!

Fa caldissimo! Due settimane fa quando ci siamo svegliati c´erano -8 gradi, stamattina 12, e fra due settimane dovrebbe iniziare a nevicare!

La mancanza di casa si fa sentire, ma non sempre mi fa essere triste, é difficile spiegarlo, ma é come se ci convivo ora. Ovviamente ci sono stati pianti (finora solo due davvero “pesanti” e un paio “passeggeri”) e momenti in cui non sono molto felice, ma quando parlo con i miei familiari e i miei amici sono felicissima di sentirli, non penso più “oh no, non li chiamo sennó sento ancora di più la nostalgia” e questo é un buon progresso

Qui in Svezia mi sto accorgendo di come il tempo stia passando in fretta e di come mi mancheranno gli amici che ho qui, anche se ne ho pochi per ora, e la routine con tutte le piccole cose alle quali mi sono già affezionata, come il caffè amaro, bere il te con la mia famiglia ospitante prima di andare a dormire e parlare insieme per ore, o cenare alle 4 e mezza appena tornata a da scuola. Immagino giá ora come sapró riempire le mie giornate in modo migliore quando torneró in Italia.

Forse qualcuno che mi legge crede che non stia vivendo un´esperienza meravigliosa perché ancora non ho molti amici e non ho ancora molto da fare, ma non é assolutamente così! Sebbene mi manchino ancora certe felicitá che avevo in Italia, ce la sto mettendo tutta per integrarmi e gli sforzi che faccio e gli obiettivi che raggiungo ogni giorno valgono piú di due anni in Italia. Mi sto rendendo conto dell´importanza delle piccole cose e so che quando torneró saró diversa, come giá mi sento ora, e alcune cose di me che avró un po´modificato mi mancheranno, ma ricordate sempre che non bisogna mai guardare al passato perché ció che ci aspetta domani potrá essere migliore di quello che abbiamo oggi o avevamo ieri e che non possiamo cambiare.

Un libro che vorrei leggere quando finiró Tusen strålande solar (mille splendidi soli in svedese) é “Kafka sulla spiaggia” di Murakami Haruki, l´autore di “Norwegian Wood”, libro semplicemente stupendo. Ho letto alcune frasi di “Kafka sulla spiaggia” e sembra parli di noi exchange students, ma prima ho tantissimi libri italiani da leggere che mi sono portata da Roma. Non vedo l´ora di leggere i thriller di Jo Nesbø in una giornata invernale con la neve fuori e calarmi totalmente nell´atmosfera.

Ringrazio gli amici che mi seguono spesso qui, ora non so se voi quattro lettrici accanite del mio blog che sto per salutare leggerete anche questo post ma vi mando un carrello di baci ( o per stare in tema, una slitta!). Mi mancate tanto Agnese, Tonia, Co e Gio! (=

Fate un salto sulla pagina delle foto che continuo sempre ad aggiornare, ci sentiamo la prossima settimana con il racconto del camp di Göteborg e tante nuove foto.

Vi condivido la “lettera all´Italia” che ha scritto un´exchange student e che ha fatto commuovere tutti quanti noi che siamo all´estero, compresa me. Lasciatevi trascinare dalla lettura…e buona lettura!

http://chiaraturci96.wordpress.com/2013/10/02/allitalia/

Godnatt!

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