Mi ero scordata di mettere un titolo, ora ho risolto

Quasi un mese che non scrivo in italiano, é arrivato il momento di farlo!

Questa settimana é stata piena di cambiamenti e decisamente la piú bella settimana che abbia mai avuto finora, insieme a quella del viaggio Interrail. Appena tornata dal viaggio lo scorso sabato il mio umore é crollato pensando che avrei dovuto ricominciare scuola continuando a non avere amici e passando le giornate come una lastra di vetro. Convinta del fatto che le cose non sarebbero potute cambiare dopo due mesi e mezzo in questa situazione statica ho pensato che le cose sarebbero dovute cambiare in qualche modo, ed ero arrivata addirittura a pensare di cambiare scuola e andare a Karlstad. Ció avrebbe incluso lo svegliarsi alle 5,30 e stare ogni giorno 4 ore su un bus. Sono stata due giorni a piangere e parlare con la mia famiglia ospitante e la mia vera famiglia, e alla fine sono arrivata alla conclusione di prendere alcune classi nel terzo anno in modo da conoscere piú gente con piú interessi simili ai miei. Durante la settimana peró ho parlato con la mia tutor che mi ha suggerito di prendere alcune lezioni nel programma dove si trovano i miei compagni di spagnolo, dato che sono molto piú aperti e con cui mi trovo bene. In due giorni ho lavorato sodo per progettarmi un nuovo orario e da ieri sono ufficialmente nel programma che si chiama “naturkunskap” ma dove non studiano scienze naturali (strana la Svezia vero?!).

In questo modo ho avuto la possibilitá di scegliere piú lingue da studiare che é una cosa che ho sempre amato fare. Sono nella classe di spagnolo 3, francese 3, inglese 5 e inglese 7, che é il corso dove si studia per prendere il CAE verso marzo, quindi la cosa é molto impegnativa. Per quanto possa sembrare strano, sto trovando piú difficoltá a studiare lo spagnolo che il francese, che tra l´altro non ho mai studiato. Il motivo che mi é venuto in mente é forse legato all´armonia della lingua. Lo svedese ha un ritmo molto rilassante che assomiglia piú a quello del francese che non a quello dello spagnolo, lingua molto spigolosa rispetto allo svedese. Per il resto, non so realmente come stia funzionando il mio cervello ora, ma dopo aver studiato lo svedese, imparare le lingue mi viene facilissimo!

La scuola svedese é pesantissima. All´inizio dell´anno quando non capivo nulla e non potevo studiare molto bene non mi rendevo conto di quanti compiti ci sono da fare, e soprattutto di quante verifiche hanno. Dato lo stress che ero arrivata a sopportare ho deciso di smettere di fare verifiche e ricominciare all´inizio del prossimo periodo scolastico, quando la conoscenza della lingua sará a un livello accettabile.

Domenica scorsa ho iniziato a parlare svedese, i miei genitori ospitanti mi guardavano con una faccia sconvolta e io ero felicissima. Il difficile passo del buttarsi a parlare una lingua nuova l´ho fatto, ora devo solo accumulare centinaia di parole nuove da usare.

Tra un post e l´altro forse si é perso il motivo per cui non mi sono trovata molto bene nella mia vecchia classe, quindi ora ve lo rispiego. Nella classe di scienze sociali, dove tra l´altro si studiava anche psicologia che a me piace molto e che ho dovuto abbandonare, tutti tranne quattro o cinque studenti giocavano a floorball, gioco nazionale con il quale i bambini vengono “allevati” da quando hanno cinque anni, se non di meno. Molti ragazzi si sono trasferiti senza le famiglie per studiare ed allenarsi, e vivono insieme negli appartamenti vicini alla scuola. Non che io non abbia la massima stima per loro che si allenano due volte al giorno e studiano uno dei programmi piú pesanti della scuola, ma la loro vita é fatta solo di questo, i loro amici sono quelli della squadra e non hanno né il tempo, né la forza né forse la voglia di conoscere gente nuova.

Il problema é che fino alla crisi che ho avuto nello scorso week-end quello che credo sia successo é che ho sempre cercato di nascondere questo problema, forse pensando che se avessi fatto così (anche se é successo inconsciamente) forse le cose sarebbero migliorate, e che avrei soltanto avuto bisogno di tempo, ma poi ho realizzato che davvero le cose non sarebbero potute cambiare dall´esterno e avrei dovuto fare qualcosa di concreto per cambiarle.

Fatto sta che ora sto benissimo, ho gente con cui stare tutto il giorno e pranzare, con cui parlare e migliorare il mio svedese.

Sabato sono andata a scuola perché era il giorno della “öppet hus” ovvero quando si presentano i programmi ai futuri alunni. L´indirizzo musicale aveva organizzato un piccolo concerto con la band all´ingresso della scuola e nei corridoi venivano presentate le varie opportunitá di studio e sport (ebbene si, ovviamente non mancava la squadra di floorball!). Tutto questo in un ambiente rilassatissimo e felice, e pensare che tutti erano tristi di dover andare a scuola sabato. Non c´entrava nulla con lo studio ed é stata una buona occasione per parlare con un po´di gente!

Finita la presentazione la mia famiglia mi é venuta a prendere in macchina per andare a Karlstad a fare shopping. Ho trovato un cappotto invernale che mi sono fatta mettere da parte e che compreró sabato quando torneró a Karlstad con Rebecca, la mia amica con cui vado in classe insieme (prima uscita con un´amica svedese tra l´altro, momenti da ricordare!). A Karlstad siamo andati in un negozio per comprare cose di Natale per iniziare a decorare la casa e preparare i regali (ebbene si, a Roma fanno ancora 20 gradi e noi qui iniziamo giá a prepararci al Natale, amo la Svezia). Con l´arrivo del buio e la preparazione al Natale tutto é chiaro, ecco come non si deprimono gli svedesi con tutto questo buio e questo freddo. L´atmosfera casalinga che si respira a partire da novembre é stupenda, é vero, alle 16,30 é giá buio, ma si sta insieme e si accendono tantissime candele, e si arriva alle nove di sera appunto preparandosi al Natale, cucinando biscotti e sentendo il rumore della legna che scricchiola nel camino, e perché no, aspettando la neve con ansia, uno dei pochi motivi per cui vale la pena sopravvivere con -30 gradi! Quest´anno sta facendo molto caldo (anche se ieri mattina facevano -8 gradi), e la neve tarda ad arrivare, ma sta anche piovendo molto e l´aria piano piano si sta rinfrescando, quindi spero che giá agli inizi di dicembre la neve rimanga a terra per fare tanti pupazzi di neve, preparare pepparkakor e kanelbullar, continuare a prepararsi al Natale e leggere a lume di candela nella propria camera.

Domenica mi sono riposata e dopo pranzo sono andata a fare una passeggiata con Micael (non impareró mai ad orientarmi nella foresta!) promettendomi di farlo piú spesso. Fino ad oggi pensavo di mettermi a dieta prima di Natale e poi ricominciarla dopo Natale, ma poi ho cercato di essere piú realista facendomi un sacco di risate sopra. Come posso pretendere di dimagrire quando a scuola la professoressa di spagnolo ti offre pezzi di torta al cioccolato e kanellbullar avanzati dal giorno della öppet hus, e poi ancora quando ti ritrovi a “dover accettare” la soda al mirtillo o lo julmust (bevanda svedese che si chiama “mosto di Natale” uguale alla Coca-Cola ma al gusto di mirtillo, che viene stravenduta soprattutto durante Natale), o la tua mamma ospitante cucina quattro piatti diversi per il giorno della festa del papá (domenica 10 novembre) e te collabori insieme alla sorella ospitante preparando le chockladbollar al  cocco o allo zucchero!

Insomma, ho deciso che la dieta la inizio direttamente a marzo, quando le giornate ormai saranno lunghe e inizieró di nuovo ad andare a scuola in bici, anche se molto probabilmente saró depressa perché mancheranno solo tre mesi alla mia partenza, ma vabbé ce la potró fare, le alci non vanno molto di moda in Italia 😀

Oggi a scuola era il värdegrundsdag, ovvero “il giorno del valore” dove si é parlato dell´uguaglianza e siamo andati a vedere un film che si chiama “Freedom writers” che consiglio a tutti di vedere.

Al ritorno abbiamo pranzato e poi nell´aula magna abbiamo sentito un comico che ha parlato mezz´ora del razzismo, dei campi di concentramento ebrei e altro che non so dirvi con precisione. Sono riuscita a capire molte cose ma quando perdi una sola frase diventa difficilissimo collegare tutto quanto. Invece per quanto riguarda il film é andata benissimo. In Svezia i film non vengono doppiati e vengono visti in lingua originale con i sottotitoli, e sono riuscita a capire davvero tante cose, come se il testo fosse stato in inglese, men va bra!

La mia svedesizzazione sta per essere completata, ormai mi viene automatico dire “precis”, “just det”, “ja-ha” e mi manca solo “absolut” da assorbire. Adoro il fatto che hanno un modo tutto loro di parlare.

Durante queste settimane ho incontrato persone fantastiche, gli svedesi sono persone fantastiche. È vero, sono freddissimi all´inizio, ovvero cosí li definiamo noi italiani per quanto sono diversi da noi, ma in veritá sono solo timidi e intimoriti dal parlare inglese e buttarsi a parlare con una persona nuova, anche perché non vogliono disturbarla. Ma ho sempre trovato gente pronta ad aiutarmi a trovare amici e che si é resa disponibile a parlare e “farsi conoscere di più” giá dalla prima volta che ci ho parlato insieme, e questo ti fa capire quanto ci tengono alle altre persone.

Ieri sono andata nella classe di spagnolo 3 e alcune ragazze della mia vecchia classe si sono sedute accanto a me, cosa che non succede mai in Svezia se non ci si conosce. Quando ho sentito che avevano bisogno di aiuto su qualche parola in spagnolo le ho aiutate traducendo direttamente in svedese, e ora ho due ragazze in piú da salutare, piccoli raggiungimenti. Curioso che appena ho cambiato classe qualcosa é cambiato con gli ex compagni, ma non é tanto improvvisa come cosa, l´avevo messo in conto, perché é come se dopo due mesi e mezzo tutto si era stabilizzato, e con questo cambiamento c´é stata una seconda novitá per loro, troppo abituati alla stessa vita scuola/floorball. Quindi ora conosco semplicemente piú gente, e la cosa va assai bene!

Finalmente mi sono messa al pari con gli aggiornamenti, cosa che volevo fare da tanto!, e posso dedicarmi ai propositi per le prossime settimane, ovvero:

-riordinare la stanza, fra un po´quando mi verranno a svegliare non mi vedranno piú, saró sommersa dai miei vestiti e dalle tavolette di cioccolata che ho comprato per i miei parenti!

-riuscire a finire di leggere il libro di inglese 5 e iniziare quello di inglese 7 (Emma di Jane Austen)

-andare ad Ikea e centri commerciali vari per i regali e le decorazioni natalizie, sentire l´atmosfera girando anche nei mercati natalizi.

-prepararsi “vestiariamente” all´inverno, comprare il cappotto invernale e incrociare le dita perché la neve arrivi al piú presto (dicono che la settimana prossima dovrebbe nevicare!)

-spedire le cartoline agli exchange che l´hanno fatto prima di me

– e infine, cercare il modo di riuscire a riposarmi e avere energie durante la giornata. Vado a dormire alle 21,30 e mi sveglio alle 6.45 e barcollo come uno zombie, c´é qualquadra che non cosa!

Con il coro dove canto con Katarina la prima domenica di avvento avremo un concerto nella bystuga, cottage a disposizione di tutto il vicinato per fare feste e incontri e che viene anche affittato (spero di fare la festa dei miei diciotto anni li) e canteró  una strofa in italiano di un pezzo che esiste anche in svedese, ovvero “Helga natt”.

Un pezzo che cantiamo di cui mi sono innamorata si chiama “När kommer tomten”. Tomten significa gnomo, e jultomten significa gnomo di Natale, ma ho trovato su internet che la parola tomten si riferisce anche a una creatura mitologica nordica, quindi non so dire di piú. (Ok, la mia stupiditá ha raggiunto livelli indescrivibili, lo gnomo È una creatura mitologica, stendiamo un velo pietoso ahahah). Questo é il testo della canzone e ció che traduco é quello che riesco realmente a capire 🙂

När kommer tomten? Snart kommer tomten!

Quando arriva lo gnomo? Lo gnomo arriva tra poco!

Titta! Här är listan över allt som vi vill ha:

Guarda! Qui c´é la lista di tutto quello che vogliamo ricevere:

Vi vill ha skridskor, en häst och en rymdraket,

Vogliamo dei pattini da ghiaccio, un cavallo e un razzo spaziale

gröna små monster och helst inga mjuka paket.

Femton soldater! Och vad sen?

Quindici soldati! E cosa poi?

Femton till! Utav tenn!

Quindici ancora! Senza barattolo!

Fredliga ska dom va förstås,

krigar ej och slåss

Sen har vi önskat en orm och en lurvig björn,

fjärrstyrda bilar, en påse med solrosefrön,

bussar och tåg som går på räls

autobus e treni che vanno sui binari

en fetlagd katt med blommig päls,

ett jättelikt tält, en cirkusdvärg en burk med rutig färg.

Ge oss en dator och böcker om äventyr,

en skär alligator om den inte är alltför dyr.

Vad tror du finns i ditt paket? Ja jag vet! En trumpet!

Cosa credi ci sia nel tuo pacchetto? Si lo so! Una tromba!

Nå´t man kan slå med svaj och darr?

Va bra en elgitarr!

Va bene una chitarra elettrica!

Kanske ett pussel, ett spel och en lyxig tvål,

täljkniv och senaste skivan med våran idol,

soldater av tenn, det har vi sagt, en indian med fjäderprakt.

soldati di stagno

Kanske du får om du har tur ett munspel stämt i dur.

Jag äta middagen med min familjen nu, vi hörs!

Hej då!

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