Look back and restart!

31 dicembre 2013

Per un anno come questo ci vuole un post finale dello stesso peso.

Stop

Ho smesso di scrivere il post che ho appena pubblicato perché era semplicemente vuoto. Vuoto di emozioni, di parole, semplicemente parole che sembravano capitate a caso sul post senza un vero legame tra di loro. Anche se é vero che le cose capitate a caso sono le migliori. E forse questo é il motivo per il quale quando penso troppo a cosa scrivere sul blog, alla fine non arrivo a niente. Ora cercheró di far scorrere pensieri ed emozioni qui, senza sosta, come un fiume in piena, mettendo da parte ció che é successo fino ad ora, i risentimenti per le cose non fatte, scrivendo solo delle cose piú profonde che sono avvenute nella mia testa e che mi hanno cambiata particolarmente.

Apro una porta verso l´anno che sta per venire. Un anno che voglio sia ancora migliore di quello che passerá, e ció sará davvero difficile, o forse facile. Intendo che in “soli” quattro mesi sono cambiata tantissimo, a volte mi sento triste semplicemente pensando a come sono cambiata e come vivró diversamente quando fra sei mesi torneró a casa. Come non potró piú provare le stesse emozioni che giá mi mancano, perché so che sará cosí. Mi sento una persona completamente diversa, mi sento piú aperta al mondo che ci circonda, alle diversitá che ci sono muovendosi anche solamente in Europa, per quanto la globalizzazione abbia reso tutto cosí vicino negli ultimi anni. C´é chi dice che la difficoltá é andare in America, solo perché c´é un oceano di distanza, e qualche centinaia di chilometri in piú. Ma dopo quattro mesi posso assicurare a chiunque che le prime difficoltá che si incontrano non riguardano solamente la differenza culturale, che ovviamente é grande attraversando tutta l´Europa per raggiungerne quasi la fine, in Scandinavia.

Tutti gli ostacoli che non riguardano direttamente il cambio di cultura, come vivere in una nuova famiglia, incontrare nuove persone, costruire amicizie concrete, scoprire di piú su se stessi, sono ostacoli che si possono incontrare anche trasferendosi semplicemente 10 km di distanza, in una nuova scuola, un nuovo quartiere, un appartamento in cui vivere da soli, e il fatto che l´esperienza venga vissuta in Europa o in America non influenza assolutamente il modo di affrontare questi piccoli grandi problemi.

Una gran parte delle difficoltá che ho incontrato ha riguardato lo stare da sola, il non avere lo stesso affetto della famiglia, dei parenti e degli amici, che se pure trovi qualcuno disposto a volerlo imitare, non sará mai lo stesso. Un´altra parte riguarda il vivere insieme ad una famiglia diversa, con una sorella e un fratello piú piccoli, delle regole diverse, “dettate” comunque da una diversa cultura. Un´altra parte ancora riguarda il cibo, al quale credo non saró mai capace di abituarmi completamente nemmeno nei sei mesi che verranno. Svedesi e italiani hanno semplicemente un modo opposto di vedere il cibo. Gli svedesi mangiano quando hanno fame, non danno troppa importanza al cibo, aggiungono sempre crema da cucina ovunque e mettono il burro salato sui panini. Non hanno orari fissi per i pasti. La mia famiglia ancora non si é abituata al fatto che a volte mi siedo al tavolo solo per parlare con loro anche se non voglio mangiare. Gli svedesi aggiungono il ketchup alla pasta, e la cuociono per ore, magari aggiungendoci anche il latte. Gli svedesi usano sempre il coltello per mangiare, anche se non c´é niente da tagliare, ma lo usano per accompagnarsi le cose alla bocca. Gli svedesi non si riempiono se il piatto non é principalmente composto da proteine. Gli svedesi aggiungono sempre tantissimo sale. Le uova sodo le aprono con il cucchiaino, non con le mani. Sono quasi schifati dal cibo, quando qualcosa di mangiabile gli va sulle dita iniziano a impanicarsi fissandosi le mani e cercando un tovagliolo, che intelligentemente non mettono mai sulla tavola.

Il fatto é che dopo quattro mesi e mezzo sono metá svedese e metá italiana. So che sarebbe difficile riabituarsi a vivere all´italiana anche solo se tornassi a Roma domani. A volte i comportamenti degli svedesi mi sembrano assurdi, a volte mi ci rispecchio. Ma ogni paio di mesi le energie per affrontare ogni giorno tutte queste differenze crollano, ed é li che ci sono i momenti di voglia di tornare a casa, perché l´Italia mi manca davvero tanto, la sto rivalutando piú di quanto mi sarei aspettata, anzi, non mi sarei proprio immaginata di ritrovarmi a rivalutare l´Italia. Dopo un paio di giorni mi ricarico e riesco ad affrontare le differenze, e ció significa che riesco a vederle come routine quotidiana e non sono piú differenze, ma semplicemente costituiscono un´altra cultura.

L´altro ieri ho messo gli sci da slalom per la prima volta. Ho imparato abbastanza in fretta perché la tecnica é molto simile a quella dei pattini in linea. Siamo andati a sciare a Trysil, in Norvegia, a due ore e mezza da casa. È stato divertentissimo e non troppo faticoso. La prima cosa divertente é stata lo skilift. Non avendo mai fatto slalom non ho mai preso lo skilift, e forse c´é qualcuno tra chi sta leggendo che avrá giá capito cosa ho combinato. Ebbene si, credevo che ci si dovesse sedere, quindi sono caduta, non riuscivo a rialzarmi, e quando mi sono rialzata sono caduta di nuovo. Piú tardi ho scoperto che con la mia caduta ho fermato tutto lo skilift che arrivava in cima alla montagna, come precauzione, ma per fortuna capita abbastanza spesso.

Mentre ero sullo skilift inizio a tirare la corda e scopro che va piú veloce per qualche secondo (piccoli divertimenti sulla neve ahahah) ma ad un certo punto lo skilift si blocca perché qualcuno era caduto salendo sopra, come scopriró dopo era successo anche quando ero caduta io, e mi sono impanicata pensando di essere stato io a bloccarlo ahah

Fatto sta che mi sono allenata con Katarina sulla pista verde, cioé quella base ed é andata abbastanza bene. Dopo tre quattro volte andiamo a mangiare e poi prendiamo la seggiovia per sciare sulla pista blu. Non l´avessi mai fatto! Partita felicissima ho iniziato a prendere tantissima velocitá e urlavo a Micael che stava vicino a me “Vad ska jag göraaaaaa?!?!!! Micael hjälp miggg!!!!” senza ricevere grandi risposte, e ho deciso quindi di cadere CONSAPEVOLMENTE e fare una bella rotolata sulla calda neve. Sono scoppiata a ridere e Micael mi ha raggiunta piegato in due dalle risate e io che dicevo ridendo: “dovevi dirmi qualcosa, ero impanicatissima!!!!”. È stato molto divertente, ma poi quando mi sono rialzata mi é venuta un po´di paura e continuare é stato un po´difficile, quindi abbiamo preso la pista verde per continuare a scendere a valle e Rebecca mi ha insegnato altre cose. Abbiamo sciato come si fa con i bambini tenendo i bastoncini in orizzontale ed é stato davvero utile. Ora riesco a sciare su discese piccole come se pattinassi.

Un paio di cose che volevo scrivere sugli svedesi:

La prima é che non si lavano i denti tre volte al giorno, ma solo due. Giuro che non capisco perché i loro denti sono cosí perfetti, dato che mangiano anche tantissimi dolci. Mi hanno raccontato che qualche decennio fa a scuola distribuivano fluoro, cosa che ora non succede piú.

Il motivo per cui sono cosí timidi da quello che ho potuto osservare é che giá da piccoli non vengono stimolati cosí tanto. I genitori quasi non baciano o giocano “faccia a faccia” con i neonati, e questo é abbastanza triste secondo me.

Sono tutti amanti della natura e dello sport, tutti aspirano ad essere in forma e non solo ad essere magri. Secondo una mia tesi hanno le ossa piccole perché mangiano pochissimi carboidrati, o almeno mangiano tantissime proteine!

Prima di venire qui credevo che cenassero presto per via della luce, ma poi ho scoperto che lo fanno perché dopo scuola o lavoro hanno fame, e perché bisogna lasciare un po´di tempo per digerire prima di andare a dormire.

Quest´anno ho imparato a sciare, ho migliorato il mio inglese, fatto spazio nella mia testa ad una nuova lingua, ad un nuovo modo di fare amicizie, di approcciare con la gente, ad essere seria quando non c´é assolutamente bisogno di sorridere troppo o essere troppo disponibile, ho usato per la prima volta una mountain bike, ho fatto la sauna per la prima volta e poi sono uscita quando fuori facevano 0 gradi, ho pianto senza un motivo “apparente”, ho pensato di non riuscire in qualcosa quando la situazione era invece dietro l´angolo, mi sono spremuta il cervello per avere nuove idee per approcciare con i “freddi ma calorosi” svedesi, ho fatto il mio primo regalo di Natale svedese ad un´amica speciale, ho scoperto che il francese per certi versi é piú vicino all´italiano di come non lo sia lo spagnolo, ho perso completamente la mia capacitá di studiare lingue dal lato grammaticale, essendomi resa conto che il modo migliore, almeno per me, di imparare lingue, é ascoltare e leggere in lingua. I primi giorni mi alzavo alle 5 perché il sole sorgeva prestissimo, e cercavo senza risultati di riaddormentarmi. Un mese dopo rimpiangevo quelle mattine. So di sentirmi a casa se decidessi di andare in un qualsiasi posto diverso dall´Italia o dalla Svezia. Ho preso l´aereo da sola per la prima volta. Ho visitato una cittá da sola, semplicemente avendo una mezza carta e una macchina fotografica, e chiesto informazioni a una signora svedese che per prima mi ha chiesto se desideravo aiuto (penserete, chissá che faccia sconvolta che avrai avuto, ma in Svezia si accorgono delle piccole cose, ed é bastata una cartina in mano, uno scambio di sguardi, e il trovarmi in un posto dove non vanno proprio tutti i turisti, ovvero un ponte di legno davvero bello vicino al quale passa un treno). Mi sono accorta di quanto le barriere culturali possano dividere ma anche unire. Ho scoperto che l´islandese che mi sembrava una lingua assurda come il finlandese, alla fine ha molto in comune con lo svedese. Ho visto tre partite di hockey sul ghiaccio fino ad ora. Ho parlato con persone sconosciute come se le conoscessi da sempre, perché questo é essere svedesi. Ho rivalutato il tempo svedese, si fino a novembre! Ho amato la luce del sole che filtra tra i boschi di betulle. Ho visto paesaggi da cartolina. Ho attraversato il sessantaseiesimo parallelo nord. Ho conosciuto il floorball. Ho pedalato per 90 km in 3 ore e mezza. Sono riuscita a tradurre i nomi di alcuni mobili IKEA. Ho assaggiato il kaviar. Ho fatto foto e chiesto autografi a decine di atleti svedesi. Ho mandato e ricevuto cartoline verso/da tutto il mondo, scambiando racconti di esperienze con alti exchange students italiani. Ho iniziato a capire il norvegese, e a capire quando qualcuno parla norvegese. Ho deciso che il danese é una lingua da ubriaconi. Ho visitato Danimarca e Norvegia per la prima volta. Ho mangiato solo dolci per due giorni. Ho sfatato tanti pregiudizi, sulla cultura svedese e su altre, perché non esiste qualcosa di buono o cattivo, migliore o peggiore, ma semplicemente diverso dalla propria cultura. Perché quello che siamo dovrebbe essere migliore di quello che gli altri sono? Ho sentito la puzza delle fabbriche che producono carta. Sono diventata quasi una ragazza di campagna, con il suo lato oscuro da cittadina. Ho presentato le mie tradizioni natalizie alla classe svedese di spagnolo, registrando la mia voce e scrivendo in inglese, consapevole del fatto che non mi avrebbero presa in giro. Ho visto il sole tramontare alle tre meno dieci. Ho imparato a sopportare il freddo. Ho cantato in italiano davanti ad un pubblico svedese. Mi sono svegliata speranzosa di vedere il paesaggio imbiancato, e sono rimasta accecata dal biancore appena alzata la tenda della finestra della mia stanza. Ho mangiato tutto il cibo natalizio che si possa mangiare in Svezia. Ho fatto mia la lingua inglese, come se fosse davvero la mia lingua, nonostante non conosco tutte le parole che esistano, e quando qualcuno non sa qualche parola che dico in un primo momento il mio cervello é come annoiato, perché é come se qualcuno non capisse parlando la stessa lingua madre, difficile da spiegare, spero qualcuno abbia capito cosa intendo. Ho bevuto glögg e mangiato pepparkaka. Sono ingrassata! Ho rivalutato il mio paese, rivalutato molti “amici” italiani, sia in modo positivo che negativo. Rivedo le foto per fare il punto della situazione, per raccontare di piú, ma una parte del mio cambiamento é inspiegabile, e so che nessuno riuscirá a capirlo completamente, é una soddisfazione che devo trovare in me stessa, rinunciando all´obiettivo di riuscire a spiegarla completamente a tutti, perché sarebbe impossibile. Non sapevo a cosa andavo incontro quando ero in aereoporto a Roma, non me ne sono resa conto nemmeno quando sono arrivata all´aereoporto Arlanda di Stoccolma. Tutto sembrava cosí ovattato, io mezza stordita dal volo percepivo tutto cosí silenzioso nell´aereoporto, forse piú silenzioso di come effettivamente era. Ma sapevo che ero in Svezia e li per li dicevo, eccomi arrivata in un posto dove nessuno si spinge o urla per riuscire a prendere il proprio bagaglio, dove ti fanno passare appena ti vedono avvicinarti al nastro dei bagagli, dove i bagagli arrivano dopo 15 minuti dall´atterraggio del tuo aereo, giusto il tempo per andare al bagno, bere dell´acqua e fare il punto della situazione e sei fuori ad incontrare la tua famiglia. Come dicevo, non ho realizzato né il 15 agosto, né una settimana dopo e via dicendo. Credo di essermi resa conto di cosa stavo facendo e di aver iniziato a prendere decisioni sensate dopo un mese e mezzo. Come potrei quindi pretendere che qualcuno capisca a pieno cosa abbia significato per me? A quelli che stanno partendo in questo periodo o stanno pensando di intraprendere questa esperienza dico semplicemente di vivere ogni singolo momento che verrá prima della partenza, perché non lo riavrete mai piú indietro. Tornerete cambiati e quelle sensazioni saranno ridotte, altre amplificate, ma mai piú le stesse.

Uno dei ricordi piú belli di quest´anno é stao l´incontro a Göteborg con gli altri studenti STS. Siamo arrivati distrutti nel pomeriggio nella sede STS di una cittá stupenda, e abbiamo iniziato a parlare come se ci conoscessimo da sempre. L´aiuto degli australiani, neozelandesi e canadesi é stato indispensabile, con la loro apertura alle nuove persone che in Italia é off limit, per quanto si dice tanto che gli italiani sono un popolo aperto! C´erano divani e sedie e loro hanno iniziato a parlare con tutti e poi quando non c´era piú niente da dire cambiavano posto per conoscere nuova gente. E cosí anche noi italiani li abbiamo imitati. Tornare a casa é stata dura dopo il camp, ritrovarmi la sola italiana in mezzo a soli svedesi, dopo aver passato quasi tre giorni in compagnia di decine di culture diverse é stato difficile, ed é stata una prova che sono riuscita a superare.

Spero che questa lista sia stata divertente da leggere ed abbia dato piú speranza a qualcuno per il prossimo anno, magari a qualche exchange student che non si trova ancora benissimo e spera in un miglioramento o semplicemente a gente che spera in un cambiamento!

È stato il mio modo di augurarvi un buon anno nuovo, che questo duemilaquattordici porti felicitá a tutti, e magari un po´di neve da queste parti, dato che sembra che quest´anno sia l´anno “senza inverno” che capita ogni dieci anni. Andiamo bene!

Ora devo andare a finire di preparare le lenticchie per la mia famiglia ospitante e alcuni amici che verranno a cena per festeggiare l´anno nuovo. Le mangeremo a mezzanotte e sará un Capodanno completamente diverso.

È stato bello riassumere ció che ho fatto e provato durante questi lunghissimi ed emozionantissimi quattro mesi, ma non puó esistere un post dell´ultimo dell´anno senza una lista di buoni propositi.

1: impegnarmi al massimo per conoscere piú gente

2: iniziare a nuotare due volte a settimana dopo scuola, nella piscina che si trova a scuola ma che non é solo della scuola

3: dimagrire, usando la tecnica svedese del “mangia quando hai fame”

4: impegnarmi con lo svedese

5: staccare completamente i contatti con l´Italia

6: essere aperta mentalmente il piú possibile

7: non pensare all´Italia

Come ho detto, cercheró di tagliare i contatti con l´Italia, quindi se volete contattarmi potete farlo sul blog, magari dando uno sguardo anche al mio profilo Flickr, Goodreads o Anobii. Al piú presto toglieró le foto dal blog lasciando solo quelle che mi piacciono di piú e trasferiró tutto su flickr.

Per ora e tutto, non mi resta nient´altro da dire. Ops, realizzo ora che da domani potró rispondere a chi mi chiede quando torni? semplicemente dicendo: quest´anno!

Semplicemente, un buon anno a tutti, e buona serata!!!

Hej då e grazie per le 6000 visualizzazioni 🙂

Två dagar kvar till Julafton, guardare indietro. Quick guide to survive from Christmas, for novice exchange students

22 dicembre 2013

Finalmente sono riuscita a scrivere. L´ultimo post risale all´8 dicembre, TROPPO TEMPO!

Ogni giorno vorrei scrivere tantissimo, ma poi mi ritrovo a fare cose inutili o a leggere libri in italiano e il tempo se ne va. Ah, a proposito! Qui il tempo tornata da scuola vola! Sará perché ceniamo alle cinque e mezza o perché andiamo a dormire abbastanza presto, e devo darmi da fare per sfruttare sempre al meglio ogni momento 🙂

Diciamo che non ho molta voglia di scrivere, anche se le cose da raccontare sarebbero tantissime, peró scrivo per ricordarmi di questo periodo e per far fluire le mie emozioni. Natale é sempre stato definito dagli exchange come il periodo piú triste, piú strano, piú incasinato per quanto riguarda emozioni e pensieri. Non c´é nulla di piú vero! Ma nonostante la tristezza enorme che arriva automaticamente quando si finisce scuola e si dice ciao agli amici che ci si é riusciti a conquistare dopo mesi di tentativi, questo periodo é quello di cui non mi dimenticheró mai. È un punto di arrivo, come una frontiera all´inizio di un lungo viaggio. Ti fermi, controlli se hai tutto il necessario per andare dall´altra parte, mostri i tuoi documenti e vai, lasciandoti alle spalle esperienze di cui non ti vorresti mai liberare e altre che vorresti non aver mai vissuto; lasciando la tua famiglia, amici e cose familiari  delle quali non avevi davvero pensato avresti sentito cosí tanto la mancanza. Questo é quello che succede a Natale. Cerchi di fare ordine nella tua testa, tra pensieri, esperienze fatte fino ad ora e propositi per l´anno nuovo, cercando di prendere il meglio e soprattutto di capire quale strada prendere in futuro, se quello che hai fatto fino ad ora é stata la cosa giusta o no. Ma la cosa migliore é non guardarsi troppo alle spalle e soprattutto non pensare troppo!

L´8 dicembre é venuta giú un po´di neve, anche se nulla di che purtroppo. La sera siamo andati a uno Julbord, che é un posto dove si mangia quanto si vuole tutte i piatti tradizionali svedesi del Natale. Al ritorno abbiamo fatto una passeggiata sulla neve per alleggerirci un po´.

Il giorno prima di Santa Lucia abbiamo preparato biscotti allo zenzero e Saffransbullar o meglio “Lussekatter”, sorseggiando caldi bicchieri di glögg con uvetta passa e mandorle immerse dentro.

Il giorno dopo é stato S.Lucia. A scuola la mattina c´é stato il “treno di S.Lucia” dei ragazzi delle elementari e delle medie, che consiste nel cantare canzoni tradizionali natalizie vestiti da angeli, babbo Natale (tomten) e una ragazza vestita da S.Lucia con una corona di candele sulla testa. Tutto questo non ha niente a che vedere con la religione nonostante gli svedesi siano orgogliosi di dire “Lucia tåg” ma é una festa per illuminare il giorno piú corto dell´anno. Teoricamente il giorno con meno luce dovrebbe essere il 21 dicembre (evvai le giornate si stanno giá allungando!!!!!!) ma é un´antica tradizione, e ha a che vedere con i diversi calendari utilizzati nei secoli.

Bando alle ciance! Dopo scuola sono andata in chiesa dove piú tardi é venuta la mia nonna ospitante e Katarina e Micael, per vedere Rebecca che cantava nel treno di Lucia.

Nel week end sono venute le due sorelle di Katarina da Stoccolma. Una di loro ha una bambina di cinque settimane e l´altra una di un anno e mezzo. È stato bello avere dei bambini piccoli a casa anche perché la mia cugina italiana mi manca molto, e i bambini piccoli ti fanno affezionare a loro dopo pochi istanti!

Ieri a scuola gli insegnanti del liceo hanno fatto nel teatro un piccolo cabaret recitando e ballando, sono dei grandi! In una delle prime scene imitavano gli alunni che chiedono sempre “cosa c´é per pranzo oggi?”, “ho scordato il libro, me lo vai a prendere?” oppure “che dici mi serve la matita e la gomma oggi?”. È stato davvero divertente!

Io e Rebecca ci siamo scambiati i regali di Natale, e nei corridoi era pieno di gente sui tavoli o sui divani che scartava regali, davanti a finestre illuminate dai candelabri natalizi o dalle stelle luminose, il tutto quasi completamente al buio fino alle 10 di mattina!

Comunque felicitá! Ieri é stato il giorno piú corto dell´anno e finalmente le giornate inizieranno ad allungarsi!

Ieri sono andata a Karlstad con Rebecca e Micael per comprare il famoso “Julskinka” il prosciutto di Natale che si compra bollito, si griglia a casa e si condisce con chiodi di garofano, senape e biscotti allo zenzero sbriciolati. Ovviamente non abbiamo fatto 90 km di macchina solo per un prosciutto! Siamo andati anche al negozio di seconda mano per comprare gli sci da slalom che useró quando andremo in Norvegia, e gli scarponi da sci. Poi da Stadium abbiamo comprato il casco e gli occhiali da sci.

In settimana dovremo andare in Norvegia. Si! Se magari venisse un po´di neve e facesse un po´piú freddo!

Rebecca ha imparato le basi dello snowboard quindi cercheró di imparare anche quello, non vedo davvero l´ora!

Oggi ho preparato il tiramisú che serviremo il 24 a cena, o meglio a pranzo prima di vedere il famoso Kalle Anka, che é un cartone animato di Paperino che ogni anno viene trasmesso alle tre del pomeriggio del 24 dicembre. Dura tre quarti d´ora e ogni anno viene modificata una piccola parte. Ogni svedese che mi ha parlato di questa cosa mi ha detto “non so perché continuo a vederlo ogni anno, é praticamente sempre uguale, ma é una tradizione!”

Ora devo andare perché andiamo a cena da Monica (la mia nonna ospitante) dove ci sono anche gli zii e i cugini, che a Natale verranno da noi.

23 dicembre 2013

Uff, sono giá piena a mezzogiorno e non abbiamo nemmeno pranzato/cenato. Ah si! Perché oggi c´é da dire che non pranziamo, ma ceniamo direttamente da Monica, alle tre! Mi sono svegliata prendendo solo del te, ma poi tra il “vestire l´albero”, il Natale che é alle porte, il marzapane con cui fare formine e i biscotti allo zenzero da decorare con la glassa e appendere al lampadario, credete che il mio stomaco sia ancora vuoto? ahahah

Fatto sta che ieri stare a casa da Monica con i parenti é stato bellissimo, quattro ore e mezza concentrata cercando di capire cosa dicevano, ridendo in ritardo alle battute in svedese e via dicendo. Devo dire che a volte la malinconia viene, ma il segreto é non pensare troppo. Non pensare alla famiglia, agli amici, al fatto che potresti stare a tavola scegliendo tra cibi italiani, potendo scegliere quale conversazione seguire a seconda dell´interesse, e non per quale é piú facile da capire in svedese

Stanotte quando i bambini sono a letto metteremo sotto l´albero tutti i regali. È stranissimo come sia tutto spostato indietro di un giorno. Il 25 qui infatti non si festeggia. Non esiste la colazione di Natale con qualcosa di svedese che sostituisca il pandoro, e nemmeno un pranzo che assomigli a quello a cui si cerca di sopravvivere in Italia il 25 dicembre. I regali si aprono il 24 perché effettivamente Babbo Natale arriva una notte prima.

31 dicembre 2013

Pubblico questo post prima di pubblicare l´ultimo post dell´anno, perché DEVE esserci l´ultimo post dell´anno! Ho scoperto che con tutte le foto pubblicate sul blog mi manca pochissimo spazio libero. Quindi il mio piano é di mettere tutte le foto su flickr, pubblicheró il link del mio profilo appena avró finito il lavoro, e pubblicare sulla pagina delle foto solo le migliori fatte fino ad ora. Ma finché ci sono fate un salto 😉

Snön har kommit!

Hej a tutti! Välkomna att läser en av de sista artiklarna i det här år!

Benvenuti a leggere uno degli ultimi aggiornamenti dell´anno.

Vi avverto dall´inizio che questo post sará molto lungo, dal momento che non scrivo da sabato scorso e questa settimana é stata molto intensa e ho voglia di raccontare molte cose. Spero che il post non sia troppo pesante da leggere, ma credo che dividendo tutto in piccoli racconti la cosa sia piú facile.

Il problema é che non mi ricordo cosa ho fatto sabato, quindi passo direttamente a domenica, che é stato il primo avvento, e che per coincidenza quest´anno é capitato proprio il primo dicembre. La mattina mi sono svegliata abbastanza presto e ho fatto una colazione leggera dal momento che sapevo che nel pomeriggio avrei mangiato un sacco di dolci. Ho iniziato ad aprire la prima scatola del mio calendario dell´avvento. In pratica mangio le caramelle che ci sono dentro e di sera riappendo la scatola aperta al ramo, scrivendo sulla targhetta infilata sul “filo di ogni giorno” una cosa bella che mi é successa quel giorno. Sará stupendo rileggere tutti i bigliettini una volta finito l´avvento o tornata in Italia, per vedere come saranno cambiate le cose, e per commuovermi guardando indietro verso quello che ho vissuto. Si! Sará tristissimo! E comunque é anche un ottimo modo per ricordarsi cosa é successo nella settimana e scriverlo sul blog!

Verso le 9 abbiamo visto la prima puntata della serie che SVT, la televisione svedese, trasmette per tutto l´avvento. Ogni anno tratta una storia diversa, e quest´anno é intitolato “Familjen Hedenhös uppfinner Julen” che significa “La famiglia Hedenhös scopre il Natale”. In pratica parla di una famiglia preistorica che atterra sulla terra in un museo di storia preistorica appunto, e …. beh anche se é sul canale dei bambini (Barnkanalen) é davvero emozionante, e ovviamente é cozy stare a casa con la neve (anche se ancora non nevica cosí tanto) e tutte le mie amiche lo vedono. Se siete curiosi questo é l´indirizzo dal quale vederlo http://www.svt.se/barnkanalen/julkalendern-barna-hedenhos-uppfinner-julen/ . Se andate sulla t in basso potete mettere i sottotitoli. Sono in svedese ma beh, meglio di niente.

Subito dopo io e Katarina abbiamo iniziato a preparare dei dolci, perché nel pomeriggio abbiamo cantato con il coro nella bystuga (una specie di cottage) che si trova vicino a casa, e quindi servivano dolci per fare fika con il “grande pubblico” che aveva pagato. Mentre cantavamo gli ospiti potevano rispondere a delle domande e completare un cruciverba, e alla fine chi ha risposto a piú domande ha ricevuto dei piccoli premi. Io ho cantato in italiano un pezzo di un brano di Natale che hanno anche qui in Svezia (Helga natt) ed é stato molto emozionante.

Una delle domande del cruciverba é stata “come si dice tusen (mille) in italiano?” (Hur säger man “tusen” på italienska?) e appena una delle coriste ha finito di fare la domanda c´é stata una risata generale. È stato molto bello da parte loro che hanno incluso qualcosa che riguardi l´Italia tra le domande 🙂

Purtroppo non avremo prove con il coro fino alla prima settimana di gennaio, ma uno dei primi giorni dopo l´anno nuovo, non mi ricordo quando ovviamente, ripeteremo lo stesso concerto fatto a Uddeholm a Ekshärad, cittadina a 30 km da qui, dove abita anche la mia amica Rebecca.

Finito il concerto durante la piccola premiazione, una signora si é rivolta a me, in svedese ovviamente, e io come sempre “jag förstår inte bra svenska” e da li abbiamo iniziato a parlare in svedese e ho raccontato della mia esperienza di exchange student, é stato molto bello.

Dopo il concerto siamo andati a casa per fare DI NUOVO fika insieme ad alcune signore del coro, e ho potuto parlare “molto” svedese e cercare di capire qualcosa da persone diverse (nell´imparare una lingua, abituarsi ai diversi toni e accenti delle persone é una delle cose piú difficili!), e ci sono riuscita, quindi é stato molto piacevole.

Abbiamo mangiato tantissimi dolci, tra cui anche il mio tiramisú che é piaciuto moltissimo. Katarina aveva preparato una torta allo zafferano (imitando i Saffronsbullar che prepareremo per Santa Lucia venerdí prossimo, ma che non aveva avuto tempo di preparare) e una torta allo zenzero. Poi abbiamo mangiato smörgås vari e biscotti allo zenzero con formaggio sopra (quasi nessuno in famiglia li mangia, ma io non mi voglio perdere nulla e provo sempre tutto, e sono buonissimi!).

Finito di fare fika siamo andati ad Hagfors perché ogni primo avvento, tutti i negozi “del centro” vengono addobbati per Natale e vengono appese le luci di Natale sulle vie. Nonostante facesse un freddo tremendo (anche se eravamo appena sotto lo zero!) é stato bello andare per queste piccole tre strade a vedere le vetrine. Ho fatto un po´di foto anche se non sono venute benissimo. Alcune delle migliori vetrine erano quelle dove c´erano persone vestite da Babbo Natale che salutavano i passanti, trasmettevano davvero un´atmosfera natalizia. In una vetrina c´erano anche alcuni studenti del gymnasium che sono nella mia scuola, comodamente seduti sulle poltrone nelle vetrine, a bere kaffe, o forse glögg? 🙂

La sera ho visto un film con Rebecca, e siamo andate a dormire abbastanza tardi, quindi il giorno dopo alzarsi per me é stata una tortura! Lunedí non sono andata a scuola perché era studiedag, ovvero un giorno in cui i ragazzi “dovrebbero” studiare ma ovviamente tutti se ne vanno a Karlstad o altro, e i professori vanno a scuola per organizzare il lavoro e decidere cosa fare durante le settimane successive (in pratica come i nostri consigli di classe, ma semplicemente fanno tutto concentrato in un giorno, e non fuori dall´orario normale di lavoro).

Dicevo, come avevo anticipato, ho preso l´autobus alle 8,00 per andare a Karlstad e visitare l´universitá che si trova a quindici minuti dal centro. Adoro viaggiare fino a Karlstad in pullman, e vorrei tanto che fosse piú lontano e il viaggio richiedesse piú di un´ora e mezza, perché é stupendo ascoltare musica e pensare alla tua esperienza e ai tuoi piani per i prossimi mesi.

Questa é una delle canzoni con cui mi carico quando vado a Karlstad in pullman e che mi fa ricordare il viaggio interrail 🙂 (bonfire heart) la ripubblico perché é stupenda

L´unica cosa non molto divertente é che in inverno (ops, autunno) il sole qui é bassissimo, e si, anche se alle 8,00 quando usciamo per andare a scuola c´é un po´di luce, il sole non si vede fino alle 9,30, e per tutto il giorno (cinque ore e mezza) rimane alla stessa altezza, ovvero quella degli occhi, e la cosa é un po´, ma dico solo un po eh, fastidiosa. Ma la luce che si crea e i colori ripagano ogni accecamento!

Arrivata all´universitá ho fatto un giro di esplorazione e ho visto che é davvero piccola, ma moderna e accogliente. Ho incontrato una signora che mi ha spiegato molte cose sui corsi e su come trovare una stanza per vivere durante gli studi. Purtroppo non hanno corsi base in inglese, quindi entro ottobre prossimo dovrei aver ottenuto l´esame TISUS per lo svedese, che equivale a un livello C1, il che é abbastanza difficile, ma ce la posso fare. Il problema é che uscita dall´universitá avevo le idee un po´piú confuse di quando ci sono entrata, e ho pensato che é un po´presto pensare all´universitá, quindi ci ritorneró con la scuola verso marzo (ovvero mi intrufoleró nel pullman dei ragazzi del terzo anno!) per visitare anche le aule e sapere piú sui corsi. Quello che so ora é che vorrei lavorare in un ambiente multilingue, magari fare l´uni in un altro paese europeo e poi un erasmus a Karlstad. L´altra cosa é che mi piacerebbe studiare a Karlstad perché potrei in un certo modo continuare la mia vita qui e rivedere tutti i miei amici, che so giá che mi mancheranno tantissimo (solo a pensarci quasi mi mancano!).

A Karlstad ho trovato un cappello da Babbo Natale lungo 1,50 m, é stupendo! Stiamo aspettando che arrivi un altro po´di neve e poi faremo delle cartoline con questi cappelli appena usciti dalla sauna. Sarei troppo curiosa di vedere la faccia del postino di Roma consegnarla alla mia famiglia!

Solamente poco piú di due settimane e sará Natale, non ho mai visto un avvento volare cosí velocemente. Fra tre settimane durante la notte di Capodanno mi ritroveró a guardare indietro verso tutto quello che ho vissuto e imparato, fra tre settimane le giornate saranno un po´piú lunghe di come sono ora. In fondo questo autunno non é stato cosí triste come tutti gli italiani pensano, e nemmeno come dicono a volte gli svedesi. Infatti é l´autunno la stagione piú buia, perché le giornate si accorciano e non c´é neve, ma ho sempre avuto giornate pienissime senza aver tempo per pensare al buio, e ho avuto bisogno di appena due settimane per abituarmi alla “non-luce”, e il mio rapporto con il caffé svedese é arrivato velocemente a una svolta positiva 😀

L´atmosfera nelle case é sempre molto accogliente. Sembra stupido ma le candele contano molto, ti trasmettano davvero l´energia di cui hai bisogno e che senza sole non si ha, anche se bere caffé davanti a una candela accesa é ancora meglio. All´inizio della mia esperienza credevo che i ragazzi svedesi non uscissero molto durante il tempo libero e se ne stessero sempre chiusi in casa, ma ci sono tipi diversi di persone come in ogni paese e cultura, e ho scoperto che in realtá non é cosí. Sono umani come noi (questa frase é diretta a quegli italiani che conosco che quando sentono parlarmi di alcune differenze tra italiani e svedesi l´unica cosa che sanno fare é ridere!).

Comunque, a proposito di questo, io e le mie amiche stiamo pensando di andare a vedere il film “Hobbit 2” al cinema di Hagfors mercoledí sera. Il cinema ha solo una sala e quindi le proiezioni sono organizzate per giorni. Da alcuni giorni su tutte le lavagne nelle classi di scuola leggevamo sempre gli orari di proiezione di questo film e ci chiedevamo il perché. Giovedí la professoressa di inglese ci ha detto che i professori di svedese hanno pensato che per incoraggiare i ragazzi a vedere buoni film, la scuola pagherá il biglietto di chi vedrá questo film, quindi basta conservare il biglietto e consegnarlo alla scuola per avere i soldi indietro. C´é cosa migliore di vedere un film gratis?! Solo in Svezia una cosa del genere, sono dei grandi!

Martedí a scuola c´é stata la lezione di educazione sessuale, durante le due ore di lezione di svedese. Erano presenti un signore e una signora (dall´aspetto molto giovane) dall´ospedale di Hagfors che alla fine hanno distribuito preservativi e informazioni a proposito del consultorio di Hagfors. Insomma, quello che si legge sui giornali non sono leggende metropolitane, questa é una delle tante cose che in Svezia funziona.

Salto mercoledí perché non mi sembra di aver fatto niente di rivelante…

…e quasi quasi anche giovedí! Anzi no, qualcosa me la ricordo!

Innanzitutto la bufera di neve “Sven” é approdata in Svezia giovedí 5 dicembre, paralizzando anche l´aereoporto di Stoccolma. Il livello di allerta neve é stato 3 e ci sono stati incidenti nel Värmland. Il problema é che qui ha nevicato solo un po´giovedí notte ma per fortuna fa molto freddo e la neve non si scioglie!

Tornata da scuola alle 16,30, quando ovviamente era buissimo e c´era un vento fortissimo a causa dell´arrivo della bufera di neve, sono andata a pulire la casetta della sauna perché ieri notte io e altre tre mie amiche abbiamo fatto uno sleepover li dentro. Quando ho aperto la porta per uscire mi sono dovuta tenere alla porta per non farla sbattere perché il vento era davvero davvero forte, e pioveva pure!

Ed eccoci finalmente all´ultimo giorno della settimana. Ieri mi sono svegliata molto presto, alle 6, e mi sono alzata subito per vedere se c´era la neve, e… ebbene si! Tutto era bianco e anche se non nevicava ero troppo felice! Sono uscita dalla porta sul lato che dovrebbe essere non ventoso, ma non era il caso di ieri mattina. Mi é arrivata un´ondata di neve alzata dal vento che mi ha fatto congelare dopo cinque secondi, ma come si dice, so esperienze!

Il cielo é stato sempre grigio ma non ha mai nevicato, o almeno la neve era davvero sottile, quel tipo di neve che ti da solo fastidio entrando negli occhi quando cammini.

Ieri ho finito alle 16 perché ho avuto spagnolo e inglese che gli altri della mia classe non hanno e le mie amiche che hanno finito alle 13 sono venute a prendermi a scuola per andare a comprare un po´di schifezze per il fredagsmys che abbiamo mangiato durante il pigiama party. Dico solo che abbiamo pagato 30 corone, e quando ho detto “oddio” vedendo lo scontrino, Felicia mi fa: “ e non sono euro!”. Katarina ci é venuta a prendere per portarci a casa e abbiamo mangiato tacos graten e kebab pizza. Poi dopo cena siamo andate a prepararci per il pigiama party. Siamo andate verso la sauna portando materassi, sacchi a pelo, piumini, cuscini, fredagsmys e chi piú ne ha ne metta e abbiamo reso l´atmosfera cozy, acceso la stufa della sauna per far riscaldare la stanza (non abbiamo dormito nella sauna ovviamente, ma sui divani sui quali ci si siede tra una sauna e l´altra) e abbiamo visto The Last song. Avremmo dovuto vedere minimo tre film, ma abbiamo preferito parlare. All´1 e mezza siamo andate a casa per lavarci i denti (si perché gli svedesi non riescono a dormire se non si lavano i denti, e mi ci sono abituata anche io!). La scena di noi che in pigiama siamo uscite al buio, sulla neve per andare a lavarci i denti era abbastanza comica, e una delle mie amiche non voleva mettersi i pantaloni lunghi quindi é uscita direttamente quasi in costume e stivali. Io ammiro gli svedesi!

Abbiamo continuato a parlare, per la maggior parte del tempo ridendo sul mio accento italiano quando parlo svedese che assomiglia all´accento russo a volte, fino alle 2,30 quando siamo crollate a dormire. Di notte una delle mie amiche si é alzata dicendo “oddio fa freddo, oddio sto congelando, dove sono i miei pantaloni? voglio un´altra coperta, oddio sto congelando aiuto aiuto” é stata abbastanza comica come scena, poi siamo tornate tutte a dormire. E poi alle 6 un´altra mia amica si é alzata per prendere la legna, che guarda caso si trovava nella cassa sotto il mio letto, perché stava letteralmente congelando. L´ho aiutata ad accendere la stufa. Non sono svedese ma so accendere un fuoco meglio di loro, ho imparato ieri, niente male 😉

Stamattina ci siamo svegliate verso le 10, con le guance completamente gelate ma con un paesaggio meraviglioso fuori. Oggi c´é stato il sole. Quando ero in Italia durante i week end di settimane con cielo sereno c´era sempre brutto tempo, qui é esattamente il contrario, i week end sono tutti meravigliosi, e abbiamo davvero pochissima pioggia. Il sole qui scalda un sacco, ma la neve non si scioglie perché stiamo sempre sotto lo zero.

La vista con la quale mi sono svegliata stamattina

Siamo andate a casa per preparare la colazione. Per la prima volta ho preparato le crepes, mangiate con bacon, marmellata di mirtilli, lamponi, nutella. È stato molto piacevole, e verso 12 le mie amiche se ne sono andate. Ho pulito un po´e poi sono salita in camera a riposarmi

Alcune curiositá sugli svedesi:

æ Agli svedesi piace aiutare a preparare i pasti, si irritano se non gli dai qualcosa da fare, e per un´italiana la cosa é abbastanza strana

ø Ti aiutano a pulire e mettere a posto dopo che hai cucinato

æ Ti chiedono cosa vuoi per regalo di Natale, perché altrimenti “potresti rimanere insoddisfatto, ed é impossibile indovinare cosa l´altro vuole!”

ø Gli piace decidere tutto tutti insieme, nel vero senso della parola. Non vogliono che qualcuno rimanga deluso. Ma se qualcuno invita a casa qualcuno puó decidere completamente cosa fare. Ho chiesto di vedere il film con i sottotitoli in inglese e loro sono state d´accordo perché sapevano che era difficile per me capire, in Italia una cosa del genere non sarebbe mai capitata (anche perché nessuno sa l´inglese bene come gli svedesi!)

Sono stata tutto il giorno da sola dopo che le mie amiche se ne sono andate, dato che la mia famiglia era andata a Karlstad per la partita di floorball di Rebecca. Ho dormito quattro ore per recuperare il sonno di stanotte, ho studiato un po´di svedese e letto un libro in italiano. Il libro si chiama “E l´eco rispose” di Khaled Hosseini, avevo iniziato a leggerlo in Italia ma l´ho ricominciato. Ho finalmente finito di leggere il libro di inglese 5, e ritrovarsi dopo tre mesi a leggere qualcosa in italiano é una cosa stupenda, ti fa apprezzare ogni singola parola scritta.

Finalmente sono a letto pronta per dormire. Stamattina facevano -7 gradi e ora ne fanno -15, stanotte sono sicura che arriva a -20. Domani verso le 6 dovrebbe iniziare a nevicare, spero tanto di svegliarmi di nuovo come ieri mattina. Di mattina vorrei fare una passeggiata al freddo sulla neve per fare qualche foto e magari il video che dovrei fare da tanto tempo. Alle 15,30 andró con la mia famiglia al mio primo Julbord (tavolo di Natale), ovvero una specie di pranzo-cena che si tiene in un ristorante dove si mangiano tutti i piatti tradizionali del Natale svedese, quindi diciamo che la passeggiata mattutina mi fará bene. A partire da novembre é pieno di pubblicitá di julbord qui in Svezia, e gli svedesi lo adorano, anche perché si incontra tantissima gente. Non vedo l´ora di andarci! Dovrebbe essere una cosa del genere 🙂

Ho deciso di dividere il post in due parti perché sono stanchissima! L´altra parte dovrebbe arrivare domani 🙂

Godnatt!