Il rispetto verso le proprie radici

So che il mio blog é sempre stato pieno di emozioni vacanti, alti e bassi di umore, depressione che aumentava sempre piú soprattutto durante ottobre, novembre e dicembre. Ma quelli sono stati i mesi piú duri per quanto riguardava la mancanza di casa e soprattutto la mancanza di luce. Tutto diventava piú scuro ogni giorno e anche se quando “c´era luce” si stava fuori casa (ma comunque a scuola), il sole non si vedeva, e il corpo di questo se ne accorge molto molto facilmente, é molto sensibile! Basti pensare che noi italiani quando non abbiamo una giornata di sole entriamo in depressione!

Ora tutto é piú facile. Ho superato il momento definito piú difficile. Il primo faccia a faccia con una cultura diversa, l´ascoltare per giornate intere una lingua quasi del tutto sconosciuta, il cercare di farsi nuovi amici, di immergersi in un sistema scolastico completamente diverso, fare i conti con nuovi orari, il trasferirsi da Roma ad un posto disperso nel nulla, dove prima di trovare un´autostrada devi arrivare nei pressi di Stoccolma, una nuova alimentazione e uno stile di vita completamente diverso, lo shock nel rendersi conto che nemmeno una briciola di quello che avevi immaginato, sognato e creduto per mesi si sarebbe avverato, ma che l´esperienza sarebbe valsa la pena di mille sogni infranti! I primi mesi possono essere descritti con una parola, unica ed efficace. SHOCK!

Moltissime cose che sono successe nei primi mesi non hanno fatto radici nella mia memoria, troppi confronti, battaglie, litigi nel mio cervello per capire CHI e COSA doveva rimanere li dentro fin dal primo momento e chi invece non sarebbe servito subito! Ho incontrato molta gente che ancora adesso quando la incontro mi chiedo “io la conosco quella persona, ma perché?!”. È successo tutto molto in fretta, i ricordi dei primi mesi assomigliano ai ricordi sottili dell´infanzia o di un viaggio lontano del quale magari si ricordano solo le emozioni.

Ora mancano cinque mesi ed una settimana. Qui nevica, non ora ma ha nevicato e dovrebbe arrivare altra neve nel week end. Fa freddo, non siamo saliti sopra i -5° da tre settimane, ma il lago non é ancora ghiacciato, anzi é ghiacciato male (ghiaccio, acqua e un altro strato di ghiaccio) com´é possibile?!

Domenica 2 febbraio andró a sciare con Rebecca e Felicia a Branäs, un´ora e mezza di macchina da qui.

Il 4 febbraio é il “friluft dag” (giornata all´aria aperta) dove si faranno attivitá tipicamente invernali. Io andró a pescare sul ghiaccio insieme a Line, Erica e Ia (cambiare classe é stata un´ideona, ora conosco piú gente perché continuo a parlare con chi conoscevo nell´altra classe)

Ora le mie settimane e giornate sono pienissime. Dalle 8 alle 16 sono a scuola e studio. Non mi sono mai impegnata molto a studiare lo svedese ma studiare a scuola significa automaticamente studiare la lingua. Quando sono a casa alterno letture in italiano (si sono una colta io!) per rendere piú facile l´apprendimento dello svedese, a letture in svedese e inglese.

Canto in un coro il giovedí sera e in un altro la domenica sera, tutti e due insieme a Katarina. La domenica prima di coro abbiamo lezione di step. La domenica mattina vado a nuoto, e sto decidendo con altri ragazzi di un giorno in cui giocare a basket a scuola durante un´ora libera. Ah! Il venerdí dopo scuola dovrei andare a nuotare, sempre a scuola, insieme a delle amiche!

Mi sono comprata un´agenda, per cercare di fermare il tempo, per capire cosa stia realmente succedendo perché sinceramente non lo sto capendo, tutto sta andando cosí velocemente!

Non riesco a capire, sembra ieri che facevo il test di ammissione con STS, sembra ieri quando ho preso l´aereo per venire qui, e sembra ieri di aver incontrato gli altri exchange students a Göteborg. Invece sono passati cinque mesi, Rebecca a scuola ieri mi fa: “Det är en jätte lång tid!”, é davvero tanto tempo! Ma io non me ne accorgo, non me ne accorgevo nemmeno quando piangevo per la mancanza di casa. Ció di cui mi rendo conto é solo che manca pochissimo tempo alla fine di questa esperienza, e che voglio fare TUTTO quello che ho in mente di fare, studiare la cultura al massimo, la lingua meglio che posso, e altre decine di cose!

Sento la scuola finalmente come mia, non vedo piú gli armadietti neri come tristi e non considero piú gli svedesi timidi. Ho capito che se si guarda una persona bisogna dirgli “hej” altrimenti é offensivo.

Come ho giá detto, confrontarsi con una cultura diversa dalla propria aiuta ad aprire gli occhi sul proprio bagaglio culturale, pieno di informazioni e curiositá che altrimenti il cervello non é abituato a osservare, quindi tuttte le conoscenze sulla nostra cultura rimangono li, belle a riposare.

Stare qui mi ha fatto capire quanto io ami l´Italia e quanto sia piena di tradizioni, storia e cultura. Penserete che sono stupida a non averci pensato prima ma per caritá, ovviamente lo pensavo anche prima di venire qui, ma é come se ora ne sono piú consapevole!

I dialetti qui in Svezia non sono considerati una parte “volgare” della cultura. Chi parla dialetto non riesce a fare a meno di parlarlo. Intendo che chi parla Värmlandksa e va a fare un colloquio di lavoro, continuerá a parlare il suo dialetto, anche se il capo parla un altro dialetto o viene da Stoccolma, anche se non si capiranno molto bene probabilmente, ognuno continuerá a parlare il suo dialetto. Vedo una forma di rispetto verso le proprie radici in questo aspetto.

Ieri ho fatto il mio primo test di francese, che é andato molto bene, aspetto il voto che dovrebbe arrivare venerdì.

Oggi ho risposto a quindici domande in svedese per la materia di educazione civica (economia ecc). Queste domande servono per ricordare le parole chiave in vista della verifica su un certo capitolo del libro.

Oggi ho studiato storia per prepararmi alla verifica che sarebbe dovuta essere il venerdí della prossima settimana ma che é stata spostata al martedí dopo perché alcuni hanno la prova di matematica (alcuni sarebbero tutti  tranne me, che faró le verifiche di matematica solo quando avremo iniziato il libro del nuovo semestre, cioé domani).

Domani inizia fisica (tre ore). Moriró!

Inizio a non vedere piú lo svedese come una lingua straniera. Non ho piú mal di testa (o almeno non cosí spesso come prima) e anche se ovviamente é difficile (det är jobbigt att studera på svenska-é pesante studiare in svedese) mi sto abituando alla lingua sempre di piú, e giá immagino come sará difficile ricominciare a studiare in italiano. Basti pensare che quando ho iniziato a studiare matematica in svedese, anche se si parlava di argomenti che avevo giá studiato in Italia, era come se avessi bisogno di studiarlo da capo, perché é piú difficile “tradurre le proprie conoscenze” di come non lo sia studiare da capo una cosa in un´altra lingua.

Molti verbi che finiscono in “era” in svedese, a volte assomigliano ai verbi italiani che finiscono in “are”. Till exempel (per esempio) Studera, applicera, amortisera, approximera, bombardera, avdramatisera (sdrammatizzare), decentralisera och så vidare (e così dicendo/e via dicendo)

La prossima settimana dovrei iniziare a fare degli esami per la lingua svedese. L´insegnante che insegna agli stranieri ha detto che il mio livello mi permetterebbe secondo lei di fare giá il test del livello C (non mi ricorda se iniziano da A per arrivare ad E, ma in entrambi i casi sono a metá). Dopo i livelli “con le lettere” ci sono altri due livelli piú avanzati e poi la prova nazionale (nationella prov) che si tiene a giugno. Anche se ho cambiato idea sul fatto di studiare in Svezia (nel senso che non lo farò molto probabilmente)

Una ricerca svedese ha raccolto dati che spiegano che i bambini che hanno compiti di lettura imparano piú dei bambini che hanno compiti piú complicati, come scrittura ecc. Questa cosa mi puzza ma vabbé!

Chiudo con questa bellissima canzone che é proprio cantata in dialetto salentino dalla cantante Alessia Tondo dei Sud Sound System, sulla base di “Nuvole bianche” di Ludovico Einaudi

Scusate il disordine dei miei post, e ricordatevi di passare qui (spero di raggiungere almeno trenta partecipanti, ho visto molti mi piace sul post ma nessuno ancora twitta, coraggio!)

🙂

Godnatt!

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