Divieto di fumo o cosa (!?). Dove sei, primavera?

Nei pomeriggi svedesi, al ritorno da scuola, il sole a volte sembra luna, nascosto com´è dalle nuvole.

Mi raggomitolo per il freddo portato dal vento che soffia dal Nord, speranzosa che le nuvole si allontanino mi prometto di rimanere fuori fino a che la canzone nelle mie orecchie non sia finita.

Inizio ad avere più freddo…tre minuti, due e mezzo…il sole è in un angolo. Piano piano inizia ad aumentare la luce, ed ecco che il sole ricomincia a scaldare.

Non brucia, scalda och det räcker (ed è abbastanza). Penso allora a quanto si sono allungate le giornate. A dicembre alle tre era quasi completamente buio. Ora alle sei e un quarto si fa ancora in tempo a vedere le luci del tramonto, per non parlare del fatto che fra poche settimane la mia stanza verrà illuminata dal sole.

Uscendo dal coro ieri sera e dopo aver cantato canzoni primaverili come “Sköna Maj Välkommen!” (piacevole maggio, benvenuto!) fuori nevicava. Per fortuna essendoci il sole oggi è scomparso il velo bianco che si era formato.

La primavera si prospetta piacevolissima. Mi immagino a disegnare la mia casa rossa e bianca di legno nel giardino, seduta sotto un albero al sole. Penso a quando andrò in bicicletta con i miei amici durante maggio. A come faremo un pic-nic in mezzo al giardino di casa e magari a quando riusciremo a dormire nel campeggio che si trova dall’altra parte del lago, chiamato Råda camping.

Eccoci a marzo. Le giornate si allungano, la mattina mi sveglio tre quarti d’ora prima del dovuto perché c´è luce e perché ho molta più energia.

Mi chiedono se penso che il tempo passato qui sia volato. Nonostante questo paese mi faccia crescere ogni giorno, e forse dal momento che la mia vita è un po’ più monotona ultimamente può spiegare il fatto che a volte mi annoio anche!, mi ritrovo spesso a rispondere “dipende, o così così”. È stato difficile, soprattutto nell’inverno, e tutto è molto diverso dalla mia vita romana. Tutto quello che ho lasciato mi manca tantissimo, ma so che mi verrà a mancare tutto della mia vita in Svezia pochi giorni prima della partenza ed una volta tornata a Roma.

Le prime due settimane di marzo sono volate, il che mi fa nello stesso tempo essere triste e felice. Sto lavorando su un progetto in cui racconto di tutte le esperienze fatte qui, di alcuni luoghi visitati e di scrittori e pittori famosi, conosciuti da tutti qui in Svezia, recensioni di libri nordici, disegni fatti da me della mia casa e dei dintorni. Ovviamente saranno inclusi alcune frasi dei miei post :). Credo che ne farò alcune copie per venderlo a qualcuno che sarà interessato. Vi farò sapere 😉

È stato difficile e non mi stancherò mai di dirlo, per quanto qualcuno magari possa pensare che mi pianga addosso. Ma era quello che ho sempre voluto. Prima di partire a chi mi diceva “quindi potresti andare anche a vivere nel mezzo del nulla, con due fratelli che urlano, in una scuola di cento persone, in un paese dove il sole sorge alle 9 e tramonta alle 3 del pomeriggio, dove non hai assolutamente niente da fare il sabato sera e dove non avrai amici?!” io tutta fomentata rispondevo: “si! assolutamente, e spero sia così, più è difficile più l’esperienza sarà formativa, non vedo l’ora di affrontare queste difficoltà!”. È stata una delle cose che io non abbia mai detto senza pensarci di meno, ma anche la più vera. Non si piange sugli errori del passato, perlomeno sui pensieri del passato, significherebbe contraddirsi.

Per la cronaca, quando dico a qualcuno che sto pianificando già le cose stupende che farò quando torno e di come sarà bello provare di nuovo emozioni familiari alla mia vita romana, le persone dicono sempre “immagino tutti i cibi che vorrai riprovare”. Ebbene si, ci azzeccano sempre questi svedesi!

In biblioteca oggi Kjellina mi ha fatto vedere un libro di ironia svedese. Ho detto che io non capisco mai l’ironia svedese e lei mi ha risposto: “ma nemmeno noi!”. In effetti non è così strano secondo me, chi fa battute davvero tristi come quelle svedesi non può essere molto capace di capire l’ironia altrui, per quanto triste possa essere. Che ne dite? Ok ho sclerato, perdonatemela!

Siamo già nella settimana 12 dell’anno. Il tempo vola davvero!

Un week end di aprile andremo a Falun, nella regione Dalarna, per andare a visitare la casa di Carl Larsson, pittore famosissimo in Svezia che ha dipinto paesaggi tipici e ambienti familiari e di vita quotidiana svedese.

L’ultimo di aprile canteremo invece con il coro di Edebäck ad Edebäck e poi ad Hagfors per festeggiare l’arrivo della primavera. La festa tradizionale si chiama Valborg ed ha origine nella Gran Bretagna del 1800 come festa religiosa. Come molte feste svedesi originariamente religiose, il falò di Valborg è puramente pagano. Si bruciano le erbacce per rendere i giardini più graziosi e si fanno lavori di giardinaggio, un po`come succede nell’autunno prima dell’arrivo della neve. Il falò si fa quando inizia a diventare buio, il che significherà intorno alle 21 essendo il 30 aprile, e dopo si mangeranno hot dog (varm korv).

Il giorno dopo, primo maggio, andremo a Mora (nel Dalarna) dove ci sarà la coppa di floorball (innebandy), ci sarà molta gente ed avremo la possibilità di visitare la città e soprattutto le botteghe artigianali dei Dalahäst (cavallo del Dalarna) uno degli oggetti simbolo della Svezia.

Nel week-end della scorsa settimana abbiamo cantato con il coro di Hagfors nella chiesa di Hagfors. La chiesa era piena men det var lugnt (ma era tranquillo, ) e poi abbiamo fatto fika nella försämlingshem (parrocchia). Come di consueto vicino a me si è seduto uno sconosciuto ed abbiamo parlato come ci conoscessimo da anni. Il signore in questione era un'”hagforsiano” dalla nascita, che parlava quindi un fortissimo dialetto ma che ormai sono abituata a sentire, ed ho capito tutto.

Ieri mattina ci siamo accorti che sul lago una piccola struttura di legno gialla su una zattera si dirigeva da sola mossa dal vento. Stamattina abbiamo saputo, come avevamo immaginato, che era una struttura per fare la sauna, che si era staccata dalla costa ed aveva iniziato a procedere da sola sul lago. Cose strane accadono nel Värmland, che ne pensate?

Qui nel Värmland da alcune settimane sono migrate le oche canadesi, simpatici uccelli originari appunto del Canada presenti soprattutto in Gran Bretagna e nei paesi scandinavi. Amano vivere vicino a laghi e fiumi e si trovano bene nel paesaggio della tundra, quindi il Värmland è uno dei loro habitat preferiti dopo l’inverno trascorso al sud. Sono uccelli abbastanza “non sopportati” a causa del loro “cinguettio” ma io li trovo davvero simpatici e finalmente ho sentito una vera oca volare fare qua qua, e credo che questo sia uno dei pochi versi che si riesce a scrivere imitando al massimo la realtà!

Tra tanti uccelli che non ho mai visto o sentito in Italia, e dopo rondini, rondoni e cornacchie, ci sono i bellissimi aironi che volano in gruppo e che si possono vedere durante tutto l’anno qui nel Värmland. La mattina invece si sente un uccellino che cinguetta come una sveglia, davvero divertente! Da non dimenticare poi i cigni!

Quando la primavera sarà arrivata, e l’immagine qui sotto spiega perfettamente quello che succede in Svezia quando si parla di “arrivo della primavera”, arriveranno dappertutto cuccioli di alce, cerbiatto, cigni, oche (anche se bastano già così quante sono ora!) e uccellini. Io, povera illusa, so che arriverà prima o poi! ahahah

Così, mentre in inverno quello che si vedeva nel campo che precede Uddeholm erano gruppi di cerbiatti che magari tornando da scuola ti attraversavano la strada mentre eri a piedi, ora una cosa ancora più frequente è vedere gruppi di oche canadesi camminare su questi campi.

Questo è il video fatto da me e l’altro exchange student qui in Svezia, il sabato appena passato, fate un salto se vi va 🙂

La scorsa settimana nella lezione di svedese abbiamo parlato un po’ dei dialetti svedesi e della lingua svedese in generale. Abbiamo sentito il dialetto Skånska, parlato nella regione dello Skåne che confina con la Danimarca, e che quindi suona davvero divertente! Inoltre l’insegnante ha fatto leggere alcune coppie di parole che scritte attaccate hanno un diverso significato rispetto a quando sono separate. Una di queste è rökfritt che significa “si può fumare” mentre “rök fritt” significa “divieto di fumo”.

Nel week end abbiamo ospitato un exchange student che abita a Linköping e che è partito con la mia stessa associazione. Parlare italiano è stato faticoso, dopo due giorni volevo solo parlare svedese e inglese di nuovo, il più possibile! Sabato ho invitato degli amici a casa ed in tutto eravamo sei! Abbiamo mangiato italiano, fatto fika con la drömtårta ai lamponi ed al cioccolato (uno dei dolci tipici compreso tra i “sette tipi di torte svedesi”).

Curiosi di sapere cosa ho cucinato? Eccovi accontentati: pasta al pesto genovese, polpette al pomodoro, zucchine saltate con olio e aglio (gli svedesi che chiedono, c´è anche il sale vero? ahahah) e pizzette di pasta sfoglia al pomodoro che hanno adorato. La cena è andata alla grande, hanno mangiato tutto e abbiamo parlato tantissimo. Parlando in Värmland capisco ormai tutto quello che dicono ed ho imparato automaticamente alcune frasi in Värmlandska, come “vad är det för måt?” (che sarebbe “cosa c´è per pranzo?” frase che si sente a scuola un centinaio di volte, una di meno una di più) che in Värmlandska si dice tipo vaeefmo? (quando lo dico penso “ma chi mi capisce!?” e invece va alla grande!).

Dopo abbiamo giocato ad un gioco che si chiama “helt hysteriskt” (completamente isterico) che consiglio a tutti voi di giocare, (sempre che esista in Italia!). Le regole sono un po’ lunghe ma è davvero divertente!

Sono arrivati alle cinque e sono andati via alle nove e mezza di sera. È stato un successo ed è stata la seconda volta che qualcuno è venuto a casa mia. Sabato è iniziato il mio ottavo mese di permanenza qui in Svezia, quindi è stato un bel modo di festeggiare il traguardo.

Quando gli svedesi sono ospiti di qualcuno regalano sempre qualcosa, cosa non sempre comune in Italia, soprattutto tra amici giovani. Ho ricevuto delle caramelle, dei cioccolatini ed un mazzo di rose rosse. Carini no? 🙂

Gli ospiti qui in Svezia aiutano sempre a mettere apposto o a preparare, ma io non sono abituata e ho detto, in Italia non facciamo così, e loro sono stati contenti di adattarsi! 😀

Domani è il compleanno di Micael. Nel pomeriggio festeggeremo e verranno anche sua mamma Monica e il compagno per fare kalas (festa). Scrivo le parole svedesi senza articolo sia perché si usa pochissimo sia perché non sono né femminili né maschili; loro dicono che ci sono nomi femminili e maschili ma nessuno sa quali siano! Poco curioso eh? ahahah

La tazza qui sotto è una parte del mio regalo per Micael. Poi ho comprato una confezione di te al gusto di arancia e frutti di bosco ed una scatola di biscotti, ovviamente al burro, con cioccolato; della serie “quelli che vendono a IKEA”. 🙂

Nella classe di francese una ragazza ha proposto di fare fika il prossimo lunedì, dopo la fine delle lezioni. Svedesi che prendono iniziativa! Ah no, lei è serba, trasferita da alcuni anni in Svezia!

L’inizio della settimana qui è un trauma. Mi inizia a mancare andare a scuola il sabato ed avere solo un giorno per riposare perché non ci si riesce a riposare davvero, e quindi non ci si stacca realmente dalla routine. Qui nei week end ci si rilassa davvero e la domenica sera ci ritroviamo catapultati a pensare “oddio domani è lunedì!”

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