Skolan först! Lärarförbundet e qualche curiosità sulla scuola svedese

Come forse alcuni di voi avranno letto precedentemente, la mia mamma ospitante svedese, Katarina, è insegnante nella förskola, ovvero il corrispondente dell’asilo in Italia.

Capita molte volte che a tavola, tornata dal lavoro, o magari parlando dopo che io ho iniziato un discorso di confronto con il sistema scolastico italiano, mi ritrovo a conoscere il “lato nascosto” del sistema scolastico svedese. Con questo intendo quelle cose che normalmente “i figli di non insegnanti” non sanno mai, e in questo caso mi ritrovo già esclusa dal gruppo essendo mia mamma insegnante in un liceo scientifico.
Fatto sta che oggi ho cucinato la carbonara e a tavola c’eravamo io e Katarina. Fra due settimane dovrà andare ad un incontro di due giorni a Sunne, a poco meno di un’ora da qui, dove tutti gli insegnanti di Hagfors si riuniranno per decidere qualcosa che riguarda i presidi, anche se non ho capito bene cosa.

Ma la cosa che ho scoperto oggi è che il lärarförbundet, ovvero l’unione svedese degli insegnanti, che si batte per un migliore stipendio, è apolitica ed è nata più o meno nel periodo in cui la fabbrica di fiammiferi di Jönköping, visitata un mese fa, ha costruito le sue basi, ovvero nel 1917.

Tutti gli insegnanti dell’asilo hanno un’istruzione pedagogica/psicologica. Katarina è pedagoga speciale (in svedese la materia si chiama “special pedagogi”), e la cosa mi fa molto piacere dato che da tempo sono interessata alla psicologia.

Da quando lei e le sue colleghe sono diventate insegnanti il sistema universitario è cambiato ma mi ha raccontato che prima tutti gli insegnanti dovevano fare un corso in cui si studiavano le malattie principali che riguardano disabilità fisica, attenzione e socialità, scusate i termini primitivi ma sono ancora un po`impreparata sull’argomento.

Tra queste malattie ci sono la sindrome di Asperger, la sindrome di Down, la sindrome da deficit di attenzione e iperattività (ADHD) ed altre malattie CP, ovvero statiche e non progressive nel tempo. La cosa curiosa è che nella piccola scuola di Hagfors sono molti i bambini che hanno bisogno di più attenzioni e aiuti, e quindi maggiore è il tempo dedicato dagli insegnanti nei giorni di pianificazione “personalizzata e dedicata ad ogni singolo alunno” del lavoro. In pratica sono i giorni chiamati “studiedag” (giorno di studio) dove gli alunni non vanno a scuola: è più studio per gli insegnanti che non per gli alunni.

Tra i suoi alunni c´è stato un bambino che ha la sclerosi multipla. Sapendo che non sarebbe mai riuscito ad imparare a scrivere come gli altri bambini quello che hanno pensato di fare è stato insegnarli a scrivere piccole frasi indispensabili. Tra queste ci sono il suo nome, dove abita, un messaggio per i genitori dove dice che è uscito un attimo ed altre piccole cose. Nonostante questo ha imparato a scrivere al computer molto più velocemente dei bambini senza problemi fisici.

Molti bambini che frequentano la scuola di Hagfors sono immigrati. Molti sono i rifugiati di guerra e questo vuol dire che sono tante le famiglie povere, che non parlano bene svedese e non hanno avuto la possibilità di offrire ai loro bambini una buona istruzione, o nel peggiore dei casi essere istruiti loro stessi.

Questo significa che molte volte alcuni bambini hanno problemi dei quali non si sa neanche il nome (oppure i genitori negano le difficoltà, cosa che succede spesso nelle famiglie arabe, come mi ha raccontato Katarina) e gli insegnanti devono per così dire “studiarli” per un po’ di tempo per far si che il lavoro sia organizzato al meglio per aiutarli a risolvere i loro problemi il più efficientemente possibile.

Salendo di qualche grado nelle scuole svedesi e arrivando alla grundskola che sarebbero le elementari e le medie italiane, parlerò un attimo di come l’orientamento di scelta del liceo viene visto qui in Svezia. Premettendo che qui il liceo ha una conseguenza sugli studi successivi perché per essere ammessi a certe facoltà bisogna avere voti (più o meno alti) che si possono ottenere solo studiando certe materie, a certi livelli (1a,1b,2b,4c e così via) e quindi frequentando certi indirizzi. Ad esempio psicologia si studia nel programma “Samhälle”, economia si studia, secondo la mia esperienza, sia in “samhälle” che in “natur”. Il primo anno di liceo ti apre quindi le porte a certe facoltà. Gli ultimi due anni l’indirizzo si biforca, si studiano materie a livello più avanzato, che a loro volta danno più punti, ed aprono le porte a facoltà ancora una volta diverse.

Per l’università bisogna inoltre avere accumulato un numero totale di punti durante i tre anni di liceo, che si accumulano frequentando i corsi. Questa è una delle cose che a me non piace tanto del sistema, perché ho sentito tante volte ragazzi dire: “io odio francese” e perché l’hai preso? “per prendere punti”; quindi non saprei quanto questo sistema funzioni, o almeno quanto sia divertente per gli alunni. A volte sembra solo un gioco di combinazione ai miei occhi.

Con questa premessa, l’orientamento inizia a partire dall’anno ottavo della grundskola, ovvero il penultimo anno di quest’ultima. I ragazzi quindicenni hanno al possibilità di fare una giornata di pratica nei vari ambienti di lavoro ai quali gli indirizzi scolastici aprono le porte. C´è chi lavora appunto nell’asilo, chi lavora come meccanico, chi in un’ospedale normale o per anziani (beh in questo caso guardano solo!) per vedere come vanno le cose.
In primavera inizia l’orientamento, e le classi visitano anche gli indirizzi nelle classi del liceo dove gli alunni introducono i programmi. La cosa viene poi ripetuta l’anno dopo, cioè l’ultimo prima di finire la grundskola.

Credo di aver scritto tutto quello che volevo sulla scuola, e sicuramente nelle prossime settimane scriverò qualcosa in più.
……

La Svezia è primo paese nella produzione di aerei da guerra, e pensare che si è sempre distinta per il suo comportamento neutrale e pacifico!

Per fare qualche radice nella storia della mia famiglia ospitante…

Ad Åkers styckebruck, piccolo centro abitato vicino Stoccolma dove abitano i genitori di Katarina, c´è un’azienda con lo stesso nome che in passato produceva cannoni.

Il papà e il fratello minore di Katarina lavorano nell’azienda svedese “Mikroverktyg AB” a Södertälje (vicino a Stoccolma) dove vengono prodotti piccoli pezzi elettronici (scusate l’ignoranza di termini) di perfezione che vengono usati per i più svariati scopi. Tra questi ci sono la costruzione di robot, computer, macchine da corsa, carri armati e aerei da guerra. L’azienda per produrre questi “micro oggetti” ha bisogno del miglior metallo disponibile, e non indovinerete mai da dove lo prendono! Ebbene si! Dall’azienda metallifera “Uddeholm”, ovvero ad Hagfors, a sette chilometri da qui ed in un centro abitato di meno di 6000 persone. Curioso no?

Pensare che in un posto così piccolo c´è una buona parte del meglio della Svezia fa davvero ridere a volte. Perché non è finita! La scuola che frequento è famosa per gli allenatori di innebandy in tutta la Svezia, e da qui sono usciti giocatori famosi, e nella squadra attuale ci sono alcuni dei più bravi giocatori della Svezia. Fatico a realizzarlo a volte!

Domani avremo una prova con il coro di Hagfors ad Ekshärad insieme al coro di Ekshärad e quello di Råda, perché il 6 aprile canteremo nella chiesa di Hagfors per la visita del vescovo (sarà donna o uomo!? Finora ho assistito a messe celebrate solo da donne!)
Tra ieri e oggi mi sono vista dieci puntate della serie comica svedese “Solsidan” ovvero tutta la prima stagione. La cosa sorprendente da dire non è come quattro ore di commedia siano volate così velocemente, quanto il fatto che faceva ridere! Si! Era una commedia svedese che faceva ridere sul serio, della serie che ridevo da sola. Che sia cambiato qualcosa in me? E che quando tornerò a Roma e vedrò puntate di Friends insieme alla mia famiglia rideremo a battute opposte come succedeva fino a poco tempo fa con al mia famiglia ospitante? Chi lo sa, il tempo darà i suoi frutti!

Cronaca del giorno…preparandomi il tè stamattina mi sono rovesciata l’acqua bollente sulle dita, åh va kul! (ah che divertimento!). Mezza vescica sull’indice ma sono sopravvissuta al dolore dormendoci sopra…aspettate, no, non sul dito!
Ho la sensazione che la mia ironia sia arrivata a somigliare a quella svedese, ma come si dice, è solo per un anno 😀

Per ora vado, ha en bra kväll! ovvero, buona serata 🙂

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