Vuoi un po’ di sidro?

Finalmente “primavera”, sole, curva di adattamento nel suo periodo migliore ed una settimana che inizia stranamente bene.

Perché stranamente? Beh ogni anno dopo il cambio dell’ora la mattina del lunedì ci si sente sempre distrutti, mentre ieri, avendo avuto un week end abbastanza sportivo, sono andata a dormire alle nove e in tutto ho dormito una decina di ore, quindi diciamo che ci si accontenta.

Appena svegliata mi sono accorta che la mai faccia era stranamente scura, o in parole normali, HOSCOPERTODIESSERMIABBRONZATA!

Per spiegare questo inaspettato e curioso fenomeno torno un po’ indietro nel tempo.

Venerdì siamo partiti alla volta della Norvegia, a Trysil.

La sera arrivati distrutti, e congelandoci prendendo le valigie dalla macchina (perché dovete sapere che ormai siamo abituati a temperature calde, dallo 0° ai 10°!) abbiamo messo radici in una piccola stuga (casetta) di legno, a pianta triangolare. Due letti a castello, un tavolo con tre (!?) sedie, un frigorifero, una cucina (a conduzione! cose avanzate!), pentole, posate, porta uova, tazze e bicchieri. Sembra abbastanza confortevole dalla descrizione, ma non ci si sarebbe potuto stare più di due giorni!

Micael e Marcus hanno sciato e io e Katarina abbiamo fatto una passeggiata durante la giornata di sabato, dove il fenomeno ha avuto luogo. Cielo sereno e 18°, incredibile! Abbiamo camminato fino al villaggio chiamato appunto Trysil, visitato la chiesa, e fatto alcuni giri nei negozi norvegesi. In Norvegia tutto costa di più, Katarina mi ha detto che gli insegnanti dell’asilo prendono in Norvegia 5000 corone svedesi in più di quelli svedesi, ovvero circa 560 euro in più. Anche se il costo della vita è alto.

Alcuni negozi erano davvero belli a Trysil, e ho adorato questa borsa!

Dopo aver alternato il rituale del togliersi la giacca, rimettersela, arrotolarsi i pantaloni, legarsi i capelli e scioglierli circa trenta volte, perché “è solo il sole che scalda, e c’erano nuvole ogni tanto!” dopo due ore sedute al bar dove abbiamo assaggiato anche i famosi macarons, che vi consiglio di mangiare o preparare, siamo salite di nuovo per tornare nella stuga. Faceva caldo e abbiamo sudato tantissimo, incredibile eh?!

Fate un salto su flickr per vedere le foto fatte nel week end se volete 🙂

In Norvegia è pieno di lavoratori svedesi. Si dice che i norvegesi non abbiano voglia di lavorare e che quindi gli svedesi corrono in Norvegia per lavorare dove vengono pagati bene (invece in Italia in una situazione del genere chi vuole lavorare viene pagato un decimo di quello che guadagna la gente del posto!)

La sera di sabato siamo andati a mangiare in pizzeria in un ristorante che si chiamava “Peppes pizza”. La prima pizza decente mangiata dopo mesi. Dovete sapere che qui al nord quando trovi qualcosa senza carne, si chiama ovviamente vegetariana, e quindi ho preso una pizza vegetariana, piena di così tante cose che prima ho dovuto mangiarla con la forchetta e poi l’ho tagliata. Fuori dall’Italia non è arrivato il fatto che una buona pizza non dipende dal condimento, ma dall’impasto 😉

Domenica invece il tempo non era dei migliori. Abbiamo deciso di andare in piscina all’hotel Radisson, ebbene si, ci trattiamo bene! Siamo state quattro ore alternando bagno e sauna (circa 80°). Ho assaggiato una granita blu che solo qui al nord si può trovare, ai mirtilli!

Verso le due siamo andate a ICA, che non viene dalla parola svedese “fika” come mi viene da pensare ogni volta, ma significa bensì Inköpscentralernas aktiebolag, che tradotto viene qualcosa del tipo “società limitata di centri di acquisto”. Abbiamo preso una scatola di carta e ci siamo preparate la nostra insalata. Katarina sul modello delle nonne paesane cercava di convincermi a prendere anche una coscia di pollo ma io ho optato per i gamberetti 😛 . Ci siamo sedute al sole e abbiamo mangiato senza parlare. La pace.

Mentre eravamo sedute a prendere il sole, passa una bambina piccola piccola con la mamma, che in svedese dice “Men vart tog pappa på vägen då?!” che significa “ma dove è finito papà invece?!”. Una frase del genere ci ha fatto scoppiare dal ridere perché viene detta più che altro dagli adulti, e questa bambina di circa due anni aveva già un lessico ben esteso!

Mi piace parlare con i norvegesi perché se chiedo di ripetermi una frase (tra norvegesi e svedesi parlando si capisce il 95%, soprattutto se i dialetti sono al confine) non pensano che non sono svedese.

Come ho letto su wikipedia e confermato da esperienze personali, sia lo svedese che il norvegese sono lingue parlate. I dialetti vengono usati pubblicamente e non esiste una vera “correttezza” della lingua. Fatto sta che la maggior parte delle volte durante il week end abbiamo incontrato svedesi, per il motivo che dicevo sopra. Ogni volta che capivo tutto e chiedevo se era norvegese o svedese, e mi veniva detto che era svedese, la mia felicità crollava, però ci sono state molte volte in cui ho capito davvero tanto. Sul confine la differenza tra norvegese e svedese non si sente molto (ma ripeto noi abitiamo a 200 km dal confine) e a volte la mia famiglia ospitante deve pensarci un po´sopra.

 

Oggi abbiamo fatto la prova nazionale di inglese (nationella prov) che influenza quasi completamente il voto finale dell’anno nella materia. Abbiamo parlato mezz’ora in un gruppo di tre persone su vari argomenti (tipo quali sono le caratteristiche importanti da avere nella società e cose del genere) e l’insegnante ci ha registrate nel caso avesse dei dubbi sul voto.

Pensando alle lingue l’altro giorno mi è venuto in mente che in italiano ci sono due parole che per uno straniero devono essere difficilissime da riconoscere e pronunciare. La e là! E vi lascio a pensarci sopra!

In Norvegia i segnali stradali di pericolo di attraversamento alci o renne sono molto più belli e dettagliati di quelli svedesi, parola di famiglia ospitante e opinione personale.

Sui francobolli svedesi sono disegnati dei biscotti, quasi sempre.

Il 17 maggio io, Katarina e Monica (la mamma di Micael) andremo nel Dalarna a visitare la casa di Carl Larsson, pittore svedese famoso insieme alla moglie per aver dipinto paesaggi caratteristici svedesi e ambienti di vita quotidiana. In più la regione del Dalarna è il luogo dove i famosi cavalli di legno, uno dei simboli della Svezia, hanno avuto origine. Le strade sono piene di artigiani che li costruiscono al momento e sarà bello vedere dove viene prodotto uno dei simboli più conosciuti della Svezia.

Il 17 maggio è la festa nazionale della Norvegia, e noi andiamo a visitare una regione svedese. Il 6 giugno è invece la festa nazionale svedese, e andremo in Norvegia, per percorrere la famosa Trollstigen che si snoda tra i fiordi, ovvero “la strada dei troll”, simbolo della Norvegia.

Il tempo sta passando velocissimo

Il motivo del titolo del post non lo posso scrivere, ma sappiate solo che in pizzeria ho bevuto un sidro (4,3% di alcool) nonostante il cameriere mi abbia chiesto una “leitimaun”, ovvero nel mio caso il passaporto (la Norvegia non è in Europa, e io non sono svedese quindi ho bisogno del passaporto). Forse perché ero italiana, forse perché fra due mesi sono diciottenne, o forse perché ero in famiglia, ci é andata bene. Ops, alla fine ho raccontato quasi tutto! Ma c´è stata anche una parte molto comica che è proprio quella che non posso raccontare qui!

Oggi ho fatto una prova di svedese come seconda lingua ed è andata abbastanza bene, a parte il fatto che le regolenonregoledellosvedese non aiutano. Per dire prima si usano due parole, innan e före, e non ci sono assolutamente regole, è solo da imparare!

Vi lascio che sono distrutta. Spero il post piaccia! Ebbene si, credo faccia schifo ma volevo arrotondare a dieci post nel mese di marzo. Ci sentiamo presto!

OJ! Questo era il mio centesimo post, tanti auguri a me!

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