Lavori primaverili (parte due) e vacanze di Pasqua

Mi capita di voler scrivere in più lingue possibili, di rendermi conto che l’italiano non mi soddisfa più, che tutto scorre troppo velocemente sulle righe dei miei post.

Mi capita di voler pensare profondamente a cosa mi farà felice una volta tornata a Roma, perché inizia a mancarmi sempre di meno la mia vecchia routine.

Mi capita ultimamente, di pensare che questo blog in fondo è inutile. Ma dopo penso che c´è un sacco di gente interessata alla Svezia, alla mia vita qui. Ma è, in fondo a tutto, davvero inutile scrivere?

Il fatto è che questo blog a volte mi aiuta a staccarmi dall’Italia, o meglio nei mesi passati mi ha aiutata a sentire meno la nostalgia. Ora lo utilizzo per far sapere qualcosa della mia vita a chi sta in Italia, a chi magari sente nostalgia, e questo mi divide un po’ da tutti quanti, con i quali non ho più così tanti contatti. Per questo inizio a vedere il blog come un ostacolo al mio ritorno in Italia, ma me ne frego, direi che è il caso. Questo è il mio centosettesimo articolo. Gli ultimi due anni della mia vita sono qui, come faccio a non esserne profondamente affezionata?

Come promesso, ecco alcune foto del giardino “in fiore” e della decorazione della casa

La vita qui è ottima ormai, mi inizio a domandare come facevo a divertirmi in Italia, tutto mi sembra stupido da qui, ora che la routine è diventata parte di me stessa. In poche parole, vedo solo i lati negativi!

Ma so anche che troverò magnifici amici al mio ritorno, quelli che si sono sempre preoccupati anche quando ero così lontana, quelli ai quali ho scoperto di essere più legata di quanto credevo.

Ho realizzato che non ci sarà nulla di facile al mio ritorno. Per iniziare, tornerò a Roma il 22 giugno, circa 30°, smog… è difficile spiegare il resto delle difficoltà, ma semplicemente consisterà tutto nel confrontarsi, di nuovo, con una “nuova” cultura alla quale non sono più abituata. Per non parlare di tornare a parlare per ore e ore una lingua che non ho utilizzato così spesso per mesi. Ma ce la farò!

Meno di un’ora fa sono tornata da scuola. Sarà un po’ triste lasciare scuola per una settimana, proprio ora che posso dare il mio meglio nello studio avendo imparato la lingua abbastanza bene e non avendo nostalgia dell’Italia, e vivendo nella routine al cento per cento. Domani avremo una piccola cena/pranzo (si mangerà alle 16.00) con alcuni parenti. Inizierò a fare la valigia perché sabato mattina andremo dai genitori di Katarina a Åkers styckebruk, un’ora da Stoccolma. Ma prima andremo da una delle sorelle di Katarina che abitaanonmiricordodovemacredosottoillagovänern. Le previsioni del tempo promettono bene, speriamo bene! Festeggeremo Påskafton, ovvero il giorno prima di domenica e poi andremo a dormire dai nonni ospitanti per tutta la settimana. Tra i progetti c´è quello di visitare il castello di Gripsholm, appartenuto a Gustav Vasa, ed il parco inglese vicino ad Åkers Styckebruk. Insomma sarà una bella settimana, tempo permettendo, e sperando di non dover mangiare troppo ahahah.

Micael tornerà a casa lunedì per lavorare mentre Katarina, Rebecca e Marcus torneranno a casa giovedì. Io rimarrò a dormire dai nonni ospitanti (quanto si dorme bene lì!) e venerdì prenderò il treno per Stoccolma, dove mi incontrerò con gli exchange students insieme ad STS. Questa volta saremo 26 e ci saranno anche studenti che stanno facendo lo scambio in Norvegia, Finlandia e Danimarca. Dormiremo nel quartiere antico di Stoccolma (Gamla Stan) in un ostello och det låter så mysigt (suona così accogliente!). Ma anche triste perché dopo questo rimarrà solo un mese e mezzo di scuola, ma cerco di non pensarci!

Comunque prima di incontrarci con STS incontrerò altre exchange students a Stoccolma e cercheremo alcuni souvenirs, felpe o magliette, e mangeremo qui, che è una delle più famose pasticcerie e panetterie di Stoccolma (ed è pure vicina alla stazione!).

Ritornerò a casa, distrutta, con un viaggio in treno di 3 ore, e un’ora di macchina, verso le nove e mezza di sera.

Con la mia famiglia ho viaggiato tanto. Sono sempre stati viaggi per andare a trovare dei familiari ma è stato comunque emozionante. La possibilità di parlare svedese con altre persone, di allenarsi a sentire altri dialetti e convivere con altre abitudini familiari, vedere nuovi modelli di case scandinave, la sfida di riuscire ad ambientarsi velocemente in case diverse, alberghi, stanze E vedere di come sia sempre più facile sentirmi a casa, anzi, di come mi riesca a sentire a casa di più in luoghi diversi dalla mia reale casa, a volte è un po’ angosciante ahahah.

Ho proposto ai miei amici di fare un pic-nic nel giardino quando sarà più caldo, durante maggio, e visto il tempo di oggi nuvoloso, freddo e piovoso, abbiamo scherzato sul fatto che magari si sarebbe potuto fare oggi. Gli svedesi scherzano, e pure tanto, è solo da abituarsi al loro modo di vedere le cose.

Amo il mio professore di matematica, e lui ama il suo lavoro. Ha 67 anni e non è ancora andato in pensione. Ha degli acciacchi per i quali ci facciamo tutti insieme un sacco di risate, professore compreso. Abita a Uddeholm e quando vado in bici lo incontro sempre passeggiare con la moglie, che è collega di Katarina. Facciamo due chiacchiere e inizio a pedalare.

Dicevo, ieri durante la lezione ha fatto due battute che a me hanno fatto ridere da morire.

Quando c’era un calcolo che includeva 17 alla seconda e ci abbiamo messo un po’ prima di rispondere, lui dice ironicamente: “perché, non l’avete imparata la tabellina del diciassette?”. Sarà il fatto che finalmente capisco la lingua e quindi ogni battuta e discorso, o che il prof è un tipo particolare, o che magari la battuta era davvero comica (non per gli svedesi comunque) ho riso davvero tanto.

Quando è entrata una ragazza in classe per cercare una professoressa, e ha detto a Stellan “jag trodde det var Marita” (credevo ci fosse Marita) quando è uscita Stellan ha detto “hon märkte det på en gång i alla fall” (se n´è accorta direttamente almeno!) riferendosi al fatto che lui non era una donna. Sono battute sottile alle quali bisogna farci l’abitudine. Comunque, alle battute italiane ho perso completamente l’abitudine, ma tornerà 😀

Parlando di parentele in un villaggio così piccolo… c´è una maestra di Marcus, che ha una figlia che gioca nella squadra di Rebecca e un figlio che va in classe con me. Poche coincidenze eh?

Comunque vi ricordate che vi ho parlato della mia prova nazionale di svedese (se volete leggere l’articolo ne parlo qui 🙂 )? È stata una giornata fantastica. Poi la sera vado su facebook e scopro che qualcuno aveva scritto sulla mia bacheca (quel qualcuno è un ragazzo, ebbene si! Un ragazzo svedese mi si fila dopo otto mesi, con la primavera anche loro si sciolgono!). Vado a leggere senza capirci nulla dalla felicità e vedo che mi ha scritto che era “rimasto impressionato dalla mia prova in svedese, e che avevo fatto bene come loro che hanno lo svedese come lingua madre avevano fatto, ottimo lavoro!”. Con seguito di mi piace da parte dei miei compagni di classe, che posso finalmente chiamare compagni di classe. Ero quasi commossa.

Cavolo! Otto mesi per raggiungere questo, forse qualche settimana di meno, tutto che va a meraviglia. Ma sono davvero orgogliosa del traguardo, non importa quanto tempo ha richiesto, e cerco di non vedere i lati negativi di molte cose, sono semplicemente felice. Dopotutto finché non si impara la lingua bene, è difficile infilarsi completamente nella vita svedese.

Se pure ci sono molte cose che mi mancheranno, e non riesco a vedere troppe cose che mi faranno felice al ritorno (anche se so che quando sarò tornata tutto sarà diverso, confuso ma diverso, e bello in qualche lato), mi basta pensare ad un piatto di pasta all’italiana e mi torna il sorriso! 😀

Oggi a scuola come ultimo giorno prima di Pasqua a mensa c’erano i cibi tradizionali del giorno di Pasqua, che sono uguali a quelli del Natale (che fantasia sti svedesi eh? 😛 ). Questo vuol dire prinsesskorv (mini wurstel), köttbullar (polpette di carne), sill (aringhe), bröd (pane), bruntsås (salsa marrone, ebbene si, quella di IKEA 🙂 ), ägg (uova).

Adottando la tradizionenontradizione svedese di mangiare come normale durante la quaresima, e soprattutto dopo il mercoledì santo, ho approfittato del buon cibo dopo giorni di solo vegetariano a scuola. Era buono!

La tristezza è a mille a volte, il tempo è passato in fretta. Tre mesi di mezzo ambientamento. Le settimane seguenti per un ambientamento ancora migliore. Le prime settimane di vacanze passate con la famiglia ospitante di completa nostalgia di casa, perché per ogni cosa che succede confronti le due famiglie. E questo è successo nei primi mesi in qualsiasi attività quotidiana, a casa come a scuola.

Poi l’arrivo della primavera, la neve che si scioglie, i fiori che iniziano ad arrivare (ma gli alberi verdi si vedranno a giugno!), i giri in bicicletta durante le giornate di sole, le giornate che si allungano a vista d’occhio (ora abbiamo quasi quindici ore di luce)

Per non parlare di tutte le cose dimenticate successe nei primi mesi (non perché non son ostate belle, se ci penso me le ricordo, e le so, sono ancora nel mio cervello, semplicemente seppellite un po’ troppo in basso!

Riguardo le foto che ho pubblicato qui sopra. I rami tradizionalmente utilizzati per decorare la casa sono rami di betulla, ma noi abbiamo preso quelli dell’albero di mele che sta in giardino. Ho chiesto a Katarina perché si utilizza la betulla e mi ha detto che anticamente (non sapeva quanto tempo fa) i rami di betulla si usavano per la flagellazione. Ok quello che ho scritto non è tanto divertente, ma è cultura ahahah. Sono rimasta sconvolta dalla risposta ma almeno ho ricevuto risposta.

Decorare la casa non mi ha procurato tristezza come era successo per Natale, ovviamente, perché la nostalgia di casa ormai è superata, grandi ostacoli superati!

Nelle uova pasquali svedesi non c´è molta cioccolata ma più caramelle, dai che mi salvo questa volta, a me le caramelle non mi fanno impazzire!

Non hanno le uova fatte di cioccolata, o almeno non quelle grandi che abbiamo in Italia, ma riempiono le uova di ceramica o di carta, e hanno solo gli ovetti di cioccolato e zucchero.

Oggi a scuola ci siamo divertiti tantissimo, non so se era l’adrenalina dell’ultimo giorno, o il fatto che finalmente riesco a seguire tutti i discorsi tra amici (parlando i più svariati dialetti, per ora ne capisco tre) e riesco ad intervenire quando voglio. Oppure il fatto che il mio accento è davvero divertente a volte, per non parlare degli errori che escono dalla mia bocca a volte, grazie ai quali ridiamo davvero tanto. Per fare un accenno, ieri parlavamo di chi è stato battezzato, e io in svedese dico “jag har inte varit dopad”” che significa “io non mi sono dopata!” invece di dire “jag har inte varit döpt!”. Abbiamo riso fino alle lacrime!

 

Vi lascio ora. Ci sentiremo al mio ritorno, ovvero fra una settimana e mezza. Intanto vi auguro buona Pasqua, ovvero Glad Påsk 🙂

Hejdå!

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