“Pitepalt” e visita all’acciaieria

23 aprile 2014

Non ho scritto niente sulla giornata di ieri, ma siamo andati al centro commerciale di Eskilstuna, mangiato un mezzo räksmörgås, trovato decine di cartoline e sono riuscita a capire tante cose alle casse di negozi e supermercati, e ho indicato ad un bambino che me lo ha chiesto, dove fosse la cassa (grandi progressi 😀 ).

Da quando sono qui, sono morte quattro persone che conoscevo (non troppo giovani e nemmeno affezionatissime, men ändå!). Durante un anno succedono davvero tante cose!

Tornati a casa abbiamo preso il sole, anche se il vento è aumentato…

In farmacia ho finalmente trovato una crema doposole e una crema solare. Ovviamente era costosa, e ovviamente appena uscita dalla farmacia mi sono accorta che c’erano creme solari ovunque, e ovviamente economiche! Comunque, per cena abbiamo mangiato wafflors, e visto in televisione NCIS.

 

Tornando ad oggi…stamattina sono riuscita a dormire fino alle 8.00, docciata e fatto colazione.

Oggi ha fatto freddo (in inverno 12° sarebbe stato caldo, ma ora ci siamo abituati alle temperature tropicali 😀 ) e c’era vento. Verso le 10.00 io e Katarina abbiamo fatto una passeggiata nella zona dell’acciaieria di Åkers styckebruk, fondata nel….comunque, tanto tempo fa… 😀

Il villaggio si è sviluppato grazie a questa fabbrica, ancora aperta, e che produceva anche cannoni.

Vicino a questa fabbrica c´è un enorme parco chiamato “Engelska parken”, i lparco inglese, perché costruito, vagamente, secondo lo stile inglese.

Tornate a casa abbiamo pranzato tutti insieme con una zuppa al pomodoro in busta chiamata “romana soppa”, che tra l’altro era buonissima. La mia nonna ospitante mi fa: “perché non fai quel pane bruscato con l’aglio?! (lunedì avevo cucinato carbonara e bruschette al pomodoro con l’aglio) che insieme alla zuppa stavano proprio bene 😛 . Dopo pranzo siamo andati a visitare la fabbrica Mycriverktig, dove lavora uno dei fratelli di Katarina. è stato interessante vedere come funziona un’acciaieria, anche se non so cosa raccontare di più (e teoricamente, non ne ho nemmeno l’autorizzazione!).

A casa abbiamo fatto fika e poi mangiato tacos per cena. La nonna ospitante, che è norvegese, per farmi assaggiare un cibo tipico del Norrland (regione della svezia dove abitano i lapponi), ha preparato il/le/la/gli “piteplat”. In pratica è una polpetta di pane e patate riempita di manzo affumicato (noi abbiamo usato il bacon), e bollita in acqua salata, che ricorda la preparazione e il sapore dei canederli valdostani ( o altoatesini/trentini!?).

Viene servito/a/e/i con marmellata di mirtilli e un po’ di burro.

Non piace a tutti gli svedesi e non so perché, ma è un po’ pesante, ne mangi due e stai a posto 🙂

Ecco qualche foto, e la ricetta in svedese 😛

Dopo cena abbiamo fatto una passeggiata per andare a trovare il fratello di Katarina (che lavora nella fabbrica) nel suo appartamento (che è fighissimo!). Sulla strada abbiamo incontrato un cerbiatto, a soli cinque metri di distanza 🙂 .

Ora sto vedendo la partita di hockey Svezia-Norvegia (2-11) o almeno lo farò una volta finito di scrivere. sono le otto e mezza di sera ed è quasi ancora giorno.

STS ha inviato il programma del week end tra “utbytesstudenter” e suona davvero divertente! Ci sono exchange da Norvegia, Svezia, Danimarca e Finlandia, quindi sarà curioso!

A quanto pare scrivo male se scrivo su carta, ma non potevo lasciare un buco di una settimana sul mio blog.

Il 22 giugno torno in Italia. Come mi sento? Sinceramente non saprei…tutte le cose che mi mancavano solo qualche settimana fa ora fanno solo parte di una cultura diversa alla quale mi dovrò riabituare. Sono mezza svedese, penso a metà come uno svedese, penso in svedese, mi piace il cibo svedese, quello italiano è diventato addirittura quasi pesante da digerire, anche se non ascolto un discorso capisco comunque. Agisco come gli svedesi, mi da fastidio se qualcuno parla ad alta voce, e sono in una bolla, divisa dal mondo italiano…soprattutto perché l’umorismo svedese ha fatto radici nella mia testa e se torno in Italia così (non soltanto capendo l’umorismo svedese, ma anche facendo battute alla svedese!) nessuno vorrà più parlare con me ahahahah

 

Mi chiedono se penso in svedese o italiano. Rispondo che quando parlo penso in svedese, ovvero parlo senza aver bisogno di formulare le frasi. Se penso per me, tipo quando ho fame e penso “devo mangiare”, lo faccio in svedese, anche se non siamo robot, e la maggior parte di queste cose le facciamo senza pensarci troppo 😛 . Se vago nei miei pensieri invece, succede in svedese, italiano ed inglese. Ed infine la lingua nel sonno…

Qui in Svezia non mi capita di sognare spesso…forse perché sono stanca o perché il cervello non riesce a scegliere la sua lingua.

4-1 per la Svezia

Comunque, a seconda di dove si svolgono i miei sogni la lingua cambia…a parte all’inizio quando c’era un po’ di confusione e sognavo di parlare con gli svedesi in italiano e “tvärtom” (viceversa).

Bevendo un tè caldo al limone, guardando Svezia-Norvegia e parlando con i nonni ospitanti, vi do la buonanotte (nonostante pubblicherò il post la prossima settimana!)

Hejdå!

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