Benvenuta primavera! Valborg e Mora

Sono seduta su una poltrona Ikea di pelle, fuori c´è vento. Mi chiedo perché il tempo svedese faccia così schifo.

Ma almeno abbiamo il sole

Ecco, di questo vorrei parlare. Abbiamo la luce, finalmente, dopo mesi di buio, depressione, cioccolata per tirarmi su il morale, stanchezza in ogni singolo momento della giornata e dieci ore di sonno ogni giorno, che non bastavano per farmi sentire rilassata.

Ora, la situazione è questa:

La prima foto è stata fatta alle 15 il 23 dicembre, mentre la seconda l’ho scattata domenica scorsa, 27 aprile, alle 21,15, tornata da Stoccolma. Due conti e si arriva al fatto che in quattro mesi abbiamo guadagnato quasi nove ore di luce, e non è finita!

Ora mi trovo a 50 giorni dalla mia partenza, ovvero 50 giorni dal solstizio d’estate, ovvero più o meno alla stessa distanza che c´è dal solstizio d’estate al 15 agosto, il giorno in cui sono arrivata in Svezia.

Quindi le giornate hanno la stessa durata di quando sono arrivata qui, e già non riuscivo a dormire la mattina per la luce che nonvenivafiltratadalletendine, figuriamoci fra qualche giorno! Devo trovare una soluzione!

Il problema è addormentarsi! Giuro non riesco proprio a dormire quando fuori c´è ancora luce…e poi il crepuscolo! Dura un’ora e mezza, e il cambiamento è così lento….

Comunque! Non mi lamento perché è sempre meglio dell’inverno, quando volevo dormire ad ogni ora del giorno, ma spero di abituarmi a dormire!

Rimanendo nell’ambito finalmenteabbiamoluce!, gli svedesi sono usciti dal letargo. L’euforia che arriverà con l’estate, che mi era stata annunciata da tutti quelli che ho conosciuto, inizia a sentirsi.

Vanno in giro con i pantaloni corti nonostante 0 gradi la mattina.

Vanno in bici a scuola, le rastrelliere sono di nuovo tutte piene, nonostante la mattina in bici si geli.

Sono felici!

Dormono di meno!

Parlano di più!

Tutto ciò mi fa molto felice ovviamente, e aggiungendo il fatto che in fondo anche io sono euforizzata al massimo per l’arrivo della primavera (che in Svezia dura pochissimo rispetto all’Italia) questi due ultimi mesi stanno andando alla grande.

Mancano due mesi (o meglio, sette settimane) al mio ritorno, e i miei pensieri sono divisi esattamente in due.

La cosa più “triste” è pensare che ora che tutto va alla grande come la lingua in generale, gli amici (anche grazie alla lingua), la scuola (lo studio, grazie alla lingua), i rapporti con la famiglia (a volte mi capitava di non volere stare con loro, ora mi mancano dopo una giornata!), la primavera, e chi più ne ha più ne metta…proprio fra poche settimane lascerò tutto. Ma non sarà un addio, perché ad ottobre delle amiche mi verranno a trovare a Roma, e a dicembre il coro nel quale canto verrà a trovarmi per sentire il concerto di Natale. E questa esperienza rimarrà sempre impressa in me.

Riguardo al fatto che a volte mi capitava di nontrovarmibeneconlafamigliaospitante, la spiegazione non è molto difficile. Da quando sono qui ho dovuto fare la scelta di avere pazienza con tutto e tutte le persone che mi trovo accanto. Senza spiegare perché, il motivo è abbastanza ragionevole. In poche parole mi sono sempre controllata anche se ero arrabbiata e ho sempre lasciato stare il fatto che a volte alcuni comportamenti non mi andassero a genio. Questo è ovvio con la famiglia ospitante, e anche con gli amici. Essendo una persona nuova cerchi di fare di tutto per avere nuovi amici, e quando li trovi te li tieni davvero stretti!Ora la persona a cui sono più legata nella famiglia è il papà ospitante, Micael.

Sono contenta che l’euforia in vista del ritorno sia ritornata. Qualche giorno fa non volevo nemmeno pensarci, e nemmeno ora tra l’altro, ma la differenza è che prima vedevo nella mia vita a Roma solo lati negativi, mentre ora penso alle cose belle che ritroverò.

Sfogliando il calendario e vedendo che è solo una pagina rimanente al mese in cui partirò mi fa un effetto strano, perché solo poco tempo fa mi trovavo ad agosto, e ricordo ogni singola cosa successa, come l’arrivo in aereoporto ed ogni singolo dettaglio! (come quando abbiamo ritirato il biglietto del pagamento del parcheggio dell’aereoporto 😛 ). Nonostante abbia perso alcune tappe perché le informazioni erano tantissime ogni giorno, e lo sono ancora oggi, ma ci sono abituata, ricordo ogni singolo momento, come già detto, e molto dettagliatamente 🙂

Tornando al titolo del post, il 30 aprile abbiamo cantato con il coro ad Hagfors, per festeggiare la fine dell’inverno e dare il benvenuto alla primavera (non troppo ovvio in Svezia 😛 ). Infatti quasi ogni anno il tempo non è dei migliori, e mercoledì infatti ha nevicato. Dopo settimane di caldo con 20° e cielo sereno ci siamo congelati provando in una specie di stalla attaccata alla sala (riscaldata) dove abbiamo cantato. Teoricamente si canta vicino al fuoco che si accende come simbolo oppure per bruciare le sterpaglie prima dell’arrivo della primavera, ma siamo stati “graziati” e abbiamo cantato dentro. È stato molto bello e abbiamo cantato bene. Dopo siamo andati ad Edebäck per cantare lo stesso programma sempre ad un falò di Valborgafton. Questa volta ahimè aveva smesso di nevicare. Quindi, sempre con quasi 0° abbiamo cantato all’esterno, con un poco di calore del fuoco, pezzi di cenere sulle parti e gelo sulle mani. Ma l’atmosfera era davvero bella.

Dopo siamo entrati nella “bsystuga” (casolare del villaggio)per festeggiare insieme l’arrivo della primavera. Attenzione attenzione! Carrellata di battute svedesi fatte da un signore che parlava un fortissimo dialetto. Ogni 20 km qui in Svezia ci sono dialetti diversi, e sto imparando a riconoscere da dove vengono. È un’abilità che viene col tempo e conoscendo a scuola ragazzi che vengono da varie parti del comune di Hagfors, ci sto riuscendo!

Quando parlo con il vicino di casa che parla tanto dialetto di Hagfors e che la mia famiglia ha difficoltà a capire a volte, io non ho problemi, perché appunto andando a scuola ad Hagfors ed essendo abituata a sentire tanti dialetti, l’ho imparato come “svedese corretto”.

Tornando al tizio mezzo comico (dico mezzo perché le battute svedesi ti fanno venire voglia di piangere!), ho capito che parlava il dialetto di Ekshärad, a 25 km da qui.

Non sono però riuscita a capire molto delle battute fatte, e credo sia meglio così ahahha

Una cosa che però mi ha fatto ridere è stata quando ha detto che in svedese esiste una parola per descrivere il tempo che non esiste in nessun altro posto (ed è qualcosa tipo “pausa, sospensione”), che si usa quando dopo tanto tempo non piove. Questo perché in Svezia la condizione metereologica standard è nuvoloso con pioggia. Dopo questa battuta ho riso davvero tanto!

Dopo il tizio ha preso una chitarra, iniziato a suonare e cantare felice come se avesse vinto alla lotteria, canzoni primaverili. Ognuno aveva un foglietto con le parole tradizionali di alcune canzoni primaverili, e tutti cantavano completamente stonati (ah no aspettate, gli svedesi non sanno essere stonati!), o meglio senza sapere quale fosse la melodia, tutti felici di dire addio all’inverno (se, te piacerebbe!)

L’atmosfera è stata davvero bella e mysigt (confortevole).

Abbiamo finito di cantare alle 22,00 e siamo tornate a casa, con un cielo ancora abbastanza luminoso.

Ieri ci siamo svegliate presto (io alle 6 tanto per avere un assaggio di luce, tanto per cambiare, e poi alle 8) per andare a Mora, nel Dalarna, dove c´era la coppa di innebandy. Abbiamo visto alcune partite, passeggiato nel Moraparken, dove c´è un bellissimo campeggio, e mangiato in un ristorante sulle rive del lagononsocomesichiamaperchéinSveziacenesonotroppi (ma la Finlandia è la terra dei laghi).

Dopo pranzo abbiamo fatto una passeggiata e visto il più grande cavallo Dalarna al mondo

Non capisco perché l’innebandy (floorball) viene giocato solo in Svezia, Finlandia, Germania e Svizzera (ogni anno Svezia e Finlandia si giocano la coppa). È uno sport divertentissimo!

Siamo tornati a casa verso le 20.00. Io e Rebecca abbiamo visto NCIS e poi sono andata a dormire.

Io e Rebecca guardiamo spesso NCIS. Mi mancherà non avere serie televisive trasmesse in lingua originale con i titoli in svedese, una volta in Italia, e vedere NCIS insieme.

Le cartoline si perdono facilmente. Io facilito il lavoro ai postini e le perdo direttamente a casa.

12000 visualizzazioni. Grazie a tutti! 😀

Programmi della settimana:

oggi, continuare a poltrire come se non ci fosse un domani

sabato, in bicicletta fino a Myra, in tutto 22 km

domenica, di nuovo in bici, e la sera cross country skate con un gruppo di pattinatori, fin oa Myra. Non vedo l’ora di iniziare!

lunedì, prova nazionale di svedese.

martedí, giovedí e sabato, Eurovision song contest, finalmente!

Lo spazio per le foto su wordpress sta per finire, odio wordpress!

Per ora ho finito, a presto!

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