E ancora sole, caldo, caffè e riti svedesi

Qualcuno di voi non ci crederà, ma sono seduta fuori a prendere il sole, scrivendo questo post alla ricerca di motivazione per finire un compito per domani, corso di inglese per studenti internazionali, insegnanti serie e molto più formali di quelli svedesi.

Non avevo visto la mia famiglia ospitante per tre settimane, da quando erano venuti a visitare il mio appartamento e mangiare italiano, ed era decisamente arrivato il momento di tornare nella mia vecchia cara Uddeholm, respirare un’aria familiare, immergermi realmente nella cultura svedee per qualche giorno, e soprattutto avere un po’ di affetto da qualcuno che mi conosce da molto tempo.

Ho preso l’autobus venerdì all’ora di pranzo e arrivata a casa mi sono messa a studiare, dando ottimi frutti soprattutto quando è diventato buio, e cioè alle 16.00. Venerdì sera passata con l’immancabile fredagsmys, ovvero “spanzarsi” di patatine accompagnate da panna acida condita con una magica polvere saporita, e guardando un film, ovvero, “Il centenario che saltò dalla finestra e scomparve”…humor abbastanza svedese, garantisco! Ah! Quando vengo loro ne approfittano sempre per bere il vino italiano che i miei genitori spediscono dall’Italia, io e Katarina dopo mezzo bicchiere eravamo già stese!

Il rapporto con la mia ex famiglia ospitante migliora di volta in volta. Ormai sappiamo quali comportamenti sono italiani e quali svedesi, e ce la spassiamo quando qualcuno lo fa notare, e ovviamente io sono quella che lo fa di più perché sono italiana e mi piace prendere in giro la gente 😛 E dalla loro parte, sembra che le culture si stiano incredibilmente confondendo!

Mi tiro su le maniche del pile che qui si inizia a scottare…7° all’ombra ma il sole scalda!

Ho deciso che il prossimo semestre sarò host, ovvero aiuterò i nuovi studenti internazionali che arriveranno all’università di Karlstad a gennaio ad orientarsi e conoscere l’area ed i vari passi da fare per ambientarsi. Ho mandato una mail per iscrivermi ed indovinate un po’? Mi risponde in italiano uan ragazza che ha vissuto parecchi anni in Italia qualche anno fa…comunque, arriverà probabilmente un ragazzo di Roma, e dico probabilmente perché questa ragazza mi ha detto che gli italiani di solito rinunciano a partire all’ultimo momento…abitudini italiane!

 

Ieri mattina mi sono svegliata abbastanza tardi, come sono abituata a fare quando sono qui. Colazione, televisione, ho scelto una decina di film da prendere in prestito e portare a Karlstad, e ho studiato un po’. Nel pomeriggio, ovvero dopo pranzo, abbiamo pulto la strada ed una parte del giardino dalle foglie. Quando ho vissuto qui, i lavori autunnali li avevamo fatti a metà ottobre, mentre quest’anno, essendo abbastanza caldo e bel tempo per essere novembre, la famiglia ha iniziato a raccogliere le foglie una settimana fa. Ritirati dentro casa perché era diventato buio (e qui si dice kålsvart, ovvero nero carbone), ci siamo rilassati fino all’ora di cena (18-18,30). Cena del giorno? Stufato di renna! Cipolla, mele e funghi cantarelle a rosolare nel burro, carne di renna surgelata da grattare fino a sembrare carne di kebab, dado in polvere, sale e pepe, e ovviamente un po’ di creme fraiche! Servito alla mezza italiana con fettuccine all’uovo gialle verdi. E vino bianco regalato dalla vicina. Non sapete quanto può essere buona la carne di renna! Siamo rimasti a parlare a tavola, poi abbiamo preparato l’impasto per dei biscotti italiani al limone che avevo fatto per la famiglia, e abbiamo visto un film chiamato “Le regole della casa del sidro”…per qualche motivo non siamo riusciti a scegliere i sottotitoli in svedese, ed insieme al vino, la concentrazione per capire l’inglese, il buio che ci aveva accompagnato già da cinque ore prima…alle 10 eravamo già stanchi morti! Mi sono svegliata stamattina dopo quasi dodici ore di sonno, sentendo Micael esclamare “Il cielo è super blu!”. Con la calma svedese, la nostra colazione è durata un’oretta, mangiando un panino con pane al mirtillo rosso, burro e prosciutto di Natale, così, tanto per avvicinarsi allo spirito natalizio, che qui ancora proprio non si sente perché il tempo è stato stupendo. Ma la gente prevede un inverno davvero freddo, tardo, e lungo!

Durante la colazione abbiamo parlato del viaggio in Norvegia che abbiamo fatto insieme a maggio 2014, poche settimane prima del mio ritorno in Svezia. Tre notti in tre campeggi diversi, 600 km in macchina, mal di auto per tutto il tragitto, paesaggi fantastici attraversati e vissuti incontrando renne, alci e foreste su foreste su foreste di betulle, abeti e tanto muschio. Il fiordo norvegese di Gejranger è stato il primo posto della mia vita per il quale mi sono commossa al momento della partenza. L’anno prossimo vorrei andarci con alcuni studenti internazionali, percorrendo lo stesso tragitto fatto con la famiglia. Siete curiosi di vederlo? Fate un salto qui! E magari se volete leggere i post e vedere le foto di quando sono stata li con la famiglia svedese, fate un salto qui, qui e magari qui! 😀

Ora sono qui fuori, sulle scalette della porta anteriore di casa, a scaldarmi con i miei pantaloni neri ed il computer sulle ginocchia.

Sono in maniche corte ora, i capelli sciolti fanno effetto sauna!

Non ho mai indossato il cappotto invernale, anzi questa settimana ho anche tolto il pile da quello corto. Tendo a non illudermi del freddo, perché potrà fare molto più freddo, e i 5° ormai sono per me un’abitudine

Mi piace incontrare gente da tutto il mondo perché ho davvero la possibilità di applicare nella realtà quello che ho studiato, anche se poco finora, delle differenze culturali. Cene cinesi, messicane, cene internazionali organizzate all’università e soprattutto lavori di gruppo durante i vari corsi!

Scattato il 1° novembre, da lunedì con il coro dell’università abbiamo cantato molti brani di Natale, ed il giorno dopo a casa di una ragazza che fa parte dei primi contralti, la voce dove canto, ci siamo allenate con la nostra parte, sentendo registrazioni dei brani, e fatto fika ovviamente!

Il concerto di Natale sarà il 4 dicembre in una chiesa di Karlstad, biglietti a 20 euro, e si lo so, sono abbastanza! Ma il ricavato andrà all’UNHCR per l’emergenza rifugiati. Il nome del concerto è “Diffondi la tua luce” e ci saranno parecchi brani, inglesi, svedesi, italiani, cantati a memoria. Ciò mi terrorizza, ma ce la farò in qualche modo!

A Karlstad sono arrivati 150 rifugiati, che si è deciso di accogliere nel vecchio municipio. Passandoci davanti per andare a prendere l’autobus venerdì, si respirava un’aria nuova, diversa, di grande ottimismo. Nonostante ci sono stati purtroppo molti attacchi ad alcuni centri di accoglienza in tutta la Svezia, qui a Karlstad lo spirito è abbastanza caloroso. Ho sentito gente dire che se in Europa ci si dividesse la quantità di rifugiati, ci ritroveremmo davvero con una quantità minuscola di rifugiati da aiutare, e non ci sarebbe nessun bisogno di impanicarsi. In Ungheria avevano deciso di installare recinzioni di filo spinato per non far passare i migranti, stile Auschwitz, nessuna differenza di pensiero dopo decenni di vergogna per l’Olocausto. Per fortuna chi aveva ricevuto l’ordine di consegna si è rifiutato di provvedere le recinzioni (usate per gli animali) all’Ungheria. Comunque, quando lunedì tornerò in città, farò un salto li per chiedere se c´è la possibilità di parlare con i migranti, fare sostegno psicologico (per quello che posso fare), aiutare in qualche modo.

La Svezia ha pochi abitanti, e sapete fino a che punto? Venerdì prima di partire, stando in città ne ho approfittato per andare in banca e cambiare l’indirizzo di posta collecato al mio conto, avendo cambiato casa. La ragazza che mi ha aiutata è stata la stessa che avevo incontrato due mesi fa, e indovinate? Ebbene si, si ricordava di me, dopo nemmeno aver detto hej!

Sono completamente piena di ragni e insettini che mi ronzano intorno e costruiscono ragnatele tra me ed il mio computer…ma c´è sole, di cosa mi lamento?!

Alcuni studenti internazionali la prossima settimana faranno un viaggio in Russia..ma dico io…non vi viene in mente niente di più pericoloso da fare in questo momento?

Entrata in casa perché una nuvola mi ha privata del mio amato sole, sono andata a cucinare i famosi biscotti italiani al limone con Katarina, che oggi porteremo al coro come fika, insieme ad una crema di limone.

Oggi in Svezia è la festa del papà, quale motivo migliore per fare…indovinate cosa? Fika! Torta alle mandorle e cioccolato, qualche biscotto italiano, caffè, e del gelato con uno sciroppo che una mia zia ospitante mi aveva preparato prima del mio ritorno in Italia un anno e mezzo fa. Era rimasto in frigorifero qui e me ne sono resa conto solo arrivata a Roma…lo sciroppo è fatto con zucchero, limone e rami di abete. Buonissimo!

Ora vi lascio, ci sentiamo!

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