Pub moments!

Giovedì 12 dicembre

Mal di schiena da lavastoviglie e casse in inglese, birre ceche e grembiule nero della Guinness, maglietta super arancione ed asciugamano della Carlsberg. Tasca per mettere le posate e numeri da urlare in giro per il pub. Bicicletta e chiave in mano per sbloccare la ruota posteriore. 17.15, buio, case a schiera ed orientamento pessimo.

Il freddo inizia a pungere le orecchie, scoperte dalla sciarpa avvolta intorno alla testa dalla quale sbuca una treccia super tesa. Oggi primo turno al pub degli studenti. A volte mi sento come una bambina contenta dopo aver appena indossato il suo vestito di Carnevale.

Il lavoro è volontario, ma a fine serata si dividono le mance. In Italia, se avessi lavorato la prima volta nessuno mi avrebbe pagato niente perché si sa, !sei novellina!”. Ma invece abbiamo diviso le mance, e tutti abbiamo preso un po’ di meno del normale perché io ero un extra (eravamo cinque invece che quattro). 7 euro, ma non mi lamento. Divertimento e soddisfazione assicurati. Si lavora dale 17,30 alle 2. Si inizia collegando le varie lampade, riempiendo i frigoriferi di bevande che mancano, si mettono le sedie posso ai tavoli. Se invece sei in cucina inizi ovviamente a preparare gli ingredienti. Alle 18,30 si mangia tutti insieme, gratis, e che cibo! Alle 19,00 si apre. Mercoledì è il giorno più affollato perché di solito gli studenti internazionali, dopo essere stati alla movie night all’università, rimangono tutta al sera al Bunkern, mentre venerdì e sabato il pub è più un “pre-fest”, la gente viene a bere e mangiare qualcosa prima di andare nei locali.

Venerdì 13 novembre

Pioggia, a secchiate, come non l’ho mai vista qui in Svezia.

I pensieri vanno e vengono. Si fermano, poi ancora a centomila ripartano. Silenzio. L’autobus sta per partire.

Vado dalla mia famiglia svedese. Stasera ci aspetta sicuramente una cena tranquilla, con i genitori di Katarina, arrivati oggi per venire a salutare. Una cena che quando passo a salutarli è sempre accompagnata da qualche bicchiere di vino, magari quello che inviamo dall’Italia.

Sto ancora cercando di riprendermi dal turno di mercoledì sera al pub degli studenti. Tornando a casa non ho dormito direttamente, ma a partire dalle 4.00, svegliandomi con la luce del sole, e pure forte perché era sereno. Nel pomeriggio ho dormito di nuovo, e dovete sapere che se ci si addormenta alle 15.00 ed è inverno, qui in Svezia non ti alzerai prima delle 18.00 perché diventa buio subito dopo. Mi sono concessa qualche chiamata via whatsapp con genitori e sorella.

Ora si parte. Musica rilassante da giorno di pioggia, guardando il calmo paesaggio svedese.

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