Incontrando rifugiati, bici e barbeque nell’aria di Linköping

Mercoledì 11 maggio 2016

Insomma, la settimana 19 di quest’anno è finalmente arrivata, e con lei il terrificante esame di svedese livello C1, il temuto TISUS! Come raccontato in qualche post, ho deciso di farlo a Linköping, in modo da non dover dormire in un posto dove non conoscevo nessuno, e soprattutto per cogliere l’occasione per salutare la mia cara amica messicano-svedese Elisa, che era stata au-pair a Roma dove ci siamo incontrate quasi due anni fa. Sono stata ospitata da lei per due notti, ed ora aspetto ascoltando radio svedese (se siete curiosi, la frequenza 106,9  da Linköping vale davvero la pena di essere ascoltata 😉 ) che lei torni dall’università. Sono arrivata a Linköping lunedì intorno alle 15, dopo aver aspettato un treno a Karlstad ed il secondo a Kristineholm sotto un sole cocente (siamo intorno ai 25° in Svezia negli ultimi giorni!). Il primo viaggio di due ore è stato uno dei più piacevoli mai fatti. Dopo essere salita su un treno ed aver ricevuto una chiamata da Micael (hostfather) tra chiacchiere in tutte le lingue della gente che saliva sul treno e cercava di sistemare i bagagli, ed essere riuscita a capire tutto in svedese della chiamata, mi sono seduta al mio posto con il tavolino. Appoggio il mio caffè del Pressbyrån sul tavolo, insieme al primo libro in svedese letto seriamente, Solstorm di Åsa Larsson. Il signore seduto davanti a me, che poi mi racconterà proprio originario di Karlstad, nota l’autrice del libro. Sorprendentemente mi dice di essere stato insegnante di una giovane Åsa Larsson a Kiruna nel nord della Svezia, dove lei infatti è cresciuta, come ci si può anche accorgere nel romanzo. Quando gli ho detto che era il primo libro in svedese che mi trovavo a leggere mi ha guardato con uan faccia sorpresa, ma davvero sorpresa. Mi sono trovata senza parole e non sapevo come rispondere. Alla fine l’unica cosa che ho pensato è che non aveva capito che non fossi svedese, e gli ho detto che lo svedese non è la mia lingua madre. Ancora incredulo mi ha fatto i complimenti, facendomi notare l’unico errore che avevo fatto da quando avevamo inziiato a parlare, ma più tardi nella conversazione ho scoperto che ha un passato da attore e che probabilmente aveva finto molto bene sulla mia bravura!

Comunque, ritornando al libro, il signore mi racconta di come agitata la scrittrice fosse all’uscita del suo primo romanzo, e di come l’aveva letto tranquillizzandola sulla qualità del libro. Il signore è insegnante di musica, conosceva anche il coro Söt Likör dell’università di Karlstad ed il nostro direttore. Insomma, abbiamo parlato moltissimo ed è stato davvero interessante e divertente, dal momento che ad un certo punto si è messo ad imitare alcuni dei dialetti svedesi.

Dopo aver scambiato alcune parole con due signore estremamente british sedute accanto a noi, sono scesa dal treno a Katrineholm per aspettare la coincidenza. Sulla banchina, assolata, con lo zaino pieno di cose, vedo una ragazza con il velo che cerca di chiedermi se il treno da cui ero appena scesa era quello per Stoccolma, e le dico “si si è questo”, cercando di premere il bottone per aprire le porte, che però sono rimaste chiuse. Alla fine la signora aveva il biglietto per il treno seguente, quindi avrebbe solo aspettato il prossimo. Il suo viso era completamente segnato da ustioni gravi, insiemi a mani e piedi immaginavo che tutto il corpo avesse passato lo stesso orrore, poi scoprirò che invece era un po’ diverso. Iniziamo a parlare in inglese, ci sediamo in stazione e mi racconta la sua storia. Proveniente dalla Somalia, arrivata da solo otto mesi in Svezia, stava andando a trovare suo fratello che abita a Södertälje, vicino a Stoccolma. Avrei detto che avesse intorno ai 20 anni, ma poi mi mostra la foto di suo figlio che ha 10 anni, le chiedo quanti anni ha e mi dice 35. Non chiedo niente del marito, le chiedo solo se è arrivata sola fino alla Svezia. E si, era sola in un viaggio durato più di due anni. È stata fermata in Grecia per due anni, e quando si trovava su un pullman per partire finalmente da li, la polizia ha cercato di fermare l’autista che non si è voluto fermare e a quanto pare in qualche modo la polizia ha usato le fiamme per spaventare e farli fermare. Dico solo ora, alla fine del racconto, che ho dei dubbi su quello che mi è stato raccontato. Incuriosita dalla storia ho provato a cercare qualcosa su internet, scrivendo greece, police, burned, immigrants, e niente è uscito fuori, se non che i rifugiati spesso si bruciano con i carburanti delle barche con cui arrivano. Sedendosi sui motori il carburante li avvolge, ed il bruciore non si sente subito.

In ogni caso, dopo un’ora saluto la signora e attraverso la stazione per aspettare il mio treno. Viaggio di meno di un’ora ascoltando musica. Arrivo a Linköping e vado a casa della mia amica nel caldo e verde di questa bellissima città. Elisa arriva a casa dall’università dopo un’oretta e andiamo in giro con le bici per la città. Prendiamo un gelato e sentiamo dei romani parlare nella piccola gelateria. Sempre riconoscibili. Camminiamo e ci sediamo su un prato su una specie di isoletta vicina al centro della città, prendiamo il sole e mangiamo frutta, alternando svedese ed italiano. Luce fino a tardi, torniamo a casa con le bici e ceniamo con un risotto all’Amarone, che non conoscevo proprio. Vino Marrone, cipolla e parmigiano. Buonissimo! La mattina dopo ci siamo svegliate alle 6,15, perché appunto io avrei avuto l’esame TISUS all’università dove Elisa studia. Arrivate li in bici, ho fatto l’esame che è davvero volato, alla fine delle prove scritte ero così contenta di lasciare l’aula che mi sono scordata la borsa dentro! E sapete cosa? Non incontro un italiano in una delle pause?! Aveva davvero un accento finlandese sullo svedese, e non avrei potuto dire fosse italiano, lui credeva io fossi svedese! A parte la mia capacità di parlare svedese, che è più che discutibile, immagino che i capelli biondi e gli occhi azzurri facciano sempre la loro parte, soprattutto se poi me ne vado in giro con una tazza di caffè comprato al pressbyrån, e con un libro in svedese in mano!

Ho pranzato con Elisa su un prato in mezzo al campus, che sembra davvero una cittadina, atmosfera bellissima, e sono andata a fare il mio esame orale. Aspetto i risultati che arriveranno tra tre settimane. Faccio fika con un kanelbulle e del caffè, il prossimo è gratis dato che si accumulano i punti sulla carta, e ovviamente mi riserverò un caffè enorme per il viaggio di ritorno di oggi!

Torniamo a casa in bici, ci prepariamo per uscire di nuovo ed andiamo al Trädgårdsföreningen, un fantastico parco/giardino in centro. Musica e chiacchiere e sole. Dopo ore vediamo qualcuno fare un barbecue su un grill usa e getta. Propongo di fare lo stesso e andiamo a comprare l’occorrente (il grill costava solo 19 corone, tipo due euro!), torniamo a casa e prepariamo le cose da portare, torniamo di nuovo allo stesso parco. Il grill usa e getta dura non più di un’ora e non è molto forte, ma abbiamo davvero fatto una cosa molto svedese che tutti fanno quando finalmente arriva l’estate e la luce, soprattutto scordandoci sale e pepe!

Scrivo nei prossimi giorno di più su Linköping, l’incontro con un’australiana a Karlstad, l’Eurovision Song Contest, i 90 km in bici, ed il weekend con la mia famiglia ospitante ad Uddeholm, dove sono ora. A presto!

3 thoughts on “Incontrando rifugiati, bici e barbeque nell’aria di Linköping

  1. Pingback: Come bambini – parte terza ed ultima | My North Way to Sweden

  2. Devo dire che di quelli che ho letto (non tutti, sono sincero) questo è quello che mi è piaciuto di più. Devi solo correggere “parmiggiano”, che si scrive con una “g” sola ma è buono anche con due…

    • Grazie mille Pino! Mmmmh…sarà che mi manca troppo mangiare il parmigiano qui! Due Casale che hanno notato l’errore 😉 Un caloroso saluto!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...