Chi arriva, chi se ne va

Cari lettori, credo convenga abituarsi al fatto che ormai mi riferisco al passato scandendo il tutto in periodi di sei mesi, o meglio semestri. Da studentessa credo sia il modo più facile per orientarsi nel tempo, valutare cambiamenti e situazioni pre e post semestre autunnale, primaverile ecc. Almeno credo sia meglio così per i lettori italiani, invece che usare il conteggio delle settimane che invece viene usato qui. Non ho più la testa per fare brainstorming, anche se adoro farlo, quando scrivo i miei post. Italiano, inglese e svedese, sono abbastanza confusa, oltre a crisi di identità culturali che si sono manifestate particolarmente durante il match di venerdì (17!) tra Italia e Svezia. Vedere per la prima volta una partita in un ambiente completamente internazionale, con gente da tutto il mondo, la telecronaca in inglese, e un ragazzo austriaco che ha la maglia svedese di un giocatore metà italiano metà svedese che gioca per la “tre corone” (per chi non lo sapesse, sono simbolo della Svezia e simboleggiano le due proprietà della corona svedese che erano prima Norvegia e Danimarca). Per la prima volta mi sono trovata a sentirmi completamente neutrale al gioco – si intende molto più di quanto non lo fossi mai stata davanti ad una partita di calcio! – ma particolarmente felice quando l’Italia ha fatto il primo gol, ascoltando gli “insulti” molto divertenti della gente intorno. Insomma, è stato davvero molto divertente guardare la partita con loro, sicuramente una cosa da rifare in un ambiente internazionale, anche se mi sono mancate le chiacchiere ad alta voce e di commenti sui giocatori di entrambe le squadre.

 

Sono in cucina, tutto sembra molto diverso da come era poche ore fa. Il microonde È già in una scatola di cartone IKEA, tre cassetti del frigorifero stanno ad asciugare dopo essere stati lavati questo pomeriggio. Sul letto oggi ho rovesciato tutti i vestiti contenuti nel guardaroba, per decidere cosa andrà in Finlandia, cosa dalla famiglia ospitante per i due giorni in cui starò da loro per la festa di mezza estate, cosa dovrà rimanere li per essere trasferito a Malmö, e cosa potrei eventualmente portarmi a Roma ad agosto, oltre alle cose della Finlandia. Insomma, logica e pazienza a me! Non avrei immaginato che tutto questo sarebeb stato così stressante fisicamente e psicologicamente. Questo anno a Karlstad mi sono vista cambiare, un’esperienza decisamente piena di ostacoli da un lato ma piena di soddisfazioni dall’altro. Come mi ero trovata cambiata dopo l’anno da exchange student in Svezia, lo sono ora dopo 10 mesi a Karlstad. Ho avuto la mia rivincita su alcune cose che non erano esattamente andate come avevo immaginato durante il mio primo anno in Svezia. Ho migliorato il mio svedese e decisamente anche l’inglese, avendo studiato molti corsi sento di essere pronta per affrontare il tanto atteso e desiderato programma di laurea in International Migration and Ethnic Relations. So stare da sola e mi piace, ma so anche quali effetti la solitudine può avere – soprattutto tra i mesi di ottobre e febbraio, quando nuvole e buio ti rendono un animale in letargo forzato alla veglia e alla ricerca di luce, cibo, e caldo. Ho una conoscenza abbastanza ampia – o almeno interculturalmente accettabile – di diverse culture, tra cui generalmente quella Asiatica, Europea e Centro Americana, anche se di strada ce n´è molta da fare per approfondirle. Come già scoperto nello scorso semestre, gli asiatici sono persone affidabilissime e molte educate. Prima di venire a Karlstad ed incontrare così tanta gente non ero molto attratta dal visitare l’Asia, ma ora che mi sono davvero resa conto del bagaglio culturale che si può raccogliere, ed ora che conosco molta gente che potrei andare a trovare, ho decisamente cambiato idea. Ho promesso alle ragazze e ai ragazzi asiatici di rivederli al più presto in Asia (fra quattro anni credo sia la promessa più credibile che ho potuto fare, e allora sarà anche l’anno del topo, ovvero l’animale segno di chi è nato nel 1996 ad esempio). I tedeschi sono sicuramente le persone che ho conosciuto e sto conoscendo meglio durante questi due semestri. Solamente un mese fa ho iniziato a vedermi spesso con un gruppo di tedeschi e sembra che mi sono abbastanza integrata e che mi accolgano a braccia aperte – da non prendere letteralmente per una volta, essendo tedeschi! – usano molto sarcasmo e sono persone deliziose, leali e gentili. Insomma, da cosa racconto sembrerebbe che dovremmo avere un po’ più di fiducia in tutta la gente che ci circonda…ai tedeschi ho promesso di tornare una volta al mese a Karlstad per salutarli, anzi…ahimé abbiamo fatto una scommessa, che se non tornerò ogni tre settimane dovrò farmi un bagno gelato quando poi tornerò! Che dire, sarebbe comunque un’esperienza no?

Andare in Finlandia per lavorare come cameriera, a Malmö per studiare, e diventare ventenne solamente tra tre giorni mi sta riempiendo la testa di cose a cui pensare, non solo da fare ma soprattutto di pensieri che girano senza sosta. Questi venti anni li vedo davvero come un traguardo, dopo un’anno di raggiungimenti, tristezze, risultati universitari e soddisfazioni. Ho molti piani per il semestre prossimo, la vita a Malmö, e magari a seconda di quanti soldi guadagnerò (perché riuscirò a trovare un lavoro per dindirillina!) per i viaggi. In lista per ora sono Irlanda con una mia amica, Repubblica Ceca da sola e al terzo posto l’Asia, che sarà declassata non appena destinazioni più economiche mi verranno in mente! In ogni caso, nonostante oia molto eccitata all’idea di questen nuove esperienze, la tristezza e la pesantezza nel lasciare Karlstad e la mia vita qui si fa sentire. Soprattutto perché come era successo prima di Natale, proprio all’ultimo momento sto incontrando nuova gente, ma per fortuna saranno a Karlstad anche il prossimo semestre e li potrò incontrare, e comunque la Germania non è così lontana da Malmö no?!

Mi inizio ad avvicinare al letto, devo mettere in ordine dei vestiti nelle scatole, e domani devo pulire la casa e chiamare il negozio di seconda mano e cheidere se possono venire a prendersi dei mobili. Avrò tempo fino a martedì per pulire e svuotare casa, perché mercoledì sarà il mio compleanno e non ho intenzione di stancarmi! Il programma è svegliarmi prestissimo per fare una tipica torta svedese alle fragole che viene servita per la festa di mezza estate (si chiama jordgubbstårta per i golosi curiosi 😛 ). Dopo andrò con Veronica a fare un brunch da IKEA, e che brunch! e prima gita da ventenne al systembolaget, il negozio che vende bevande sopra il 3,5 di alcool – gita d’obbligo! Poi qualche ora al lago e preparazione per la festa bbq che farò al campus, dove appunto c´è un posto barbecue con delle panche molto “cosy”. Il giorno dopo dormirò il più possibile ma dovrò pulire le ultime cose in casa e caricare tutte le scatole nella macchian della mia host family, dato che alle 15,30 verranno a vedere l’appartamento che dovrà essere pulito e completamente vuoto. Good luck to me!

Ora vi lascio, i vesitti aspettano di essere inscatolati! Buonanotte!

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