Biking in Malmö, course intro, work and home sweet home

I’ll start saying that Malmö is one of the first cities in the world regarding cycling paths, number of bikers and of bikes.

Let’s say that since I stepped the second time in Malmö during March this year, and the third time last week, I was wishing I had a bike from the very first moment, ‘cause it seems to be that unless you have a bike, you do not count really much in this city! In the last days I almost got killed by two bikes, once because I did not look properly when I was crossing the cycle path, secondly ‘cause going out from a shop, a guy cycled crazy coming from left. He said sorry, also in English so I guess he was a new exchange students thinking that Malmö is a paradise for bikers. And well, it is partly true. But there are a few things that did not make me feel safe to have my music on during my first kilometers done by bike today.

Firstly, all the rules you would follow on the road with cars, apply almost in the same way between bikers, so those cycling on main cycling paths, have precedence on those coming from minor roads, and so on. Second, even though it is a bike friendly city, it doesn’t mean you have precedence on everybody and do not need to watch over yourself, car drivers expect you to respect rules and to bike carefully, so free biking city if everyone respect each other. Thirdly, there are people, cars and bikes coming everywhere, so you’d better watch out all the time! There is a thing I never experienced before and it is that of really using your bike to replace a public transport, the feeling you get is a completely different one. On the one hand because it is pretty long and uphill and windy on the way to university from my place, on the other because in this way I really spare money on the bus, and why not on gym card!

Let’s say that there is kind of a underground market of bikes here, but you know, Malmö is close to Copenhagen, Kristiania not far away, lots of people from anywhere (there’s the major underground crime space for what I heard from someone, do not believe in that completely though!). Many bikes on market are stolen, and when you want to buy one which is not, you should ask the bike seller for a paper signed by the previous owner, maybe warranty sheets and so. Opposite to what I thought, it is not easy to buy a bike – I am talking about second-hand ones – and the average price is around one thousand crowns, which is 100 euros more or less. But I found someone selling a very old bike, with rust, an annoying sound and a not working dinamo for just 400 crowns, well you think I said no? I can still have a complete refining in city for 200 crowns, yes, so cheap! This happened yesterday and I am so happy I can bike around, have some sport and spare money not taking the bus. Now, I don’t know where this bike comes from, but I hope nobody got stolen of it, even though I expect it to disappear soon, or maybe it even looks too old to be stolen?! By the way, here in Malmö I saw everything, bikes without wheels, wheels without bike, but also heard from a girl from the US that she got stolen of her bike, and the person returned it in the same place the day after. So, Malmö is a place to be, just to laugh a bit and experience it.

Malmö is really the place with the kindest people all over Sweden, as I was told by many before moving here. In the last few days I asked a few people for directions – today also to another biker – and I always got the answer “well I am going there, you can follow me and I’ll show you!”. Really, really kind people.

Today I had my introduction lesson to the program I will start soon, the first lesson is on Wednesday, and following the Swedish academic style, there will not be many lectures every week, instead we have a more individual work to focus on. The literature to read though is still not really much for this first semester, still much to do though. This made me think of how many activities I will be able to do in order to fill free time and get some experience in this multicultural environment.

As I said, on Wednesday I came with my father and host family to Malmö, then I was with my father until Friday night. We went around, to Ikea of course, and mounted a lot of furnitures, and here are some pictures of the days together. I know that in the last months in Sweden I took way more photos, but now I am very used to Sweden and less things come to my eyes as often as it happened before.

P.S. With a average wind of 8 to 10m/s here in Malmö, the way to dress your hair is definitely a chignon (we say “cipolla” in Italian, “onion”), and I think the this is how most people will see my face now on!

Malmö!

Domenica 28 agosto 2016, Malmö

Sei e trenta, ticchettio continua di pioggia sulla finestra che di solito trasmette un sacco di luce nella camera da letto, tuoni. Come non ne avevo mai sentiti prima qui in Svezia. Ma probabilmente a Malmö, attaccata alla Danimarca mediterranea dei vichinghi svedesi, le cose procedono in maniera diversa.

Ho risposto alla persona dalla quale comprerò una bici questo pomeriggio, spero che smetta di piovere – ho scritto – anche io – la risposta. Forse questa pioggia non è tanto frequente dopotutto, o forse sono solo gli studenti internazionali a non essersi ancora abituati. Anche la proprietaria del ristorante si é fatta sentire verso le 6,30!

Comunque ora a ha smesso, e la camera inizia ad illuminarsi – altro lampo.

Da quando sono arrivata con mio papà mercoledì, non c´è stato un momento di pausa, siamo andati in giro, ovviamente andati da ikea e montato tutti i mobili, visitato i primi ristoranti stranieri della zona – e a Malmö ce n´è tanto di multiculturalismo! Ho avuto anche un incontro con la proprietaria di un ristorante/bar per un lavoro di cameriera/preparatrice di piatti ecc, di cui poi vi racconterò.

L’appartamento studentesco dove vivrò per i prossimi tre anni è molto spazioso e c´è spazio per un tavolo grande nel soggiorno/angolo cottura (che è più una parete che semplicemente un angolo) ed un piccolo divano letto ikea molto molto “dolce”. Ci sarà tempo e spazio per mettere una piccola tv su un mobiletto davanti al divano, ma l’altro giorno ad ikea ho preso la confezione sbagliata, portando a casa un’anta per un armadietto invece!

La camera da letto è quasi completamente arredata, con letto (non mi dire!), libreria, comodino e scrivania e relativa sedia, manca solo una parte estraibile della scrivania che non potrò montare finché non avrò un mago cacciavite. Well, Ikea is the solution!

Ci sono decine e decine di cose da organizzare ancora, e da quando sono arrivata non mi sono mai svegliata più tardi delle 7.00, andando a dormire più che distrutta intorno alle 21,30 quasi tutti i giorni.

Venerdì sera mio papà se n´é andato e diciamo è iniziata realmente la vita da sola, ma quasi non me ne accorgo ancora, dato che c´è un sacco di cose da mettere  in ordine, e poi l’anno scorso a Karlstad mi è servito da allenamento.

Venerdì comunque sono andata all’università per assistere ad una lezione, parte della settimana introduttiva, del servizio lavorativo presente all’università, tramite il quale aiutano gli studenti a scrivere i loro curriculum, le lettere di motivazione, preparare un colloquio, fare network ed usare LinkedIn bene. Ci saranno workshop all’università con la cadenza di un paio di settimane in media.

Per quanto riguarda il lavoro, questa settimana inizierò i primi turni a partire da mercoledì fino a sabato, questo posto si chiama Noi’s Café & Deli e si trova in centro vicino la piazza Triangeln. È specializzato in piatti vietnamiti ma soprattutto nel preparare cibo vengano, senza glutine e senza lattosio, insomma non proprio la mia cosa ma ultimamente sembra proprio essere una moda!

Venerdì all’università ho incontrato una ragazza nepalese con cui ieri sono andata in giro per la città alla ricerca di bici, ma non è stato facile come immaginavamo. Molte bici di seconda mano che vengono vendute sono rubate, ed il resto si aggirano intorno ai 100 euro e più, che a noi non andava molto di comprare! Comunque, durante questa passeggiata infinita, siamo arrivate vicino Rosengård, il quartiere delle proteste degli immigrati di cui si sentì parlare una decina di anni fa – macchine che hanno iniziato di nuovo ad essere bruciate la scorsa settimana. Ma intorno tutto tace e l’ambiente non è assolutamente spaventoso. Nella piazza di Gustav Adolf c´è un mercato di frutta e verdura – cosa che mi manca sempre stando in Svezia e nelle città piccole. Una via che parte dalla strada è piena invece di negozi alimentari di libanesi, afghani e molto più. Abbiamo comprato un po’ di frutta e verdura e chiacchierato con i venditori, qualcuno mi ha chiesto del terremoto in Italia. Mi sono sentita incredibilmente a casa con queste chiacchiere spontanee. Con Aastha abbiamo deciso di andare ogni sabato a fare spesa di frutta e verdura li – i prezzi sono assurdi, 1 euro al kl per le zucchine, dove  nei supermercati svedesi si paga per zucchina che compri!

Comunque, la mia sveglia ha suonato qualche minuto fa, forse dovrei alzarmi per farmi un caffè e fare colazione, oggi altra giornata impegnativa per me, spero solo che la pioggia smetta del tutto e possa andare ad ikea senza problemi e senza bagnarmi troppo!

A presto!

 

p.s. Ci sono e ci saranno foto a partire da questa settimana, solo che nel trasloco non trovo più il cavetto usb del telefono, che dovrò comprare in questi giorni, e soprattutto non ho tanto internet per caricare foto!

Spiegando il tempo

Quattro anni fa ho iniziato questo blog. Per qualche motivo avevo già da molti anni prima in testa che la mia vita si sarebbe rivolta verso il Polo Nord, e che amavo viaggiare. Durante questi anni un sacco di cose sono successe, e penso non sia male scrivere qualche specie di riassunto per i neo lettori di questo blog, o per tutti quelli che tra questo miscuglio di lingue, paesi, deadline, consegni di documenti e viaggi non sono riusciti a mettere bene in ordine tutti i fatti, beh, come non capirvi!

Nel 2013, il 15 agosto, sono partita alla volta della Svezia per trascorrere il quarto anno di liceo con una famiglia ospitante svedese. Comune di Hagfors, una frazione chiamata Uddeholm, a 90 km da una città a misura di studente (come la chiamerò qualche anno più tardi) chiamata Karlstad. Tra difficoltà e soddisfazioni più o meno grandi, ho imparato lo svedese e l’inglese. Tornata in Italia ho fatto il quinto anno di liceo, preso la maturità e sognato di tornare in Svezia qualche mese dopo il mio ritorno.

L’iscrizione a Malmö non è andata a buon fine, i documenti sono arrivati troppo tardi rispetto alla deadline e quindi ho deciso di andarmene comunque un anno in Svezia, studiando corsi singoli di primo livello all’università di Karlstad, che avevo anche visitato e di cui mi ero innamorata. Insomma, nell’anno 2015-16 mi sono trasferita tre volte da appartamenti condivisi ad appartamenti interi. Ho studiato corsi di inglese, svedese e relativi a materie culturali. I crediti mi verranno calcolati se un giorno vorrò iscrivermi a dei corsi che richiedono la frequenza ad altri corsi, e sicuramente questo anno di studio in inglese mi è servito per prepararmi ai tre anni che passerò a studiare a Malmö da fine agosto in poi. Per chi se lo chiedesse, ad aprile ho ricevuto l’ammissione all’università di Malmö, aspettata per un anno e mezzo diciamo, al programma di laurea triennale chiamato Migrazione Internazionale e Relazioni Etniche. Le lezioni inizieranno il 29 agosto e mi trasferirò il 24 nell’appartamento studentesco che ho ricevuto a inizio luglio mentre lavoravo alle Åland.

Quindi eccomi qui, dopo un mese di primo lavoro come cameriera alle isole Åland, e dopo tantissimi mesi di attesa, seduta al computer, con dei fogli di una lettera da inviare ad una ragazza incontrata nel mio viaggio fatto da sola in Polonia, ragazza che è diventata pen friend e compagna di futuri viaggi. Pensando a come l’appartamento dovrà essere arredato, a come organizzerò le attività, come si arriva in bici da casa all’università, che lavoro troverò, i miei prossimi viaggi ed altro ancora…ma per ora l’obiettivo estivo è quello di abbronzarsi!

Tra gelati, pizze, sole e chiacchiere a voci alte, mi sto godendo l’Italia dalla quale mi assento per mesi quando sono in Svezia, ma il caffè svedese, il silenzio in biblioteca, le giornate limpide ma fresche mi mancano sempre in un certo senso.

Ora vi lascio, a presto!

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