Sapore di vento

Qui al sud del nord le giornate si accorciano come di programma. Ma sopravvissuta ad ormai ben due inverni trascorsi nel Värmland, sempre a sud ma un po’ più su in questo nord interminabile, il buio non mi fa paura, o almeno, non per ora. Per la prima volta nella mia lunghissima vita, questo pomeriggio cercando di dirigermi verso l’università insieme ad altri ragazzi di corso, mi sono trovata a camminare con il torso a 90° cercando di affrontare il vento fortissimo, che ancora si muove tra le foglie degli ippocastani sulla via del mio appartamento, e fa tremare i vetri. Per non parlare di come debba essere stato buffo vedermi pedalare sulla mia bici rimanendo però inevitabilmente ferma, con qualche spostamento laterale sempre dovuto al vento multi direzionale.

Ieri sono stata a un colloquio di lavoro, incontrando una delle tante persone che pensa che io sia norvegese sentendo la cantilena ondeggiante che il mio svedese assume. Comunque, a quanto pare è andato bene, e tra una settimana avrò un corso di introduzione, e se tutto va bene potrei iniziare a lavorare da sabato prossimo.

La nostalgia dell’Italia, stranamente, si fa sentire in modo maggiore mano a mano che il tempo trascorso all’estero aumenta, e confidando nella mia capacità di non cambiare idea e decidere di fare mille cose in una sola estate – si magari! – la prossima estate sarà il momento di trascorrerla completamente in Italia. Insomma, dopo tre anni, sarebbero i miei primi due mesi e mezzo nella penisola del sole, sto ritorno s´ha da fa!

Per quanto riguarda la mia voglia e capacità di scrivere, soprattutto in italiano ed in modo ordinato, devo ammettere che sono in un periodo che sento di definite “crisi linguistica”. Troppi pensieri e troppo esercizio ogni giorno in tutte e tre le lingue. Anzi, il fatto di utilizzare poco l’italiano ha creato in me una specie di crisi di identità, ma soprattutto grammaticale, che per me che sono sempre stata veloce a scrivere e ho amato bloggare per mesi quasi senza sosta, è un segnale un po’ demoralizzante. Ma sicuramente lessico e ispirazione torneranno presto, almeno quando alcuni dei problemi maggiori saranno stati risolti. Per ora vi lascio con una delle perle di saggezza dell’alternativo professore del mio corso: “I am not overweight, I am just underlenght!”

 

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