Atmosfera

Non avrei mai immaginato che avrei potuto sentire lo spirito natalizio anche qui al sud, mancandomi così tanto il “nord” ed essendo i primi fiocchi di neve caduti a novembre ormai passati e scioltisi da tanto. Dopo una settimana di grande studio, visite e lavoro, eccomi a pubblicare qualche foto della mia vita a Malmö, che a quanto pare mi sta iniziando a piacere più in fretta e profondamente di come mi sarei immaginata. Vi lascio con un augurio di buona prima domenica di avvento, la mia candela bianca ikea illumina la finestra davanti alla quale sono seduta, il mio italiano fa fatica ad uscire e tra poco inizierò a leggere qualche pagina per poi crollare nel sonno.

I mercati di Natale sparsi nello Skåne sono circa 45, qui ne potete trovare alcuni, e ce ne sono di nuovi ogni weekend – ieri ad esempio ne è stato allestito uno nella piazza di Gustav Adolf, e la pista di pattinaggio sul ghiaccio è stata montata a Folkets Park.

Qualche tono per entrare nello spirito invernale e natalizio – “Canzone d’inverno”. Appena trovata su spotify e cantata da una cantante norvegese. Il terzo inverno qui in Svezia e sono definitivamente abituata a vivere l’inverno nel modo migliore possibile, senza dare a buio e freddo la possibilità di perdere energie ed essere triste, leggendo, studiando e dedicandosi più a se stessi e a chiaccheire con amici accanto ad una tazza – e molte di più – di té o caffé caldo….

Il tempo passa ma volendo si riesce sempre a fare tutto in tempo. Italia tra tre settimane e sembra ieri che traslocavo a Malmö, con un Turning Torso che rendeva la skyline di Malmö non delle più creative!

Ci sentiamo al più presto (spero!)

p.s. Linkedin è una mano dal cielo 🙂

 

Funny curious musical findings

I start with saying what I told about Sweds already more than once…that they love Italy, in every dimension. Surely sun, food and wine are the most appreciated things. The first one easily remarked by someone during the choir camp yesterday, something like – “we go to Italy during winter to gain energies, I do not know why we have not yet learnt to hibernate as many animals do”.

Talking about food, Italy is definitely admired for pasta, pizza, and whatever can be called “Italian” going from the add of some oregano to a squeeze of tomato sauce. I am definitely not against food experiments since I love to prepare food and eat and try new things and whatever, but sometimes homesickness is on the way when hearing the “Italian” be used too often.

Speaking wine – Systembolaget surely has a 50% or more of the total amount of wines coming from Italy. If you ask recommendation they would probably recommend you an Italian wine – many Swedes I know really do not have a wide knowledge about wines characteristics, and I am not blaming anyone, since I myself do not have any clue about how a wine can taste differently from one another!

(If you want to put all these things together and really try to understand the feeling – almost one of repressed cultural belonging that Swedish people have towards Italy – you should definitely watch the film Små Citroner Gula. I finished to watch it with a girl from the choir some hours ago, and I will never be tired of it!)

…and then the music. I do not know how it has been possible to cope and translate – mostly the melody was taken – from Italian as many songs as it happened here in Sweden without making everyone aware that those songs actually had an Italian origin. Three years ago I sat in the car of my host-family listening a song from Veronica Maggio who is one of the most famous singers in Sweden, half Italian from father side and half Swedish. Just the song they send on the radio that time was Välkommen in.

Trying to fully immerse in the text and try to understand as much as possible, all of a sudden she started to speak Italian – “Oh mare nero oh mare nero oh mare nero”. These words are from an Italian song from the singer Lucio Battisti – one of them who made the history of music in Italy – in 1971. This is just a little example since just some words are used and it may be fun to know which the original actually is.

Going on…

but there is one which is probably one of the most know Swedish songs called Var ska vi sova i natt (Where should we sleep tonight) which is a song from 1982, just a year after the original “Sarà perché ti amo” was released. Swedish peopel do love Italy and they are more than fast to show it!

And to finish…another very famous artist part of the Italian music culture, was Adriano Celentano who started to sing when he was younger than eighteen. He wrote this song and sang it in 1966.

And one year later Sweden got another smash music example…

I definitely find this interesting, fun and a bit funny. There are surely more examples than these ones and surely between a lot of countries and languages which takes place! And it is so interesting to see hoeunfortunately now, for just some words taken from another song, or maybe two or three tones in a sequence someone is called for plagiarism, while the sharing and diffusion should be way more promoted than it actually is!

I leave you with a pair of pieces I heard in the weekend..goodnight!

 

Got to sing this one in the choir while the conductor was playing by piano and we were free to sing whatever we felt comfortable with. The result was a 20 voices compainment to a very know piece, and a perfect self confidence and team building experiment for a choir.

Gite fuori porta – Lund

Approfittando del bel tempo, della tessera dei mezzi gratuita valida in tutta la regione della Scania che mi è stata regalata dal comune, e sentendo il bisogno di fare qualcosa di “libero” dopo l’esame di questa mattina, nel pomeriggio ho deciso di recarmi a Lund. Con soli dieci minuti di treno da Malmö ci si trova in una dimensione completamente diversa da quella della “grande” città in cui invece sto vivendo, e forse non proprio ciò che mi ero immaginata e di cui ero “invidiosa”. Lund è infatti quasi esclusivamente una città universitaria, il campus è distribuito su quasi la maggior parte dell’area cittadina e tutto è a misura di studente – e ovviamente di bicicletta! Arrivata lí intorno alle due di pomeriggio ho iniziato a perdermi nelle strade, sicura che comunque non mi sarei mai persa del tutto. Tutto è familiare, a partire dagli autobus che fanno parte dello stesso sistema di mezzi di trasporto di Malmö, il dialetto, e l’alto numero di studenti. Avrei immaginato di trovarmi in un posto pieno di coetanei, che vivono la vita universitaria e lo spirito comunitario al massimo, in confronto a come la vita studentesca di Malmö si differenzia. Invece ho trovato strade abbastanza deserte nel campus universitario, e molta gente in centro, che però assomiglia ad un qualsiasi centro di una qualsiasi città, sebbene ospiti una maggiore concentrazione di caffè accoglienti e librerie. La città si gira a piedi senza problemi, massimo due ore e si può riuscire ad andare in giro tra quasi tutte le vie della cittadina. Tutti i palazzi sono molto antichi – ebbene si, da romana ho iniziato a vedere ogni palazzo svedese come antico anche se magari risale all’Ottocento, come fanno tutti gli svedesi! – e sembra quasi di essere catapultati indietro nella storia passeggiando tra i vicoli incontrando gente che sembra essere molto più tranquilla e rilassata dei cittadini di altre cittadine svedesi più grandi.

Sicuramente un’idea per riempire una giornata noiosa, o per immergersi nello spirito invernale e natalizio, essendo Lund addobbata e illuminata manco dovesse ospitare i re – il papa l’hanno già accolto nel weekend dopotutto! – entrando in chiese e negozi per sentirsi immersi nella storia e riscaldarsi dalle fredde passeggiate.

Devo dire che l’inizio di quello che spero sia una lunga collezione di gite fuori porta per visitare la Scania è iniziato con il piede giusto. Certo, la sfida tra Scania e Värmland sarà dura ma ce la metterò tutta per cercare di immergermi al più non posso in questa regione che anche sembra piena di cultura, storie e tradizioni. Allontanarmi un po’, per poi tornare a Malmö rendendomi conto di come da cittadina di una città come Roma mi sentirò sempre a casa nel caos – soprattutto sentendo dei romani parlare nella stazione centrale di Malmö non appena tornata dalla “provinciale” Lund.

Notteprimadell’esame

The night before the first class room exam at Malmö university I sit here and wish to put something meaningful in this post.

I am try to find solutions since I am struggling with learning Skånska, which is one if not the most difficult dialect spoken in Sweden, hard to understand not only for second language speakers but also for native Swedish, for what I heard at least! Compared to Värmländska – the dialect which I learned to understand during my first year in Sweden and which is also considered to be “on a different level” because of the similarities to Norvegian language spoken just some steps from the Värmland county – Skånska is definitely more similar to another language than to a dialect. To put it in brief, Skåne was part of  Denmark indeed for a long time ago, and the language still presents deep influences of the Danish – “they speak as they had a potato in their mouth” to cite one of the most “stereotypes” on the Danish language. Funny enough, I happened to be stopped and asked informations by some Danish people and understood everything, while they were those struggling, but when I speak with someone with dialect form Malmö I may ask to repeate a sentence more than a few times! Curious about this all dialect thing? Check some audios from this page. The region in the link is Skåne, and the closest area to Malmö is the on on the lowest left. Good luck!

The main problem is that with the few Sweds I am meeting here in Malmö I do not even speak Swedish, sometimes because they speak this dialect, or sometimes because I am so afraid to not understand this dialect that I even convince myself that I do not understand those who do not actually speak this dialect. Amazing psychological process uh?

Moving on, I went on svt play to see which series and films were available to see on demand, and doing my best cutting off horror, thrillers and other not-for-me-films which Sweds seem to love from my list, I found Friman Frökens krig, a short serie about the life of Anna Whitlock. Born in Stockholm in 1852, she fought for women and education rights. I will not tell more about it and recommend to watch the movie, as there are good historical insights and the language is pretty clear, excepting some old forms.