Come bambini – parte prima

Seduta sul treno aspettando la partenza. Karlstad Göteborg – pausa – treno per Malmö. Cerco il vagone , posti non numerati, o meglio, per una volta non mi sento intrappolata in un meccanismo, quello di aver i posti numerati, decisi e senza possibilità di essere cambiati, che vedo come un tentativo estremo ed inutile per evitare il nuovo, il diverso e lo sconosciuto, di controllare le cose. Ed ecco che il treno si riempie.

Qualcuno con uno strumento in una custodia, troppo lungo e difficile da riconoscere. Tutti fissano cellulari, a differenza del primo treno sul quale sono salita oggi, di legno, con gli scomparti scricchiolanti, senza wifi a bordo ed un bagno mai aperto dai viaggiatori del vagone dove mi trovavo. Rosso verde nero.

Colori di una sciarpa appesa a qualcuno sul quale mi ero fatta un’idea del paese di provenienza, e che forse la conferma. Qualche minuto dopo lo vedrò, insieme ad altri passeggeri, tirare fuori il documento di richiedente asilo emanato dal migrationsverket. Il controllore del treno chiedergli il biglietto, spiegando un modo di piegarlo che gli permetterà così di non dover tirare fuori dalla custodia trasparente il pezzo di carta ogni volta che sarà in viaggio. Perché senza biglietto non si viaggia, e le regole svedesi, soprattutto per una convenienza di tempo, vanno rispettate.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...