Poesie di maggio

Foglie che quasi già iniziano ad ingiallire fanno sembrare quei momenti di rinascita della natura ormai così lontani ed irreali. Si torna sui paesaggi verdi impressi guardando fuori dai vetri delle finestre di casa.

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Natura gigante

Così gigante che sembra
di non averti abbastanza,
anche quando quasi non si può di più

Fiori germogli fruscio tra gli alberi,
mattine calde e finestre dischiuse,
a lasciar entrare un odore di novità

Dopo mesi dischiusi in piumini
e case di candele, luce che non sapevi
potesse accecare così tanto

Serate al porto e
giacche al vento,
tramonto tardo e calore sui visi

Estate alle porte
nostalgia di quello che si lascia,
ritrovando il buio invernale

Aspettando di nuovo la primavera dell’anima
Scoprendo ogni volta come fosse la prima,
il maggio svedese

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Una serata di maggio

Città di visi, visi sconnessi.

Scarpe che toccano vetrine fredde,
in una primavera più che inoltrata.

Verde, colori, fiori, blu cielo.

Silenzio rumore noia.

Case chiuse e luci accese, autobus che brillano nel caos silenzioso
di una città in chiusura.

Corpi sereni e dritti, giacche al vento
e capelli all’aria.

Città di visi, visi connessi ai giovani occhi
da musica che ti porta altrove

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