I figli della guerra

Ho iniziato ad incontrarli

ed hanno visi cicatrizzati da rovi

che nel cammino non sono riusciti

a fermare la loro fuga

 

Non hanno più di dieci anni

alcuni sono forse segnati a vita

poche parole escono dalle loro bocche

occhi che nelle foreste non riescono più a chiudersi come vorrebbero

 

Di padri con cui non riescono più a giocare

le mine hanno segnato le loro gambe

dolori e stampelle all’ordine del giorno

solo discorsi senza sosta ad allontanarli dai ricordi

 

Qualcuno sdrammatizza

si parla di sciabole minacce e ricatti

i più grandi quasi sorridono

ai ricordi di quelle torture

 

Mi giro
un bambino di otto anni carica un pennarello
su un fucile di rami
impaurito, quasi abituato, prende la mira

 

 

 

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