Di candele, neve sciolta e calendari doodle

Tempo di buio, l’effetto bradipo inizia a farsi sentire. Qui è tutto una corsa, tra sveglia, corsi, allenamenti, fare la spesa, studiare, andare alle prove di coro e soprattutto impararsi a memoria decine di brani in inglese e svedese, comprare il vestito di Lucia per il concerto che avremo tra qualche settimana in Aula Magna, e anche per quello di Natale fra una settimana. E soprattutto trovare tempo per fare quello che mi piace, ovvero scrivere delle mie avventure qui, leggere (qui proprio non ci riesco) e guardare film, magari per allenare inglese o svedese, e magari italiano!

La neve si è sciolta e non mi dispiace. Vanno benissimo alcuni giorni di biancore per illuminare tutto quanto e rendere tutto più cosy, ma quando è troppo è troppo. Un exchange student che conosco da altri amici l’altro giorno è caduto dalla bici rompendosi tre denti. Era solo scivoloso e neanche c’era la neve, e immagino sia stato un pizzichino poco prudente, ma gli effetti del ghiaccio andando in bici ci sono! E soprattutto, se so che posso arrivare in bici all’uni e all’allenamento in pochi minuti sono molto più motivata ad uscire di casa! Ieri mi sono svegliata con molta nostalgia di casa. Sembra assurdo perché torno fra un mese a Roma, ma in ogni caso andando all’università incontrando qualche amica (e poi anche solo “vedere” gente è “socializzare”) e ritirando il modem di internet, mi ha davvero tirato su il morale! Videochat con mia sorella di sera e poi sono crollata a dormire!

Manca come scritto prima davvero poco al mio ritorno a Roma e sono davvero fomentata, ma sempre molto sorpresa quando mi rendo conto che questo autunno/inverno buio svedese non mi ha fatta andare in letargo come era successo quando ero stata exchange student in Svezia. Comunque, oggi allenamento e poi mi precipito nella chiesa dove faremo le prove per il concerto di Natale del 4 dicembre. Alla fine credo parteciperò solo al concerto di Natale ed al “treno di Lucia” che ci sarà in aula magna la seconda settimana di dicembre, giusto per avere un assaggio di com´è cantare nel treno di Lucia in Svezia. Altrimenti ci sarebbero cinque concerti in più da cantare e proprio non ce la faccio!

Gli svedesi ed i  calendari doodle: in Italia non si usano, o almeno non mi era mai successo di usarli. I calendari doodle per chi non lo sapesse sono semplicemente dei modi facili facili di decidere un appuntamento o un evento in modo democratico, ovvero secondo il metodo de “la maggioranza vince”. Finora son stata invitata a quattro “sondaggi”. Due per decidere i turni al pub degli studenti, novembre e dicembre, uno per decidere quando riunirsi con la voce del mio coro a casa di qualcuno per studiare meglio i brani, ed uno per decidere quando fare il meeting iniziale per diventare host nel prossimo semestre. Questo dimostra davvero quanto in Svezia nessuno voglia sentirsi maggiore di nessuno, si decide insieme, e soprattutto si fanno le cose “ordinatamente”. E niente su carta soprattutto! Un altro esempio di questa libertà e possibilità di partecipare alle decisioni, e zero gerarchia, sta nel fatto che nel coro dell’università si organizzano spesso gruppi, composti da noi coriste stesse, per svolgere alcuni incarichi come l’organizzazione di concerti importanti, oppure il gruppo che si occupa dei social media ecc.. Tutti questi consigli vengono decisi ad inizio anno, ed alcuni meno importanti a metà anno, durante “meeting” informali e formali simili a questo. Un pochetto straziante vero? 😛 Comunque, a maggio canteremo un concerto tutto nostro che avrà come tema centrale quello delle donne. I brani scelti saranno solo quelli scritti o cantati da donne…e per organizzare il concerto c’era bisogno di un “producente grup” ovvero un gruppo producenti, e ho deciso di farne parte! Quindi…il prossimo semestre sarà pieno di cose da fare, come lo è stato dopotutto anche questo! Spero di riuscire a trovare tempo per rilassarmi, anche perché se non si ha mai tempo per fare quello che piace non ci si rende neanche conto che il tempo esiste! E la procrastinazione qui è diventata attività quotidiana! Comunque…il mio obiettivo di stare allenata e quindi non troppo stanca durante la diminuzione delle giornate sta riuscendo alla grande, e questo mi basta per essere un po’ soddisfatta.

Ricapitolando…il prossimo semestre canterò nel coro, sarò producente di un concerto fighissimo, continuerò ad allenarmi, frequenterò circa quattro corsi (tra una settimana mi diranno a quali sono stata accettata), probabilmente riceverò il personal number svedese, ovvero il codice fiscale che qui serve per ogni singola cosa, probabilmente andrò a trovare mia sorella che si è trasferita in Portogallo da qualche settimana, e sarò host per i nuovi studenti internazionali che arriveranno a gennaio. Emozionata? È dire poco!

Ieri ho visto in aula magna con un’amica un concerto di un cantante svedese abbastanza famoso che si chiama Danny Saucedo, che ha partecipato sia al Melodifestivalen che all’Eurovision Song Contest. È stata una specie di concerto chiacchierata con un altro musicista chiamato Nils Landgren. Davvero interessante. Dopo aver visto il principe Daniel due volte e la principessa Victoria una volta, mi rendo conto sempre di più quanto sia bello stare in questa università.

Ora vi saluto! A presto!

Fate un salto su questi link se volete sentirmi parlare di come vanno le cose qui in Svezia 🙂

E qui…se siete curiosi della situazione politica relativa alle immigrazioni.

 

Appunti post ritorno

La sera, dopo il concerto a Santo Domingo de la Calzada, per capirci meglio nella chiesa “del gallo e della gallina”, siamo andati a mangiare, ormai distrutti in un posto molto carino, che è questo. Alla fine della cena abbiamo cantato un brano in spagnolo e poi siamo risaliti sul pullman diretti all’albergo, che apparteneva a delle suore cistercensi.

La mattina dopo di nuovo sveglia, per chi voleva un po’ più tardi ma io ne ho approfittato per scrivere il diario dato che il tempo non bastava mai! Scesa giù per fare colazione la suora mi ha chiesto se avessi dormito bene, molto lentamente scandendo le parole, io ormai sicura di sfoggiare le mie abilità linguistiche (che si riducono a una ventina di parole) ho detto “buenos dias, muy bien gracias, y usted?” e lei ha detto “ah ma allora parli spagnolo, brava!”, basta davvero poco, e soprattutto crederci! Abbiamo cantato un’altra messa per poi dirigerci di corsa verso l’aeroporto. La chiesa ospitava anche un convento di suore di clausura, e l’intero complesso fu fatto costruire da Carlo V d’Asburgo per la madre, conosciuta come Giovanna “la pazza”.

Ma una volta in pullman siamo stati fermati e portati in un posto per fare un “piccolo aperitivo prima di partire”. Ok, piccolo era un eufemismo. Vi lascio qualche foto così potete commentare la cosa da soli.

I saluti con le persone che ci hanno seguiti per due giorni di concerti sono stati emozionanti, come spiegare queste sensazioni?

Il viaggio in pullman non finiva più, anche perché avevamo paura di perdere l’aereo (o almeno io dato che gli altri sono abituati a tornare all’aeroporto all’ultimo minuto durante le tournée!) ma abbiamo riso molto anche perché siamo partiti senza uno dei coristi, ma questi sono “piccoli dettagli”.

Santander dove siamo atterrati era in Cantabria, Vitoria-Gasteiz nei Paesi Baschi e Santo Domingo de la Calzada ne La Rioja, era la prima volta che andavo in Spagna ma devo ammettere di aver avuto un discreto assaggio di questa terra meravigliosa, spostandoci tra tre delle diciassette comunità autonome della Spagna 😉

Ieri mentre cercavo di sopravvivere al temporale/naufragio che ha nel vero senso della parola investito Roma, vicino a San Pietro una signora messicana mi ha detto in spagnolo “mi metto un attimo sotto il tuo ombrello, posso seguirti un attimo?” e io “si ma certo!”. Avrei voluto raccontarle che un giorno prima avevo ascoltato lo spagnolo tutto il giorno e che ho un’amica messicana e poi ancora altro e altro, ma le parole venivano formate nella mia testa in tutte le lingue che so per poi rompersi sul muro dello spagnolo. Ma supererò anche questo blocco!

Ora vado, alla prossima e buonanotte!

Ah, mi sto iscrivendo a un po’ di università estere, una in Svezia e tre in Olanda, I’ll keep my finger crossed!