Kiruna – Malmö

From my point of view, coming back from a trip and sleep from 3.30 pm to 5.30 a.m. the following day is sort of a symbol for the amount of knowledge, energy, experiences and people met throughout the journey. As I am asked about the beauty of the place I visit I am often confused on the answer I should give. What I feel, takes way more than a 5 rows typed chat on messenger or an international call where emotions are impossible to show because of the inability to show facial expressions. That answer is about a personal perception of the place, the people met at a jewelry or the ones sitting by you when drinking a coffee, talking about places and understanding each other’s jokes as you are from Italy and they are from France. It is to not longer feel alone, after starting to exchange some words with some Australians in what before was a very empty kitchen in the hostel you are sleeping at, to then walk with them in the midnight sun.

National Geographic tells aspiring writers that what they are looking for is not a description of what a specific place is or looks like, or which things one may look forward to check out from their bucket list. They mainly look for a “basic” and “simple” thing: to awake in the reader the desire and will to leave and travel, and to just visit that place. Personal experiences are the most important as they embody that human character which a dry list of monuments, attractions and museums, may fail to transmit.

No city other than Kiruna among the ones I have visited so far, better embodies the difference of feelings that the sentence “I am coming back, I promise”, carries from place to place, person to person. Nature leaves you speechless as sun never sets and your body is not longer able to understand how much energy you are actually eager for.

I will soon write more about the journey, and going to load a bunch of photos more 🙂

Roots – Radici – Agli sgoccioli

A poche ore dalla nascita di un nuovo giorno, stanotte all’una e mezza ero nel mio letto, sfogliando le prime piccole pagine del libro “Foreign to Familiar – Understanding Hot and Cold Cultures”. Cercando di allontanarmi dall’effetto della caffeina di una tazza di caffè bevuta alle diciannove e trenta, mi sono ritrovata a leggere ed immaginare quello che mi sono sempre ripetuta, per poi riconoscerlo nei caratteri stampati su pagine ingiallite. Siamo in un momento di cambiamenti, continui, giornalieri, la vita va sempre più veloce e la cosa che probabilmente potrebbe spaventare è che non sembriamo rendercene conto.

La percezione della vita e dello sviluppo da giovane a “persona realizzata” è cambiata incredibilmente da quella che era “solo” vent’anni fa. Chi voleva fare qualcosa che gli piaceva davvero nella vita, ma che magari non avrebbe dato risultati maturi e veloci, vedeva spesso visto come libertino, creativo, inaffidabile, surrealista, almeno in Italia, almeno per quello che ho percepito da molti racconti. Tanti cambiamenti al giorno d’oggi e soprattutto per la mia generazione, e la cosa che un po’ spaventa è il fatto che diventa sempre più difficile accorgersene, tutto va troppo veloce.

I 2Cellos fanno una tournée in Italia e me la perdo per un briciolo…

Nelle sere estive svedesi mi fermo a vedere il tramonto alle 21,30, ti sciocca, rimani in silenzio, a volte mi sento asociale ma sembra che non ci sia altro.

Forse per questo mi sembra che quest’anno sia passato ad una velocità incredibile. Nonostante quattro saggi da scrivere, alcuni da finire ed altri ancora da iniziare completamente, siamo agli sgoccioli di questo anno pieno di avventure e sfide.

Due giorni fa è stato il momento dell’ultima presentazione orale con una coppia di studenti della mia classe, il nostro tema si concentrava su un articolo sui bambini non accompagnati che arrivano in Svezia, e sulle procedure di accoglienza in case famiglia, famiglie adottive ed altri tipi di strutture. Nonostante la sfida del parlare mezz’ora in inglese, ed alti e bassi tra black-out di memoria più o meno visibili a causa dell’ansia di parlare in pubblico, il nostro argomento ha suscitato molto interesse, che si è poi sviluppato in una discussione molto accesa sui temi di integrazione, assimilazione, lingua ecc.

Questo maggio sta cambiando un po’ le cose, sarà il sole e i soliti cambiamenti di umore che esso porta, sarà il prospetto di rimanere a vivere a Malmö ed in generale in un posto per un periodo più lungo di solo un anno, come è successo ultimamente. Trasferirmi così tanto mi ha stancata, in qualche vuoto ti svuota, ti lascia letteralmente senza radici, che però nel tempo vengono ricostruite nella memoria, nei ricordi e nelle conoscenze.

Nove mesi fa alla ricerca di una bici perché vivere al Malmö senza una due ruote manco a pensarci! Ora me ne sto con una bici usata all’ingresso, l’altra

Momento estremamente creativo, sarà l’estate? Saranno le soddisfazioni che una dopo le altre si accumulano (poi vi racconterò meglio delle varie possibilità di lavoro che avrò per il prossimo semestre, alcune delle quali sono già state confermate)? O le migliaia di parole in inglese e svedese lette e scritte che piano piano si dissolvono di nuovo dalla mia bocca, occhi e orecchie come piccoli sogni.

In un tramonto che scioglie tutti tra silenzi, risate e bicchieri di una bevanda ai lamponi che sa di svedese. Ruote di bici che si bloccano mentre torni a casa di notte, un parco che non ti aveva mai fatto così paura, musica nelle orecchie ed auricolari che perdono i gommini a causa del forte vento, bici che sempre per il vento non può essere guidata con una sola mano. La bici che quando la vai a riprendere dal biciclettaio ha la ruota montata in modo diverso, e scopri che puoi guidarla senza mani. Le pedalate veloci, contro il vento, col vento dietro manco a pagarlo! Fiori bianchi e profumati, rubati da alberi di giardini, piante piantate e mai cresciute, sole che scalda, brucia. Bici grande compagna, in una Malmö che cresce e diventa sempre più mista di culture, dialetti, e accenti che non sono più accenti ma ormai sono già lingue.

Svedesi, e me compresa, impazzita per 25° in un venerdì di maggio, lezioni sospese all’ultimo momento che tutti immaginano sia perché il professore voglia prendersi il sole, violoncelli, persone che camminano, e lo sport che qui in Svezia è sempre al centro di tutto, colazioni a contemplare davanti alla finestra che affaccia sul parco. Finestra aperta, cinguettii e soffi di vento leggero.

Il programma con alcuni amici di pedalare fino al bosco di betulle a 15 km da qui questo sabato, rimanere una notte in tenda, esplorare, tornare cercando di trovare l’orientamento.

Piani estivi di esplorazione, work in progress.

Chapter 2

The day arrived in which I finally start to be someone here in Sweden. I do not want to be too negative, but I have to admit that life without a Swedish personal number is, if not impossible, way more difficult than someone not living in Sweden – or whichever Nordic country – could imagine.

After a year of exchange where I got a temporary personal number but did not anyway have way to use it, I stayed another year in Sweden last year, just getting a student personal number, which is totally useless for everything since it is just indeed a student identification number. Full of surprise, here at Malmö university I got registred with the same code I had last year at Karlstad university. By the way! I got really emotional yesterday when someone from Skatteverket answered to my email saying that my procedure was completed and they had sent the letter to my letterbox. I could not believe how this four numbers really change you prospective!

It is a number formed by you birthday and then four numbers, calculated in a way I do not really care about right now. Since Sweden is a very bureocratic and “fair” and “right” and “serious” country – and tax paying one – they like to control and check that everything goes right. Whatever discount card you want to have you need a personal number, house ensurance, bank services without going to the bank for every least issue, booking a medical visit so that you do not need to queue after all the people who booked before you, or during you wait, book a gym – in my case! – without paying any month in advance, and getting the chance to actually have the student discount! There are thousand of things you may not be able to do without a personal number, which totally opens your doors to real life when you get it.

Yesterday it was a long and joyful day, also because after waiting my ups package coming a week later – you know, they were surprised that the entrance door was closed and they did not call, because of course not else in the world entrance doors are closed right? By the way, in the package there was this tv that I got as a present from my dad. I will connect it tomorrow when I will be able to get the right cable – and crap how I hate to go to electronic shops since I do not understand anything about these things! Today I will go to the bank and change my adress as well as leave my PN, buy cables, pay the money to get a Swedish Id card, compulsory as soon as you get a PN.

In the afternoon I will have lesson and then will meet with some of the classmates to discuss about what was spoken during the class. We came along on this after yesterday’s class and we all felt very productive and great, we’ll see how it turns out. What is sure is that we all are very mixed regarding culture and this always leads to discussion and more understanding during school.

Then I will go to Triangeln area, to watch an Italian film at Panora Folkets Bio, the film is called “Bortom Lampedusa” in Swedish, but the original title is Fuocoammare”. Italian audio with Swedish subtitles, bit of a challenge to find someone to go with, but I think some from class will follow anyway.

Something which I do not think I wrote about in the previous posts is that I will go to London on Saturday, with the foreign affairs student association at Malmö University (Utrikespolitiska Föreningen Malmö). I am so excited for the amount of meetings the organizer put together in a very full immersion in – generally – human rights issues. We are going ot visit among others, Amnesty International, Lgbtq associations and the Swedish Embassy plus much much ore. Besides the alarm clock at 4a.m. I think it will be very constructive!

I post some photos of the last days. Gosh it is just twenty minutes to ten in the morning but I am so tired already, and the mission no-coffee – except in the morning – is just at its start, but I have to make it fine preparing for the long winter! Hope I will make it to tonight when we will go at the student pub!

I am in shorts, this crazy time is getting everyone in shorts and beachwear, incredible right? 27° as highest yesterday in the afternoon, kind of sad if you think about climate change consequences, but people living in Nordic countries cannot do anything than enjoy it.

I’ll see you soon, have a nice day!