Ritornando ai pensieri da treno

Grandi edifici nelle larghe vie della città di Malmö.

Tra poco le luci si spegneranno, con l’orario invernale che entrerà di nuovo in vigore tra poco più di una settimana. Il cemento allargherà ancora di più le ombre fredde che coprono un sole che già non scalda abbastanza. Ma più vita, più attività nasceranno in quella che fino a qualche decina di anni fa sembrava stesse per diventare una città fantasma. E la mente torna ai primi giorni presso l’università di Malmö,un anno fa, scaldando il pranzo con chiacchiere fatte con quelli che poi sarebbero stati tuoi amici entro pochi mesi. Uno sguardo fuori dalle vetrate sentendo il rumore di edifici che vengono distrutti e le prime fondamenta di un nuovo tessuto urbano. Che fa rumore mentre in bici attraversi la parte settentrionale della città, prima del semaforo sulla tua destra, curve da prendere strette evitando quei lavori in corso.

Un inverno all’altezza di Stoccolma che si sta avvicinando sempre più. Sul treno gli alberi tendono a sfumare verso gialli, arancioni, e marroncini che non vedi da nessuna altra parte, e che tardano ad arrivare nel sud della Svezia.

Il tentativo di sentirsi di nuovo a casa in una città dove hai vissuto per un anno. E un po’ ci riesci, ma senti che ormai casa tua è un’altra, che hai bisogno di diversità e qui vedi troppe facce svedesi, troppo simili l’una alle altre, troppi passi camminati alla stessa velocità ed una città troppo piccola. Che prima ti dava sicurezza per la familiarità che trasmetteva, la facilità con cui riuscivi a memorizzare posti e per i volti che incontravi spesso. Ora quando vai in giro, ti basta incrociare al massimo una persona che conosci, di più sarebbero troppe, e a Malmö ognuno sembra trovare il suo posto, hai difficoltà a percepire una maggioranza. Anzi spesso scherzi con qualcuno dicendo che qui gli svedesi sono la minoranza.

Chissà quanto tempo passerà prima di muoversi ancora, ma per ora, nonostante se ne parli spesso in termini negativi, Malmö è un posto che inizio a chiamare casa, quasi una piccola Londra che sta mettendo le sue radici, centinaia di ristoranti con cucina di tutto il mondo, festival musicali e cinematografici, ed il suo profilo, dalla terrazza dell’università, che assomiglia a città piene di grattacieli ai primi arbori, ancora, e sempre più, in costruzione.

 

Roots – Radici – Agli sgoccioli

A poche ore dalla nascita di un nuovo giorno, stanotte all’una e mezza ero nel mio letto, sfogliando le prime piccole pagine del libro “Foreign to Familiar – Understanding Hot and Cold Cultures”. Cercando di allontanarmi dall’effetto della caffeina di una tazza di caffè bevuta alle diciannove e trenta, mi sono ritrovata a leggere ed immaginare quello che mi sono sempre ripetuta, per poi riconoscerlo nei caratteri stampati su pagine ingiallite. Siamo in un momento di cambiamenti, continui, giornalieri, la vita va sempre più veloce e la cosa che probabilmente potrebbe spaventare è che non sembriamo rendercene conto.

La percezione della vita e dello sviluppo da giovane a “persona realizzata” è cambiata incredibilmente da quella che era “solo” vent’anni fa. Chi voleva fare qualcosa che gli piaceva davvero nella vita, ma che magari non avrebbe dato risultati maturi e veloci, vedeva spesso visto come libertino, creativo, inaffidabile, surrealista, almeno in Italia, almeno per quello che ho percepito da molti racconti. Tanti cambiamenti al giorno d’oggi e soprattutto per la mia generazione, e la cosa che un po’ spaventa è il fatto che diventa sempre più difficile accorgersene, tutto va troppo veloce.

I 2Cellos fanno una tournée in Italia e me la perdo per un briciolo…

Nelle sere estive svedesi mi fermo a vedere il tramonto alle 21,30, ti sciocca, rimani in silenzio, a volte mi sento asociale ma sembra che non ci sia altro.

Forse per questo mi sembra che quest’anno sia passato ad una velocità incredibile. Nonostante quattro saggi da scrivere, alcuni da finire ed altri ancora da iniziare completamente, siamo agli sgoccioli di questo anno pieno di avventure e sfide.

Due giorni fa è stato il momento dell’ultima presentazione orale con una coppia di studenti della mia classe, il nostro tema si concentrava su un articolo sui bambini non accompagnati che arrivano in Svezia, e sulle procedure di accoglienza in case famiglia, famiglie adottive ed altri tipi di strutture. Nonostante la sfida del parlare mezz’ora in inglese, ed alti e bassi tra black-out di memoria più o meno visibili a causa dell’ansia di parlare in pubblico, il nostro argomento ha suscitato molto interesse, che si è poi sviluppato in una discussione molto accesa sui temi di integrazione, assimilazione, lingua ecc.

Questo maggio sta cambiando un po’ le cose, sarà il sole e i soliti cambiamenti di umore che esso porta, sarà il prospetto di rimanere a vivere a Malmö ed in generale in un posto per un periodo più lungo di solo un anno, come è successo ultimamente. Trasferirmi così tanto mi ha stancata, in qualche vuoto ti svuota, ti lascia letteralmente senza radici, che però nel tempo vengono ricostruite nella memoria, nei ricordi e nelle conoscenze.

Nove mesi fa alla ricerca di una bici perché vivere al Malmö senza una due ruote manco a pensarci! Ora me ne sto con una bici usata all’ingresso, l’altra

Momento estremamente creativo, sarà l’estate? Saranno le soddisfazioni che una dopo le altre si accumulano (poi vi racconterò meglio delle varie possibilità di lavoro che avrò per il prossimo semestre, alcune delle quali sono già state confermate)? O le migliaia di parole in inglese e svedese lette e scritte che piano piano si dissolvono di nuovo dalla mia bocca, occhi e orecchie come piccoli sogni.

In un tramonto che scioglie tutti tra silenzi, risate e bicchieri di una bevanda ai lamponi che sa di svedese. Ruote di bici che si bloccano mentre torni a casa di notte, un parco che non ti aveva mai fatto così paura, musica nelle orecchie ed auricolari che perdono i gommini a causa del forte vento, bici che sempre per il vento non può essere guidata con una sola mano. La bici che quando la vai a riprendere dal biciclettaio ha la ruota montata in modo diverso, e scopri che puoi guidarla senza mani. Le pedalate veloci, contro il vento, col vento dietro manco a pagarlo! Fiori bianchi e profumati, rubati da alberi di giardini, piante piantate e mai cresciute, sole che scalda, brucia. Bici grande compagna, in una Malmö che cresce e diventa sempre più mista di culture, dialetti, e accenti che non sono più accenti ma ormai sono già lingue.

Svedesi, e me compresa, impazzita per 25° in un venerdì di maggio, lezioni sospese all’ultimo momento che tutti immaginano sia perché il professore voglia prendersi il sole, violoncelli, persone che camminano, e lo sport che qui in Svezia è sempre al centro di tutto, colazioni a contemplare davanti alla finestra che affaccia sul parco. Finestra aperta, cinguettii e soffi di vento leggero.

Il programma con alcuni amici di pedalare fino al bosco di betulle a 15 km da qui questo sabato, rimanere una notte in tenda, esplorare, tornare cercando di trovare l’orientamento.

Piani estivi di esplorazione, work in progress.

8 marzo , consigli ambientalisti e weekend primaverile

Venerdì, 10 marzo

Fiuuu, che settimana e che giornata! Tempo di weekend, anche se domani si torna a studiare!

Un post lunghissimo che spero non sia troppo “pesante” da leggere, altrimenti durante la lettura potete ascoltare e vedere qualche video musicale con cui mi sono “fissata” negli ultimi giorni.

La giornata di oggi è stata massacrante ma soddisfacente. Sveglia presto e corsa alle 6,40 per riuscire a stare in biblioteca sul presto. Con il mio gruppo abbiamo finalmente presentato oralmente l’ultimo progetto di ricerca – questa volta ricercando i motivi per cui l’ultimo passaporto britannico è disegnato in modo estremamente maschilista, conservatore e nazionalista – ed ho scritto una parte del saggio del corso a distanza di bilinguismo ed identità. Da quando ho visto il film Samiblood (Sameblod), sul quale tra poco scriverò un post, ho iniziato ad interessarmi sempre più alla discussione delle minoranze etniche e linguistiche, ed in special modo della persecuzione storica del popolo Sami, che è ora cercata di essere dimenticata e le ferite curate. Mi sono messa a cercare i centri di ricerca più famosi di questa materia e mi sono ritrovata sul sito dell’università norvegese di Tromsø, perdendomi tra i corsi di studi nordici e di lingua sami nordica. Probabilmente è un’idea plausibile per un erasmus o un master. In più hanno un programma di un anno da seguire a distanza con cui si può continuare a studiare il bachelor’s in studi nordici.

Comunque, nel pomeriggio ho incontrato la mia mentor child e siamo andate all’acquario di Malmö. La sera ho fatto una lunga e veloce passeggiata con una mia amica e mi sono caricata la spesa sulle spalle, per poi tornare a casa e preparare delle bakpotatis con condimento di crema ai gamberetti, lunghe chiacchiere. Poi sono crollata a dormire stanca come ormai sono ogni giorno! Qui qualche foto del piatto preparato, e di una scoperta abbastanza “peculiare” nel supermercato!

 

 

 

La vita è sempre imprevedibile, si sa.

Una settimana fa entrando a lezione mi sono ritrovata una ragazza che mi chiedeva se quella fosse la lezione di IMER. Le rispondo di si e mi siedo vicino a lei pensando sia una nuova arrivata. Dopo aver iniziato a parlare in inglese ed esserci chieste da dove venivamo, ci siamo rese conto di essere italiane doc entrambe. Dopo lezione abbiamo fatto un giro nell’università e nella biblioteca e ci siamo dette a presto. Qualche giorno dopo abbiamo deciso di vederci per la manifestazione delle donne a Malmö dell’8 marzo, cosa che poi non abbiamo più fatto – e grazie al cielo, dato che tra vento e pioggia, la manifestazione, il traffico, ed un maxi incidente davanti al quale mi sono ritrovata a passare in bici, quel giorno sembrava l’apocalisse! Al ritorno da un incontro di cui vi scriverò più tardi ci siamo quindi incontrate alla stazione, per poi recarci con l’autobus a Möllan, quartiere multietnico e più vitale della città. Abbiamo camminato un po’ per la grande Bergsgatan, dove decine di odori di cibi diversi si incanalano nella via e negozi di alimentari sono aperti fino a notte fonda. Si risparmia comprando lì, ma si perde in qualità. Allo stesso tempo è questo che rende Malmö una città diversa, quasi non svedese, quasi ci si perde. Come essere a Roma.

Siamo quindi andate ad Inkonst, un centro sociale/teatro/spazioeventieconcerti dove si sarebbe tenuto il dopo manifestazione, e abbiamo ballato un po’. Il piano era quello di andare in giro per locali finché durasse “il periodo gratuito” ma in verità era quasi tutto chiuso e c’era abbastanza poca gente in giro. Cosa che in effetti mi ha abbastanza sorpresa, forse in fondo non hanno bisogno di tutto questo femminismo in Svezia? I numeri dei manifestanti potrebbero spiegarlo, anche se sembra che in effetti al cultura della protesta qui ormai non ci sia proprio, o tardi ad arrivare! Quindi ci siamo sedute a Möllans falafel a mangiare e poi abbiamo iniziato a tornare alla stazione.

 

Giorno dopo giorno mi innamoro sempre più di Malmö, sarà il normale evolvere delle cose, o la primavera in arrivo da oggi – sperando che questo non sia un terzo falso allarme! – il fatto di poter andare in bici, o il costruire sempre più a lungo qualcosa di duraturo! E se dovessi rispondere alla domanda “la consiglieresti come città dove trasferirsi?” non aspetterei un secondo a rispondere di si, soprattuto ad uno studente internazionale!

Sabato, 11 marzo

Vivere a Malmö, che tra l’altro è il nucleo del veganesimo, ma soprattutto dove la bici si usa così tanto – è la 6° città al mondo nell’indice bike friendly – ed avere un giro di conoscenze fatto di persone che o sono vegetariane o comunque molto ambientaliste, mi sono ritrovata a pensare a come le mie azioni potessero iniziare a cambiare per avere un impatto, o meglio ridurre l’impatto, dell’inquinamento. Ritrovandomi a scrivere quello che sto per scrivere, mi rendo anche conto che molte delle cose che elencherò non sarebbero facilmente fattibili in altri paesi come ad esempio l’Italia, sia per la discrepanza nello stile di vita svedese e quello di altri paesi, sia per la cultura ambientalista che ancora non è molto radicata tanto quanto in Svezia.

Il primo punto è quello di usare la bici, i cui benefici sia per l’ambiente che per la salute sono innumerevoli. Malmö è stata giudicata 6° tra le migliori città al mondo per accoglienza dell’uso della bici, in un indice che tra l’altro si chiama Copenhagenize (è Copenaghen a guidare la classifica), con le sue decine di chilometri di piste ciclabili, una mentalità aperta che porta i pedoni a controllare se stanno passando bici, parcheggi e rastrelliere gratuiti per le bici, parcheggi a pagamento con tanto di docce, bici elettriche e non da affittare, pompe della bicicletta sparse per la città, ed altre piccole grandi cose. Al momento c´è l’idea di costruire una pista ciclabile di 15 km che collega Malmö a Lund, quest’ultima cittadina che ospita una delle università più antiche e prestigiose del Nord Europa, e spero davvero che l’idea vada a buon fine! Parlando di lavoro, la bici viene usata anche in questo senso. Unica difficoltà? Quella di dover pedalare con i forti venti del mare nordico che spesso si fanno sentire, ovviamente contro la direzione in cui stai andando! A volte forse ti potresti ritrovare a dover raccogliere una vecchietta che per il vento si è letteralmente rovesciata per terra, e per fortuna ritrovarla a ridere della cosa!

Insomma, un quadretto paradisiaco che mi porta spesso a chiedermi perché le macchine qui a Malmö siano ancora così tante, gli automobilisti siano ancora così imprevedibili e tesi – il che suona esilarante pensando che sono nata e cresciuta a Roma – , che dopotutto le piste ciclabili non coprono tutte le strade della città, il trasporto pubblico sia abbastanza non in linea con l’idea di costruire una città a basso impatto ecologico, ed altre cose di cui magari parlerò in seguito.

 

Un’altra idea è quella di usare sempre buste di stoffa per andare a fare la spesa, o magari di plastica rigida, ma che siano riutilizzabili. Ieri ho iniziato anche a portarmi delle buste di plastica ermetiche per contenere i dolci per la colazione o i panini che compro al supermercato, invece di prendere una busta di carta ogni volta. Le buste ermetiche modello Ikea sono quelle che uso di solito dato che sono di una plastica abbastanza rigida e non si rovinano subito e si lavano molto facilmente 🙂

Ogni giorno in media mi bevo un caffè all’università, e ho quindi deciso di portarmi da casa una tazza take-away per non ritrovarmi a dover buttare tutta questa carta. Io ad esempio ho questo modello, ma qualsiasi tazza che saprete di usare almeno 70 volte porterà beneficio per l’ambiente.

E per aggiungere qualcosa di positivo per l’ambiente, avete mai provato Ecosia? È collegato al motore di ricerca bing per fare ricerche su internet, e si può usare per così dire al posto di google. Ad ogni ricerca che si fa corrisponde un albero piantato parte di un progetto di rimboschimento della Terra. Ed in alto a destra vengono mostrati quanti alberi hai piantato dal momento in cui hai iniziato ad utilizzare Ecosia.

Come detto prima, la voglia non porta ovunque se non viene incontrata da un’apertura mentale dall’altro lato e da un impegno per fare le cose. Infatti, mercoledì 8 marzo, mi sono ritrovata a visitare la Green House che è un complesso residenziale enorme e con l’obiettivo di essere a zero impatto ambientale, super moderno e dove tra l’altro alloggiano in alcuni appartamenti gli studenti dell’universita agraria svedese. Insieme ad altre tre persone, ho incontrato due persone che lavorano nell’agenzia che affitta gli appartamenti studenteschi, per decidere come iniziare un gruppo di giardinaggio tra noi studenti. L’idea finale è stata quella di utilizzare una vecchia stanza in uno dei corridoi ed adibirla a sala studio e posto per fare giardinaggio, ovvero ci sarà la possibilità di coltivare le nostre piante in una prima fase prima di trapiantarle, o comunque di avere degli scaffali per mantenere eventualmente le erbe aromatiche in un posto tranquillo, caldo e luminoso. Dopotutto, sembra sia stato dimostrato che studiare in un ambiente più verde porti più risultati!

 

Con la primavera in arrivo, l’idea del gruppo di giardinaggio e l’essermi avvicinata un po’ di più alla natura (vivo nella zona di appartamenti studenteschi chiamata Sege Park, e la finestra affaccia su un parco), più il consiglio di mio padre che è venuto a trovarmi qualche settimana fa, ho iniziato a piantare piantine ed erbe aromatiche. Ho utilizzato una delle confezioni di carta nelle quali vengono vendute le uova e per ogni striscia ho piantato dei semini di timo, basilico, insalata e cetrioli, e dei fagioli neri in un vaso più grande. Quando avranno raggiunto una grandezza accettabile per affrontare le temperature non proprio miti dell’esterno (anche se la zona climatica di Malmö è quasi paragonabile a quella italiana, se si pensa all’estate) le trapianterò nei grandi vasi che ci sono nel prato davanti casa, parte di un progetto di coltivazione comune.

Queste sono solo alcune idee di come vivere più in “simbiosi” con la natura, ma diciamo che seguo tutte quelle che sono rappresentate nella foto qui sotto, anche se si può fare molto meglio.

Di conseguenza, dato che si sa che stiamo meglio se siamo in natura, ho iniziato a preoccuparmi di più dal punto di vista salutare. Tre volte al giorno io e la mia vicina andiamo a correre alle 7.00 di mattina nel parco davanti casa, con l’obiettivo di correre una piccola maratona di 5 km a maggio, e una di 10 a giugno. Per ora sta andando bene, il fatto che le giornate sono sempre più luminose e faccia sempre meno freddo aiutano, anche se la voglia di una sauna rilassante ormai è quasi diventato un’obbligo per alleggerire i muscoli, quindi domani mi sa che ci farò un salto. E se dovete fare una sauna a Malmö, assicuratevi di andare qui 😉

Ora mi preparo per andare a fare una passeggiata al sole con la mia amica, sembra proprio che finalmente l’aria primaverile sia arrivata! A presto

p.s. l’idea di andare a studiare all’università proprio oggi è andata subito alla deriva. Appena uscita per la passeggiata con la mia amica ci siamo accorte di quanto caldo in effetti faccia e di come meravigliosa sia la primavera ed il sole appena arrivato. Tra poco pranzeremo fuori bevendo caffè e prendendo il sole. Lo studio può decisamente aspettare domani! guardate qui…oggi tutta la Svezia è un paradiso!

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Gite fuori porta – Lund

Approfittando del bel tempo, della tessera dei mezzi gratuita valida in tutta la regione della Scania che mi è stata regalata dal comune, e sentendo il bisogno di fare qualcosa di “libero” dopo l’esame di questa mattina, nel pomeriggio ho deciso di recarmi a Lund. Con soli dieci minuti di treno da Malmö ci si trova in una dimensione completamente diversa da quella della “grande” città in cui invece sto vivendo, e forse non proprio ciò che mi ero immaginata e di cui ero “invidiosa”. Lund è infatti quasi esclusivamente una città universitaria, il campus è distribuito su quasi la maggior parte dell’area cittadina e tutto è a misura di studente – e ovviamente di bicicletta! Arrivata lí intorno alle due di pomeriggio ho iniziato a perdermi nelle strade, sicura che comunque non mi sarei mai persa del tutto. Tutto è familiare, a partire dagli autobus che fanno parte dello stesso sistema di mezzi di trasporto di Malmö, il dialetto, e l’alto numero di studenti. Avrei immaginato di trovarmi in un posto pieno di coetanei, che vivono la vita universitaria e lo spirito comunitario al massimo, in confronto a come la vita studentesca di Malmö si differenzia. Invece ho trovato strade abbastanza deserte nel campus universitario, e molta gente in centro, che però assomiglia ad un qualsiasi centro di una qualsiasi città, sebbene ospiti una maggiore concentrazione di caffè accoglienti e librerie. La città si gira a piedi senza problemi, massimo due ore e si può riuscire ad andare in giro tra quasi tutte le vie della cittadina. Tutti i palazzi sono molto antichi – ebbene si, da romana ho iniziato a vedere ogni palazzo svedese come antico anche se magari risale all’Ottocento, come fanno tutti gli svedesi! – e sembra quasi di essere catapultati indietro nella storia passeggiando tra i vicoli incontrando gente che sembra essere molto più tranquilla e rilassata dei cittadini di altre cittadine svedesi più grandi.

Sicuramente un’idea per riempire una giornata noiosa, o per immergersi nello spirito invernale e natalizio, essendo Lund addobbata e illuminata manco dovesse ospitare i re – il papa l’hanno già accolto nel weekend dopotutto! – entrando in chiese e negozi per sentirsi immersi nella storia e riscaldarsi dalle fredde passeggiate.

Devo dire che l’inizio di quello che spero sia una lunga collezione di gite fuori porta per visitare la Scania è iniziato con il piede giusto. Certo, la sfida tra Scania e Värmland sarà dura ma ce la metterò tutta per cercare di immergermi al più non posso in questa regione che anche sembra piena di cultura, storie e tradizioni. Allontanarmi un po’, per poi tornare a Malmö rendendomi conto di come da cittadina di una città come Roma mi sentirò sempre a casa nel caos – soprattutto sentendo dei romani parlare nella stazione centrale di Malmö non appena tornata dalla “provinciale” Lund.