8 marzo , consigli ambientalisti e weekend primaverile

Venerdì, 10 marzo

Fiuuu, che settimana e che giornata! Tempo di weekend, anche se domani si torna a studiare!

Un post lunghissimo che spero non sia troppo “pesante” da leggere, altrimenti durante la lettura potete ascoltare e vedere qualche video musicale con cui mi sono “fissata” negli ultimi giorni.

La giornata di oggi è stata massacrante ma soddisfacente. Sveglia presto e corsa alle 6,40 per riuscire a stare in biblioteca sul presto. Con il mio gruppo abbiamo finalmente presentato oralmente l’ultimo progetto di ricerca – questa volta ricercando i motivi per cui l’ultimo passaporto britannico è disegnato in modo estremamente maschilista, conservatore e nazionalista – ed ho scritto una parte del saggio del corso a distanza di bilinguismo ed identità. Da quando ho visto il film Samiblood (Sameblod), sul quale tra poco scriverò un post, ho iniziato ad interessarmi sempre più alla discussione delle minoranze etniche e linguistiche, ed in special modo della persecuzione storica del popolo Sami, che è ora cercata di essere dimenticata e le ferite curate. Mi sono messa a cercare i centri di ricerca più famosi di questa materia e mi sono ritrovata sul sito dell’università norvegese di Tromsø, perdendomi tra i corsi di studi nordici e di lingua sami nordica. Probabilmente è un’idea plausibile per un erasmus o un master. In più hanno un programma di un anno da seguire a distanza con cui si può continuare a studiare il bachelor’s in studi nordici.

Comunque, nel pomeriggio ho incontrato la mia mentor child e siamo andate all’acquario di Malmö. La sera ho fatto una lunga e veloce passeggiata con una mia amica e mi sono caricata la spesa sulle spalle, per poi tornare a casa e preparare delle bakpotatis con condimento di crema ai gamberetti, lunghe chiacchiere. Poi sono crollata a dormire stanca come ormai sono ogni giorno! Qui qualche foto del piatto preparato, e di una scoperta abbastanza “peculiare” nel supermercato!

 

 

 

La vita è sempre imprevedibile, si sa.

Una settimana fa entrando a lezione mi sono ritrovata una ragazza che mi chiedeva se quella fosse la lezione di IMER. Le rispondo di si e mi siedo vicino a lei pensando sia una nuova arrivata. Dopo aver iniziato a parlare in inglese ed esserci chieste da dove venivamo, ci siamo rese conto di essere italiane doc entrambe. Dopo lezione abbiamo fatto un giro nell’università e nella biblioteca e ci siamo dette a presto. Qualche giorno dopo abbiamo deciso di vederci per la manifestazione delle donne a Malmö dell’8 marzo, cosa che poi non abbiamo più fatto – e grazie al cielo, dato che tra vento e pioggia, la manifestazione, il traffico, ed un maxi incidente davanti al quale mi sono ritrovata a passare in bici, quel giorno sembrava l’apocalisse! Al ritorno da un incontro di cui vi scriverò più tardi ci siamo quindi incontrate alla stazione, per poi recarci con l’autobus a Möllan, quartiere multietnico e più vitale della città. Abbiamo camminato un po’ per la grande Bergsgatan, dove decine di odori di cibi diversi si incanalano nella via e negozi di alimentari sono aperti fino a notte fonda. Si risparmia comprando lì, ma si perde in qualità. Allo stesso tempo è questo che rende Malmö una città diversa, quasi non svedese, quasi ci si perde. Come essere a Roma.

Siamo quindi andate ad Inkonst, un centro sociale/teatro/spazioeventieconcerti dove si sarebbe tenuto il dopo manifestazione, e abbiamo ballato un po’. Il piano era quello di andare in giro per locali finché durasse “il periodo gratuito” ma in verità era quasi tutto chiuso e c’era abbastanza poca gente in giro. Cosa che in effetti mi ha abbastanza sorpresa, forse in fondo non hanno bisogno di tutto questo femminismo in Svezia? I numeri dei manifestanti potrebbero spiegarlo, anche se sembra che in effetti al cultura della protesta qui ormai non ci sia proprio, o tardi ad arrivare! Quindi ci siamo sedute a Möllans falafel a mangiare e poi abbiamo iniziato a tornare alla stazione.

 

Giorno dopo giorno mi innamoro sempre più di Malmö, sarà il normale evolvere delle cose, o la primavera in arrivo da oggi – sperando che questo non sia un terzo falso allarme! – il fatto di poter andare in bici, o il costruire sempre più a lungo qualcosa di duraturo! E se dovessi rispondere alla domanda “la consiglieresti come città dove trasferirsi?” non aspetterei un secondo a rispondere di si, soprattuto ad uno studente internazionale!

Sabato, 11 marzo

Vivere a Malmö, che tra l’altro è il nucleo del veganesimo, ma soprattutto dove la bici si usa così tanto – è la 6° città al mondo nell’indice bike friendly – ed avere un giro di conoscenze fatto di persone che o sono vegetariane o comunque molto ambientaliste, mi sono ritrovata a pensare a come le mie azioni potessero iniziare a cambiare per avere un impatto, o meglio ridurre l’impatto, dell’inquinamento. Ritrovandomi a scrivere quello che sto per scrivere, mi rendo anche conto che molte delle cose che elencherò non sarebbero facilmente fattibili in altri paesi come ad esempio l’Italia, sia per la discrepanza nello stile di vita svedese e quello di altri paesi, sia per la cultura ambientalista che ancora non è molto radicata tanto quanto in Svezia.

Il primo punto è quello di usare la bici, i cui benefici sia per l’ambiente che per la salute sono innumerevoli. Malmö è stata giudicata 6° tra le migliori città al mondo per accoglienza dell’uso della bici, in un indice che tra l’altro si chiama Copenhagenize (è Copenaghen a guidare la classifica), con le sue decine di chilometri di piste ciclabili, una mentalità aperta che porta i pedoni a controllare se stanno passando bici, parcheggi e rastrelliere gratuiti per le bici, parcheggi a pagamento con tanto di docce, bici elettriche e non da affittare, pompe della bicicletta sparse per la città, ed altre piccole grandi cose. Al momento c´è l’idea di costruire una pista ciclabile di 15 km che collega Malmö a Lund, quest’ultima cittadina che ospita una delle università più antiche e prestigiose del Nord Europa, e spero davvero che l’idea vada a buon fine! Parlando di lavoro, la bici viene usata anche in questo senso. Unica difficoltà? Quella di dover pedalare con i forti venti del mare nordico che spesso si fanno sentire, ovviamente contro la direzione in cui stai andando! A volte forse ti potresti ritrovare a dover raccogliere una vecchietta che per il vento si è letteralmente rovesciata per terra, e per fortuna ritrovarla a ridere della cosa!

Insomma, un quadretto paradisiaco che mi porta spesso a chiedermi perché le macchine qui a Malmö siano ancora così tante, gli automobilisti siano ancora così imprevedibili e tesi – il che suona esilarante pensando che sono nata e cresciuta a Roma – , che dopotutto le piste ciclabili non coprono tutte le strade della città, il trasporto pubblico sia abbastanza non in linea con l’idea di costruire una città a basso impatto ecologico, ed altre cose di cui magari parlerò in seguito.

 

Un’altra idea è quella di usare sempre buste di stoffa per andare a fare la spesa, o magari di plastica rigida, ma che siano riutilizzabili. Ieri ho iniziato anche a portarmi delle buste di plastica ermetiche per contenere i dolci per la colazione o i panini che compro al supermercato, invece di prendere una busta di carta ogni volta. Le buste ermetiche modello Ikea sono quelle che uso di solito dato che sono di una plastica abbastanza rigida e non si rovinano subito e si lavano molto facilmente 🙂

Ogni giorno in media mi bevo un caffè all’università, e ho quindi deciso di portarmi da casa una tazza take-away per non ritrovarmi a dover buttare tutta questa carta. Io ad esempio ho questo modello, ma qualsiasi tazza che saprete di usare almeno 70 volte porterà beneficio per l’ambiente.

E per aggiungere qualcosa di positivo per l’ambiente, avete mai provato Ecosia? È collegato al motore di ricerca bing per fare ricerche su internet, e si può usare per così dire al posto di google. Ad ogni ricerca che si fa corrisponde un albero piantato parte di un progetto di rimboschimento della Terra. Ed in alto a destra vengono mostrati quanti alberi hai piantato dal momento in cui hai iniziato ad utilizzare Ecosia.

Come detto prima, la voglia non porta ovunque se non viene incontrata da un’apertura mentale dall’altro lato e da un impegno per fare le cose. Infatti, mercoledì 8 marzo, mi sono ritrovata a visitare la Green House che è un complesso residenziale enorme e con l’obiettivo di essere a zero impatto ambientale, super moderno e dove tra l’altro alloggiano in alcuni appartamenti gli studenti dell’universita agraria svedese. Insieme ad altre tre persone, ho incontrato due persone che lavorano nell’agenzia che affitta gli appartamenti studenteschi, per decidere come iniziare un gruppo di giardinaggio tra noi studenti. L’idea finale è stata quella di utilizzare una vecchia stanza in uno dei corridoi ed adibirla a sala studio e posto per fare giardinaggio, ovvero ci sarà la possibilità di coltivare le nostre piante in una prima fase prima di trapiantarle, o comunque di avere degli scaffali per mantenere eventualmente le erbe aromatiche in un posto tranquillo, caldo e luminoso. Dopotutto, sembra sia stato dimostrato che studiare in un ambiente più verde porti più risultati!

 

Con la primavera in arrivo, l’idea del gruppo di giardinaggio e l’essermi avvicinata un po’ di più alla natura (vivo nella zona di appartamenti studenteschi chiamata Sege Park, e la finestra affaccia su un parco), più il consiglio di mio padre che è venuto a trovarmi qualche settimana fa, ho iniziato a piantare piantine ed erbe aromatiche. Ho utilizzato una delle confezioni di carta nelle quali vengono vendute le uova e per ogni striscia ho piantato dei semini di timo, basilico, insalata e cetrioli, e dei fagioli neri in un vaso più grande. Quando avranno raggiunto una grandezza accettabile per affrontare le temperature non proprio miti dell’esterno (anche se la zona climatica di Malmö è quasi paragonabile a quella italiana, se si pensa all’estate) le trapianterò nei grandi vasi che ci sono nel prato davanti casa, parte di un progetto di coltivazione comune.

Queste sono solo alcune idee di come vivere più in “simbiosi” con la natura, ma diciamo che seguo tutte quelle che sono rappresentate nella foto qui sotto, anche se si può fare molto meglio.

Di conseguenza, dato che si sa che stiamo meglio se siamo in natura, ho iniziato a preoccuparmi di più dal punto di vista salutare. Tre volte al giorno io e la mia vicina andiamo a correre alle 7.00 di mattina nel parco davanti casa, con l’obiettivo di correre una piccola maratona di 5 km a maggio, e una di 10 a giugno. Per ora sta andando bene, il fatto che le giornate sono sempre più luminose e faccia sempre meno freddo aiutano, anche se la voglia di una sauna rilassante ormai è quasi diventato un’obbligo per alleggerire i muscoli, quindi domani mi sa che ci farò un salto. E se dovete fare una sauna a Malmö, assicuratevi di andare qui 😉

Ora mi preparo per andare a fare una passeggiata al sole con la mia amica, sembra proprio che finalmente l’aria primaverile sia arrivata! A presto

p.s. l’idea di andare a studiare all’università proprio oggi è andata subito alla deriva. Appena uscita per la passeggiata con la mia amica ci siamo accorte di quanto caldo in effetti faccia e di come meravigliosa sia la primavera ed il sole appena arrivato. Tra poco pranzeremo fuori bevendo caffè e prendendo il sole. Lo studio può decisamente aspettare domani! guardate qui…oggi tutta la Svezia è un paradiso!

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Of dancing frogs, about sleeping on flowers and midnight baths

..and the ****** (*) on its way…

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…which is probably or for sure not what every Swedes is thinking about right now about the Midsummer day celebration, or is, Midsummer evening, which is actually the day before Midsummer day. For those who do not know about this very typical Swedish tradition, this happen every year between the 20th and the 26th of June, and the really celebration part is to be done in the afternoon of the Friday (Midsummer afton) and during the night. As Swedes seem to like this way of partying, the morning, afternoon and evening of Saturday they will likely lay hungering somewhere, eating rests or starting to drink again depending on how old they are. The second Midsummer in Sweden I am experiencing the Midsummer celebration with the host family, which includes chilling really much, eating very traditional food, being celebrated for the turning 20 years on the 22nd, dancing around the Midsummer pole and sleeping, staying in the Sun, eating rests and planning the Midsummer Midnight bath.

I woke up by myself around 8, turned in the bed for a while and got the best shower of this week after being done with moving, being helped by friends and the host family. Then I put on me a very summerish dress, ‘cause it does not matter whether it was going to be cold or not, today it is Midsummer and Summer has to be cheered! Well, little breakfast ‘cause food was not really gonna be missed today. The mother of my host father came and had lunch with us, after we ate a strawberry cake – or is a very traditional Swedish cake made for Midsummer or National Day on the 6th of June, called jordgubbstårta in Swedish. Sill, potatoes, meatballs, salmon and ham and more was served around 2p.m. and we sat outside drinking coffee and eating strawberries later. At 3 we went to the Midsummer pole in the park in Uddeholm and sang traditional songs such as like “The little frogs” and “the fox in the winter”. Maaikee, a Dutch girl I knew from my exchange year, was there with her sister and we had a very nice chilling time. She was an exchange student as me but in the USA, went back home but had felt in love with USA and moved there for twenty-one years ago. We talked very much and then invited them at a midnight bath to take today at the lake in front of the house.

Well, I’ll tell you about the presents I got from the host family today for my birthday. I had a necklace with the symbol of the region of Skåne, where Malmö is located. Then a present card from Ikea and a very nice card made by Rebecca, the host sister. Got also other very super presents from family and friends. My dad thought about my love for traveling and got me one of those books with a lot of images you have to paint, color, and which help you to relax a lot – which I definitely need after this last stressing and fast-mode weeks. The drawings are not just flowers but they are a lot of city maps to be filled with color. I already imagine how my room in Malmö will look like with all this drawings hung on the walls. I got from my mother the premium update for wordpress, so that I can upload way more photos on the blog – coming soon, just have to activate it!

In the afternoon I made a Midsummer crown but it did not work out as two years ago since flowers have flowered a bit earlier then it had been then so the crown did not look as nice as that one. By the way, applying to girls the tradition says that seven kinds of flowers have to be put under the pillow where you will sleep on during the night to Midsummer day. Then you will dream about your loved one. Pretty romantic legend right? After the midnight bath I guess I will be tired enough to sleep as deeply as I did in the afternoon – gosh, I thought I was on another planet when I woke up after a two hours “nap”.

I will not spend too much time reminding that the 20th of June has been the Summer solstice and soon – usually a few days after that the length of the days is the same – days will get shorter and shorter, which inevitably reminds of Winter if you live in Sweden. Just saying, since April, if I just said the word winter, cold, snow, or Christmas, Sweds used to look at me nasty and almost get angry to me! I got enough Winter I could live without snow for ten years now on, but that will come back inevitably and every Swede will have to deal with it. But in Malmö Winter will likely be a bit easier and not as dark as it gets here in Värmland.

My birthday celebration was just what I was hoping for, or is smiling faces, a lot of dance and much laughs. In the morning I had gone to Ikea with Veronica, and ate a very big Swedish food-made buffet brunch together. Then went to but some boxes for packing and went home. I started to prepare for the party in the night and so. The only thing that did not really go as planned was the weather – sounds a bit Swedish right? – since it started to rain exactly when we started to move things outside at the barbecue place at campus, so we had to go in and eat dinner there. We had speakers and the girls from Germany made a lot of food, and I made pizza and a cake with berries. In the middle of the dancing we sprang out and started to dance in the rain, with It’s raining man!, singing later some of the songs we sang in the choir, since Elisa and Veronica were there – soprano and alts on place! At the end it was time for goodbyes which always make me a bit sad of course. I am trying to make the best of it leaving always a smile on my face and on the other’s, but this time it was a bit hard.

This was the resume of a big part of this year Midsummer day, the start of the end of this wonderful adventure in Värmland. Some more days and I will be heading to Finland, work there for  a month while I will hopefully find an apartment in Malmö. Then again to Värmland, then Italy and Malmö, finally to start the International Migration and Ethnic Relations program. I am very excited and looking forward to it but I need to experience and enjoy every single day here yet.

I just got to know that I will be able to work in the restaurant in Finland from Monday, very excited for this!

Finish to see P.S. I love you, and preparing for the midnight bath soon! See you later and goodnight 🙂

* -> Winter

E ancora sole, caldo, caffè e riti svedesi

Qualcuno di voi non ci crederà, ma sono seduta fuori a prendere il sole, scrivendo questo post alla ricerca di motivazione per finire un compito per domani, corso di inglese per studenti internazionali, insegnanti serie e molto più formali di quelli svedesi.

Non avevo visto la mia famiglia ospitante per tre settimane, da quando erano venuti a visitare il mio appartamento e mangiare italiano, ed era decisamente arrivato il momento di tornare nella mia vecchia cara Uddeholm, respirare un’aria familiare, immergermi realmente nella cultura svedee per qualche giorno, e soprattutto avere un po’ di affetto da qualcuno che mi conosce da molto tempo.

Ho preso l’autobus venerdì all’ora di pranzo e arrivata a casa mi sono messa a studiare, dando ottimi frutti soprattutto quando è diventato buio, e cioè alle 16.00. Venerdì sera passata con l’immancabile fredagsmys, ovvero “spanzarsi” di patatine accompagnate da panna acida condita con una magica polvere saporita, e guardando un film, ovvero, “Il centenario che saltò dalla finestra e scomparve”…humor abbastanza svedese, garantisco! Ah! Quando vengo loro ne approfittano sempre per bere il vino italiano che i miei genitori spediscono dall’Italia, io e Katarina dopo mezzo bicchiere eravamo già stese!

Il rapporto con la mia ex famiglia ospitante migliora di volta in volta. Ormai sappiamo quali comportamenti sono italiani e quali svedesi, e ce la spassiamo quando qualcuno lo fa notare, e ovviamente io sono quella che lo fa di più perché sono italiana e mi piace prendere in giro la gente 😛 E dalla loro parte, sembra che le culture si stiano incredibilmente confondendo!

Mi tiro su le maniche del pile che qui si inizia a scottare…7° all’ombra ma il sole scalda!

Ho deciso che il prossimo semestre sarò host, ovvero aiuterò i nuovi studenti internazionali che arriveranno all’università di Karlstad a gennaio ad orientarsi e conoscere l’area ed i vari passi da fare per ambientarsi. Ho mandato una mail per iscrivermi ed indovinate un po’? Mi risponde in italiano uan ragazza che ha vissuto parecchi anni in Italia qualche anno fa…comunque, arriverà probabilmente un ragazzo di Roma, e dico probabilmente perché questa ragazza mi ha detto che gli italiani di solito rinunciano a partire all’ultimo momento…abitudini italiane!

 

Ieri mattina mi sono svegliata abbastanza tardi, come sono abituata a fare quando sono qui. Colazione, televisione, ho scelto una decina di film da prendere in prestito e portare a Karlstad, e ho studiato un po’. Nel pomeriggio, ovvero dopo pranzo, abbiamo pulto la strada ed una parte del giardino dalle foglie. Quando ho vissuto qui, i lavori autunnali li avevamo fatti a metà ottobre, mentre quest’anno, essendo abbastanza caldo e bel tempo per essere novembre, la famiglia ha iniziato a raccogliere le foglie una settimana fa. Ritirati dentro casa perché era diventato buio (e qui si dice kålsvart, ovvero nero carbone), ci siamo rilassati fino all’ora di cena (18-18,30). Cena del giorno? Stufato di renna! Cipolla, mele e funghi cantarelle a rosolare nel burro, carne di renna surgelata da grattare fino a sembrare carne di kebab, dado in polvere, sale e pepe, e ovviamente un po’ di creme fraiche! Servito alla mezza italiana con fettuccine all’uovo gialle verdi. E vino bianco regalato dalla vicina. Non sapete quanto può essere buona la carne di renna! Siamo rimasti a parlare a tavola, poi abbiamo preparato l’impasto per dei biscotti italiani al limone che avevo fatto per la famiglia, e abbiamo visto un film chiamato “Le regole della casa del sidro”…per qualche motivo non siamo riusciti a scegliere i sottotitoli in svedese, ed insieme al vino, la concentrazione per capire l’inglese, il buio che ci aveva accompagnato già da cinque ore prima…alle 10 eravamo già stanchi morti! Mi sono svegliata stamattina dopo quasi dodici ore di sonno, sentendo Micael esclamare “Il cielo è super blu!”. Con la calma svedese, la nostra colazione è durata un’oretta, mangiando un panino con pane al mirtillo rosso, burro e prosciutto di Natale, così, tanto per avvicinarsi allo spirito natalizio, che qui ancora proprio non si sente perché il tempo è stato stupendo. Ma la gente prevede un inverno davvero freddo, tardo, e lungo!

Durante la colazione abbiamo parlato del viaggio in Norvegia che abbiamo fatto insieme a maggio 2014, poche settimane prima del mio ritorno in Svezia. Tre notti in tre campeggi diversi, 600 km in macchina, mal di auto per tutto il tragitto, paesaggi fantastici attraversati e vissuti incontrando renne, alci e foreste su foreste su foreste di betulle, abeti e tanto muschio. Il fiordo norvegese di Gejranger è stato il primo posto della mia vita per il quale mi sono commossa al momento della partenza. L’anno prossimo vorrei andarci con alcuni studenti internazionali, percorrendo lo stesso tragitto fatto con la famiglia. Siete curiosi di vederlo? Fate un salto qui! E magari se volete leggere i post e vedere le foto di quando sono stata li con la famiglia svedese, fate un salto qui, qui e magari qui! 😀

Ora sono qui fuori, sulle scalette della porta anteriore di casa, a scaldarmi con i miei pantaloni neri ed il computer sulle ginocchia.

Sono in maniche corte ora, i capelli sciolti fanno effetto sauna!

Non ho mai indossato il cappotto invernale, anzi questa settimana ho anche tolto il pile da quello corto. Tendo a non illudermi del freddo, perché potrà fare molto più freddo, e i 5° ormai sono per me un’abitudine

Mi piace incontrare gente da tutto il mondo perché ho davvero la possibilità di applicare nella realtà quello che ho studiato, anche se poco finora, delle differenze culturali. Cene cinesi, messicane, cene internazionali organizzate all’università e soprattutto lavori di gruppo durante i vari corsi!

Scattato il 1° novembre, da lunedì con il coro dell’università abbiamo cantato molti brani di Natale, ed il giorno dopo a casa di una ragazza che fa parte dei primi contralti, la voce dove canto, ci siamo allenate con la nostra parte, sentendo registrazioni dei brani, e fatto fika ovviamente!

Il concerto di Natale sarà il 4 dicembre in una chiesa di Karlstad, biglietti a 20 euro, e si lo so, sono abbastanza! Ma il ricavato andrà all’UNHCR per l’emergenza rifugiati. Il nome del concerto è “Diffondi la tua luce” e ci saranno parecchi brani, inglesi, svedesi, italiani, cantati a memoria. Ciò mi terrorizza, ma ce la farò in qualche modo!

A Karlstad sono arrivati 150 rifugiati, che si è deciso di accogliere nel vecchio municipio. Passandoci davanti per andare a prendere l’autobus venerdì, si respirava un’aria nuova, diversa, di grande ottimismo. Nonostante ci sono stati purtroppo molti attacchi ad alcuni centri di accoglienza in tutta la Svezia, qui a Karlstad lo spirito è abbastanza caloroso. Ho sentito gente dire che se in Europa ci si dividesse la quantità di rifugiati, ci ritroveremmo davvero con una quantità minuscola di rifugiati da aiutare, e non ci sarebbe nessun bisogno di impanicarsi. In Ungheria avevano deciso di installare recinzioni di filo spinato per non far passare i migranti, stile Auschwitz, nessuna differenza di pensiero dopo decenni di vergogna per l’Olocausto. Per fortuna chi aveva ricevuto l’ordine di consegna si è rifiutato di provvedere le recinzioni (usate per gli animali) all’Ungheria. Comunque, quando lunedì tornerò in città, farò un salto li per chiedere se c´è la possibilità di parlare con i migranti, fare sostegno psicologico (per quello che posso fare), aiutare in qualche modo.

La Svezia ha pochi abitanti, e sapete fino a che punto? Venerdì prima di partire, stando in città ne ho approfittato per andare in banca e cambiare l’indirizzo di posta collecato al mio conto, avendo cambiato casa. La ragazza che mi ha aiutata è stata la stessa che avevo incontrato due mesi fa, e indovinate? Ebbene si, si ricordava di me, dopo nemmeno aver detto hej!

Sono completamente piena di ragni e insettini che mi ronzano intorno e costruiscono ragnatele tra me ed il mio computer…ma c´è sole, di cosa mi lamento?!

Alcuni studenti internazionali la prossima settimana faranno un viaggio in Russia..ma dico io…non vi viene in mente niente di più pericoloso da fare in questo momento?

Entrata in casa perché una nuvola mi ha privata del mio amato sole, sono andata a cucinare i famosi biscotti italiani al limone con Katarina, che oggi porteremo al coro come fika, insieme ad una crema di limone.

Oggi in Svezia è la festa del papà, quale motivo migliore per fare…indovinate cosa? Fika! Torta alle mandorle e cioccolato, qualche biscotto italiano, caffè, e del gelato con uno sciroppo che una mia zia ospitante mi aveva preparato prima del mio ritorno in Italia un anno e mezzo fa. Era rimasto in frigorifero qui e me ne sono resa conto solo arrivata a Roma…lo sciroppo è fatto con zucchero, limone e rami di abete. Buonissimo!

Ora vi lascio, ci sentiamo!

What a travel!

20th July 2015 I like the image Germans wanted to give to their country, as a really multicultural place, result of a complete integration. I said ”really multicultural” and with it I want to explain how this country has gone far dealing with a high number of immigrants. The hotel’s staff does not look foreigner, they maybe look darker than you would be used to think, they maybe have a strange accent. After have overcome the obstacle of running away from war, poverty, and man other abuses they established a family, built a future for their children as well as a present for themselves. Germany helped them doing this and now the country is full of 1st and 2nd generation immigrants, completely integrated.

You maybe wonder why am I talking about Germany…well, after have approached in Frankfurt after a Lufthansa flight of two hours and a late of 30 minutes I went to the gate to take the connection flight to Karlstad. The staff told me that the ticket was cancelled by BMI. So I saw all the passengers getting on the plane, which was actually going to fly, while one of the two women (the other one was very unkind to me!) made a ten of calls to try to rebook a seat in the same flight. This did not work out in time and the unkind woman only said “we have to close the gate”, “the gate is closing”, “the gate is closed”. So they sent me to the ticket counter of Lufthansa where I stayed in line from 7 p.m.  to 9.30 p.m. after have wrongly been in line in another place, for half an hour. They gave me the name of the hotel where I could stay the night, booked me the flight and gave me the ticket to retire the baggage. Half an hour to get the baggage and another half to get to the hotel by bus, not counting all the time I needed to find all the places where I needed to go.

The only pros of today are that it is not so cold, it is very warm actually, and that everyone really speak a perfect English. I went to the hotel and got dinner at 23. Once back to my room, I found out that the flight the following day was not at 9 a.m. as they told me but at 9.50. Of course I was really afraid and did not even know if they actually booked anything! I went down to the reception where they helped me with calling a 24h service. They ensured me that the time was 9.50 and that my flight was booked. I finally got to the room trying to sleep, of course with not a big result. Alarm at 5.15, and I slept until 5.55. At 6,20 I was on the bus, and I checked-in at 6.35. Security checks much more serious than in Rome, and now I am sitting in the waiting room of my gate. Every face I met since yesterday afternoon was hopeless, sleepless, angry and hungry!

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I am finally home. I did not believe whether I would have make it or not. Being with my host-family again feels like I did not even stayed away for a year. The first meal I had in Sweden was “en korv med bred” what is a very healthy meal as you can guess, and as it always happens when I come to Sweden after long time. I did not have the chance to taste the German “bratwurst” but at least I tasted a brand new meal in Sweden. Well, when I will fly back to Rome I will have 3,40 hours in Frankfurt, so I already know what to do! Anyway… Once at home I was welcomed with a traditional fika, kladdkaka med grädde, kanelbullar, kaffe och äppelcider. Just after the first Swedish snack I think I reached and overcame the amount of sugars I usually get in in a week. We prepared dinner, which actually was not less than a traditional Swedish summer meal. Barbecue of meat and vegetables together with  potatosallad, tzatziki and some other sauces. Everything eat in the early evening outside in the garden, with the sun still brighting into your eyes while eating.

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Now it is 21,45 and it is still very bright, we will have to wait until 23,30 to see the sky become nearly completely dark, and then to sleep. See you!

Of the Swedish food: Kanelbullar recipe

Here I am, it passed too long time without news about Christmas, so here you have the recipe to bake the typical Swedish cinnamon buns, that I am going to bake this afternoon.

I translated the recipe from this Swedish book (here the English version) that contains the seven kinds of cakes and biscuits most famous in the Swedish traditional baking. I was given this book as a Christmas present from one of my Swedish host-father (svensk värdpappa)’s brothers.

Today, the 8th of December, we celebrate the day of Immaculate conception, as she was born without original sin, as we all were. Yesterday I sang with my choir in the Embassy of Spain by the Vatican and tomorrow the friends I met in the Swedish church and me will go to St.Peter Church to watch the celebration, where also a Swedish celebration will take place (they will sing traditional songs in the “Luciatåg“, and here you have more about it, in Swedish).

Anyway, hope you will have a good Christmassy preparation and have a good meal! See you with the next update on some Christmas things!

Kardemummabullar

Basic dough for approximately 45 buns:

– 150 gr. margarine or butter

– 5 dl milk

– 50 gr. yeast

– 1/2 teaspoon salt

– 1 – 1 1/2 dl sugar

– 1 1/2 teaspoon minced cardamom or 2 teaspoons minced cardamom

– approx. 1.3 lt flour

Glaze and garnish:

– cinnamon

– sugar

– granulated sugar

– butter

Smell the butter in a sauce pan, and add the milk. Warm until the mix reaches the temperature of approx. 37˚.

Dissolve the yeast in a big bowl with a little of the liquid mix. Add the the rest of the broth and then also the salt, sugar, the cinnamon and more than the two-thirds of the flour.

Knead the dough until it comes away from the edges and let it repose until it becomes the double. Then stretch the dough to a square. Put some butter, sugar and cinnamon on it, and roll the dough. Cut slices 2 cm depth and put them in cake shapes. Cover them with beaten egg and some granulated sugar and put them in the preheated oven, 180˚ for 10-15 minutes.